Cosa fareste per la promozione del nudismo se...

mozartiano 02/09/2026 21:37 4.368 Visite
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
In effetti la domanda è pensata in relazione a iniziative di "promozione" del nudismo tout court, e non di natura - quanto meno direttamente - lucrativa. E' vero che la "promozione" (nel senso esattamente colto da Max) è un concetto legato al marketing di tipo commerciale, ma è un concetto che si può facilmente declinare in relazione a qualsiasi "prodotto" e quindi anche a un ideale o a uno stile di vita (pensiamo alle campagne di Pubblicità Progresso, tanto per fare un esempio). La domanda mi è venuta, da un lato, leggendo le notizie circa l'attivismo della Federazione nudista spagnola (che, sia pure con alterne vicende, sembra molto pronta a presentare ricorsi giudiziari in varie sedi, corredati da altrettanti interventi sui mass media a sostegno delle proprie posizioni) e, dall'altro, considerando che al giorno d'oggi - nella società della comunicazione e (ahimè) dell'apparenza - diviene essenziale riuscire a far passare agli "altri" ciò che intendiamo per nudismo, se vogliamo che esso venga quanto meno accettato (per "altri", si potrebbe intendere i politici, chi ricopre ruoli decisionali, gli abitanti di una certa zona, il pubblico indistinto, etc.: insomma, quello che si definisce "target" dell'operazione di marketing). Quanto alle cifre indicate, sono ovviamente... indicative. Con 1.000 euro non si va da nessuna parte, ma se contribuiscono 50 o 100 persone... l'unione fa la forza, si dice.
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r0b3rt0
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01/01/2000 00:00
per promuovere il corretto pensiero sul mondo nudista e sulla filosofia di vita da nudista la strada è lunga. Non credo che 1000 € siano sufficienti. Si potrebbe pensare di investire 1000€ in pubblicità ma sarebbero comunque soldi spesi male, anche una pubblicità progresso per esaltare la vita senza vestiti non coglierebbe nel segno perchè qui c'è una vera e propria anti-cultura che rema contro. 10000€ sono una cifra già importante per intervenire a livello locale. Un piccolo fondo di investimento da destinare ad alcune strutture che oltre a svolgere il proprio lavoro dovrebbero farsi carico anche di diffondere la cultura nudista. 100000€ sono fondi che dovrebbero essere impiegati per costruire una struttura che aiuti ad avvicinarsi al nudismo. Un qualcosa pensato appunto a dare istruzione. Un livello 0, da principianti, dove far vedere le qualità e i pregi del vivere nudi. Il problema è che se ci fossero più strutture (parlo per la liguria dove ci sono spiagge dove è tollerato il nudismo ma nulla di ufficiale!) solo in questo caso si può intervenire. Più strutture perchè le mete delle vacanze dei naturisti sono spesso all'estero, un busimess che noi italiani schifiamo. In questi periodi di crisi poi non credo nemmeno sia una mossa astuta! sostengo l'impegno dei 2Tatini che da privati devono pensare di "smuovere" i preconcetti degli italiani. Purtroppo non credo ci sia nessun aiuto politico perchè è più facile mostrare ipocrisia e non mettersi contro associazioni religiose varie. In Italia ben poco cambierà! E questa mentalità favorisce la malizia e il coinvolgimento nella vita nudista di persone poco chiare (loschi individui che poi vengono allontanati ma intanto gettano fango su tutti).
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maro58
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto:
Mi sembra una bella sfida!!! Volendo comunque affrontare di petto la sfida: io cercherei di vedere se sia possibile donare a un qualche comune (toscano, ad esempio) una qualche opera pubblica, in cambio della possibilità di un impegno per rendere legale nel suo territorio extraurbano la circolazione (camping, trekking ecc.) di nudisti. Sono per la CORRUZIONE MORALE [:D][:D]
se veramente ci fosse a disposizione 100.000 euro, visto l'andazzo dei comuni italiani, forse si potrebbe anche ipotizzare la CORRUZIONE MATERIALE onde giungere allo scopo. Il fine giustifica i mezzi... macchiavelli docet [;)]
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
L'idea di Paolo è interessante...disponendo delle cifre. Mi sento comunque di spendere una parola a favore di molte amministrazioni comunali, vi assicuro che siamo in contatto con molte realtà per l'istituzione di spiagge libere naturiste, spesso siamo contattati addirittura da loro e i nostri soci locali si attivano con grande partecipazione. (Speriamo di portare a casa qualcosa per l'estate...) Le grosse difficoltà sorgono dalle opposizioni (politiche e locali e di qualsiasi parte...)che strumentalizzano la cosa solo per partito preso come del resto accade a livello nazionale anche e soprattutto per altre questioni.
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto:
Ad occhio forse lavorandoci su rischiamo di dare troppa importanza al denaro. Se è vero che le attività - per esempio quelle elencate da Max - potrebbero essere "potenziate" con l'immissione di denaro, non credo che mille o centomila euro possano fare la differenza. Il denaro o la prospettiva di usarlo rischia di rendere la battaglia impersonale
Fede ha scritto:
Mi piace molto l'idea di Paolo. Sono convinto del fatto che i soldi non siano il vero limite per la promozione del nudismo. Penso questo perché il nudismo è uno stile di vita, o te lo senti addosso o non te lo senti. Quindi il nudismo non può essere trattato alla stregua di un prodotto, almeno in questo caso, ma deve essere promosso come un tipo di cultura.
Sono d'accordo sul fatto che il nudismo "o lo senti o non lo senti", e non c'è "promozione" che tenga. In questo senso, sarebbero soldi buttati quelli spesi per "convertire" la gente al nudismo. Ma il punto qui è un altro. La "promozione" del nudismo va intesa come tutto l'insieme di possibili iniziative volte a rendere il nudismo, nella percezione di tutti i "non nudisti", come un fatto normale, tranquillamente accettabile e perfettamente compatibile con le esigenze della vita sociale. Sotto questo profilo, è evidente che avere determinati fondi da impiegare per questa o quella iniziativa può fare la differenza!
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Saturn
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01/01/2000 00:00
Siman, le tue considerazioni sono interessanti. L'idea che mi sono fatto io è che, almeno in passato e all'estero, dare la possibilità di fare nudismo sia stato visto ANCHE come il modo per attirare turismo balneare (o simile) in zone meno favorite da altri punti di vista: Croazia, Francia atlantica o interna, Germania ecc. I posti come l'Italia in cui i turisti venivano comunque non avevano lo stimolo per aprirsi in questo senso. Per lo stesso motivo le maggiori città d'arte italiane offrono servizi peggiori di quelle meno frequentate in italia o all'estero. Ora però i nudisti italiani sono qualcosa di più di una nicchia e le poche iniziative presenti hanno un buon successo quindi forse è più appetibile anche come investimento. Certo però che chi non è mosso anche da una personale passione e quindi pronto anche a affrontare malumori, opposizioni, difficoltà, in mancanza di una legislazione esplicita preferirà andare sul sicuro ed a aprire strutture tessili.
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto:
Volendo comunque affrontare di petto la sfida: io cercherei di vedere se sia possibile donare a un qualche comune (toscano, ad esempio) una qualche opera pubblica, in cambio della possibilità di un impegno per rendere legale nel suo territorio extraurbano la circolazione (camping, trekking ecc.) di nudisti. Sono per la CORRUZIONE MORALE [:D][:D]
Interessante questa idea! Credo che bisognerebbe individuare un Comune non molto grande in termini di popolazione, ma esteso come territorio. E magari con un bilancio non molto florido, in maniera che abbia orecchie più attente all'offerta! [:D] In ogni caso, io sottoporrei la donazione del denaro alla condizione risolutiva che venga meno l'apertura nei confronti del nudismo... [}:)]
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
mozartiano ha scritto:
Quanto alle cifre indicate, sono ovviamente... indicative. Con 1.000 euro non si va da nessuna parte, ma se contribuiscono 50 o 100 persone... l'unione fa la forza, si dice.
Però leggendo questa tua frase, decade automaticamente il ragionamento posto nel tuo tread di apertura. Si parla di 1000 o 10.000 0 100.000 € in totale o di 1000 o 10.000 0 100.000 € a testa? Nell'ultimo caso il ragionamento da fare è giocoforza su cifre "folli". Nel senso che (ipotesi) se solo la metà degli iscritti a questo forum, avessero 100.000 a testa da investire pro nudismo... credo proprio che una legge tipo: "Stai nudo dove ti pare" non sarebbe un'utopia.
Beh, in effetti avevo detto di prenderlo come una sorta di "brainstorming", che - ricorrendo ancora alla buona Wikipedia - "sinteticamente consiste, dato un problema, nell'organizzare una riunione in cui ogni partecipante propone liberamente soluzioni di ogni tipo (anche strampalate, paradossali o con poco senso apparente) al problema, senza che nessuna di esse venga minimamente censurata". Quindi, una risposta possibile a "se aveste a disposizione 1.000 euro...", potrebbe essere: "non potrei farci nulla di buono, se non cercare almeno altre 9 persone che abbiano ciascuna almeno la stessa cifra a disposizione, e così passare all'ipotesi numero 2 (10.000 euro)". [:)]
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Ottimo mozartiano, sarebbe interessantissimo e io e te ci incontreremmo al convegno a commentare magari il libro che ne deriva .....ma come far giungere l'informazione ai tanti uomini e donne che non leggono neanche un libro all'anno? Che si informano solo su facebook o se più anziani solo con la tv!?
Ma infatti il target di questa (ideale) iniziativa non sarebbe il pubblico indistinto dei "tanti uomini e donne", bensì essenzialmente la ristretta cerchia dei decisori politici, molti dei quali hanno un atteggiamento di chiusura nei confronti del nudismo semplicemente perché non sanno cos'è e sottovalutano le sue potenzialità.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Marco, io non remavo contro. Ci mancherebbe. Ho solo riflettuto su ciò che conosco e su ciò che è stato raccontato qui. Da imprenditore, probabilmente sbagliando, andrei con i piedi di piombo.
Certo avevo compreso! Al giorno d'oggi poi per iniziare qualsiasi attività o si hanno le spalle ben coperte o è davvero problematico e rischioso!
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Saturn
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Con centomila paghi la campagna elettorale di 4 deputati che si sbattano pro nudismo.
Questa mi piace proprio. Seriamente In una forma diversa, ma non tanto, li investirei in un addetto stampa che faccia passare sui vari media mainstream una costante e corretta informazione sul nudismo, in modo da far passare l'idea che è una cosa come tante altre. Una breve serie ben fatta è riuscita insieme a suscitare simpatia e a far comprendere i problemi di chi è affetto da nanismo. Insomma, un'attività lobbystica condotta professionalmente anche se non necessariamente a tempo pieno. Magari per evitare un'attenzione da guardoni, per così dire, potrebbe esser data particolare attenzione alla radio, come ha detto fede. Riguardo alle frequenti lamentele sul fatto che in Italia queste cose siano inaccettabili, mi pare che quelle specie di reality con gnocche e fustacchioni che si incontrano su spiagge deserte non abbiano destato alcuno scandalo. E' vero che si trattava di trasmissioni imbarazzanti (non certo per la nudità), però non c'è stata nessuna insurrezzione.
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01/01/2000 00:00
Io sposto l'asticella in su. Chi mi conosce bene(Marco,ricordi quella sera in birreria sotto casa tua?)sa del mio progetto B&B Clothing Optional. Nn partirei direttamente con solo l'opzione nudista,nn vorrei bruciarmi in partenza. Nel mio progetto ci sono 8 camere(4+4)tutte a tema,la piscina biologica,il centro benessere(quello sì senza costume),biciclette elettriche,orto e frutteto,pannelli fotovoltaici x avere il minor impatto possibile sul'ambiente e gazebo x mangiare tutti insieme. Ho una figlia che vorrebbe fare la cuoca e sarebbe una buona opzione x darle un lavoro. Abitiamo vicinissimi alla Svizzera e ambiremmo ad attirare ANCHE del turismo oltr'alpe. Questo è grossomodo il mio progetto. Ovvio che se la richiesta nudista aumentasse...
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01/01/2000 00:00
Se proprio volessimo spostare il discorso di un investimento PERSONALE x promuovere SOLO il nudismo PUBBLICO l'unica sarebbe pagare un'agenzia pubblicitaria unitamente ad un avvocato che con la giusta promozione sui media principali andasse presso i vari sindaci o ancor meglio presso le Istituzioni. Ma a questo punto 100000 Euro nn sarebbero sufficienti...
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
a_fenice ha scritto:
ancora idee poco chiare sulla domanda. Provate a leggere questo link https://it.wikipedia.org/wiki/Promozione Per chi fa fatica a leggere i link: [i] La promozione, nel linguaggio del marketing e della comunicazione d'impresa, indica l'incentivo o stimolo che tende a far conoscere e apprezzare un servizio, un prodotto o un'idea. ...
Giusto e dal mio punto di vista, oltre alla promozione fatta con contatti col pubblico (stand, volantini, manifesti, ecc.), offrire la possibilità di un naturismo "sicuro", come spiagge autorizzate e luoghi PRIVATI, amplia la sfera dei potenziali nudisti e fa venire allo scoperto chi lo pratica saltuariamente o solo in località straniere.
Ho capito cosa mi volete dire Max ed Eroe,ma a supporto del vostro pensiero comunque state facendo riferimento ad imprese private. L'idea di marketing di Wiki parla sempre di un'AZIENDA che deve vendere qualcosa.
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01/01/2000 00:00
ancora idee poco chiare sulla domanda. Provate a leggere questo link https://it.wikipedia.org/wiki/Promozione Per chi fa fatica a leggere i link: La promozione, nel linguaggio del marketing e della comunicazione d'impresa, indica l'incentivo o stimolo che tende a far conoscere e apprezzare un servizio, un prodotto o un'idea. In un famoso modello largamente utilizzato, la promozione è una delle "quattro P" del marketing mix, ossia dell'insieme di strumenti di marketing operativo che l'impresa può utilizzare per influenzare il suo mercato. Le altre "P" sono il prezzo, il prodotto e la distribuzione (placement in inglese).[senza fonte] Per promuovere qualcosa ci si serve di tecniche di comunicazione efficace, seguendo il famoso modello di Shannon-Weaver, basato sulla relazione stimolo-risposta-feedback. Indice 1 Processo di comunicazione 2 Strumenti di comunicazione aziendale 3 Budget promozionale 4 Voci correlate 5 Altri progetti Processo di comunicazione Il processo di comunicazione promozionale, nel marketing di un'impresa, si articola lungo determinate fasi: identificazione del pubblico-target definizione degli obiettivi della comunicazione elaborazione di una strategia di comunicazione definizione dei mezzi e strumenti da utilizzare definizione del budget pianificazione del mix promozionale creazione dei messaggi ed esecuzione (realizzazione tecnica) diffusione misurazione dei risultati conseguiti (valutazione dell'efficacia della comunicazione) Strumenti di comunicazione aziendale Il marketing, per diffondere il proprio messaggio, ha a disposizione diversi canali di comunicazione. Da quello più personale (a due vie) a quello più impersonale (unidirezionale), essi sono: Vendita diretta Direct marketing Marketing relazionale (oggi soprattutto attraverso attività di internet marketing) Promozioni Comunicazione sul punto di vendita (POP) Letteratura aziendale e documentazione di prodotto (stampati, da brochure istituzionali dell'azienda e house organ a cataloghi, schede tecniche e pieghevoli illustrativi). Packaging Pubbliche relazioni Pubblicità La vendita personale è il canale più bidirezionale, che quindi presuppone lo scambio comunicativo diretto tra venditore e potenziale acquirente. Di solito si attua in occasione di fiere e presentazioni, oppure tramite visite dirette, soprattutto nel settore del Business to Business. Il marketing diretto include, secondo la definizione classica, tutte le forme di comunicazione volte a stimolare una azione di risposta da parte del target (a differenza della pubblicità, il direct marketing non utilizza come strumento di misura i "contatti" generati, ma il rapporto tra messaggi inviati e risposte ricevute, detto redemption). Il marketing relazionale è focalizzato sulla gestione della relazione con i clienti già acquisiti, allo scopo di aumentarne la soddisfazione e la fedeltà alla marca. Tra le promozioni (forme di comunicazione tese a stimolare le vendite nel breve periodo), si annoverano i concorsi a premi, le raccolte punti, le offerte speciali, la distribuzione di campioni gratuiti, buoni sconto e agevolazioni. La comunicazione sul punto vendita (Point Of Purchase) comprende espositori, materiale da vetrina, cartelli sospesi, appositi materiali da applicare al prodotto stesso o agli scaffali nella grande distribuzione, dimostrazioni tramite personale apposito e ogni altra forma di comunicazione che si svolga sul luogo di vendita del prodotto. Le pubbliche relazioni comportano l'interazione con la stampa (tramite diffusione di comunicati e conferenze stampa), con gli stakeholders (tramite la pubblicazione del bilancio), o con il pubblico in generale (pubblicazioni, sponsorizzazioni, eventi). Infine, la pubblicità può essere definita come una forma di comunicazione di massa (in genere, tramite l'inserimento di comunicati commerciali sui mass media o in spazi pubblici), con il fine di modificare gli atteggiamenti dei potenziali consumatori in senso favorevole alla marca, facilitando il processo d'acquisto. Budget promozionale Philip Kotler riporta quattro metodi per definire il budget da destinare alla comunicazione d'impresa: disponibilità economica (affordable method): la somma da destinare alla promozione è quella che l'azienda può permettersi previa deduzione degli altri costi; è un metodo che però ignora troppo gli effetti della promozione sulle vendite. percentuale sulle vendite (percentage-of-sales): si destina alla promozione una certa percentuale sulle vendite realizzate o previste; pur essendo un metodo semplice, ha lo svantaggio di vedere le vendite come "causa" (e non "effetto") della promozione. parità competitiva (competitive-parity method): si fissa un investimento in linea con i budgets della concorrenza, che si suppone rappresentino il know-how collettivo; previene guerre concorrenziali. obiettivo da conseguire (objective-and-task method): il più logico, forza i manager a stabilire obiettivi di comunicazione precisi (objectives), le operazioni da svolgere per raggiungere tali obiettivi (tasks), nonché la stima dei costi totali.
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