Cosa fareste per la promozione del nudismo se...

mozartiano 02/09/2026 21:37 4.367 Visite
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01/01/2000 00:00
carla77 ha scritto:
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto: Vengono pubblicati libri...
Beh, allora in questo caso una strategia ci sarebbe su cui ragionarci, ovviamente scartando a priori scrittori hobbystici. Parte dei soldi si danno ad un autore di rilievo nel panorama editoriale italiano, un'altra parte ad una casa editrice che può pubblicizzare lo stesso libro attraverso locandine nelle librerie (avrete già notato le sagome a grandezza d'uomo di qualche scrittore nelle vetrine) e per ultimo "foraggiare" qualche giornalista/critico che parli del libro nei suoi articoli. Insomma e per fare un esempio pratico...un libro per nulla scritto bene (50 sfumature di grigio) ha sdoganato "l'arte della sculacciata" in ogni dove.
Il problema è che le sculacciate stuzzicano certi pruriti.. mentre il nudismo no!
A tutto c'è rimedio, Carla. [;)] Immagine utente
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto:
Volendo comunque affrontare di petto la sfida: io cercherei di vedere se sia possibile donare a un qualche comune (toscano, ad esempio) una qualche opera pubblica, in cambio della possibilità di un impegno per rendere legale nel suo territorio extraurbano la circolazione (camping, trekking ecc.) di nudisti. Sono per la CORRUZIONE MORALE [:D][:D]
Questa, finora, è la proposta che mi è piaciuta di più. Complimenti. [:)]
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mozartiano ha scritto: Ma infatti il target di questa (ideale) iniziativa non sarebbe il pubblico indistinto dei "tanti uomini e donne", bensì essenzialmente la ristretta cerchia dei decisori politici, molti dei quali hanno un atteggiamento di chiusura nei confronti del nudismo semplicemente perché non sanno cos'è e sottovalutano le sue potenzialità.
Mi permetto di aprire una parentesi (così nessuno lo chiama O.T.). - Dalla mia poca esperienza sull'imprenditoria turistica mi son sempre chiesto come mai nessuno (o pochissimi) abbiano puntato su questa risorsa del terziario. Beh, non sono un esperto di marketing e neppure (purtroppo) uno che può girare molto ma ho riflettuto su alcune cose. - In Corsica ci son moltissimi villaggi nudisti. Ho visto solo la realtà di Punta Chiappa. Bellissimo, stupendo, wow, wow, wow finché volete ma...è carente da ogni parte: investimenti per la manutenzione quasi pari a zero. Noncuranza o poca redditività per mantenerlo piacente? Non lo so. - In Liguria c'è un campeggio nudista. Non ci sono mai stato e non posso giudicare ma è dalle mie parti e conosco la zona. 30 chilometri dal mare con in più la endemica ardua possibilità di parcheggiare sulla costa se si vuole nuotare in mare. Neppure montagna (è collinare) e tra l'altro, credetemi, la zona non è tra i molti fiori all'occhiello della mia regione e quindi, come zona di vacanza è (secondo me) un suicidio commerciale investire laggiù. Forse la scelta del nudismo, in questo caso, è stata appunto dettata dalla assoluta mancanza di concorrenza "nudista" da una parte e da quella imbattibile tessile dall'altra. - Altri campeggi nudisti che non ho mai frequentato, ma di cui ho sentito parlare qui (sia italiani che croati), pare che in alta stagione trasformino buona parte della loro ricettività da nudista a tessile. - Il "nostro" paradiso di Zello, a quanto ne so, ogni anno ha bisogno della battaglia di Sergio per poter continuare ad essere zona nudista perché i proprietari vorrebbero trasformarlo. - Non voglio annoiarvi sull'altra celebre località nudista francese (o pseudo nudista per molti di voi) ma, laggiù, a parità di grandezza, bellezza e arredamento degli appartamenti...quelli tranquilli, silenziosi, lontani dalla movida (parliamo di 300 mt e non di chilometri), costano molto meno della metà sia in acquisto che in affitto e a parità di spese condominiali. C'è da riflettere non credete? A questo punto mi chiedo: se io trovassi sotto una piastrella della mia cantina la classica pentola piena di monete d'oro...con simili presupposti, mi butterei su un'avventura imprenditoriale nudista? Oppure farei un qualcosa mirato alla maggioranza dei turisti (tessili) e mi godrei il nudismo personalmente quando in ferie? Splendida anzi, strepitosa l'idea di usare una considerevole somma da regalare ad un comune in cambio di una zona espressamente e ufficialmente nudista. Cosa daremmo in cambio nel futuro? Un luogo perennemente tenuto pulito dalle cartacce? Solo? Mi pare un po' poco. I centomila euro ad un comune durano un anno e poi? Che cosa gli ritorna economicamente da quel luogo pubblico destinato al nudismo? Le giunte comunali durano cinque anni e non è matematico che vengano successivamente rielette le stesse.
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01/01/2000 00:00
Con mille non ci fai nulla, con diecimila nneppure. Con centomila paghi la campagna elettorale di 4 deputati che si sbattano pro nudismo.
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
mozartiano ha scritto:
Quanto alle cifre indicate, sono ovviamente... indicative. Con 1.000 euro non si va da nessuna parte, ma se contribuiscono 50 o 100 persone... l'unione fa la forza, si dice.
Però leggendo questa tua frase, decade automaticamente il ragionamento posto nel tuo tread di apertura. Si parla di 1000 o 10.000 0 100.000 € in totale o di 1000 o 10.000 0 100.000 € a testa? Nell'ultimo caso il ragionamento da fare è giocoforza su cifre "folli". Nel senso che (ipotesi) se solo la metà degli iscritti a questo forum, avessero 100.000 a testa da investire pro nudismo... credo proprio che una legge tipo: "Stai nudo dove ti pare" non sarebbe un'utopia.
Beh, in effetti avevo detto di prenderlo come una sorta di "brainstorming", che - ricorrendo ancora alla buona Wikipedia - "sinteticamente consiste, dato un problema, nell'organizzare una riunione in cui ogni partecipante propone liberamente soluzioni di ogni tipo (anche strampalate, paradossali o con poco senso apparente) al problema, senza che nessuna di esse venga minimamente censurata". Quindi, una risposta possibile a "se aveste a disposizione 1.000 euro...", potrebbe essere: "non potrei farci nulla di buono, se non cercare almeno altre 9 persone che abbiano ciascuna almeno la stessa cifra a disposizione, e così passare all'ipotesi numero 2 (10.000 euro)". [:)]
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
Ripensando alla tesi sul nudismo cui abbiamo collaborato con il questionario qualche settimana fa, credo che non sarebbe male destinare un po' di soldini a un gruppetto di esperti di chiara fama in molteplici settori (sociologico, storico, psicologico, pediatrico, del turismo, della salute, etc.) affinché analizzino il nudismo e i suoi positivi effetti dai vari punti di vista. Ne uscirebbe una piccola raccolta di studi o saggi brevi, con la quale corroborare con la forza dell'accademia le richieste dei nudisti agli amministratori pubblici. Senza contare poi che su questa base si potrebbero organizzare convegni di un certo spessore per promuovere il nudismo.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Siman non immagini quanta richiesta c'è di strutture naturiste! La Croazia non fa più testo perché sta aprendo ai turisti dell'est abitualmente non avvezzi al naturismo. Quello italiano che si tramuta in tessile in agosto non fa più testo perché ormai abbandonato dalla clientela per questo motivo. Il campeggio ligure, pur svantaggiato dalla posizione si sta ampliando e ogni anno presenta nuove strutture, è gestito da giovani molto intraprendenti e sta riscuotendo grande successo da parte degli olandesi che amano le strutture meno commerciali di quelle francesi. Stanno aprendo strutture in Puglia e ci sono richieste in zone che nessuno penserebbe. Credimi se avessimo gli accessi al mare della Francia e della Spagna avremmo la corsa ad investire nel naturismo. E' su questo che bisogna lavorare. Spiagge libere che attirano chi va all'estero e di conseguenza gli investitori.
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
In effetti la domanda è pensata in relazione a iniziative di "promozione" del nudismo tout court, e non di natura - quanto meno direttamente - lucrativa. E' vero che la "promozione" (nel senso esattamente colto da Max) è un concetto legato al marketing di tipo commerciale, ma è un concetto che si può facilmente declinare in relazione a qualsiasi "prodotto" e quindi anche a un ideale o a uno stile di vita (pensiamo alle campagne di Pubblicità Progresso, tanto per fare un esempio). La domanda mi è venuta, da un lato, leggendo le notizie circa l'attivismo della Federazione nudista spagnola (che, sia pure con alterne vicende, sembra molto pronta a presentare ricorsi giudiziari in varie sedi, corredati da altrettanti interventi sui mass media a sostegno delle proprie posizioni) e, dall'altro, considerando che al giorno d'oggi - nella società della comunicazione e (ahimè) dell'apparenza - diviene essenziale riuscire a far passare agli "altri" ciò che intendiamo per nudismo, se vogliamo che esso venga quanto meno accettato (per "altri", si potrebbe intendere i politici, chi ricopre ruoli decisionali, gli abitanti di una certa zona, il pubblico indistinto, etc.: insomma, quello che si definisce "target" dell'operazione di marketing). Quanto alle cifre indicate, sono ovviamente... indicative. Con 1.000 euro non si va da nessuna parte, ma se contribuiscono 50 o 100 persone... l'unione fa la forza, si dice.
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01/01/2000 00:00
per promuovere il corretto pensiero sul mondo nudista e sulla filosofia di vita da nudista la strada è lunga. Non credo che 1000 € siano sufficienti. Si potrebbe pensare di investire 1000€ in pubblicità ma sarebbero comunque soldi spesi male, anche una pubblicità progresso per esaltare la vita senza vestiti non coglierebbe nel segno perchè qui c'è una vera e propria anti-cultura che rema contro. 10000€ sono una cifra già importante per intervenire a livello locale. Un piccolo fondo di investimento da destinare ad alcune strutture che oltre a svolgere il proprio lavoro dovrebbero farsi carico anche di diffondere la cultura nudista. 100000€ sono fondi che dovrebbero essere impiegati per costruire una struttura che aiuti ad avvicinarsi al nudismo. Un qualcosa pensato appunto a dare istruzione. Un livello 0, da principianti, dove far vedere le qualità e i pregi del vivere nudi. Il problema è che se ci fossero più strutture (parlo per la liguria dove ci sono spiagge dove è tollerato il nudismo ma nulla di ufficiale!) solo in questo caso si può intervenire. Più strutture perchè le mete delle vacanze dei naturisti sono spesso all'estero, un busimess che noi italiani schifiamo. In questi periodi di crisi poi non credo nemmeno sia una mossa astuta! sostengo l'impegno dei 2Tatini che da privati devono pensare di "smuovere" i preconcetti degli italiani. Purtroppo non credo ci sia nessun aiuto politico perchè è più facile mostrare ipocrisia e non mettersi contro associazioni religiose varie. In Italia ben poco cambierà! E questa mentalità favorisce la malizia e il coinvolgimento nella vita nudista di persone poco chiare (loschi individui che poi vengono allontanati ma intanto gettano fango su tutti).
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mozartiano
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02/09/2026 21:37
Se aveste a disposizione 1.000 euro da destinare alla promozione del nudismo in Italia, cosa fareste? E se ne aveste 10.000? E 100.000? Prendetelo come una sorta di "brainstorming" per riuscire a capire cosa si dovrebbe fare, avendo risorse a disposizione...
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