Un po' di idee qua e la.
E' vero che il costo della frutta, anche prima, comprendeva anche il costo del sacchetto, e che ora invece il costo viene riportato all'esterno, ma è anche vero che i mandarini, se costavano 2.99 al kg prima, costano 2.99 adesso, non è stato "scorporato" il costo del sacchetto.
E' assolutamente vero che bisogna limitare la plastica per l'usa e getta (un materiale nato per durare "in eterno", usato per una volta sola... bah) ma fare un sacchetto che di fatto non è compostabile dall'utenza domestica (il 60% del sacchetto è comunque plastica) non serve a quasi niente. L'unico vantaggio si ha nel caso di abbandono del sacchetto in giro. dopo qualche anno avremmo il 40% di plastica in meno rispetto alla condizione in cui fosse stato abbandonato un sacchetto di plastica.
Non si incentiva, anzi si scoraggia, il riuso delle cose, dato che non posso andare al supermercato con il mio sacchetto (ma voglio vedere quanti lo facevano)
Sapere che il sacchetto costa, *dovrebbe* (permettetemi il grosso condizionale) far sprecare di meno. Da noi, dove non arriva la coscienza, arriva il portafoglio.
Non è vero che ce lo chiede l'Europa? E 'sti caxxi direi io. Quante buone cose sono state fatte senza che lo chieda l'Europa? Vi ricordate il divieto di fumo nei locali pubblici? Siamo stati i primi ad introdurlo, e mi pare che è una cosa buona. Se una cosa è buona, è buona indipendentemente se lo chiede l'Europa o meno. Ora, magari discutiamo su quel "se".
A me comunque sembra si sia fatto un gran putiferio intorno al centesimo, etichettandolo come una nuova tassa per arricchire lo stato, più che andare a discutere sull'utilità effettiva della norma.