Questa discussione è molto interessante. Coinvolge tutti gli aspetti sui quali ci troviamo spesso a discutere:
La piaggia poco accessibile, diventa negli anni 60/70 una spiaggia con una vocazione "libertina", per l'epoca!
Nudisti e gay convivono senza troppi problemi per molti anni.
L'esibizionismo becero, e gli episodi di "falegnameria" (in genere tra le rocce delle ultime calette) sono una triste realtà degli ultimi anni.
Che ha portato al grave episodio dello scorso anno quando Francesco de Gennaro, presidente di UNI Campania, ha subito una vigliacca aggressione alle spalle.
La spiaggia racchiude tutte le contraddizioni del nostro "mondo nudista".
Da un lato il Paradiso: Molto bella paesaggisticamente e con un mare pulito. Sfuggita alla "cementificazione commerciale" (perchè scomoda da raggiungere, e poco fornita di "servizi").
Dall'altro, Purgatorio/Inferno, quando si verificano atti arbitrari, e quando l'utenza si comporta in modo volgare.
Negli anni contro i nudisti, si sono organizzate da parte dell'amministrazione comunale di Gaeta, vere e proprie campagne di dissuasione al nudismo, con ronde di vigliantes, multe, intimidazioni, e negli ultimi anni il tentativo di strumentalizzare la presunta pericolosità della scogliera per recintare una area di esclusione ben oltre il necessario.
Quindi allo stato attuale Arenauta è, tristemente, ancora una grande occasione persa.
Persa per i nudisti, che non hanno fatto gioco di squadra.
Persa per l'amministrazione locale, che non ha avuto il coraggio di capire e interpretare le richieste (dapprima di UNI Lazio, e successivamente di UNI Campania) per dare alla città di Gaeta, la possibilità di attirare un turismo e una clientela potenzialmente enorme.
Persa per i gestori dei bar, pseudo stabilimenti. Che in questa situazione di confusione di ruolo, di legittimazione, di oneri ma anche di doveri, hanno preferito "vivacchiare di espedienti", facendo lavori di nascosto, creando fatti compiuti, e contando su una complicità da parte degli enti di controllo.
Bene tutto questo è molto più grave e triste, della vicenda, pure molto fastidiosa, della richiesta di 2 o 3 euro per l'utilizzo della discesa attraverso le varie scalinate che portano ai chioschi bar.
Sono convinto che l'intervento di a_fenice, ha spostato volutamente, il cuore della discussione di Arenauta, sulle prospettive che "noi nudisti" (ci metto dentro tutti, non solo i laziali e campani) dobbiamo avere nei confronti di tale spiaggia.
Max conosce bene sia le istanze dei nudisti che quello che è realizzabile in concreto, senza essere troppo sognatori.
La "cifra" della spiaggia dell'Arenauta è il compromesso!
Può dispiacere a molti di noi (..... me compreso!!!!!) ma è così!
Per cambiare la situazione servono alcune condizioni favorevoli che ora ancora non ci sono. Una amministrazione lungimirante, un'imprenditoria a cui vengano messi chiari limiti di rispetto della legalità, una frequentazione di nudisti tenaci e poco disposti a farsi fregare la spiaggia, anche dagli amici tessili, in nome di una presunta apertura di credito, che regolarmente viene disattesa.
L'impegno delle due associazioni sorelle UNI Lazio e UNI Campania.
Tutto questo è necessario.
Più passa il tempo, e più vedo dei sinistri parallelismi tra vicende più o meno negative, dove l'unica costante sembra essere il declino di una buona frequentazione naturista/nudista.
La vicenda di Lido di Dante dovrebbe insegnare a tutti noi qualcosa.
Non bisogna mai fidarsi troppo, della politica e delle promesse.
A Guvano, i punkabbestia chiedono soldi, lasciando inetendere che sono pronti a dare fastidio ai nudisti.
A Capocotta, la gestione del chiosco dell'Oasi Naturista, continua non contrastare la tessilizzazione di una spiaggia dichiaratamente istituita per la pratica naturista.
Su Lido di Dante stendo un velo pietoso.
In Abruzzo a Torino di Sangro, l'ufficializzazione della spiaggia, che ha segnato un grande successo degli amici fraterni di ANAB, ha visto più avversari nelle fila dei nudisti stessi (a molti evidentemente piaceva la frequentazione borderline precedente), che nel mondo tessile.
Sorvolo sul Mort, su Torre Salsa, su Vizzola/Ticino......
tutti luoghi con molti problemi.
Forse le uniche realtà regolamentate, che resistono bene sono attualmente Marina di Camerota e San Vincenzo.
Insomma una discussione aperta per contestare la "gabella" dei due fiorini al passaggio, ha il merito di far parlare di una spiaggia bellissima. Non ancora perduta alla frequentazione naturista, non ancora sfruttata da sistemazioni invasive, situata nel Lazio, ma praticamente al confine con la Campania.
Solaureo ha citato la discussione su extravillage, che contiene molte cose interessanti.
Di cose da dire ce ne sono molte, e mi auguro che lo faremo insieme.
Altre cose le aggiungo in seguito.
Forza, frequentatori di Arenauta, dite la vostra.
Anche chi non è mai stato e vuole andarci.
Noi ci stiamo organizzando, con la piena e straordinaria collaborazione del Presidente di UNI Campania, per dare la prossima estate un segno concreto. Ci piacerebbe avere compagni di avventura.