PL Regione Sardegna

naturik 29/05/2016 19:25 4.908 Visite
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29/05/2016 19:25
Messaggio di naturik anche se quel mettere le mani avanti con quel "purché ..." mi lascia comunque molto perplesso.
Se la frase si fosse fermata prima del purché, avrebbe significato naturismo ovunque. Per quanto mi riguarda se vengono individuate e segnalate delle aree, va fin troppo bene.
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29/05/2016 19:25
Al Consiglio regionale della Sardegna è stata presentata una proposta di legge sul turismo. Si parla anche di riconoscimento del turismo naturista. PROPOSTA DI LEGGE N. 320 "Art. 2 Obbiettivi specifici 1. La Regione, ....... ----- dd) riconosce il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell'ambiente circostante, purché praticato in aree, spazi e infrastrutture appositamente destinati, delimitati e segnalati con appositi cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione;" Questo il comma in questione. Credo che sia un buon segno che qualcuno se ne occupi e prenda ufficialmente atto dell'esistenza del naturismo. Poi bisogna vedere come si possa sviluppare un seguito ad una prima dichiarazione di intenti, anche se quel mettere le mani avanti con quel "purché ..." mi lascia comunque molto perplesso. Chi vuole leggere la PL completa la trova qui: http://consiglio.regione.sardegna.it/XVLegislatura/Disegni%20e%20proposte%20di%20legge/PL320.asp
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30/05/2016 16:38
Credo che siamo in linea con le direttive delle altre regioni che si sono mosse per normare il naturismo. L'impressione è che tali aree verranno recintate e segnalate solo da chi avrà interessi economici. Nessuno si spinge a legalizzare il naturismo il aree libere, perché non è di nessun interesse economico.
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30/05/2016 17:15
Fede ha scritto: Nessuno si spinge a legalizzare il naturismo il aree libere, perché non è di nessun interesse economico.
Forse dipende dalla zona. In Sardegna, ad esempio, dove ci sono moltissime spiagge libere, conosco personalmente due operatori commerciali (in due comuni diversi) con i quali sto collaborando affinché i rispettivi comuni autorizzino il naturismo in un tratto di spiaggia vicina alla loro attività. L'iniziativa sorge dal fatto che molti loro clienti hanno lamentato l'assenza di spiagge dove ci si possa togliere il costume.
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30/05/2016 19:32
quagliozzi ha scritto: Se la frase si fosse fermata prima del purché, avrebbe significato naturismo ovunque. .
Vero, ma in una frase generica come quella dopo il purché ci sarebbe potuto stare anche qualcosa di meno definitivo/restrittivo.
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maro58
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30/05/2016 19:57
Il mio concetto di base è sempre lo stesso: meglio poco che niente. Che una legge regionale,se approvata, pur con tutti i limiti del caso, "riconosca il turismo naturista...." non è poco !
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30/05/2016 21:47
Un parere contrario, che condivido appieno...... https://emanuelecinelli.wordpress.com/2016/05/30/leggi-sul-nudismo-ci-risiamo/ Dopo l’approvazione di un’iniqua (per quanto concerne il nudismo) legge regionale piemontese, dopo l’indicazione (con presupposti altrettanto invalidanti) ad occuparsene iscritta all’interno della più recente legge regionale lombarda sul turismo, ora arriva voce di una proposta di legge avanzata presso la regione Sardegna e… Ci risiamo, per l’ennesima volta si parte dal presupposto che il nudismo sia qualcosa da nascondere e isolare, cosa che sarebbe comprensibile se partisse da chi si oppone al nudismo ma diviene assolutamente inconcepibile dl momento che invece parte proprio da chi dovrebbe difendere e diffondere il nudismo (che non è lo stare nudi in spiaggia o in un prato o in un villaggio, ma è il vivere nudi): le associazioni naturiste. Sinceramente mi sono stancato di fare analisi giuridiche (in Italia non esiste un effettivo divieto alla nudità in luoghi pubblici ma solo una convenzione giuridica, per giunta ormai disattesa da tutte le sentenze degli ultimi sedici anni), logiche (un qualcosa che si auto esilia dentro dei recinti è un qualcosa che si auto ritiene inopportuno, non conforme alle regole sociali, anormale), sintattiche (un “ma” nega sempre quanto è stato detto poco prima) e sarei molto tentato di lasciar perdere. Sinceramente sono profondamente deluso dal silenzio costante della maggioranza di quei (tanti) nudisti che vorrebbero vivere il nudismo come scelta di vita a fronte dell’aggressiva imposizione comportamentale di quelle (poche ma pur sempre troppe) persone (anzi dovrei dire naturisti visto che costoro così si definiscono) che il nudismo lo intendono come pochi attimi di nudità nella vita vestita o che non solo si sono lasciati soggiogare alle forche caudine di un sistema opportunistico (se sei obbligato a entrare in un villaggio e per farlo sei obbligato a tesserarti…), ma addirittura ne prendono spontaneamente le difese. Eppure ad oggi tutte le leggi (molto similari tra loro) più o meno recentemente emanate, lungi dall’apportare quello che secondo alcuni avrebbero avuto il merito di apportare (estensione delle opportunità di mettersi e stare nudi), quando è andata bene sono rimaste inattese (il tutto è rimasto com’era, ed è di poco rilievo l’annotazione di un aumento di presenze nell’unica spiaggia esistente: difficile attribuirle con certezza alla legge, anzi è probabile debbano attribuirsi a un migliore lavoro dell’associazione locale; quella spiaggia esisteva prima della legge, è rimasta quella e poco ci mancato che non venisse chiusa) , mentre in altri casi hanno dato luogo alla sparizione delle già limitatissime zone tollerate o autorizzate al nudo. montagna_nuda2Certo la speranza (di un rinsavimento dei nudisti, naturisti e associazioni annesse) è l’ultima a morire, ma certe cose la mettono a dura prova, anzi durissima. Devo comunque merito e impegno ai pochi amici che, riconoscendo e apprezzando la qualità del mio lavoro, continuano fedelmente a seguirmi e allora eccomi nuovamente qua, ecco questo nuovo articolo, questo ennesimo tentativo di verità, logica e ovvietà: se lasciassi perdere innanzitutto ci rimetterei io stesso, io che, da vero nudista, voglio poter vivere nudo, e poi mi resterebbe sulla coscienza il peso di non aver adeguatamente difeso il nudismo, quello vero, l’unico che possa realmente definirsi nudismo (il suffisso ismo ha un significato preciso, indica una corrente di pensiero, un movimento filosofico o comportamentale, una scelta totalizzante e non un’azione occasionale per quanto più o meno ripetuta), quello che vede la nudità come stile di vita, quello che vorrebbe esplicarsi in ogni dove, quello che soffre per le attuali imposizioni e limitazioni, quello che non può e non vuole farsi rinchiudere all’interno di recinti, siano essi fisici che mentali. La nudità è semplice, ecologica, naturale, sana, istruttiva, educativa, curativa, la nudità è normalità…. Viva la normalità!
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31/05/2016 08:07
Il pensiero di Emanuele non può essere che condiviso. A tutti noi piacerebbe trovarci, dall'oggi al domani, in un'Italia dove ci si possa mettere nudi come e quando vogliamo. Ma lo vedo un passo troppo lungo per una nazione dove volano denunce anche per un topless. Quindi, da niente ad avere tratti di spiagge delimitate da cartelli che consentono di stare nudi al loro interno, per quanto mi riguarda è già un grande risultato. Che poi, nel caso, i cartelli più che servire ai nudisti per individuare la zona dove possono spogliarsi, serve ai tessili per ricordare loro che in quella zona non possono rompere gli zebedei.
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31/05/2016 15:41
Eh si, Emanuele ha ragione. Chissà se, alla fine, ci dovranno essere recinzioni alte due metri, guardie giurate, bagnini, servizi igienici ecc... altrimenti non ti danno nessuna concessione.
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31/05/2016 19:55
Già, a parte la questione nudismo libero salvo ove non vietato o nudismo a zolle, quello che mette ansia non è una citazione tipo "la zona sarà segnalata con cartelli" punto, ma tutti quei presupposti del tipo "ti costruisco un muro attorno e avviso che ci sono appestati in zona", che rompe maggiormente gli zebedei. A prescindere ad oggi, ogni legge emanata in favore, ha di fatto vietato il nudismo anche dove si faceva da sempre. Unico punto diversamente sfociato, sono i 300/500 mt delle Morge
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31/05/2016 21:23
Fede ha scritto:
Credo che siamo in linea con le direttive delle altre regioni che si sono mosse per normare il naturismo. L'impressione è che tali aree verranno recintate e segnalate solo da chi avrà interessi economici. Nessuno si spinge a legalizzare il naturismo il aree libere, perché non è di nessun interesse economico.
Solo quest'anno hanno autorizzato una spiaggia a Gela di qualche Km, all'Elba altra spiaggia, a Piombino sembrerebbe che abbiano concesso una spiaggettina. Vi sarebbero poi anche le spiagge a San Vincenzo, Marina di Camerota, Torino di Sangro, Capocotta, Fiumicino, poche luoghi ma tutti liberi e pubblici. Altre amministrazioni sarebbero disponibili a concedere spazi "pubblici", ma non avere una legge che li sostenga non agevola queste nei loro intenti... Per il resto (rispondendo un po' anche agli altri), concordo che una legge serva solo per regolamentare, limitare, impedire, o al limite elargire privilegi e mai concedere "liberta" ma allora cerchiamo di essere coerenti e non scagliamoci solo contro le leggi che regolamento il naturismo o gli emendamenti che lo prevedono, rifiutiamo in toto leggi e stati e diventiamo tutti anarchici, sposando questo nobile ma difficile pensiero che della libertà fa un valore assoluto....
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31/05/2016 22:50
Tutte spiagge elette a nudiste senza alcuna legge regionale, ma solo grazie a lungimiranza delle amministraIoni comunali, e senza "recinti" di sorta, ma solo cartello di avviso. Mentre le regioni che hanno leggi valorizzanti il nudismo, di fatto non hanno più nessuna spiaggia, anzi la legge è stata utilizzata per negare e per aiutare i detrattori. Avremo torto, ma questo è il dato di fatto. Quanto ad essere anarchici… più anarchia di quella che c'è ora? Leggi fatte ad personam e utilizzate a fini personali o che diventano limitative nella loro stessa espressione di libertà? Mi basta già questa di anarchia. Faccio un piccolo Ot, perché la mia contestazione non si ferma alle leggi sul nudismo, ma a tante protezioni personali che di fatto negano la libertà personale. Io nel mio lavoro facevo, come turno fisso, un pomeriggio a settimana, ero reperibile lo stesso giorno del pomeriggio, e facevo un we di reperibilità al mese. In soldoni ero impegnato extra turno un giorno a settimana e un we al mese. Dei giorni un po pesanti a volte, ma alla fine gli altri sei giorni settimanali ero di turno solo la mattina Prima legge protettiva: stacco di 11 ore tra un turno è un altro. Perfetto, ora ho un pomeriggio, un altro giorno reperibile, sabato e domeniche divisi. Significa due giorni fissi legati al lavoro e due we impegnati. Cassazione, sentenza di marzo. Il turno di reperibilità domenicale obbliga ad un giorno di riposo settimanale non compensativo dell'orario. Che significa? Che domenica lavoro, lunedì devo far riposo, due pomeriggi devo rientrare per compensare le sei ore di recupero. Settimana più fantastica? Lavoro domenica, due giorni rientro, un giorno faccio pomeriggio, è uno son reperibile. Prima facevo solo domenica è un infrasettimanale. Alla faccia del miglioramento dello stato di riposo del lavoratore. Da due giorni a tutta la settimana chiuso al lavoro senza possibilità di attività familiari. È questa la chiamano protezione del lavoratore. Ma annate aff … Fine ot. Nel nudismo stiamo facendo la stessa fine. Per proteggere una spiaggia, di fatto siamo le armi per farla chiudere, per farci fare multe salate, insomma per farla finita. Non sempre ciò che sembra proteggere ha questo fine. Liberi tutti di crederci, ma riflettere su quanto è già successo dove le leggi sono già in vigore e ditemi che ci facciamo di leggi di tal guisa.
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01/06/2016 06:40
Be per quanto riguarda l'anarchia essendo un pensiero complesso bisognerebbe conoscerlo e non banalizzarlo semplicemente con delle affermazioni fuori luogo... Ma è di naturismo che si sta parlando, concordando in parte sulla macchinosità di leggi "che comunque potrebbero per assurdo anche essere valide", devo solo farti un appunto in Abruzzo (Torino di Sangro), esiste una legge regionale sul naturismo e la spiaggia in questione è stata concessa successivamente all'emanazione della stessa e non è una spiaggia recintata o circondata da cavalli di frisia elettrificati, ma semplicemente delimitata e segnalata da appositi cartelli......
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mozartiano
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01/06/2016 08:37
Alla luce della recente "depenalizzazione", che ha passato la palla delle sanzioni alla competenza di sindaci e prefetti, sarebbe assai importante ottenere una formulazione dei testi legislativi meno penalizzante per il naturismo. Se nei testi delle leggi regionali passa la formula "la Regione riconosce il turismo naturista ..., purché praticato in aree etc.", non vedo come si possa cantare vittoria o ritenerlo un buon segno. Infatti è chiaro che così si rischia di legittimare le sanzioni per il naturismo praticato fuori dalle aree in questione (mentre in assenza di legge se ne può discutere con maggiori probabilità di successo...) e d'altronde non vi è alcun incentivo/obbligo circa la creazione di tali aree riservate, che potrebbero non essere mai realizzate! Se si ha a cuore la causa nudonaturista, credo che sia necessario lavorare affinché nelle leggi regionali si adotti lo "schema" che sta alla base della proposta di legge Lacquaniti e che separa il riconoscimento del naturismo tout court dalla individuazione delle aree destinate, in maniera tale che la seconda non valga a condizionare il primo. Si potrebbe ad esempio pensare a un testo di questo tipo: "La Regione riconosce e tutela il turismo naturista. Ai fini della promozione dello stesso, favorisce l'individuazione da parte dei Comuni di aree appositamente destinate e incentiva la creazione di infrastrutture a esso dedicate".
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01/06/2016 19:19
sergino ha scritto:
Be per quanto riguarda l'anarchia essendo un pensiero complesso bisognerebbe conoscerlo e non banalizzarlo semplicemente con delle affermazioni fuori luogo... Ma è di naturismo che si sta parlando, concordando in parte sulla macchinosità di leggi "che comunque potrebbero per assurdo anche essere valide",
si è un argomento complesso, che sinceramente non sostengo. In una società civile delle regole ci vogliono, non oppressive, ma per dare il giusto spazio a tutti. E il legislatore è a questo che dovrebbe rivolgere il suo pensiero e operato: far si che tutto sia uguale per tutti e non per pochi. Purtroppo non tutto è cosi, e non riguarda solo il naturismo. Ho messo solo un esempio a caso, evitando di riscrivere i già mille che ho scritto altrove, tanto sappiamo, ognuno per il suo mulino, qual'è l'acqua che tira controcorrente.
devo solo farti un appunto in Abruzzo (Torino di Sangro), esiste una legge regionale sul naturismo e la spiaggia in questione è stata concessa successivamente all'emanazione della stessa e non è una spiaggia recintata o circondata da cavalli di frisia elettrificati, ma semplicemente delimitata e segnalata da appositi cartelli......
sfondi una porta aperta, e mi hai letto velocemente o bypassato. L'ho già detto nell'intervento del 31/05/2016 : 19:55:45 Però, continuo l'appunto. Ciò che una legge, di per se direi abbastanza libertaria e possibilista, di fatto ha trovato appoggio di un solo sindaco. Tutti gli altri si sono finora appellati ad altri vincoli per dire di no: ne più ne meno di quanto fatto dal sindaco di Ravenna con la storia dei cessi a Lido di Dante. Nel senso, non sempre ciò che libera qualcosa, diventa libertà ovunque. E continuo: tranne le Morge, tutte le altre poche spiagge autorizzate, sono tutte in regioni senza alcuna legge specifica. Direi che c'è tantissimo da meditare
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