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| mozartiano ha scritto:
Ma infatti il target di questa (ideale) iniziativa non sarebbe il pubblico indistinto dei "tanti uomini e donne", bensì essenzialmente la ristretta cerchia dei decisori politici, molti dei quali hanno un atteggiamento di chiusura nei confronti del nudismo semplicemente perché non sanno cos'è e sottovalutano le sue potenzialità.
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Mi permetto di aprire una parentesi (così nessuno lo chiama O.T.).
- Dalla mia poca esperienza sull'imprenditoria turistica mi son sempre chiesto come mai nessuno (o pochissimi) abbiano puntato su questa risorsa del terziario.
Beh, non sono un esperto di marketing e neppure (purtroppo) uno che può girare molto ma ho riflettuto su alcune cose.
- In Corsica ci son moltissimi villaggi nudisti. Ho visto solo la realtà di Punta Chiappa. Bellissimo, stupendo, wow, wow, wow finché volete ma...è carente da ogni parte: investimenti per la manutenzione quasi pari a zero.
Noncuranza o poca redditività per mantenerlo piacente? Non lo so.
- In Liguria c'è un campeggio nudista. Non ci sono mai stato e non posso giudicare ma è dalle mie parti e conosco la zona.
30 chilometri dal mare con in più la endemica ardua possibilità di parcheggiare sulla costa se si vuole nuotare in mare.
Neppure montagna (è collinare) e tra l'altro, credetemi, la zona non è tra i molti fiori all'occhiello della mia regione e quindi, come zona di vacanza è (secondo me) un suicidio commerciale investire laggiù. Forse la scelta del nudismo, in questo caso, è stata appunto dettata dalla assoluta mancanza di concorrenza "nudista" da una parte e da quella imbattibile tessile dall'altra.
- Altri campeggi nudisti che non ho mai frequentato, ma di cui ho sentito parlare qui (sia italiani che croati), pare che in alta stagione trasformino buona parte della loro ricettività da nudista a tessile.
- Il "nostro" paradiso di Zello, a quanto ne so, ogni anno ha bisogno della battaglia di Sergio per poter continuare ad essere zona nudista perché i proprietari vorrebbero trasformarlo.
- Non voglio annoiarvi sull'altra celebre località nudista francese (o pseudo nudista per molti di voi) ma, laggiù, a parità di grandezza, bellezza e arredamento degli appartamenti...quelli tranquilli, silenziosi,
lontani dalla movida (parliamo di 300 mt e non di chilometri), costano molto meno della metà sia in acquisto che in affitto e a parità di spese condominiali.
C'è da riflettere non credete?
A questo punto mi chiedo:
se io trovassi sotto una piastrella della mia cantina la classica pentola piena di monete d'oro...con simili presupposti, mi butterei su un'avventura imprenditoriale nudista? Oppure farei un qualcosa mirato alla maggioranza dei turisti (tessili) e mi godrei il nudismo personalmente quando in ferie?
Splendida anzi, strepitosa l'idea di usare una considerevole somma da regalare ad un comune in cambio di una zona espressamente e ufficialmente nudista.
Cosa daremmo in cambio nel futuro? Un luogo perennemente tenuto pulito dalle cartacce?
Solo?
Mi pare un po' poco.
I centomila euro ad un comune durano un anno e poi? Che cosa gli ritorna economicamente da quel luogo pubblico destinato al nudismo?
Le giunte comunali durano cinque anni e non è matematico che vengano successivamente rielette le stesse.