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maurobuio ha scritto:
Ciao VELE, una battuta, quando decido di entrare qui nel forum, mi presti tuo figlio come traduttore?
Prima di diventare persone colte, eravate come me e molti altri.
A questo punto, un'altra battuta: già siamo divisi su molti argomenti........mettiamo anche a disposizione a questo punto, un forum per i non colti.
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Una domanda, se me lo consenti.
Ma perché continui a definirti "non colto"?
I tuoi post sono sempre ineccepibili come forma e estremamente comprensibili.
Non conosci le citazioni latine o inglesi?
Secondo te chi le cita (i più tanti intendo, compreso me) le conoscono a memoria o prima se le vanno a cercare?
Non siamo alla serata di gala per le consegne dei Nobel e nessuno(!) qui dentro, penso, potrà mai parteciparvi.
Può essere che qualcosa che leggi possa esserti sconosciuta ma non credere che ciò che conosci tu, invece, lo sappiano anche gli altri. [;)]
Dato l'argomento di questa discussione [;)] sono andato a farmi un giro su internet e...di seguito alcuni pensieri che ben si adattano alle tue erronee considerazioni su te stesso...
Da qualche parte, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto.
(Carl Sagan)
La strada che porta alla conoscenza è una strada che passa per dei buoni incontri.
(Baruch Spinoza)
Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci.
(Elbert Hubbard)
Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza.
(Daniel J. Boorstin)
Ci sono uomini che sanno tutto, peccato che questo è tutto quello che sanno.
(Oscar Wilde)
Il Maestro disse a un suo allievo: Yu, vuoi che ti dica in che cosa consiste la conoscenza? Consiste nell’essere consapevoli sia di sapere una cosa che di non saperla. Questa è la conoscenza.
(Confucio)
Una piccola conoscenza che agisce vale infinitamente di più di una grande conoscenza che è oziosa.
(Khalil Gibran)
Dì ciò che sai, fai ciò che devi, segui quel che puoi.
(Sofia Kovalevskaya)
Il dubbio è l’inizio della conoscenza.
(Cartesio)
Quello che io sono è incommensurabile rispetto a quello che io so.
(Paul Ricoeur)
E, senza disturbare Socrate col suo "so di non sapere", Platone scrisse:
"Certo sono più sapiente io di quest'uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo".
Ti arrendi o continuo? [:D]