In vero ebbi la sfortuna di andare su questa località Marina, piccola ma famosa, in cui a quel tempo, non so oggi, comandavano due famiglie mafiose molto note. Parcheggiammo sul confine fra i due mandamenti, e nell’altro, diversamente gestito, c’era la possibilità di sottrazione, da parte tra l’altro dei rom di un grosso insediamento lì vicino. Poi capimmo perché c’era così tanto parcheggio libero a distanza di pochi metri. Pazienza, per fortuna l’auto era ormai da rottamare, siamo solo rimasti male per aver avuto le vacanze bloccate, e dover far tornare gli amici con due bambini piccoli in treno. Più i disagi che il danno effettivo.
Ma questa è storia che si ritrova un po’ ovunque, non è che, che ne so, a Padova siamo stati meglio (dove abbiam dovuto parcheggiare davanti alla caserma dei carabinieri), per stare più tranquilli.
Il discorso era sulla gente, che generalmente sta sull’onda media dell’Italia, diffidenza verso lo straniero, finché non ha bisogno o si conosce, e poi trovi le vere persone, la solidarietà, l’aiuto.
Sui costumi, e non costumi, anche qui siamo sul generico, tranne che un torso nudo, se non è di un bimbo, non è visto bene, ancor più una “nudità” femminile. Vero che al sud in genere abbiamo molte più spiagge nudiste che altrove, anche perché è più facile trovarne di deserte e lontane dai centri urbani. Altrettanto vero che, a meno di grandi città, essere troppo svestiti ti porta ad esser guardato un po’ più male che altrove.
La qual cosa però basta saperla. È un discorso culturale, che quindi va rispettato perché siamo a casa d’altri. Ci son così tanti posti dove spogliarsi, non bisogna farlo per forza nei paesi o nelle città, anche se vorremmo essere più liberi possibile.
In fondo se andiamo nei paesi islamici, che forse le donne possono girare seminude o senza almeno un velo in testa?
Là culture vanno rispettate, e aggiungo in ambo i sensi. E vado in Ot, ma voglio completare il discorso.
Se io vengo a casa tua (generico) devo rispettare le tue regole, e non posso nemmeno chiedere di poter esercitare le mie, sicuramente non con imposizione ne nessuna scusante del cavolo. Se non mi va bene, non ci vado, punto.
Idem però la legge vale al contrario. Se te vieni a casa mia, e qui si può stare più liberi o nudi, sei te a doverti adeguare e non puoi pretendere nulla di diverso da me. Non ti romperò le scatole ma non puoi dirmi nulla, perché se non ti sta bene puoi rimanere a casa tua.
Integrazione non vuol dire sottostare gli uni agli altri, ma adeguarsi alle culture che si trovano.
Da me puoi seguire le tue regole, ma in casa tua.
Non come quei ragazzi romani condannati perché stavano in costume nel giardino condominiale e la famiglia musulmana li ha denunciati, e non li hanno condannato per le loro reazioni, ma perché in giardino si sta vestiti col burka. Ecco queste cose non le concepisco.
Nessuno gli dice spogliati anche te, per me possono stare come vogliono, ma non puoi imporre a me di star vestito come te perché se no ti esce il lume della ragione.
E questo vale per le religioni (sei libero di non accettarmi, ma se non vengo in chiesa nudo da me che vuoi) e ovviamente vale anche per i discorsi sul genere etc.
Vale per i partiti (se per te la famiglia è fatta in un certo modo, segui le tue regole, ma non puoi imporle agli altri), vale per ogni cosa del vivere umano.
Solo le azioni che contrastino sicurezza e ordine pubblico devono essere regolate, diversamente tutti liberi.
Nello stesso modo non mi disturba chi proclama le proprie regole, ma odio profondamente chi vuole che quelle regole siano seguite da tutti. Nemmeno l’inquisizione coi suoi roghi, ne l’isis coi suoi tagli di teste ci ha imposto nulla, e ora invece tutti che vogliono che tutti si adeguino alle proprie leggi e regole.
Ma sti caxxi!!!
Scusate, chiudo l’OT