Conclusione di ogni excursus?
C’è luogo e luogo per ogni tipo di attività.
Bisogna aver discernimento di capire cosa appartiene all’una e all’altra.
Alcune attività DEVONO essere giudicate nella sua giusta misura, senza fare i pillon della situazione. (Pensa Marco, che quando son andato a Dante l’ultima volta per un miniraduno, eravamo in cinque, io, il ragazzo che mi accompagnava, Paolo, Segino e consorte. Siamo andati a fare un bagno appena arrivati, e quelli di Borgo Masotti han avuto il coraggio di aggredire il ragazzo, dicendogli che li era una spiaggia pulita e che le sozzerie dovevamo farle altrove… non commento oltre, salvo che per una volta, data l’età delle persone, mi son trattenuto dal pisciargli addosso parolacce e forse si, anche piscio, unica cosa che si meritavano. Altro che baci)
Nel comune consesso civile, siamo una decisa miscelanza di ogni tipologia di persone, quindi si guarda come la gente si comporta, al massimo, ci si adegua allo status quo del posto e delle persone, se si vuole, e non si giudica un bel nulla.
I deficenti, quelli che non rispettano le regole, sia in un senso sia nell’altro, sono ovunque, in fondo la mamma dei cretini è sempre incinta… ciò non determina la natura del luogo dove siamo. Poi è vero ovunque che nei due mesi più feraioli, ci sia la discesa degli Unni morti di fame, quindi per statistica i deficenti aumentano di numero. E questo vale per Dante, così come per qualunque altra spiaggia. A Cap, quella vera, vidi chi si scandalizzava del sesso nell’area sesso. Chi gli ha detto di andarci? Potevano tornare indietro, o non addentrarsi nei circoli e poi meravigliarsi di quel che stavano facendo. E ciò ovviamente vale anche per quei tessili guardoni che passeggiano a dante sputando sui nudisti perché stanno nudi…
Dai, mi sembra che anche con qualche incomprensione, siamo dalla stessa parte.