Voglio spingermi un po’, continuando ad analizzare la cosa, e forse anticipo ciò che Luzy non ha ancora detto.
Finora abbiamo messo giù ciò che fanno alcuni a danno di altri. E come una mentalità di base sessuofobia si trasformi per antonomasia in nudofobia.
Penso che più o meno possiamo essere, con le dovute eccezioni, sulla stessa linea.
Ma andando più nel piccolo, la domanda è: quanto di questa cultura sessuofobia rimane nel nostro DNA tanto da farci diventare identici ai nostri detrattori nel nostro piccolo?
Cioè quanto siamo, noi nudisti, a nostra volta, sessuofobici?
Non parlo di sesso plateale e completo, diciamo di trombate, ma di tante piccole cose di contorno che veggono additate e maledette come inopportune e trattate alla stessa stregua di sesso pieno?
Quanti gesti di affetto, carezze, abbracci, baci, e via dicendo, vengono da noi assimilati e posti alla stessa stregua?
Cose, intendiamoci bene, che se fossero fatti in una spiaggia tessile, ci farebbero dire semplicemente: quei due stanno assieme si vogliono bene, che bello.
No, queste cose, fatte tra di noi, suscitano ribrezzo condanna e reprimende.
E questa, non è sessuofobia estrema autoinflitta? La paura della condanna pubblica non ci trattiene forse anche da semplici gesti di affetto?
E questa per voi è una cosa buona o autocastrazione?