Insomma facendola breve: moda o evoluzione dei costumi?
Io credo che ci siano entrambe, e che ogni persona si approcci o meno per vie e convinzioni diverse, ognuno la sua o più di una.
Se andiamo indietro nel tempo, come già citato, possiamo vedere come si portavano i capelli corti, per poi indossare parrucche indefinibili. Non mi sono interessato da cosa nacque questa modalità, fatto sta che li contavi se avevi la parrucca più folta ed elaborata.
Se guardiamo i costumi dei primi del novecento, senza stare a centellinare, e le numerose foto nude del tempo, possiamo vedere che di depilazione non si parlava, era tutto nature. Tutti amazzonici. Arrivò la guerra, e forse a causa pidocchi, i capelli divennero cortisssimi, e sotto non mi risulta fosse toccato nulla.
Arriviamo agli anni 60, e con i Beatles e i Rolling Stones il capello lungo divento espressione di ribellione è espressione di libertà. I giovani che imitavano sicuramente agivano in doppio senso: alcuni per moda, altri per sostenere la stessa ribellione.
Nelle spiagge, che da poco si comincia a frequentare, il massimo che si poteva vedere era la depilazione delle gambe femminili. Uomini zero, anzi era ritenuto sexy indossare un costume a slip, appena importati dalla Francia, tenuti molto bassi, e far uscire un centimetro di pelo pubico dall’elastico. Anche la cinematografia sexy porno era più o meno sulla stessa scia, pelo ascellare e pubico nonché facciale senza remore, anzi faceva sesso e virilità.
Gli anni successivi sono stati un susseguirsi di mode e libertà in cui tutti cercavano come evolvere esteticamente, ma anche come dimostrarsi diversi.
Scomparvero le ascelle femminili, nuotatori e ballerini erano sempre meno pelosi, la gente cominciò a far scomparire barba e baffi.
I primi pubi e relative intimità credo siano iniziate attorno agli anni 70/80, soprattutto nel mondo del porno, in particolare gay/bsx, per poi passare velocemente in area comune femminile. La cosa era gradita alle donne e ai maschietti, ma era ancora disprezzata nei maschi causa poca diffusione. Non era insolito sentire tacciare di essere gay perché qualcuno si depilava. Già da qualche anno i ciclisti si erano affiancati ai nuotatori, e a questi si aggiunsero molti sportivi atletici in particolare, nulla dagli sport di squadra. Anzi, per fare gli strani, si poteva quasi dire che se calciatori, volley, basket rugby erano gli sport dei maci, gli altri erano sport semifemminili. Questo duro molto poco, per fortuna.
Le donne proseguirono negli anni il sostegno alla depilazione quasi totale, escludendo il pube, tranne poche più innovative, fino alla fine degli anni 90 e anche oltre. La battuta che ricorreva più frequentemente era: occhio che ti scappano i baffi dal costume.
Iniziò l’era delle palestre, per i maschi lasciare sudore e peli sugli attrezzi era un problema, la moda maschile si andava ingentilendo, le ore sudate in palestra andavano mostrate in qualche modo, e si sa, i muscoli sepolti dai peli non si vedono più di tanto.
Se per le donne si era raggiunto un “traguardo” e nella media il massimo era qualche pure rimasto, ma comunque accorciato e curato, per i maschi si comincio a diffondere dapprima il petto, poi le ascella, successivamente le gambe, poi pube e sopracciglia.
Ai giorni nostri, a meno che uno non abbia un pelo decisamente bello da vedere, petto ascelle e sopracciglia (perlomeno curate e non alla Andreoli) son diventate la norma. E fu a questo punto che intervenne la parte commerciale, perché se una volta parlare di depilazione maschile era un obbrobrio di genere sessuale, ormai era diventato diffusissimo, con centinaia di articoli pro e contro. Ma le aziende videro una nuova massa di clienti, che invece di fermarsi a lametta, o cere fatte di nascosto, compravano tranquillamente creme e strappapeli, nonché macchinette apposite, purché fossero pubblicizzate “per maschi”.
Inserire la foto di qualche palestrato sulle confezioni rappresentò e rappresenta oggi una fonte sicura di vendita.
Marche note di rasoi iniziò anche a diffondere dei tutorial su come slamettarsi sulle diverse parti del corpo.
Il pube. Maschile. Qui è dura da analizzare. Iniziò tra chi voleva liberarsi del tutto dal problema pelo, sentendosi insofferente ad averlo.
Poi c’era il porno che fece capire quanto alcuni atti fosse più facile riceverli se non si diffondeva quella malattia chiamata gomitolosi, non solo, ma anche quanto l’attrezzatura era molto più evidente se non celata sotto ammassi di pelo.
Di contro si assistette e si assiste al mondo femminile che insorse e insorge in modi diversissimi. Chi dice “sembra quello di un bambino” a chi dice “sembra un lombrico gnudo”, e chi invece “senza pelo profuma e non si sente più puzza di pxxx”; espressione di forme latenti di feticismo? Va a capire.
La cosa che posso definire strana davvero, son coloro che a fronte di una diffusione di pelo indefinita su tutto il corpo, hanno invece solo pube depilato, magari fino all’ombelico, creandosi una specie di tiro al bersaglio col fratellino al centro. Ecco, questi non li capisco proprio, ma come sempre, beati cavolo loro.
Morale: tanto per rispondere a Luzy: nei secoli, negli ultimi anni, si è assistito a tutto e più di tutto, e credo che ogni passo sia stato segnato da motivazioni diverse, gusti personali in primis, poi moda, evoluzione, stato sociale, di tutto un po’, che ha fatto evolvere modalità e costume.
Non direi che ci sia stata, ripeto soprattutto negli ultimi anni, un qualcosa di comune e specifico che abbia determinato un modo comune di agire.
Diverso ad esempio della rinascita feroce delle barbe, comparsa come un lampo negli ultimissimi anni.
Dopo decenni passati a trovare la lametta o il sistema più veloce, meno irritativo, con più performance, per avere guance belle lisce, magari tutto il giorno, all’improvviso ecco che non si trova più uno sbarbato. Magari senza un pelo un giro, ma con la barba.
Unica scusa che trovo su questa moda e la noia mortale che ogni maschi ha nel fare la barba ogni mattina. Finalmente liberi di fregarsene e tenerla lunga… salvo poi correre dietro a nuovi prodotti per farla morbida, per tenerla in ordine, per togliere il palettò ribelle che va per i cavoli suoi.
Beh si, il maschio è bello anche con del pelo, se ben messo, ben tenuto, se non è una scimmia, se non ha maglioncini naturali addosso, e quindi ad oggi, ha più libertà di scegliere come porsi.
Le donne stanno stranamente scegliendo di lasciare di nuovo le ascelle incolte. Salvo i pubi che non son mai diventati un obbligo per loro. Corso e ricorsi storici, una volta nulla una volta tanto, così va la vita, ma ci interessa davvero il perché?
In fondo chi è fissato davvero son pochi in entrambi i sessi, quindi alla fine ognuno sceglierà ciò che più gli aggrada e son tutti liberi di fare come vogliono