multe a porto potenza

loroby 08/07/2015 14:40 4.242 Visite
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08/07/2015 14:40
Andrebbe fatto un ricorso. Essere nudo in un luogo dove abitualmente si fa nudismo non è reato
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08/07/2015 14:40
Si parla di multe fatte a nudisti nella spiaggia davanti la discoteca Babaloo a Porto Potenza.... che tristezza... le città diventano invivibili di notte e le forze dell' ordine invece di tutelare le persone per bene multano (ingiustamente tra l' altro perchè li' si fa nudismo da almeno 20 anni) chi ha la colpa di volere stare in libertà in una spiaggia che è quasi sempre deserta....andiamo avanti cosi'... povera Italia... solo da noi succedono queste cose... http://corriereadriatico.it/MACERATA/potenza_picena_nudisti_multati_spiaggia/notizie/1451468.shtml
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09/07/2015 00:31
All'ingresso della spiaggia era segnalata l'ordinanza e la sanzione prevista? Dico questo perché come fa un cittadino a sapere che c'è questa ordinanza? In un'Italia ove un capo di governo viene assolto perché incapace di comprendere il reato ci sono cittadini che possono essere multati per una ordinanza di cui non sapevano l'esistenza. .. http://www.imolaoggi.it/.../corte-dei-conti-renzi.../ Per cui, per me, la cosa potrebbe essere contestata soprattutto da chi veniva da fuori provincia che non ha avuto modo di leggere l'ordinanza, presumo, resa pubblica con un articolo di un giornale locale.
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10/07/2015 22:37
Eroe ha scritto:
All'ingresso della spiaggia era segnalata l'ordinanza e la sanzione prevista? Dico questo perché come fa un cittadino a sapere che c'è questa ordinanza? In un'Italia ove un capo di governo viene assolto perché incapace di comprendere il reato ci sono cittadini che possono essere multati per una ordinanza di cui non sapevano l'esistenza. .. http://www.imolaoggi.it/.../corte-dei-conti-renzi.../ Per cui, per me, la cosa potrebbe essere contestata soprattutto da chi veniva da fuori provincia che non ha avuto modo di leggere l'ordinanza, presumo, resa pubblica con un articolo di un giornale locale.
Fa riflettere molto anche su certi partiti politici.....
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12/07/2015 23:45
Si, è segnalato da anni ma negli anni scorsi c' è stata una discreta tolleranza, a quanto pare quast' anno non si potrà piu ....
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13/07/2015 08:11
loroby ha scritto:
Si, è segnalato da anni ma negli anni scorsi c' è stata una discreta tolleranza, a quanto pare quast' anno non si potrà piu ....
se c'era un divieto e per di più cartellonato, non capisco il problema. Può dispiacere l'andazzo generale, può dispiacere che la polizia perda tempo per dei pipì nudi, ma se c'è il divieto, han fatto bene. Sarebbe come dire: in quella strada si è sempre parcheggiato ovunque, hanno messo dei divieti di sosta, ma da un po di tempo c'era del parcheggio selvaggio, è tornata la polizia e han multato gli automobilisti. Beh hanno fatto bene!!! Trasgredire le regole non vuol dire aprire la mentalità alla società, esercitare delle libertà negate. Se non c'erano cartelli, andranno assolti come è stato con la turista tedesca a Manerba. Se ci sono i cartelli, beh che la raddoppiassero!! Se non rispettiamo per prime le regole, per quando difficili da digerire, non potremo richiedere rispetto e libertà
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Malcom
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13/07/2015 10:29
in linea di massima sono d'accordo con a_fenice, tuttavia penso che sia triste leggere di un luogo sottratto alla pratica naturista.
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13/07/2015 12:46
dingopino ha scritto:
Andrebbe fatto un ricorso. Essere nudo in un luogo dove abitualmente si fa nudismo non è reato
Devo rettificare la mia risposta. Visto che ce un divieto esplicito e propprio al contrario se fai un ricorso nonostante un divieto rischi la multa radoppiato
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13/07/2015 16:22
io invece non sono d' accordo, ricordo che tre anni fa i divieti c' erano anche a Lido di Dante...
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13/07/2015 16:27
e se nessuno avesse "disubbidito" o "protestato" a quest' ora la bassona sarebbe una spiaggia tessile...
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13/07/2015 19:02
loroby ha scritto:
io invece non sono d' accordo, ricordo che tre anni fa i divieti c' erano anche a Lido di Dante...
non c'era nessun divieto,solo spaventapasseri usati per istigare i perbenisti
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13/07/2015 20:19
Non concordo che bisogni sempre ed aprioristicamente rispettare le leggi. Se fossi stato in altro ambito avrei scritto che le leggi sono fatte per essere infrante, motivando l'affermazione, ma... voglio limitarmi a commentare. Mi sento di condividere con loroby. Possono tranquillamente fare un'ordinanza per i più svariati motivi (che non è una legge), solo per contrastare una frequentazione abituale e consolidata di un luogo che infastidisce i benpensanti o che ostacoli eventuali progetti che su quell'area vi sono. Progetti che potrebbero essere speculativi, come ambientali, come di recupero. Gli amministratori lo possono fare in vari modi coinvolgendo gli interessati o passando sopra la loro testa. A Lido di Dante scelsero di passare sopra la testa delle migliai di persone che fruivano della spiaggia, ai piccoli commercianti del borgo ed ai pochi abitanti, per interessi che sono in parte ancora un mistero (cementificazione?). A Lido di Dante si organizzarono delle iniziative in cui pubblicamente si sfidò il divieto (andando anche in piazza a Ravenna) e a lido Di DAnte, dopo i ricorsi, vi furono le assoluzioni anche a fronte di un'ordinanza (la giurisprudenza fa legge). Ora non conosco il luogo e la sua storia, non voglio pensare al tipo di frequentazioni, non so il perchè abbiano emesso tale ordinanza, ma sta ai frequentatatori controbattere a questi assurdi ed autoritari modi di comportarsi da parte delle autorità. Se si valuta che far ricorso sia troppo oneroso e rischioso (si paga), ma c'è sempre la strada della disobbedienza, del rendere pubbliche le proprie ragioni, del battagliare per ottenere uno spazio fruibile e "pulito", bisogna essere motivati, chiedere anche appoggi alle associazioni naturiste (se vi sono sul luogo o nelle vicinanze), ma bisogna spendendersi, lamentarsi non serve a nulla. Un prete (don Milani) scriveva L'OBBEDIENZA NON È PIÙ UNA VIRTÙ, questo 50 anni orson0o, io parafraserei in LA DISOBBEDIENZA È UNA VIRTÙ, disobbedire per cambiare.... ma mettendoci la faccia!
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13/07/2015 21:07
a dante non c'era nessuna ordinanza,solo un sindaco clerical fascista che affermava che "se non è autorizzato è vietato",sui cartelli c'era scritto "questa non è una spiaggia riservata al naturismo" e citava gli articoli 728 e 526cp,ma non c'era nessuna ordinanza perchè il ciellino non avrebbe avuto una maggioranza per farla passare,solo che siccome i ciellini avevano deciso che il naturismo è legale solo in un campo nudisti per loro era vietato e sono stati puntualmente e per l'ennesima volta smentiti dai giudici
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13/07/2015 21:50
Allora ricordavo male in merito al divieto di Dante.
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13/07/2015 21:59
Oltre a nessuna ordinanza presente a Dante, l'arma usata furono le multe verso persone isolate e indifese. Le medesime non furono rimosse a causa di manifestazioni pubbliche, ma grazie ad un indottrinamento delle masse, tra cui le autorità, sulle sentenze della cassazione ( che comunque non fanno giurisprudenza). E fu il pM che diede semplicemente il non luogo a procedere, ritenendo che la spiaggia fosse così nudista da sempre, che rientrava nei dettati della sentenza della cassazione del 2006, quindi azzero tutte le multe, analizzandole una per una, e di fatto, pur non creando presupposti, disse chiaro alla forestale che era meglio che guardassero ciò che erano incaricati di guardare, e cioè la pineta e non gli uccelli senza piume, pineta che alla fine è finita in fiamme. Un divieto si rispetta di base, sempre, altrimenti domattina invece di andare al lavoro, faccio una rapina in banca, mi assicuro la pensione, e pretendo di essere lasciato in pace. Cosa diversa è agire e organizzarsi per manifestare e chiedere cambi dell'ordinanza, come successe a Vizzola, cosa che le associazioni han fatto con semplice lettere, invece di procedere contro l'incostituzionalità della medesima, come era stato suggerito ma non accolto, cosa fatta invece dai magistrati, che alla fine poco ci manca che han carcerato anche il sindaco. I diritti, tutti, si conquistano civilmente, con azioni, manifestazioni, infomative, e quanto in tal senso, non andando in sei contro le regole scritte. Le proteste verso i diritti lesi sono legittime, fan parte delle battaglie umane per la difesa della libertà, ma non si conquistano con gli espropri proletari, ma facendo azioni civili e di ampia portata, includendo associazioni, organizzazioni private, media, frequentatori, volantinaggio, tutto ciò che è lecito e costruttivo.
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