Questa contrapposizione molto soft tra chi rivendica il "diritto" alla nudità secondo una legislazione moderna e libertaria! E chi propone una misurazione (..... e successivamente la conseguente diffusione ai giusti destinatari) dei numeri potenziali del turismo naturista, rischia di essere una discussione tra noi interessati ( ..... o in alcuni casi addetti ai lavori).
Io preferisco che le associazioni lavorino per i diritti dei nudisti sul piano giuridico e la diffusione (anche come fatto culturale) del naturismo.
Lasciando ad altri (esterni) il compito di organizzare l'offerta e le strutture. Questo per chiarire come la vedo io, con tutti i miei evidenti limiti!
Detto questo, allo stato attuale, proporre dei numeri (ad enti, a operatori, ai media) avendo a che fare con i nudisti italiani è come afferrare le anguille.
Oggi puoi contare su 80!
Domani sono 15!
Dopodomani sono 100!
Il miglioramento c'è, qualcosa si muove .... ma è sempre molto basso rispetto al potenziale.
Io prima di scrivere ad un direttore di giornale che il suo giornalista è un superficiale, e che il titolo dell'articolo è sostanzialmente un rigurgito quasi razzista ( .... che pesca a piene mani nei luoghi comuni dell'antipolitica che la fatto la fortuna di molti) chiederei ai "militanti" (tanto sottovalutati nei numeri) di dimostrare che esistono realmente.