Cosa fareste per la promozione del nudismo se...

mozartiano 02/09/2026 21:37 4.369 Visite
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01/01/2000 00:00
Diamo tutti i 111000 € alla D'Urso ...che ci fa pubblicità tutti i giorni. Una volta che sdoganiamo l'idea nella testa delle signore di una certa età che la guardano, la strada è in discesa verso il parlamento! [:D] Questa è una battuta ma neanche tanto; ci son tante persone che ancora giungono all'informazione solo da un certo tipo di tv, poi fatta una base di opinione pubblica con l'appoggio di qualcuno in politica si può fare qualcosa ...
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto:
Mi sembra una bella sfida!!! Ad occhio forse lavorandoci su rischiamo di dare troppa importanza al denaro. Se è vero che le attività - per esempio quelle elencate da Max - potrebbero essere "potenziate" con l'immissione di denaro, non credo che mille o centomila euro possano fare la differenza. Qui il fronte è culturale ed è molto personale (mi riallaccio così al bel thread sull'outing)
[}:)][}:)][}:)][}:)][}:)][}:)][}:)][}:)] Coming out, non outing!!!!!!!!!
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siman ha scritto:
carla77 ha scritto:
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto: Vengono pubblicati libri...
Beh, allora in questo caso una strategia ci sarebbe su cui ragionarci, ovviamente scartando a priori scrittori hobbystici. Parte dei soldi si danno ad un autore di rilievo nel panorama editoriale italiano, un'altra parte ad una casa editrice che può pubblicizzare lo stesso libro attraverso locandine nelle librerie (avrete già notato le sagome a grandezza d'uomo di qualche scrittore nelle vetrine) e per ultimo "foraggiare" qualche giornalista/critico che parli del libro nei suoi articoli. Insomma e per fare un esempio pratico...un libro per nulla scritto bene (50 sfumature di grigio) ha sdoganato "l'arte della sculacciata" in ogni dove.
Il problema è che le sculacciate stuzzicano certi pruriti.. mentre il nudismo no!
A tutto c'è rimedio, Carla. [;)] Immagine utente
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siman ha scritto:
a_fenice ha scritto: Vengono pubblicati libri...
Beh, allora in questo caso una strategia ci sarebbe su cui ragionarci, ovviamente scartando a priori scrittori hobbystici. Parte dei soldi si danno ad un autore di rilievo nel panorama editoriale italiano, un'altra parte ad una casa editrice che può pubblicizzare lo stesso libro attraverso locandine nelle librerie (avrete già notato le sagome a grandezza d'uomo di qualche scrittore nelle vetrine) e per ultimo "foraggiare" qualche giornalista/critico che parli del libro nei suoi articoli. Insomma e per fare un esempio pratico...un libro per nulla scritto bene (50 sfumature di grigio) ha sdoganato "l'arte della sculacciata" in ogni dove.
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01/01/2000 00:00
Se da una parte, avere più spazi riconosciuti dalle amministrazioni comunali può essere considerata una conquista per noi nudisti, dall'altra questo non corrisponde all'apertura dell'opinione pubblica locale in merito al nudismo. Ne è la dimostrazione che nelle spiagge autorizzate, i frequentatori sono raramente del luogo. E in riferimento alla spiaggia del nido dell'aquila che ho frequentato per un po' di tempo negli anni passati, la percezione degli abitanti dei comuni limitrofi in riguardo al nudismo non era proprio edificante. Lo sostengo in maniera informale dai feedback di amici che vivono a Campiglia marittima e a San Vincenzo. Ora, considerata la mentalità nudofobica degli italiani in genere, il fatto di avere più luoghi consacrati al nudismo non può essere visto come un usurpazione di spazio vitale per i non nudisti? La mie è solo una riflessione, s'intende! Ritornando alla discussione, se avessimo a disposizione dei capitali per promuovere lo stile di vita nudista, sarebbe interessante proporre servizi sul nudismo nel mondo in programmi culturali tipo "alle falde del Kilimangiaro" o simili, dove gli argomenti vengono trattati in modo pertinente e rispettoso. Ci vuole comunque una periodicità nel proporre tali argomenti, in modo che non sembri una semplice bizzarria di quattro sconosciuti. Se mettiamo il caso che a fare i servizi siano gli stessi nudisti, chi si esporrebbe in prima persona? Non vorrei essere pessimista per il futuro, ma credo che sia più facile conquistarsi uno spazio di tolleranza anche autorizzata, piuttosto che riuscire a cambiare la percezione del nudo nell'italiano medio.
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01/01/2000 00:00
Mi piace molto l'idea di Paolo. Sono convinto del fatto che i soldi non siano il vero limite per la promozione del nudismo. Penso questo perché il nudismo è uno stile di vita, o te lo senti addosso o non te lo senti. Quindi il nudismo non può essere trattato alla stregua di un prodotto, almeno in questo caso, ma deve essere promosso come un tipo di cultura. Ora, per promuovere un tipo di cultura "alternativa", escludo di dover spendere dei soldi per una pubblicità sul giornale una tantum, ma ci vuole un canale disponibile costantemente. Questo è il caso dei blog, ma anche questo forum ne è un'espressione. A me è venuta in mente una web radio basata sul volontariato e sulle testimonianze dei nudisti. Ho pensato anche ai podcast della web radio, tutte cose che sono a costo zero, ma richiedono profusione di impegno di un discreto gruppo di persone. Sarebbe interessante affiancare al tema del nudismo altre tematiche di interesse comune, come l'ambiente, la salute ecc. Ho pensato alla web radio, piuttosto dei canali you tube, perché rende più veloce e semplice la produzione di un programma, senza allestire set, o ancora, dove le immagini di persone nude, possono distogliere l'attenzione dal vero proposito della sensibilizzazione al tema. Altresì sarebbe interessante se, una trasmissione radiofonica in FM a livello nazionale, tipo RTL o 105, si occupasse periodicamente di testimonianze di vita nudista, chiaramente trattando queste tematiche in modo serio e rispettoso.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Vengono pubblicati libri...
Beh, allora in questo caso una strategia ci sarebbe su cui ragionarci, ovviamente scartando a priori scrittori hobbystici. Parte dei soldi si danno ad un autore di rilievo nel panorama editoriale italiano, un'altra parte ad una casa editrice che può pubblicizzare lo stesso libro attraverso locandine nelle librerie (avrete già notato le sagome a grandezza d'uomo di qualche scrittore nelle vetrine) e per ultimo "foraggiare" qualche giornalista/critico che parli del libro nei suoi articoli. Insomma e per fare un esempio pratico...un libro per nulla scritto bene (50 sfumature di grigio) ha sdoganato "l'arte della sculacciata" in ogni dove.
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carla77 ha scritto:
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto: Vengono pubblicati libri...
Beh, allora in questo caso una strategia ci sarebbe su cui ragionarci, ovviamente scartando a priori scrittori hobbystici. Parte dei soldi si danno ad un autore di rilievo nel panorama editoriale italiano, un'altra parte ad una casa editrice che può pubblicizzare lo stesso libro attraverso locandine nelle librerie (avrete già notato le sagome a grandezza d'uomo di qualche scrittore nelle vetrine) e per ultimo "foraggiare" qualche giornalista/critico che parli del libro nei suoi articoli. Insomma e per fare un esempio pratico...un libro per nulla scritto bene (50 sfumature di grigio) ha sdoganato "l'arte della sculacciata" in ogni dove.
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01/01/2000 00:00
mozartiano ha scritto: Ma infatti il target di questa (ideale) iniziativa non sarebbe il pubblico indistinto dei "tanti uomini e donne", bensì essenzialmente la ristretta cerchia dei decisori politici, molti dei quali hanno un atteggiamento di chiusura nei confronti del nudismo semplicemente perché non sanno cos'è e sottovalutano le sue potenzialità.
Mi permetto di aprire una parentesi (così nessuno lo chiama O.T.). - Dalla mia poca esperienza sull'imprenditoria turistica mi son sempre chiesto come mai nessuno (o pochissimi) abbiano puntato su questa risorsa del terziario. Beh, non sono un esperto di marketing e neppure (purtroppo) uno che può girare molto ma ho riflettuto su alcune cose. - In Corsica ci son moltissimi villaggi nudisti. Ho visto solo la realtà di Punta Chiappa. Bellissimo, stupendo, wow, wow, wow finché volete ma...è carente da ogni parte: investimenti per la manutenzione quasi pari a zero. Noncuranza o poca redditività per mantenerlo piacente? Non lo so. - In Liguria c'è un campeggio nudista. Non ci sono mai stato e non posso giudicare ma è dalle mie parti e conosco la zona. 30 chilometri dal mare con in più la endemica ardua possibilità di parcheggiare sulla costa se si vuole nuotare in mare. Neppure montagna (è collinare) e tra l'altro, credetemi, la zona non è tra i molti fiori all'occhiello della mia regione e quindi, come zona di vacanza è (secondo me) un suicidio commerciale investire laggiù. Forse la scelta del nudismo, in questo caso, è stata appunto dettata dalla assoluta mancanza di concorrenza "nudista" da una parte e da quella imbattibile tessile dall'altra. - Altri campeggi nudisti che non ho mai frequentato, ma di cui ho sentito parlare qui (sia italiani che croati), pare che in alta stagione trasformino buona parte della loro ricettività da nudista a tessile. - Il "nostro" paradiso di Zello, a quanto ne so, ogni anno ha bisogno della battaglia di Sergio per poter continuare ad essere zona nudista perché i proprietari vorrebbero trasformarlo. - Non voglio annoiarvi sull'altra celebre località nudista francese (o pseudo nudista per molti di voi) ma, laggiù, a parità di grandezza, bellezza e arredamento degli appartamenti...quelli tranquilli, silenziosi, lontani dalla movida (parliamo di 300 mt e non di chilometri), costano molto meno della metà sia in acquisto che in affitto e a parità di spese condominiali. C'è da riflettere non credete? A questo punto mi chiedo: se io trovassi sotto una piastrella della mia cantina la classica pentola piena di monete d'oro...con simili presupposti, mi butterei su un'avventura imprenditoriale nudista? Oppure farei un qualcosa mirato alla maggioranza dei turisti (tessili) e mi godrei il nudismo personalmente quando in ferie? Splendida anzi, strepitosa l'idea di usare una considerevole somma da regalare ad un comune in cambio di una zona espressamente e ufficialmente nudista. Cosa daremmo in cambio nel futuro? Un luogo perennemente tenuto pulito dalle cartacce? Solo? Mi pare un po' poco. I centomila euro ad un comune durano un anno e poi? Che cosa gli ritorna economicamente da quel luogo pubblico destinato al nudismo? Le giunte comunali durano cinque anni e non è matematico che vengano successivamente rielette le stesse.
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01/01/2000 00:00
mozartiano ha scritto:
Quanto alle cifre indicate, sono ovviamente... indicative. Con 1.000 euro non si va da nessuna parte, ma se contribuiscono 50 o 100 persone... l'unione fa la forza, si dice.
Però leggendo questa tua frase, decade automaticamente il ragionamento posto nel tuo tread di apertura. Si parla di 1000 o 10.000 0 100.000 € in totale o di 1000 o 10.000 0 100.000 € a testa? Nell'ultimo caso il ragionamento da fare è giocoforza su cifre "folli". Nel senso che (ipotesi) se solo la metà degli iscritti a questo forum, avessero 100.000 a testa da investire pro nudismo... credo proprio che una legge tipo: "Stai nudo dove ti pare" non sarebbe un'utopia.
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto:
Volendo comunque affrontare di petto la sfida: io cercherei di vedere se sia possibile donare a un qualche comune (toscano, ad esempio) una qualche opera pubblica, in cambio della possibilità di un impegno per rendere legale nel suo territorio extraurbano la circolazione (camping, trekking ecc.) di nudisti. Sono per la CORRUZIONE MORALE [:D][:D]
Questa, finora, è la proposta che mi è piaciuta di più. Complimenti. [:)]
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01/01/2000 00:00
Con mille non ci fai nulla, con diecimila nneppure. Con centomila paghi la campagna elettorale di 4 deputati che si sbattano pro nudismo.
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01/01/2000 00:00
Marco, io non remavo contro. Ci mancherebbe. Ho solo riflettuto su ciò che conosco e su ciò che è stato raccontato qui. Da imprenditore, probabilmente sbagliando, andrei con i piedi di piombo.
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01/01/2000 00:00
Mi sembra una bella sfida!!! Ad occhio forse lavorandoci su rischiamo di dare troppa importanza al denaro. Se è vero che le attività - per esempio quelle elencate da Max - potrebbero essere "potenziate" con l'immissione di denaro, non credo che mille o centomila euro possano fare la differenza. Qui il fronte è culturale ed è molto personale (mi riallaccio così al bel thread sull'outing). Il denaro o la prospettiva di usarlo rischia di rendere la battaglia impersonale, e quindi forse di privarla di senso. Volendo comunque affrontare di petto la sfida: io cercherei di vedere se sia possibile donare a un qualche comune (toscano, ad esempio) una qualche opera pubblica, in cambio della possibilità di un impegno per rendere legale nel suo territorio extraurbano la circolazione (camping, trekking ecc.) di nudisti. Sono per la CORRUZIONE MORALE [:D][:D]
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mozartiano
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01/01/2000 00:00
In effetti la domanda è pensata in relazione a iniziative di "promozione" del nudismo tout court, e non di natura - quanto meno direttamente - lucrativa. E' vero che la "promozione" (nel senso esattamente colto da Max) è un concetto legato al marketing di tipo commerciale, ma è un concetto che si può facilmente declinare in relazione a qualsiasi "prodotto" e quindi anche a un ideale o a uno stile di vita (pensiamo alle campagne di Pubblicità Progresso, tanto per fare un esempio). La domanda mi è venuta, da un lato, leggendo le notizie circa l'attivismo della Federazione nudista spagnola (che, sia pure con alterne vicende, sembra molto pronta a presentare ricorsi giudiziari in varie sedi, corredati da altrettanti interventi sui mass media a sostegno delle proprie posizioni) e, dall'altro, considerando che al giorno d'oggi - nella società della comunicazione e (ahimè) dell'apparenza - diviene essenziale riuscire a far passare agli "altri" ciò che intendiamo per nudismo, se vogliamo che esso venga quanto meno accettato (per "altri", si potrebbe intendere i politici, chi ricopre ruoli decisionali, gli abitanti di una certa zona, il pubblico indistinto, etc.: insomma, quello che si definisce "target" dell'operazione di marketing). Quanto alle cifre indicate, sono ovviamente... indicative. Con 1.000 euro non si va da nessuna parte, ma se contribuiscono 50 o 100 persone... l'unione fa la forza, si dice.
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