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mozartiano ha scritto:
Alla luce della recente "depenalizzazione", che ha passato la palla delle sanzioni alla competenza di sindaci e prefetti, sarebbe assai importante ottenere una formulazione dei testi legislativi meno penalizzante per il naturismo.
Se nei testi delle leggi regionali passa la formula "la Regione riconosce il turismo naturista ..., purché praticato in aree etc.", non vedo come si possa cantare vittoria o ritenerlo un buon segno. Infatti è chiaro che così si rischia di legittimare le sanzioni per il naturismo praticato fuori dalle aree in questione (mentre in assenza di legge se ne può discutere con maggiori probabilità di successo...) e d'altronde non vi è alcun incentivo/obbligo circa la creazione di tali aree riservate, che potrebbero non essere mai realizzate!
Se si ha a cuore la causa nudonaturista, credo che sia necessario lavorare affinché nelle leggi regionali si adotti lo "schema" che sta alla base della proposta di legge Lacquaniti e che separa il riconoscimento del naturismo tout court dalla individuazione delle aree destinate, in maniera tale che la seconda non valga a condizionare il primo.
Si potrebbe ad esempio pensare a un testo di questo tipo: "La Regione riconosce e tutela il turismo naturista. Ai fini della promozione dello stesso, favorisce l'individuazione da parte dei Comuni di aree appositamente destinate e incentiva la creazione di infrastrutture a esso dedicate".
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già scritto in altre leggi regionali.
Il naturismo è bello, la pratica sostenuta, i comuni vincolati a trovare aree (non possono ma devono), però... (recitano ancora) le suddette aree devono essere riservate, non invadenti, facilmente individuabili, separabili, non contigue, non commiste non..... e tutti questi "non" di fatto hanno dato corda a molti sindaci per dire: ok, devo individuare un' area, ma a parte le discariche, tutte le altre sono a vocatio turistica tessile, nulla di separabile, quindi cari nudisti naturisti integralisti del nudo, andavene a denudarvi altrove. Qui non ci sono spiagge, lidi, fiumi, prati...adattbili all'uopo.
Non c'è scritto: ok, sei nella spiaggia di Jesolo (un esempio), la tua spiaggia del Mort è confinante, metti un solo cartello e ciccia, oppure crea un cumulo di rocce/sassi/scogli che separi la vista, e tieniti il Mort tutto tuo. No, la spiaggia tessile è confinante, li voglio farci altro, il campeggio russo era un sogno imboccato ai gionalisti e tale è rimasto, quindi.... ok al naturismo, ma li non c'è area confinabile, non c'è sul lago di Garda, non c'è in nessun altro posto in Veneto.(e ripeto è un esempio, ma vale per tantissimi altri posti e con le stesse scuse).
Per fare uno dei semplici esempi di provenienza estera, in Spagna avvano una città che accettava il nudo, come un po ovunque, ma voleva dividere nudisti da tessili, in modo da proteggere entrambi e venire incontro alle diverse esigenze. Non ricodo il neìome della città, ma ne ho visto il report su you tube con amministratori e quant'altro, hanno trovato le semplice soluzione di valutare la quantità di afflusso delle due "fazioni", hanno equamente diviso la spiaggia, e ci hanno messo in mezzo un cumulo di rocce con un cartello piazzato sopra.
A Brihgtown hanno adottato una soluzione ancor più semplice, visto che li problema era la strada confinante. Il cumulo di sassi lo hanno piazzato lungostrada, mettendo solo due cartelloni di un due metri, inizio e fine spiaggia con su scritto quacosa tipo "Reale spiaggia nudista", e basta (vedi foto).
Nelle nostre spiagge, e ancor più in sardegna dove sono gigantesche, non sarebbe cosi difficile realizzare una cosa simile...

Nella foto è visibile parte della lunga "barriera" di sassi lungostrada.