Si questo lo avevamo capito, e a mio avviso è già sbagliato di suo.
C’è un’associazione locale, a cui dar forza, collaborando, e in primis inscrivendosi alla stessa. Poi nelle stessa si entra, si lavora, e si cerca di ottenere le mete ambite.
Senza togliere nulla al valore delle altre, ovviamente, ma perché mai un pugliese deve iscriversi ad un’associazione di chissà dove? Giusto per avere il bollino. Vero che Anita sta espandendosi come Alessandro Magno, ma non mi sembra una gran soluzione. Ogni cosa troppo grande prima o poi ha fatto il botto. Perché mai un milanese, è un esempio sia chiaro, dovrebbe occuparsi ad oltranza di voi? Non è meglio gestirsi da soli, pur collaborando ovviamente con gli altri?