Il collettivo di un centro sociale occupato, è una sorta di associazione (di libera associazione), nel caso del Macao composto da collettivi di artisti che lavorano anche senza scopo di lucro, per la diffusione di una cultura libera, creativa e molto spesso contro corrente.
Se fossimo in un paese civile, questi ragazzi non avrebbero bisogno di occupare uno stabile (abbandonato e lasciato al degrado più assoluto), per poter svolgere le loro attività creative senza scopo di lucro e senza chieder nulla a nessuno (che tanto non riceverebbero se non belle e vuote parole).
Da laboratori, come il Macao, escono con il tempo fior fiori di artisti che poi tutti noi andiamo (da ebeti decerebrati) a venerare nelle migliori gallerie d'arte del mondo, quando il "mercato" ha ormai fagocitato la creatività di questi soggetti.
A.N.ITA. con la scelta di fare Balla coi Nudi, non ha certamente creato i presupposti di fare un autogol verso il nudismo, ma anzi sta ottenendo l'effetto di far parlare dell'evento, del fatto che vi siano persone che fanno certe cose (delle cose normalissime del resto), semplicemente nude.
Ci si critica perchè si va in uno spazio occupato, quanti avrebbero avuto il coraggio di mettere a disposizione il proprio locale per far svolgere un evento del genere, garantendo la partecipazione a tutti anche a chi non avrebbe potuto sborsare un buon 50 o 100 euro, per potersi permettere di trascorrere una serata ballando e divertendosi naturalmente nudi. Trascorrere una serata per sfatare l'atavica paura del nudo, dell'esporre il proprio corpo alla vista altrui, dell'assaporare un momento di libertà espressiva e di piacere, pur rimanendo lontani dal morboso accostamento nudo = sesso, chiodo fisso di tutta quella caterva di frustrati che tanto spazio hanno su certa stampa e media di ogni genere!
Non mi preoccuperei per l'articolo spazzatura apparso e per l'innominabile persona che sta cercando da tempo di farsi pubblicità per Milano facendosi passare per moralizzatrice, ma che in realtà, piena di astio ed animata da tanto di quell'odio che presto la consumerà! Amica di palazzinari che vedrebbero volentieri al posto del Macao e del suo bello stabile liberty (seppur fatiscente), un'altra enorme colata di cemento ed asfalto per la realizzazione dell'ennesimo centro commerciale dove tutti noi recarci a venerare il dio del consumismo.
Forse è questo che fa veramente paura. La cultura contrapposta al consumismo, la creatività al depauperamento insensato delle poche risorse rimaste su quella che era la nostra bella terra, la naturalezza del nudo, alla vergogna di certi modi di pensare!