|
Eroe ha scritto:
| siman ha scritto:
...
Son sicuro che ciò che intendeva esprimere l'autore, era ben altro.
|
Beh se ne sei sicuro farcelo sapere mi sembra d'uopo.
Mi chiedo se sia possibile scrivere un racconto nudista senza componenti che sembrano o sono un po' OT anche se è vero che il sesso fa parte della nostra vita. Probabilmente ci sono anche racconti e storie senza elementi di questo tipo per cui, a riguardo, confesso la mia ignoranza dovuta anche al fatto che a me piace praticare nudismo a contatto con la natura ma per quanto riguarda la lettura preferisco altro.
|
In parte ti ho già risposto nel post precedente in risposta all'intervento di Fenice:
...un racconto articolato che parla (o finge!!! di parlare) d’altro...
Permettimi una piccola dissertazione prima di rispondere al tuo invito.
Al liceo, spesso i professori proponevano l’orazione funebre di Cesare da parte di Antonio, scritta e immaginata da Shakespeare.
La riassumo più sinteticamente di “San Bignami benedetto” [:D]
- La folla inneggia a Bruto eroe e maledice Cesare
Entra Antonio reggendo il corpo esanime di Cesare, impaurito di essere linciato dalla folla inferocita.
Antonio esordisce con: “Non sono venuto qui a elogiare Cesare ma a seppellirlo….bla bla bla...Cesare era un tiranno….bla bla bla...MA BRUTO E’ UN GALANTUOMO!
Cesare ha sbagliato... bla bla bla...ma amava Roma e i romani...bla bla bla... MA BRUTO E’ UN GALANTUOMO!”
Cesare si è meritato questo...bla bla bla...ma ha anche costruito, rifondato, vinto, conquistato...bla bla bla...MA BRUTO E’ UN GALANTUOMO!
Cesare...bla bla bla...MA BRUTO E’ UN GALANTUOMO! -
Cosa ci ha raccontato questo passaggio?
Nessuna accusa (apparente) a Bruto, nessun elogio a prescindere a Cesare ma, alla fine, la folla maledicente Cesare, cambia totalmente opinione piangendo e disperandosi per l’omicidio e vuole che Bruto venga punito come traditore e assassino.
Sia ben chiaro, non sto affermando che l’autore del brano proposto da Fenice sia da equiparare a Shakespeare. Dico solo che ha usato, in un certo qual modo, la medesima tecnica persuasiva.
Proseguo il pippone spiegando cosa ci ho capito nel, e come ho inteso il, racconto.
Già il titolo contiene una parola: “filosofia”.
E infatti il testo inizia proprio con quella che si potrebbe intendere come l’enunciato di un pensiero e cioè:
Una domanda e relativa risposta
(cit. Cosa c'è di meglio di una donna? Una donna nuda)
Seguita da altra domanda alla prima risposta, continuando a rispondere seguendo la medesima teoria, condivisa o no che sia
(cit. Cosa c'è di meglio di una donna nuda? Due donne nude).
Infine, una terza domanda seguita da un’ultima risposta che è diametralmente opposta all'apparente scorrere della logica fin qui proposta
(cit. cosa c'è di meglio di due donne nude? Due donne vestite).
Esposto il proprio teorema, per spiegarne la tesi, l’autore attraverso la narrazione di avvenimenti, racconta…
Già. Ma cosa racconta?
Di una coppia francese che alla sera, in un bar dove tutti sono vestiti, trasmettono al protagonista la sensazione che siano trasgressivi?
Di due mariti che fotografano da sotto, i genitali nudi delle proprie mogli?
Di due donne che volontariamente si lasciano inquadrare dall'obiettivo nelle loro intimità?
Di persone che accortosi della mancanza di indumenti intimi delle due donne e approfittando della proprio posizione sottostante e perciò privilegiata, sbirciano divertiti e perché no? intrigati, le cosce, i glutei e le patate delle due (suppongo piacenti) donne?
Si, indubbiamente racconta questo.
Anzi, racconterebbe ANCHE questo.
Ma principalmente espone e dimostra una ben differente e definita analisi attraverso quelle esperienze pruriginose:
- Il nudismo è stare senza nulla addosso senza alcun comportamento diverso da nuotare, passeggiare, chiacchierare, leggere e prendere il sole -
(cit. Lo strano, se ci pensate bene, è che le due consorti erano, come tutti, all'interno di un villaggio nudista e per vederle completamente nude, bastava attendere che fossero in spiaggia e anzi probabilissimamente, molti dei presenti le avevano già viste stese al sole o mentre passeggiavano sulla battigia senza veli).
Un corpo (maschile o femminile che sia) è fonte di desiderio, carnalità, curiosità e quant'altro, solo quando è proposto o offerto consapevolmente (***) e per ben determinati fini, in altre situazioni e con tipologie di abbigliamento presenti (abiti) o assenti (biancheria intima).
Ma, e qui arriviamo al concetto celato nel racconto, se non sono peccato delle trasgressioni accettate, cercate e volute da tutti i soggetti presenti, perché mai dovrebbe essere criticato e condannato il nudismo che invece è scevro da ogni finalità sessuale?
Il problema, semmai, è che (se non erro) nessuno degli intervenuti qui, me compreso, abbia scelto come finale quello proposto alla lettera G.
(***) in questo passaggio e ammesso e non concesso che io abbia afferrato il senso del racconto, personalmente leggo anche una opinione personale dell'autore, e silente amico di Fenice, in risposta ai numerosi post degli ultimi tempi di un utente, che al momento è in quiescenza, che si scagliava contro quei nudisti che (pare) lo criticassero quando e se si tratteneva o passeggiava, in luoghi nudisti con abbigliamenti provocanti e/o non convenzionali.