Vorrei esprimere il mio pensiero sulle azioni che metterei in atto allo scopo di poter creare degli spazi pubblici liberi all'aria aperta in aree demaniali marine, fluviali, lacustre o boschi.
Ritengo che per divulgare bene la filosofia di vita nudo-naturista occorrono, in particolare, degli spazi liberi, in aggiunta alle strutture chiuse come i villaggi naturisti, per dare la possibilità ai naturisti di poter praticare per un tempo maggiore la nudità integrale se questi spazi sono ubicati non molto distanti da casa e, per chi non conosce la filosofia naturista, di poter anche vedere, volendo, coi propri occhi i naturisti senza dover accedere in una struttura riservata a pagamento.
In Italia, come hanno sentenziato da decenni molti giudici a vario livello, la nudità naturista non è reato se si pratica in aree appartate conosciute e segnalate da cartelli: aree che in certi casi sono riconosciute anche dalle amministrazioni comunali locali che comunque non sono obbligate per legge a dare il loro assenso che sarebbe utile, in particolar modo per sviluppare turisticamente lo spazio dedicato.
Per iniziare io suggerisco di agire un po' come feci nel lontano 1986.
Innanzitutto individuerei un'area marina, fluviale o lacustre adatta e prenderei, a nome di un gruppo di naturisti o di una associazione, contatti col sindaco del comune competente per ottenere il suo parere favorevole e successivamente ne darei informazione alla forza pubblica del territorio (io ebbi a suo tempo un parere favorevole sia dal sindaco di Ravenna, del Comitato cittadino di Lido di Dante e della Giunta regionale dell'Emilia Romagna).
Anche senza ottenere un parere favorevole ritenendo di non andare contro la legge ed in linea con la Costituzione e di potermi difendere con successo in caso di segnalazione amministrativa per violazione dell'art.726 (atti contrari alla pubblica decenza) da parte di soggetti che interpretano male la legge,porrei alcuni cartelli non fissi al mattino e toglierei alla sera (io usai uno striscione lungo circa 4mt) in alcuni punti chiave allo scopo d'informare chi si avvicinava all'area con possibile vista della nudità integrale in modo pure che essi non potessero successivamente affermare che, senza volerlo, si sono trovati davanti persone nude e si sono gravemente turbate.
Se non si agisce anche in questo modo sarà difficile dare un vero futuro al naturismo ed i pochi naturisti italiani continueranno a praticare solo nella settimana di vacanza all'estero e non anche in un'area libera nei fine settimana non molto distante dalla propria abitazione.