L’età in questione, come un po’ tutta l’adolescenza, viene spesso vissuta in vari modi, ma nascono i primi pudori, e l’adeguarsi, diciamo, ai propri coetanei.
Nulla di strano che fino a giorni prima stavano nudi, poi improvvisamente arriva questa specie di vergogna.
C’è chi alterna costume e nudo in tranquillità, c’è chi continua in un senso o nell’altro, c’è chi arrivati poi alla maggiore età rifiuta il nudismo, così come, finita la fase delle modifiche corporali, torna tranquillamente nudo.
E il tutto è ampiamente soggettivo.
Per la mia esperienza credo che i genitori debbano continuare col loro normale nudo, però affrontando un confronto coi minori, illustrando la normalità, e assolutamente non forzanzo la mano in alcun senso. Se si cerca di imporre, anche a parole, la prima reazione è il rifiuto, come avviene con qualsiasi divietò in età adolescenziale, per secondo arriva l’odio, anche verso i genitori che “li obbligano a vedere nudi”.
La cosa migliore è non rimandare la problematica, parlarne, dichiarare la normalità, ma soprattutto lasciare la libera scelta. Senza essere forzati, arrivano nella norma a miscelare momenti nudi con momenti vestiti, legati al proprio sentimento al momento, ma sopratutto a non odiare l’esposizione dei genitori. Poter mantenere il proprio stato di tranquillità assieme alla libertà di scelta data, son, per me, i sua maggiori obiettivi da raggiungere. In fondo a voi nessuno ha costretto alla scelta, ci siete arrivati da soli.
Loro… devono passare la fase fondamentale della crescita e del confronto (bellezza, altezza, tette, pisello, pelo, muscoli, spigliatezza…) e l’accettazione che ricevono dai consimili per loro, è la cosa più importante da raggiungere. Di quel che dite voi… frega una cippa.