Termini appropriati

Davide1980 02/09/2026 21:37 4.200 Visite
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Davide1980
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01/01/2000 00:00
robi nood ha scritto:
5) Al cinema, l’uomo alla fanciulla con vistoso copricapo che è seduta davanti a lui: “Cara signorina, si decida: o si scappella o si toglie le mutandine, ché io a cinema ci vengo per divertirmi!”

Bellissima!
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Giangio
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01/01/2000 00:00
Eheheh Davide, con lo "scappellare" ho avuto diversi problemi anch'io [:D] Credo di aver trovato un ottimo sostituto con "scoprire il glande" [;)]
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Davide1980
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01/01/2000 00:00
Se ti abitui ad usare i termini corretti puoi fare certi discorsi senza imbarazzo, sia con un medico che con un bambino.
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Davide1980
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01/01/2000 00:00
Certo, non vogliamo vedere scene alla Carlo Verdone in "Viaggi di nozze", anzi, anche l'amata-odiata Chiesa Cattolica tollera il turpiloquio durante il coito.
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robi nood
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01/01/2000 00:00
Grubba ha scritto:

... trovo ipocrita parlare del pene con il dottore visto che non lo faccio con nessun altro ...

Dottore: “Allora, Grubba, si spogli e mi dica dove le fa male”

Grubba: “Sulla punta del…”

Dottore: “Del…?”

Grubba: “Del pisellino”

Dottore: “Ma, Grubba, lei dimostra cinquant’anni e usa un linguaggio da bambino!? Ancora stiamo ai prodotti dell’orto! Lei ancora non ha imparato a dire pene al pene!”

Grubba: “Ah no! Quella parola mai! Non la uso mai con nessuno, non vedo perché dovrei cominciare con lei!”

Dottore: “Ma ritorniamo al dolore. Da quando ha iniziato ad avvertirlo?”

Grubba: “Dall’ultima volta che sono scivolato su una vecchia…”

Dottore: “… ciabatta!”

Grubba: “Ma allora lei è recidivo! Ce l’ha con tutte le parole che io odio!? E poi non mi piace che si utilizzi quella parola per indicare qualcosa che ha a che vedere con la sessualità/il corpo!”
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Davide1980
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02/09/2026 21:37
Vorrei far luce sul tema dell'usare i termini approprati rivolgendosi ai genitali, sia per educare i bambini alla conoscenza e al rispetto del corpo, sia per noi adulti che risentiamo ancora della cultura della vergogna.
Mi ha sensiblizzato sia l'articolo "Bambini, il senso di vergogna e gli abusi" nella pagina principale di questo sito, sia uno spettacolo che vidi anni fa "I monologhi della Vagina", nel quale si afferma che tutte le parti del corpo devono essere chiamate col loro nome.
Chiamiamo il pene: pene senza usare nomi di ortaggi o specie ornitologiche.
Capita spesso, anche a persone adulte, di non sapersi esprimere con un parente o con un dottore per indicare la parte del corpo che duole, se questa parte centra qualcosa con i genitali. Ho l'impressione che molti si vergognino terribilmente a pronunciare i termini scientifici e si esibiscono in una serie di smorfie per indicare che qualcolsa "là sotto" non va.
Io mi sto abituando ad usare questi termini, sono molto più precisi e puri di tutta quella sfilza di soprannomi che danno una definizione vaga degli organi in questione.
Devo ammettere che alcune parole tipo "scroto" mi suonano un po' male e non conosco un termine per sostiture il terribile "scappellare".
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