I Trecento Gardini di Sperlonga GRATIS

Stefy_85 02/09/2026 21:37 5.513 Visite
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01/01/2000 00:00
Grazie Piero; era proprio ciò che intendevo dire tra le righe oltre ovviamente salavaguardare i propri diritti. Anche se qui dentro siamo tutte persone rette...basta immedesimarsi in quei tangheri che non esitano (come si legge sul post) a mettere le mani addosso: fatta una strada alternativa, se io fossi al loro posto...la distruggerei subito. Mai visto nessun delinquente lasciarsi sfuggire una fonte di guadagno.
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01/01/2000 00:00
Dopo aver letto gli interventi di Max e Starless, dato che non conoscevo/conosco quella realtà...mi permetto di dire, "ignoranticamente", la mia. In liguria succede sovente che ci sia un bar vicino (sulla strada) ad una spiaggetta inaccessibile. Ovvio che il gestore abbia tutto l'interesse per farla diventare il più comodamente accessibile perchè è conseguenziale che la cosa gli porterebbe profitto. A volte, su tali scalinate/scalette, si legge un cartello che recita appunto che il manufatto è stato realizzato dl bar e che "ci si aspetta" un gesto di gratitudine, consumando qualcosa presso chi ha realizzato un passaggio. Però, dato che il tutto è stato realizzato senza permessi (e le Istituzioni chiudono un occhio fingendo di non aver visto) non è possibile chiedere un obolo per il passaggio: in questo caso (violenza o non violenza) si infrangono un sacco di leggi non ultime quelle contro il demanio e fiscali. Perciò, se da una parte ci può essere un sopruso, va anche detto che chi usufruisce di quei passaggi senza consumare nulla nell'attività commerciale di chi si è sbattuto per farlo scendere in spiaggia c'è maleducazione e menefreghismo.
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01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
Si Siman in principio hai ragione, su una cosa abusiva e difficile fare un reclamo scritto dalle autorità se uno vuole fare parte dei utilizzatori della costruzione abusiva.
Non era ciò che intendevo dire. Il mio ragionamento era che se uno costruisce qualcosa per accedere ad un territorio che non è di sua pertinenza, lo fa soltanto per attirare persone (e quindi possibili clienti) dove c'è la sua attività commerciale
dingopino ha scritto: Unica strada percorribile e una azione con un numero di persone che creando "critical mass" evita il ricorso alla violenza. E spiegare a questi signori del Bar che cosi facendo siete disposto a fare una denuncia e fare chiudere la scala per tutti e di conseguenza fare di questo Bar un posto nel deserto. Il bar stesso diventerebbe il maggior interessato che il abuso smetterebbe.
Fare dei ricatti, in qualsiasi forma, non è una cosa su cui concordo. Agire presso le Istituzioni per difendere dei soprusi si.
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01/01/2000 00:00
Messaggio di Stefy_85
ALT! QUANTI SIETE? UN FIORINO! La legge italiana stabilisce che gli accessi al mare devono essere liberi e gratuiti, se sei il propietario di una via d'accesso (per di più abusiva) non puoi far pagare le persone per usarla, nè chiuderla. Punto. Ora si è giunti all'assurdo e se non hai la loro tessera (vedi foto) ,venduta obbligatoriamente a chiunque passi per 5 euro (!!), non ti fanno nemmeno risalire dalla spiaggia! Il che è semplicemente sequestro di persona. Addirittura c'è chi si a fronte di un sacrosanto diniego nel corrispondere la somma non dovuta si è visto mettere la mani addosso:
Fare una denuncia agli Organi competenti è troppo difficile?
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01/01/2000 00:00
Io frequento questa spiaggia da molti anni e non ho mai pagato per accedervi, esiste infatti un persorso alternativo dal quale si accede da una delle piazzole nel parcheggio. Da quando bisogna pagare acneh per risalire ho imparato a percorrere il sentiero anche al contrario e devo dire che lo trovo molto meno faticoso di quella sterminata gradinata.
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01/01/2000 00:00
Risulta anche a me, perché così mi hanno riferito persone informate, che la discesa al mare di cui si parla sia privata. E all'epoca i gradini furono sistemati da i gestori del bar.
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01/01/2000 00:00
Questa discussione è molto interessante. Coinvolge tutti gli aspetti sui quali ci troviamo spesso a discutere: La piaggia poco accessibile, diventa negli anni 60/70 una spiaggia con una vocazione "libertina", per l'epoca! Nudisti e gay convivono senza troppi problemi per molti anni. L'esibizionismo becero, e gli episodi di "falegnameria" (in genere tra le rocce delle ultime calette) sono una triste realtà degli ultimi anni. Che ha portato al grave episodio dello scorso anno quando Francesco de Gennaro, presidente di UNI Campania, ha subito una vigliacca aggressione alle spalle. La spiaggia racchiude tutte le contraddizioni del nostro "mondo nudista". Da un lato il Paradiso: Molto bella paesaggisticamente e con un mare pulito. Sfuggita alla "cementificazione commerciale" (perchè scomoda da raggiungere, e poco fornita di "servizi"). Dall'altro, Purgatorio/Inferno, quando si verificano atti arbitrari, e quando l'utenza si comporta in modo volgare. Negli anni contro i nudisti, si sono organizzate da parte dell'amministrazione comunale di Gaeta, vere e proprie campagne di dissuasione al nudismo, con ronde di vigliantes, multe, intimidazioni, e negli ultimi anni il tentativo di strumentalizzare la presunta pericolosità della scogliera per recintare una area di esclusione ben oltre il necessario. Quindi allo stato attuale Arenauta è, tristemente, ancora una grande occasione persa. Persa per i nudisti, che non hanno fatto gioco di squadra. Persa per l'amministrazione locale, che non ha avuto il coraggio di capire e interpretare le richieste (dapprima di UNI Lazio, e successivamente di UNI Campania) per dare alla città di Gaeta, la possibilità di attirare un turismo e una clientela potenzialmente enorme. Persa per i gestori dei bar, pseudo stabilimenti. Che in questa situazione di confusione di ruolo, di legittimazione, di oneri ma anche di doveri, hanno preferito "vivacchiare di espedienti", facendo lavori di nascosto, creando fatti compiuti, e contando su una complicità da parte degli enti di controllo. Bene tutto questo è molto più grave e triste, della vicenda, pure molto fastidiosa, della richiesta di 2 o 3 euro per l'utilizzo della discesa attraverso le varie scalinate che portano ai chioschi bar. Sono convinto che l'intervento di a_fenice, ha spostato volutamente, il cuore della discussione di Arenauta, sulle prospettive che "noi nudisti" (ci metto dentro tutti, non solo i laziali e campani) dobbiamo avere nei confronti di tale spiaggia. Max conosce bene sia le istanze dei nudisti che quello che è realizzabile in concreto, senza essere troppo sognatori. La "cifra" della spiaggia dell'Arenauta è il compromesso! Può dispiacere a molti di noi (..... me compreso!!!!!) ma è così! Per cambiare la situazione servono alcune condizioni favorevoli che ora ancora non ci sono. Una amministrazione lungimirante, un'imprenditoria a cui vengano messi chiari limiti di rispetto della legalità, una frequentazione di nudisti tenaci e poco disposti a farsi fregare la spiaggia, anche dagli amici tessili, in nome di una presunta apertura di credito, che regolarmente viene disattesa. L'impegno delle due associazioni sorelle UNI Lazio e UNI Campania. Tutto questo è necessario. Più passa il tempo, e più vedo dei sinistri parallelismi tra vicende più o meno negative, dove l'unica costante sembra essere il declino di una buona frequentazione naturista/nudista. La vicenda di Lido di Dante dovrebbe insegnare a tutti noi qualcosa. Non bisogna mai fidarsi troppo, della politica e delle promesse. A Guvano, i punkabbestia chiedono soldi, lasciando inetendere che sono pronti a dare fastidio ai nudisti. A Capocotta, la gestione del chiosco dell'Oasi Naturista, continua non contrastare la tessilizzazione di una spiaggia dichiaratamente istituita per la pratica naturista. Su Lido di Dante stendo un velo pietoso. In Abruzzo a Torino di Sangro, l'ufficializzazione della spiaggia, che ha segnato un grande successo degli amici fraterni di ANAB, ha visto più avversari nelle fila dei nudisti stessi (a molti evidentemente piaceva la frequentazione borderline precedente), che nel mondo tessile. Sorvolo sul Mort, su Torre Salsa, su Vizzola/Ticino...... tutti luoghi con molti problemi. Forse le uniche realtà regolamentate, che resistono bene sono attualmente Marina di Camerota e San Vincenzo. Insomma una discussione aperta per contestare la "gabella" dei due fiorini al passaggio, ha il merito di far parlare di una spiaggia bellissima. Non ancora perduta alla frequentazione naturista, non ancora sfruttata da sistemazioni invasive, situata nel Lazio, ma praticamente al confine con la Campania. Solaureo ha citato la discussione su extravillage, che contiene molte cose interessanti. Di cose da dire ce ne sono molte, e mi auguro che lo faremo insieme. Altre cose le aggiungo in seguito. Forza, frequentatori di Arenauta, dite la vostra. Anche chi non è mai stato e vuole andarci. Noi ci stiamo organizzando, con la piena e straordinaria collaborazione del Presidente di UNI Campania, per dare la prossima estate un segno concreto. Ci piacerebbe avere compagni di avventura.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
...... In liguria succede sovente che ci sia un bar vicino ad una spiaggetta inaccessibile. Il gestore ha tutto l'interesse per farla diventare il più comodamente accessibile, perchè è conseguenziale che la cosa gli porterebbe profitto.
Esattamente il ragionamento (lungimirante) che dovrebbero fare i gestori del chiosco bar che si trova alla fine della discesa.
siman ha scritto:
...... non è possibile chiedere un obolo per il passaggio: in questo caso (violenza o non violenza) si infrangono un sacco di leggi non ultime quelle contro il demanio e fiscali.
Sono d'accordo, infatti la richiesta di denaro è arbitraria.
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01/01/2000 00:00
starless ha scritto:
Risposta di Michele M.responsabile pubbliche relazioni della Spiaggia 300 gradini: ...... Lo stabilimento dei Trecento Gradini (come gli altri esistenti su tutto il litorale) nascono su PROPRIETA' PRIVATA .... Per questo esistono dei cancelli che ad un certo orario vengono chiusi e per l'attraversamento della proprietà e l'utilizzo dei vari servizi vengono chiesti 2 euro.
Tutta la vicenda ruota intorno a questa ambigua formulazione: attraversamento proprietà privata + utilizzo servizi vari Viene fatto pagare un biglietto di ingresso! Come quando si visitano i giardini di Augusto a Capri, per affacciarsi sui faraglioni meravigliosi. Con la differenza che nel caso di Capri esiste una biglietteria che consegna un biglietto/ricevuta, e la gestione dell'attività è trasparente. I giardini sono curati. Allora i frequentatori dell'Arenauta???? Che dicono??? Forza, intervenite!!!
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01/01/2000 00:00
La vicenda è un po' più complicata, di quanto scritto fino ad ora. Prima però di cercare di dare in contributo alla discussione, esprimo l'auspicio che si materializzino in questo topic i frequentatori (anche saltuari ......) dell'Arenauta. Sarebbe molto utile raccogliere un contributo molteplice di testimonianze. E ancora di più, sapere su quali forze si può contare per recuperare una situazione molto critica! Allora chiedo anche io: Quanti siete?
Messaggio di Stefy_85
ALT! QUANTI SIETE? .........
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01/01/2000 00:00
La parte della cosiddetta "ultima spiaggia - 300 gradini" si trova nella "zona c", più o meno in corrispondenza del punto di maggiore ampiezza che si vede al centro della foto (parte destra della zona c). È qui che si raduna la maggior parte dei nudisti che frequentano Arenauta/Gaeta. Immagine utente
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01/01/2000 00:00
Tratto da Trip Advisor: Recensione di un utente il 25 agosto 2014: Trecento Gradini fuorilegge " ..... spiaggia molto bella, peccato pagare per scendere ..... la legge (finanziaria 2007) del dicenbre 2006 art.1 comma 252 ha stabilito che è fatto obbligo per il titolare di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia .... Risposta di Michele M.responsabile pubbliche relazioni della Spiaggia 300 gradini: "Ha dimenticato il punto interrogativo....;-)"trecento gradini fuorilegge??" La risposta è assolutamente no! E' impensabile lavorare nell'illegalità dal 1963 senza che nessuno abbia mai preso provvedimenti. La legge finanziaria del 2006 che lei ha citato, per l'appunto, riguarda tutti gli stabilimenti titolari di CONCESSIONE, ovvero strutture situate sul demanio pubblico, a cui il comune concede di svolgere la loro attività (es. stabilimenti di Rimini, Riccione, o di Serapo). Lo stabilimento dei Trecento Gradini (come gli altri esistenti su tutto il litorale) nascono su PROPRIETA' PRIVATA, le stesse proprietà su cui alcuni hanno preferito costruirsi una villa ed altri invece preferire una attività commerciale. Per questo esistono dei cancelli che ad un certo orario vengono chiusi e per l'attraversamento della proprietà e l'utilizzo dei vari servizi vengono chiesti 2 euro. Tengo a precisare che appena si accede dalla strada , sono visibilissimi cartelli informativisul pagamento del passaggio e sull'orario di chiusura, proprio per evitare che si arrivi giù totalmente disinformati." 2 settembre 2014
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01/01/2000 00:00
La cosa che trovo più disgustosa è la risposta dell'agente di polizia... "Si potrebbe mandare un agente in borghese. Ma ormai la stagione è finita. Se ne parla per l’anno prossimo. " Come se questo fenomeno fosse nato adesso....La verità credo, perchè capita anche dalle mie parti, è che le stesse autorità non vogliono compromettersi, per cui fanno finta di non vedere e nel frattempo questi soprusi dilagano!
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02/09/2026 21:37
ALT! QUANTI SIETE? UN FIORINO! Mi rivolgo a quanti di voi non sopportano di pagare i pedaggi illegali (indipendentemente dall'ammontare) e a quanti di voi dopo aver pagato sono stati anche costretti a andare via molto prima di quando avreste voluto a causa della chiusura pomeridiana-serale dei cancelli. La legge italiana stabilisce che gli accessi al mare devono essere liberi e gratuiti, se sei il propietario di una via d'accesso (per di più abusiva) non puoi far pagare le persone per usarla, nè chiuderla. Punto. Ora si è giunti all'assurdo e se non hai la loro tessera (vedi foto) ,venduta obbligatoriamente a chiunque passi per 5 euro (!!), non ti fanno nemmeno risalire dalla spiaggia! Il che è semplicemente sequestro di persona. Addirittura c'è chi si a fronte di un sacrosanto diniego nel corrispondere la somma non dovuta si è visto mettere la mani addosso: http://www.06blog.it/post/157/spiagge-a-gaeta-tu-da-qui-non-ci-passi-piu Il modo per boicottare e aggirare la truffa esiste, ma bisogna volerlo, bisogna spendere un po' di tempo e di impegno per dire di no a questa ingiustizia. C'è bisogno di 4-5 persone e una due giornate di lavoro. tutto qui. Il progetto è rendere facilmente agibile una discesa alternativa esistente ma al momento un po' avventurosa. Ora che è inverno è il momento giusto. Chi ci aiuta?
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