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ConteMax ha scritto:
Se poi qualcuno ha freddo o non ha voglia di mettersi comodo, liberissimo di stare vestito.
La differenza in questo caso non è nel "piacere di essere nudo" ma nel "piacere di sentirsi comodo e libero".
Lo so.....può sembrare un ragionamento di bassa filosofia, ma nel momemto stesso in cui io iniziassi a vedere la nudità come la conseguenza dello spogliarmi, so che lascerei perdere. Preferisco di gran lunga la libertà di non dovermi vestire (o di non dovermi tenere i vestiti addosso, che sarebbe come andare da amici e potersi togliere le scarpe ed il cappotto. Parto da casa con scarpe e cappotto, ma so che quando arrivo mi posso mettere libero. Se guardiamo, le scarpe in un appartamento sono illogiche eppure tutti gli ospiti le tengono e spesso anche chi riceve gli ospiti, per l'occasione toglie le ciabatte con Pluto e si mette le scarpe).
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- ci credo in quello che faccio, la nudità è un essere non un esibire;
- mi pongo in una posizione favorevole all'"alterità", ossia di apertura ai rapporti interpersonali;
- non ho nulla da nascondere, non c'è nulla di più inoffensivo di un nuomo nudo;
- a volte ritengo i vestiti soprattutto se griffati, un inutile orpello consumistico. - Se fa caldo, assolutamente sì.
Di mio aggiungo:
- mi diverte anche essere guardato da chi non concepisce questo tipo di approccio, è un modo per essere su una frontiera ideologica.