Provo a dire la mia. Scusate se mi dilungo, ma a questo punto provo ad esprimermi sui molti punti, facendo un discorso generale, e attendendo gli interventi di soci della zona delle associazioni naturiste, che saranno sicuramente assai informati.
Sono stato all'Arenauta poche volte, assai distanziate nel tempo, sempre in alta stagione, l'ultima pochi mesi fa.
Conosco discretamente il tratto di costa che va da Sperlonga a Gaeta (da nord a sud: comune di Sperlonga, c. di Itri, c. di Gaeta con S. Agostino, Arenauta e Serapo). Sono sicuro che Stefy_85, poiché parla di trecento gradini, si riferisca all'Arenauta, che fa parte interamente del comune di Gaeta. E' una spiaggia di sabbia fine, lunga quasi un chilometro, delimitata dalla roccia che, abbracciandola ai lati ed ergendosi alle sue spalle, la separa dall'entroterra.
Metà degli anni 2000
Scendendo dalla scalinata dell'"Ultima spiaggia" (al costo di 2 euro) la situazione del nudo/naturismo mi è parsa difficile: poche persone, soprattutto nell'ultima parte, quella più a sud. C'era una prevalenza di persone in costume.
Situazione al 2014
Venendo da nord sulla strada regionale 213 (via Flacca) si incontrano sulla destra due accessi:
1) il primo accesso, indicato come "I trecento gradini" (quello di cui probabilmente parla Stefy_85), mette grosso modo nel mezzo della prima metà della spiaggia, dove la presenza nudo/naturista è pressoché nulla;
2) il secondo accesso è indicato come "Ultima Spiaggia", e mette grosso modo nel mezzo della seconda metà della spiaggia, a partire dalla quale di solito si iniziano a sistemare i nudisti/naturisti.
1) Il primo accesso non lo conosco bene; osservato da un centinaio di metri sembra comunque in discrete condizioni. Questa scalinata mette in una struttura coperta che fornisce anche ombrelloni e lettini. Probabilmente è quella che richiede l'abbonamento di cui parla Stefy_85.
2) Il secondo accesso (Ultima spiaggia) consiste di una lunga scalinata (alcune centinaia di scalini di cemento) inerpicata sulla roccia scoscesa. Anch'essa parte dal guardrail della SR213, e mette in una piattaforma di cemento appoggiata tra la duna e la roccia, di un centinaio di mq, su cui insistono:
un bancone-baretto con servizi annessi,
tavolini coperti da un gazebo,
docce all'aperto.
Al termine delle scale prima della piattaforma si varca un cancelletto dove per passare mi hanno fatto pagare 3 euro, rilasciandomi un tessera di carta plastificata chiedendomi di tenerla con me per evitare di pagare di nuovo se avessi voluto risalire prima di andar via.
Riesco con fatica a credere che questa scalinata, come pure il resto di questa struttura, abbia potuto essere oggetto di regolare concessione edilizia, ed aver passato il vaglio del Genio Civile con i criteri del giorno d'oggi. Tutto è piuttosto grossolano: il corrimano della scalinata, dove esiste, sembra realizzato con ferro di risulta (anche tubi). Non oso immaginare i problemi che sorgerebbero se qualche malcapitato dovesse capitombolare dalla discesa.
La parte di spiaggia che da qui va verso sud va via via accogliendo un numero maggiore di persone in costume adamitico; comunque sempre piuttosto poche. Superato l'ultimo sperone di roccia, con l' acqua alle ginocchia si possono raggiungere delle brevi insenature più isolate, ma comunque troppo piccole per un nudismo in socialità. Dopodiché vi è un'altra spiaggetta (Torre Scissura), con relativa struttura turistica non naturista (come chiaramente segnalato da un cartello per chi proviene dalle insenature).
Alcune considerazioni
Il comune di Gaeta è molto attento all'urbanistica: le strade sono in ottime condizioni, come pure le piazze e gli edifici del centro storico e il lungomare (non è difficile veder girare un carro attrezzi che porta via l'auto di chi è in sosta vietata). E' bandiera blu da anni (insieme a Sperlonga): questo significa che funzionano i depuratori che puliscono l'acqua proveniente dalle tante strutture turistiche consentendo a questo tratto di costa così densamente popolato d'estate di avere un mare sempre pulito.
Mi sembra strano quindi che il comune non intervenga soprattutto sulla situazione dell'accesso dell'Ultima spiaggia (che poi è quello che interessa di più ai nudo/naturisti). Probabimente al comune sta bene così, che vi sia un'affluenza di turisti in generale, e non solo di nudo/naturisti che avventurosamente discendono la roccia scoscesa per raggiungere un angolo di paradiso.
Pertanto l'apertura di un sentiero autonomo, dopo aver accertato che si trovi su terreno demaniale, porterebbe alla possibilità di un giusto accesso gratuito alla spiaggia; ma non so se basterebbe per migliorare la situazione della frequentazione nudo/naturista della spiaggia.
Qui un link della pro loco Gaeta
http://www.prolocogaeta.it/documenti.aspx?IDDoc=96