Oltre a nessuna ordinanza presente a Dante, l'arma usata furono le multe verso persone isolate e indifese. Le medesime non furono rimosse a causa di manifestazioni pubbliche, ma grazie ad un indottrinamento delle masse, tra cui le autorità, sulle sentenze della cassazione ( che comunque non fanno giurisprudenza). E fu il pM che diede semplicemente il non luogo a procedere, ritenendo che la spiaggia fosse così nudista da sempre, che rientrava nei dettati della sentenza della cassazione del 2006, quindi azzero tutte le multe, analizzandole una per una, e di fatto, pur non creando presupposti, disse chiaro alla forestale che era meglio che guardassero ciò che erano incaricati di guardare, e cioè la pineta e non gli uccelli senza piume, pineta che alla fine è finita in fiamme.
Un divieto si rispetta di base, sempre, altrimenti domattina invece di andare al lavoro, faccio una rapina in banca, mi assicuro la pensione, e pretendo di essere lasciato in pace.
Cosa diversa è agire e organizzarsi per manifestare e chiedere cambi dell'ordinanza, come successe a Vizzola, cosa che le associazioni han fatto con semplice lettere, invece di procedere contro l'incostituzionalità della medesima, come era stato suggerito ma non accolto, cosa fatta invece dai magistrati, che alla fine poco ci manca che han carcerato anche il sindaco.
I diritti, tutti, si conquistano civilmente, con azioni, manifestazioni, infomative, e quanto in tal senso, non andando in sei contro le regole scritte.
Le proteste verso i diritti lesi sono legittime, fan parte delle battaglie umane per la difesa della libertà, ma non si conquistano con gli espropri proletari, ma facendo azioni civili e di ampia portata, includendo associazioni, organizzazioni private, media, frequentatori, volantinaggio, tutto ciò che è lecito e costruttivo.