.... aspettative condivise ....
Si tratta di ottenere l'autorizzazione e la regolamentazione "del nudismo" dal comune di Santa Marinella.
Sembrerebbe che una tale richiesta dovrebbe trovare ampia partecipazione e diffusione tra i nudisti romani/laziali!
Ma non sempre quello che è ovvio viene interpretato da tutti come tale.
La spiaggia le Sabbie Nere, negli anni passati ha intercettato una "utenza di nudisti" differente rispetto a quella presente a Capocotta.
In parte la divisione è stata di tipo geografico/residenziale: Capocotta per i nudisti di Roma sud/est .... Santa Severa per quelli di Roma nord/ovest!
Ma anche altri fattori, hanno creato nei naturisti/nudisti della capitale e della provincia abitudini e sensibilità differenti.
Capocotta rassicurante nella sua "legalizzazione", nei servizi di ristorazione/bar,
.... disperante nella presenza degli irrequieti che si spostano continuamente, da e verso le dune!
Senza dimenticare gli anni in cui i nudisti erano diventati numericamente una frazione rispetto ai "tessili", che francamente ci si chiedeva che senso avesse denominare Oasi Naturista un luogo che non pareva esserlo.
Santa Severa ha rappresentato per decenni il luogo "da conquistare"! Piuttosto lungo il sentiero per arrivarci, grandi difficoltà per chi aveva bisogno di ristoro.
Su questa sabbia nera, bagnata da una acqua trasparente, è stata scritta una bellissima storia di relazione tra nudismo spontaneo, e nudismo relazionale, sostanzialmente grazie all'assidua presenza degli attivisti di UNI Lazio.
Infatti, negli anni, vi è stato un incontro e un intreccio tra solitari/e irriducibili (o coppie, dapprima isolate) che più o meno prudentemente hanno lasciato la loro "cellula" per finire in un gioioso gruppo di amici.
In alcune week end "i nudi" sostanzialmente il 70/80% dei bagnanti in spiaggia.
Il parcheggio (Varco 54) che ha aperto due anni fa il passaggio su demanio marittimo, consentendo attualmente a 500/700 automobili di arrivare in una spiaggia con lettini ombrelloni, giochi gonfiabili per bambini, e naturalmente, camion bar e "porchettaro" ...,
ha di fatto soverchiato la presenza nudista.
Malgrado tutto, i nudisti non si sono persi d'animo e la scorsa estate, abbiamo resistito ben oltre ferragosto nella cosiddetta zona bunker!
Di più!
Abbiamo fatto conoscere il naturismo e l'associazione a molti nuovi frequentatori, incassando anche la simpatia e "il rispetto" di molte famiglie, che nudiste non sono, ma che hanno deciso di sostenerci firmando la petizione che chiede la definitiva assegnazione dell'area per i naturisti (....n. 32, P.U.A) del 2007 ri-adottato nel 2012), misteriosamente cancellata nelle ultime ipotesi di PUA.
A questo si riferisce Antonio nel suo messaggio. Con grande senso del dovere e dell'utilità generale, quindi per tutti i nudisti, compresi coloro che non si iscriveranno mai ad alcuna associazione, pur continuando a trovare riparo all'interno del nostro gruppo,
UNI Lazio ha deciso durante la sua ultima assemblea di individuare l'area ove i naturisti possono stazionare con opportuna distanza rispetto ai bagnanti tessili e confidando nel reciproco rispetto.
E di concentrare tutti i suoi sforzi per rendere fruibile il tratto di spiaggia che si trova appena prima del confine con la cosiddetta "zona militare". Mantenendola pulita in tutti i sensi e accessibile per tutti.
Ora è necessario che coloro stanno facendo "i difficili", gli schizzinosi, perché
possono avere in periodi di bassa stagione la tentazione di allontanarsi verso sud, verso la riserva Naturale di Macchiatonda per stare più "comodi" capiscano che bisogna incrementare il numero dei nudisti in un area più concentrata per avere quella visibilità virtuosa e positiva che l'associazione sta faticosamente costruendo.
Per "esistere" bisogna "esserci" ..... fisicamente!
Nascondersi e sparire, nella immensa distesa di sabbia, significa solo non porre alcuna istanza per ottenere il nostro riconoscimento e la nostra tutela, né alle autorità, né alla popolazione (non nudista)!
Quindi tradire le "famose" ... aspettative condivise .....