Io credo che con gli ultimi commenti si sia abbastanza arrivati a dire che il naturismo non c'entra niente col sesso. E proprio qui vi volevo.
Il sesso non c'entra col naturismo, ma la riflessione va secondo me più approfondita.
La questione è complessa e non voglio semplificarla, perché sbaglierei.
Il discorso può essere dipanato con molte sfaccettature.
Si legge (o forse si intuisce) che un tempo chi era gay e doveva nasconderlo, poteva praticare sesso solo fuori dal suo mondo sociale, pena la stigmatizzazione. In luoghi pubblici, sesso occasionale. E qui rientra il naturismo che in tempi più recenti (forse) si è ben prestato ad accogliere una della tante modalità di cruising esistenti, in parte sovrapponendosi, e in parte no.
In questo senso la spiaggia naturista gay diventa un luogo geografico con una funzione ben precisa, con delle modalità di uso particolari, un luogo LGBT.
La realtà è che purtroppo come tutti sappiamo, la mente umana è varia, e chi pratica naturismo lo fa per molte ragioni, per periodi brevi o lunghi o solo in determinati luoghi.
Un luogo è abitato con certe modalità e con certi comportamenti in base alla funzione che gli uomini attribuiscono ad esso, che varia nel tempo e nella cultura. La geografia studia lo spazio e i luoghi in base al valore che ne attribuiscono gli uomini. La spiaggia in geografia fisica è studiata in base agli elementi inerti che la compongono, la spiaggia in geografia umana è studiata in base all'uso che gli uomini che la frequentano ne fanno.
Se la geografia umana studia gli spazi e i luoghi in base a come gli uomini li modificano per fruirli e viverli, abitarli, possiamo dire che l'espressione della sessualità nello spazio, sessualità non necessariamente spinta, è oggetto della geografia umana in base alla sua possibilità di espressione o stigmatizzazione: ci sono luoghi più adatti di altri ad esprimerla. Se durante una assemblea di condominio una coppia si scambia effusioni, sarebbe stigmatizzata, perché la sala dell'assemblea in quel momento assurge ad una funzione non idonea. Se prediamo invece un "vecchio" drive-in, dove la funzione è sì quella di vedere in tranquillità un film seduto in macchina all'aperto, ma nella pratica la funzione può essere anche differente perché puoi anche non seguire la pellicola flirtando con il/la tuo/a partner, l'espressione della sessualità in questo caso è consentita. Idem nel caso della spiaggia gay naturista. Capirete anche voi che la condizione di nudità (come il drive-in in macchina la sera) facilità altri scopi e interessi [sessuali] da quelli per cui un luogo è adibito, e ciò dà un senso diverso a quella divisione in spiaggia e retrospiaggia, oltre che descrizione di geografia fisica (boscaglia, dune di sabbia, vento), anche descrizione della funzione di geografia umana (come è fruita la spiaggia e il retrospiaggia), che quasi non avrebbe senso in una spiaggia incontaminata tessile. Inoltre domandiamoci la scelta di certe spiagge e non di tutte.
Nel testo, nelle conclusioni, c'è scritto che con l'accettazione sociale dell'omosessualità, e quindi l'espressione naturale dell'affettività LGBT, le spiagge gay naturiste saranno sempre meno luoghi di cruising, perché se io posso socializzare e frequentare un mio simile senza problemi, accettato dalla società in cui vivo, chi me lo fa fare di compiere un atto osceno il luogo pubblico?
In ogni caso una vacanza a Le Porge me la farei volentieri...non so se avete visto le foto della località...