Lettera ad una associazione

asterix 02/09/2026 21:37 8.112 Visite
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
AssoNatura ha scritto:
Sono quindici anni che so queste cose e appena ho potuto ho creato insieme ad altre 5 persone un'associazione indipendente da Fenait, nata nel 2002 con 5 soci e che oggi ne ha 277. Questa associazione tra le mille cose totalmente indipendenti da fenait che ha realizzato, ha anche presentato una Proposta di legge in Piemonte, ora in iter. Come mai in Italia solo AssoNatura è fuori da Fenait? Anche quando è stata invitata formalmente a farne parte, con tanto di lettera d'invito, ha detto no. Tutt'ora dopo 7 anni dalla sua nascita ne resta fuori. Come mai non sono nate in questi sette anni altre 10 Associazioni indipendenti in Italia? AssoNatura è l'unica associazione nuova, è l'unica d'avanguardia, è l'unica che ha il coraggio di fare il naturismo in autonomia: credo quindi che una speranza c'è, perchè questo è qualcosa di molto positivo. Dall'altro lato registro che nessuno in Italia ha avuto il coraggio di costituire una associazione naturista autonoma. E noto anche che nessuna delle associazioni esistenti ha avuto il coraggio di staccarsi da fenait con un atto chiaro e limpido. Cosa significa questo, nei fatti? Una sola cosa: avallare totalmente l'operato della fenait. E inutile girarci in torno, chi sta dentro è d'accordo. Quello che fanno gli va bene. La povertà culturale impera ed è specchio del volere dei più, della maggioranza. Infatti assonatura è una minoranza. Inutile rimuginarci sopra, anche la società è cosi, e nel naturismo c'è la società, con le stesse proporzioni. Quando qualcuno vorrà veramente fare qualcosa in concreto per il naturismo costituirà un'altra associazione indipendente, e un'altra ancora... Una per regione; solo cosi, con persone di coraggio e di cuore, e molte associazioni connesse ai territori locali, si potrà far crescere il naturismo in Italia, nella realtà. Buon Naturismo. Davide.
Questa, secondo me, e vi prego non vogliatemene, è la strada più sbagliata..in Italia ognuno cura il proprio orticello infischiandosene degli altri anzichè portare avanti un confronto. Se in ogni regione ci fosse un'associazione che opera in modo staccato dalle altre non si combinerebbe nulla. E questo non lo dico per difendere la Fenait con cui non ho nulla da spartire ma perchè credo che solo con unità d'intenti si possa portare avanti discorsi importanti per il naturismo. Mi piacerebbe che qui si parlasse di come in Francia vanno avanti le cose in ambito naturista...lì sono milioni concentrati su una filiosofia naturista che porta anche opportunità di lavoro e di crescita sociale, qui riusciamo a concretizzare solo polemiche simili alla politica e anche chi si da veramente da fare (le persone ci sono, secondo me) viene annullato dai particolarismi e dai veti. Mark
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Fiden
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01/01/2000 00:00
Ringrazio Mark per il fatto che almeno è uno dei 2-3 iscritti che dice la sua opinione. Ma sono i fatti che contano!!! Era stato già proposto come tu dici"un confronto sui temi naturisti, con inviti alla stampa" per organizzare un Convegno (e tu lo sai) sul Disegno di legge sul naturismo ma, si è subito arenato. Per quanto riguarda l'idea d'intervenire in occasione del Congresso Mondiale FNI che si terrà a Pizzo Greco il prossimo anno io sono dell'opinione che si devono prendere iniziative a favore dei diritti dei naturisti a partire da subito senza aspettare quell' occasione che si concretizzerà fra un anno e mezzo. Personalmente sono anche convinto che un Congresso FNI ( Federazione -vedi la sua storia - che raccoglie una trentina di nazioni nel mondo che rappresenta,, in particolare, gli interessi delle strutture naturiste ed avente a capo operatori turistici del settore che si riuniscono con un delegato per nazione ogni due anni più per fare delle feste che per discutere di veri problemi naturisti) sarà difficile avere da essi degli aiuti per i problemi dei naturisti italiani quando poi sono gli stessi italiani naturisti che se ne fregano ed alcuni di loro pagano pure una quota associativa per avere il solo bollino FNI. Fidenzio
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AssoNatura
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01/01/2000 00:00
Sono quindici anni che so queste cose e appena ho potuto ho creato insieme ad altre 5 persone un'associazione indipendente da Fenait, nata nel 2002 con 5 soci e che oggi ne ha 277. Questa associazione tra le mille cose totalmente indipendenti da fenait che ha realizzato, ha anche presentato una Proposta di legge in Piemonte, ora in iter. Come mai in Italia solo AssoNatura è fuori da Fenait? Anche quando è stata invitata formalmente a farne parte, con tanto di lettera d'invito, ha detto no. Tutt'ora dopo 7 anni dalla sua nascita ne resta fuori. Come mai non sono nate in questi sette anni altre 10 Associazioni indipendenti in Italia? AssoNatura è l'unica associazione nuova, è l'unica d'avanguardia, è l'unica che ha il coraggio di fare il naturismo in autonomia: credo quindi che una speranza c'è, perchè questo è qualcosa di molto positivo. Dall'altro lato registro che nessuno in Italia ha avuto il coraggio di costituire una associazione naturista autonoma. E noto anche che nessuna delle associazioni esistenti ha avuto il coraggio di staccarsi da fenait con un atto chiaro e limpido. Cosa significa questo, nei fatti? Una sola cosa: avallare totalmente l'operato della fenait. E inutile girarci in torno, chi sta dentro è d'accordo. Quello che fanno gli va bene. La povertà culturale impera ed è specchio del volere dei più, della maggioranza. Infatti assonatura è una minoranza. Inutile rimuginarci sopra, anche la società è cosi, e nel naturismo c'è la società, con le stesse proporzioni. Quando qualcuno vorrà veramente fare qualcosa in concreto per il naturismo costituirà un'altra associazione indipendente, e un'altra ancora... Una per regione; solo cosi, con persone di coraggio e di cuore, e molte associazioni connesse ai territori locali, si potrà far crescere il naturismo in Italia, nella realtà. Buon Naturismo. Davide.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
asterix ha scritto:
Vedi Mark, la differenza fra me e te è che tu scrivi "farò, mi impegnerò, cercherò ecc...", io senza dire nulla, ho semplicemente fatto delle domande al presidente di un'associazione naturista (come vuole che si dica Fenice) e visto che le risposte mi sembravano parecchio sconcertanti, le ho semplicemente rese di pubblico dominio. Non occorre fare qualcosa di eclatante per far qualcosa pro naturismo, a volte fanno più chiasso le piccole cose. Tu dici che farai, io ho gia fatto...
Guarda Asterix, lo dico senza nessuna polemica, che io propagando il naturismo tutti i giorni parlandone espressamente con chi mi conosce o occasionalmente con chi capita e frequentando luoghi ufficiali e non in Italia e all'estero. Essendo naturista da oltre 30 anni sottolineo solo che adesso esistono più possibilità di contatti fra naturisti grazie ad internet. Il mio farò, mi impegnerò... dipendono esclusivamente dal fatto che sia in passato che attualmente i miei impegni di lavoro e personali mi danno pochissimo tempo libero per dedicarmi ad attività all'interno di associazioni o anche semplicemente partecipando ad eventi e altro. Siccome d'ora in avanti la mia situazione personale mi offrirà, spero, molte più possibilità di tempo libero ecco perchè dico che mi potrò impegnare di più! Alle ultime elezioni del consiglio dell'Anita avevo anche pensato di candidarmi, poi i problemi appena descritti mi fecero accantonare l'idea. Tutto qui. Sono perfettamente in accordo con te sul fatto che anche con piccole cose si puo' aiutare il naturismo. Non capisco pero' a cosa è dovuto il leggero astio che leggo tra le righe del tuo intervento nei miei confronti. Io non ho certo criticato il fatto che hai scritto quella lettera, anzi! Ho voluto solo sottolineare il mio desiderio di una maggiore collaborazione fra associazioni, partecipanti ai forum e naturisti alla causa comune. Ciao! Mark
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01/01/2000 00:00
Un altro problema se si può dire strategico è la scarsa partecipazione dei giovani sia in generale nel naturismo ma ancor più sentita nelle associazioni tanto da doversi creare un apposito gruppo:i GIN.Nel passato (anni 60)erano i giovani il motore del naturismo proprio per la forza intrinseca dirompente e contrapposta alla società del tempo,ma anche propositiva di valori nuovi.Ora i giovani non ci sono più o almeno sono pochi.Sono allergici ai partiti politici associazioni,insomma a tutto quello che assomiglia a strutture organizzate e allo stesso tempo impregnati di quel stile di vita che come valore assoluto è apparire (non generalizzato ovviamente).Se sono figli di naturisti sono in antitesi ai genitori come una sorta di indipendenza voluta:papà tu ti spogli e allora io no (in una certa fase di crescita).Allo stesso tempo sono estremamente vulnerabili,scarsità di prendere posizioni personali se non all'interno di un gruppo e dove va l'onda si segue.Alla fine mancano modelli di riferimento positivi con cui confrontarsi. In questo contesto le associazioni non sono atrezzate per i giovani nel senso che mancano capacità e ricchezza umane e vuol dire mancanza di persone (che definirei animatori o formatori)preparate a stare con i giovani.Manca elasticità nello strutturare l'associaszione partendo dai bisogni giovanili(Non sempre è cosi e si notano sforzi in questa direzione). Ma secondo me il più grosso sbaglio che si fa è lo sforzo di voler attirare i giovani nelle associazioni prima di una formazione al naturismo ma ancor più importante formazione umana. La nudità dei giovani deve essere l'ultimo capitolo di una formazione umana,personale che comprende molti più capitoli.Aiutare i giovani a confrontarsi con modelli positivi nel naturismo (siamo pronti noi ad essere modelli positivi per i giovani?).Un cammino di liberazione ma allo stesso tempo conoscersi nel profondo e da qui fare scelte via via sempre più importanti.Affrontare la problematica :corpo,sessualità,affetto che da qui nasce la nudità.Un equilibrio in questi contesti porterà facilmente alla nudità vissuta come liberazione,ma anche come scelta personale e poi sociale. Allora prima di tutto formazione umana e poi a seguire formazione alla nudità. Pensavo ad un progetto con i giovani,come primo passo si intende,nell'organizzare campi o campeggi si naturisti,dove vi sia presente un cammino fatto insieme ad un animatore o più dove ci sia formazione e crescita umana.Preparare tutto questo con doverosa passione e conoscenza.Affronare problemi giovanili dettati da loro.Campi divertenti ma anche costruttivi dove i giovani possono stare assieme e creare una loro idea originale di naturismo partendo da persone che si stanno costruendo e noi pronti a dargli una mano. Questo sarebbe il mio impegno (se c'è la faccio assieme ad altri)dato anche la mia lunga storia nello stare assieme ai giovani ed esperienza in campo. Per me i giovani sono la mia passione e con loro ho sempre vissuto.Ciao[:D] aggiunta:Questa piccola proposta dovrebbe far si che tutte le associazioni si trovino assieme per elaborare una strategia comune per i giovani costruendo un piano formativo,individuando persone e formarle affinche possano diventare animatori ed "esperti"nella formazione in generale e nella formazione alla nudità.(cosa forse quest'ultima abbiamo bisogno per certi versi anche noi)[:D]
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Marcolino
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01/01/2000 00:00
Mamma mia che tristezza.. quanta delusione provo nel leggere le parole di XX.. Io sono da sempre un promotore del tesseramento di ogni naturista, ma dopo tali affermazioni come si fa' a biasimare chi ritiene inutile tesserarsi?..capisco che non tutti si tesserino solo per perseguire un ideale come il sottoscritto, ma XX con questa politica pensa forse di migliorare la situazione italiana??..A pensar male sembra quasi che il saggio Fidenzio abbia proprio ragione..che tristezza, ribadisco[:(][:(]. Salutoni, Marcolino.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
asterix ha scritto:
Mark, la tua ricetta per migliorare il naturismo e le associazioni naturiste in Italia, quale potrebbe essere?
So che quello che dirò non è facile a farsi, anche perchè io ho una visione forse un po' troppo ottimistica... Quello che ho sempre pensato sulla divisione nella realtà delle associazioni è che sia dovuta a mancanza di volontà di confronto e di reali cambiamenti, anche se ultimamente mi sembra ci sia un certo nuovo impulso... La mia ricetta, visto anche il contributo dei forum naturisti e della grande passione per il naturismo di molti iscritti alle associazioni e ai forum stessi, sarebbe quella di tentare di creare un'occasione di incontro - magari anche nel prossimo congresso mondiale che si svolgerà in Italia -fra i responsabili di Fenait e delle associazioni ad essa iscritte e i gestori e moderatori dei forum, magari anche con veri naturisti iscritti a tutti i forum, che bene o male si conoscono e si frequentano, per aprire un dibattito su come muoversi insieme e confrontarsi anche duramente ma con spirito costruttivo. Pensate, ad esempio, alla possibilità di incontrarsi tra noi partecipanti ai forum, non per una serata in un centro benessere ma per un confronto sui temi naturisti, con inviti alla stampa. Non potrebbe essere interessante? Io sono convinto che si potrebbe portare molta gente seria che altrimenti non ha occasioni di essere partecipe e allo stesso tempo far intervenire i media che sicuramente darebbero risalto alla cosa. Sono convinto che non sarebbe impossibile da realizzare. Insomma io ho solo l'idea che leggendo i forum ci sia molta più voglia di fare qualcosa per il naturismo in Italia di quello che si pensa.. Mark
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01/01/2000 00:00
Vorrei esporre il mio piccolo pensiero,ovviamente limitato,ma con spirito costruttivo per il mondo naturista. Mi chiedo spesso come mai in questo movimento ci siano le associazioni ed un mondo esterno molto più grande naturista non associato.Altresi mi chiedo tante associazioni,che vuol dire ricchezza particolare,e poca unità generale.Lo vedo come in varie iniziative associative manca la componente unitaria di tutte le associazioni.Ognuna ,di solito va per conto suo(esiste un direttivo generale,ma più sulla carta che efficiente).Se da una parte si vede dinamicità e ricchezza di ogni associazione,dall'altra mancanza di unità.La butto li:non sarebbe il caso di ripensare in maniera costruttiva il ruolo delle associazioni?Avere un'unica associazione aiuterebbe il movimento naturista?,però allo stesso tempo non perdere le ricchezze individuali?E poi:cambiare strategia cioè ha ancora senso le associazioni cosi strutturate e abbastanza isolate e quasi in antitesi con i naturisti non associati?Non si poterbbe parlare di un'unica associazione,ovviamente decentrata,?Passare dal concetto associativo al movimento dove esiste si un'organizazione,ma elastica e dinamica.L'associazione come formazione al naturismo,informazione naturista e rete di servizi.Un'iscrizione di qualche euro solamente in modo che i costi non allontanino molti.La rivista ridimensionata e via internet.Primo obbiettivo creare un movimento di base solidale con i valori naturisti e nudisti e pensare poi a fare iscrizioni.Fare formazione che vuol dire sensibilizzare la gente che naturismo o nudismo vuol dire partecipazione ad un mondo che ci appartiene.Associazione come punto di riferimento,ma il movimento come attività:in pratica un unico organismo con varie funzioni,ma,ripeto un unico organismo o movimento. Penso che questo dualismo tra associazioni e non associati non ci porta da nessuna parte e che una rivoluzione di idee,di strategia,di fini dovrebbe essere attuata.Capire che l'indifferenza verso le associazioni non aiuta nessuno come l'indifferenza delle associazioni verso l'esterno non aiuta nessuno. Il punto di arrivo non dovrà essere il numero degli iscritti,in un secondo momento si,ma creare un movimento dove l'associazione è un punto di servizio e che quindi tutti hanno il punto di riferimento.Credo che in questo contesto dare una firma ad una associazione unica sarebbe più facile perchè l'intento principale appunto dell'associazione sarebbe formazione,informazione e rete servizi. Spero veramente che un giorno tutto questo movimento naturista e nidista si unisca in una nuova realtà.Dobbiamo avere il coraggio di pensare in grande,ma anche il coraggio di ringiovanirci da vecchie strutture,buone per ieri,ma non per oggi dove la maggioranza dei naturisti vivono fuori dalle associazioni.Capire il perchè è un dovere,il coraggio di cambiare diventa necessario per l'unità di tutto il mondo naturista.[:D] Ps.Chi pensa che sia contrario alle associazioni si sbaglia di grosso,tuttaltro,proprio perchè sta a cuore il mondo naturista e associativo personalmente vedo l'urgenza di un cambiamento e di un impegno da parte di tutti associati e non per ,appunto,inventare o reiventare una nuova realtà partendo da ciò che già abbiamo.[:D]
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
asterix ha scritto:
Mark, non ho nessun astio verso di te, ci mancherebbe, non ho intenzione di crearmi dei nemici qua. Tu pensi veramente che andare ad una riunione internazionale di naturisti dove più che altro verranno spartiti gli interessi delle associazioni e delle strutture serva a qualcosa? Tu cosa farai in quell'occasione, andrai a prendere la parola e dirai la tua davanti a tutti, bene ma allora comincia a farlo qua da noi, prendi carta e penna ed inizia a scrivere al tuo presidente e digli cosa non ti va del naturismo, poi scrivi al presidente della federazione, poi metti quante più persone puoi a conoscenza delle loro risposte in modo che tutti possano farsi un'idea di cosa pensano i loro presidenti. Io francamente dopo le risposte ottenute dal "capo dei capi" ho la nausea delle associazioni ed avendo frequentanto in alcune occasioni anche un'altra associazione del nordest (non scrivo il nome in pubblico che non violare la privacy) dove ad ogni nuovo che arrivava chiedevano con insistenza quasi morbosa di associarsi con loro, sono venuto a conclusione che quello che conta per le associazioni sono i soldi, in particolare con questa mi è stato detto, quando ho chiesto se potevo essere informato per partecipare ai loro eventi nonostante fossi tesserato UNI, che se non mi tesseravo con loro non mi avrebbero mai detto nulla. Praticamente sei paghi sei un naturista, se non paghi, anche se hai una tessera di un'altra sssociazione, noi non ti riconosciamo.
Ciao Asterix, innanzitutto sono felice che tra noi sia tutto chiarito, anch'io ovviamente non ho nulla nei tuoi confronti, ci mancherebbe! Mi trovo anche in parte daccordo sul discorso del congresso, anche se tentare non costa nulla e magari porta a qualcosa..chissà.. Per il discorso associazioni ti devo dire che onestamente io sono soddisfatto di come sta muovendosi Anita, ho sempre trovato sia nel presidente che in altri soci molto impegno e un ottimo rapporto! Forse l'unica cosa che posso fare è alla prossima riunione cercare di chiarire quella che è la reale situazione con Fenait. Mi sembra giusto così piuttosto che rivolgermi direttamente alla Fenait stessa, in questo caso è Anita che mi rappresenta. Credo sia corretto muovermi così. Ciao, Mark
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Fiden
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01/01/2000 00:00
La Fenait ha a capo da una decina d'anni il Conducator Rbolzi ma è stata quasi sempre governata da uomini dell'UNI grazie al suo particolare statuto. Nello statuto FE.NA.IT: in vigore dal 10 dicembre 1997, a differenze dei precedenti a partire dal 1971, è stato tolto il sistema che usa ogni seria Federazione di qualsiasi categoria che all'assemblea da diritto ad un voto per ogni federata aderente senza contare il numero degli iscritti. Per esempio anche tutti i membri dell'ONU seguono questa regola, a parte il diritto di veto di alcuni stati. Nella Fenait,invece, ogni associazione è rappresentata da un delegato nell'assemblea (assemblea ridicola di 6-7 persone) ed ogni delegato rappresenta i voti che corrispondono al numero degli iscritti che dichiara di avere l'associazione che rappresenta. Io penso che che sarebbe possibile anche prendere i soci dall'elenco telefonico. Con i soldi delle quote la Fenait normalmente fa le riviste (passando per l'UNI) molte volte scritte anche in inglese perchè, ritengo, devono servire per promozione al Camping Le Betulle e da distribuirsi durante le annuali gare di nuoto che la FNI/INF organizza da sempre,assieme alle gare di bocce e un incontro detto di giovani che la Fenait partecipa a fatica con qualche naturista o non naturista. Mi pare che quello che fa la Fenait vada anche nella direzione sbagliata: non verso l'interesse dei naturisti e dei suoi diritti ma, nell'interesse dei campeggi come le Betulle anche con il contributo che ogni due anni da alla FNI per realizzare la Guida ai Campeggi naturisti mondiale. Fidenzio
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01/01/2000 00:00
quello di partecipare numerosi al prossimo congresso mondiale è già nei programmi, e trionat ha già aperto da tempo il topic relativo, che sarà riportato in auge e battuto in tempi più vicini all'evento. Sarebbe infatti molto importante che partecipasse quanta più gente possibile per far sentire la voce di chi non l'ha a chi ha il bastone del comando. Personalmente so che credo molto nelle associazioni, seppur nella loro apparente immobilità, perchè ho un principio base: se ce ne tiriamo fuori facciamo il gioco di chi ci vuol male. Capisco l'iniziativa di assonatura, capisco la fondazione di conait (tanto che mi sto tesserando con entrambe), capisco il malumore di Anita quando voleva staccarsi da fenait, capisco la rabbia di fidenzio, ma capisco una cosa principalmente: finchè ne stiamo fuori, finchè fuggiamo all'estero, finchè si sta tutti zitti, nulla cambierà mai Primo: nelle associazioni ci son pochissimi tesserati (a spalmuccio non dovrebbero superare i 6/7.000), e chi non fa numero non ha valenza politica (per fare un esempio generale ai PACS erano interessati circa 5.000.000 di persone, tra etero, gay etc. Una massa di voti importante, visto che in italia, se non erro, votano circa 30.000.000 di persone. Due governi e due coalizioni son passate, che forse a qualcuno gli è importato nulla di quei voti? No perchè san bene che l'italiano medio non vota per delle riforme importanti, ma solo per la propria bandiera [ammesso che ancora ne esista una], per i cui i voti arriveranno sempre. E visto che non potremo mai fare un partito per i pacs, uno per il nudismo, uno per..., e se alle prossime facessimo un bello sciopero generale e invece di andare a votare ce ne andiamo tutti al mare?) Secondo: chi si tessera lo fa al 70/80% solo per poter accedere alle strutture nudiste. Nessuno che si impegni un minimo su altri fronti. Se ognuno con la sua forza e sua valenza, visto anche la forza di internet,mettesse un granello di impegno, le cose si che pian piano cambierebbero. Una considerazione personale. Neanche a me piace la moltiplicazione di associazioni che si sta creando, anche se contribuiscono a far sempre più nuovi soci,ma vorrei fortemente un'unica associazione nazionale con tanti sedi regionali, allora si che si parlerebbe con una voce sola. Sull'organo di infomazione nazionale delle associazioni (infonaturista) non vorrei leggere sempre dell'ultimo torneo di petanque, ok ci stà posto anche per quello, ma vorrei leggere delle iniziative legislative in nostra difesa, le proposte in merito, una discussione serrata, una definizione finale del testo di legge, e non 4 deputati sparuti che la presentano, ma una massa di naturisti che la firmano personalmente. Vorrei leggerci, come successe molto tempo fa, di iniziative volte a promulgare le nostre idee, il nostro spirito di vita, per far capire che non stiamo nudi all'aria per sesso. (Mi riferisco ad una presenza ad una fiera di non ricordo dove, in cui c'era uno stand della fenait, con volontari che spiegavano alla gente il perchè e il percome, con stampa e libri in merito).
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01/01/2000 00:00
per Fidenzio: se abbiamo moderato il messaggio iniziale per non far riconoscere la persona che ha risposto, è perchè ci sono delle implicazioni legali, e non cambia lo stato di fatto, sapere chi è o meno. Per cui, te che lo hai letto per primo lo sai, ma non possiamo permetterci di lasciarne il nome. Per cortesia evita di rimetterlo, altrimenti ci vediamo costretti a censurare il tutto, e non mi sembra proprio il caso, visto che finalmente qualcuno parla di cose serie. Grazie
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01/01/2000 00:00
lasciando da parte la questione spiagge, di cui si interessano i diretti interessati, la proposta di asterix merita di essere analizzata. Pubblicizzare. In tanti modi, in molti modi, in tutti i modi. In verità già diverse cose vengono portate avanti, e ho visto che han fatto più rumore le singole interviste e articoli di giornale, che non ad esempio un costosissimo Congresso Mondiale, che nessuno a saputo che ci fosse, ne nessuno ne ha parlato, se non in seno associativo, e in verità in modo molto sommesso, a mio giudizio. Vero che il numero conta (le associazioni devono rappresentare tanta gente, non solo 6.000 persone circa attuali, e spero sempre in un aggregazione di massa), vero che conta anche chi alza il culo dalla sedia e ci mette faccia e tempo nelle varie iniziative (perchè diciamocelo chiaro, chi in effetti lavora, nelle associazioni, son solo pochissimi). Vero che già nel poco che si riesce a fare, ancora meno è il tempo impegnato a superare certi scogli assurdi che ancora esistono. Uno dei problemi evidenziati è quello dei single. Se è vero che a livello associativo son benvenuti, poi questi possono trovare spazio solo a livello dei raduni liberi, o tenuti dalle associazioni stesse. Ma campeggi e strutture varie accettano solo pochi conosciuti e raccomandati. E se è sbagliato il ragionamento: "allora se non mi accettano i campeggi io non mi associo" (perchè uno si dovrebbe associare proprio per portare avanti una causa, entrando in primo piano a far casino), è altrettanto vero che il single oggi è di fatto discriminato: in primis dai campeggi, in secondo dalle stesse associazioni che non si prendono la briga di fare una piattaforma nazionale (quanto non mi piace questo sindacalese) per scendere in campo con le strutture e far finire questa forma, ripeto, di discriminazione. C'è un però, a cui non posso dar torto. I gestori dei campeggi si trovano, per forza di cose, a contrastare chi fa del nudismo solo un mezzo sessuale. E poi far i conti con i medesimi, quando li hai fatti entrare è un vero casino. Per questo ho più volte sollecitato la creazione di un database unico nazionale, da installare in FENAIT, e a cui possono accedere sia le associazioni, sia le strutture, e in cui potrebbero essere registrati tutti gli utenti. E come dico sempre, un minimo di esame te lo faccio, però la patente te la do a prescindere o quasi. Poi però ti controllo. Scopro che fai il maiale? Ottimo ti cancello dall'elenco, ne metto la motivazione, e nessuno ti ridarà mai la tessera per entrare. Perchè, tra l'altro, ho conociuto gente che è stata cacciata per motivazioni serie da una associazione, e si è riscritta in altre. Traduzione, la tessera oggi, dice solo che hai pagato un bollino. Non certifica un bel nulla. Insomma con i giusti se, e con i giusti ma, questa è una cosa che per me sarebbe ora di pensarci. Da notare tra l'altro, che i campeggi son terreni federati, e ci si può stare nudi proprio perchè di circolo privato si tratta, e chi non possiede tessera non potrebbe dovrebbe entrare. Ma ho visto troppe volte, a fronte di affitto di bungalow a 100 e rotti euro al giorno, entrare frotte di persone affato naturiste, neanche nudiste, che stanno in campeggio sempre vestiti, e alla fine stanno a rompere come i maialotti da spiaggia. E son bocconi amari da buttare giù. Essere in vetrina in spiaggia, so che bisogna metterlo in conto, ma che questo debba avvenire anche in campeggio, mi sembra il massimo dell'assurdo. E il tutto perchè? Perchè i nudisti che entrano son pochi. Per forza, se si smettesse di cacciarli via (chi ha tessera) e si smettesse di far entrare chi cerca sesso (con e senza tessera), i numeri ci sarebbero eccome. NO, cosi non va, ma nessuno di quelli che ha il potere di dire e parlare, parla. Tutti zitti. Bon, comincio a parlare io, chissà che Qualcuno non legga. Gestione piramidale delle associazioni. Senza far nomi, ad oggi si assiste (in alcune associazioni, non in tutte per fortuna) ad una gerarchia di potere che non è corretta, secondo me, verso gli iscritti. Ci sono associazioni che doto aver fatto l'assemblea per l'elezione del CD, di fatto avviene una prima riunione per la nomina del presidente, e poi più nulla o quasi. e in cui tutte le decisioni vengono prese dal medesimo, senza sentire non solo la base degli associati, ma nemmeno il CD. Io ammetto e posso capire la normale gestione del tutto, ma non mi piace che poi non ci sia confronto nelle decisoni più importanti con gli altri componenti. Ho visto email di associazioni, che a parte, appunto, qualche raduno in giro, poi non ribadiscono altro che id pagare il bollino. Ho sentito lamentele a sfascio in spiaggia di gente stufa, che si cancella, che non rinnova, perchè di fatto non conta nulla. Credo che, oltre a chiedere il giusto ingresso, poi bisogna raccogliere il pensiero di quanti più possibile, perchè altrimenti è inutile cercare sempre più gente, se poi non gli si da voce, e magari (e qui la dico cattiva, ma è realtà di fatti in alcune realtà, per fortuna non in tutte) non viene indetta mai alcuna assemblea onde poter decidere cosa e quanto pare la presidente, senza nessun tipo di contrasto (o approvazione) possibile. PS ritornando sulla pubblicità......la maggioranza dei raduni soprattutto invernali, son dedicati ai soli associati, o a nuovi ingressi presentati. Se ciò è bello per avere la sicurezza di un raduno "apparentemente" tranquillo, non è bello per diffondere degli esempi di vita naturista. Se fosse possibile, e ritengo che lo sia, si potrebbe pensare si a fare raduni tesserati, ma anche di tipo "aperto", come fanno al Villaggio della Salutepiù, dove si va senza alcuna tessera, e dove i curiosi, i aspiranti, i/le consorti indecise, possono vedere di cosa si sta parlando. Basta ho messo sufficente carne al fuoco. Per ora mi fermo e aspetto commenti PROPOSITIVI E COSTRUTTIVI in merito. E che nessuno si azzardi a dirmi che dico cose false...... ----------- Riapro per sottolineare una cosa. Le associazioni che conosco io, direttamente o indirettamente, stanno facendo tantissime altre bellissime cose, e con gradissimi successi, e tanto di cappello a quanto han realizzatofinora, e a quanto realizzeranno in futuro. Quanto scritto sopra tende ad evidenziare dei problemi, seri e veri, ma che Alcuni non riescono a capire ne percepire. Dopo aver provato per qualche annetto a farglielo capire, ritengo che almeno queste cose debbano essere portate alla luce, in modo da dare possibilità a chi legge di rifletterci sopra. A chi non è associato, per fargli capire che l'unica strada attualmente percorribile è quella di associarsi e darsi da fare dentro a ciò che oggi può rappresentarci legalmente. A chi è già dentro, a fargli aprire gli occhi su alcune situazioni che è ora che finiscono, e alla svelta, perchè se due associazioni stanno aumentando i soci, a fronte del molto lavoro da loro svolto, altre hanno dimezzato gli iscritti, se non addirittura han chiuso i battenti. E questo non va bene, non va affatto bene. E' ora di guardarsi dentro, riflettere, e di farsi qualche mea culpa serio.
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01/01/2000 00:00
occhio però, non generalizziamo. I problemi ce ne sono , e moltissimi, ma non sono proprietà di tutti, o non tutti han gli stessi problemi. Però la cosa di allontanare chi la pensa in modo diverso o nuovo, sta diventando cosa troppo comune. Non so se è difficile ASCOLTARE nuove proposte, e semmai rifiutarle, o è difficile PRENDERE ATTO che il mondo cambia, o aver paura che gli si faccia terreno minato sotto i piedi. Per esperienza personale, so che se alcuni non sono disponibili ad alcun dialogo, anzi contraccusano, altri non solo sono disponibili, ma si fanno pegno di cambiare le cose. Capisco e credo però che per abbattere certi MURI di CEMENTO ARMATO CONSOLIDATO ci vuole molto tempo, non è facile far capire le cose a tutti. Se poi ci son blocchi sin dal gardino più alto la cosa diventa difficile. Personalmente constato che alcune associazioni più CHIUSE hanno dimezzato i consensi (tesseramenti), altre più moderne, anche se ancora timorose, stanno invece crescendo e molto. Altre ancora, più antiche, hanno addirittura chiuso i battenti. E altre che hanno mischiato politica al nudismo, oltre ad avere impronte ultraconservatorie, stanno miseramente chiudendo. Io chiederei a chi voglia disquisire in questo topic, di analizzare ciò che sa dei propri problemi associativi, e senza toccare argomenti che vanno lavati in casa associativa, fare una raccolta di cose che non vanno bene, e dare delle proposte costruttive su cui discutere, e farle poi girare alle stesse, in modo che possano poi rifletterci sopra. Il mio scopo, sia chiaro, non è gettar fango, anzi, voglio scoprire, oltre a ciò che già so, quali sono i motivi principali che tengono lontano la gente dalle medesime, in modo da sollecitarle per modificarsi, e poter arrivare a qualcosa di veramente grande e utile.
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01/01/2000 00:00
Asterix, intervengo solo per fare una precisazione riguardo ad un tuo piccolo passaggio (il mio parere sulla questione credo sia più che noto e prefersico lasciare spazio ad altri): i nomi delle Associazioni li puoi anche riportare, non violi nessuna privacy; si viola la privacy quando si riportano comunicazioni (mail, lettere, discorsi) personali senza autorizzazioni di chi ce le ha mandate. Già che ci sono voglio anche fare una piccola nota: lo scopo di questo forum (e di tutti quelli di questa sezione) vorrebbe essere quello di stimolare le Associazioni a comunicare e a fare, non quello di discutere sulle stesse specie quando non sono qui rappresentate; ci sta bene, anzi benissimo anche questo, ma se l'Associazione o la Federazione in questione non vi legge, non vi può leggere in via ufficiale (perchè ufficiosamente quasi tutte leggono), beh, allora temo che difficilmente arriverà qui una qualche forma di risposta e il tutto si finalizzerà solo in un dibattito tra utenti del forum, seppur utile dato che spero che possa anche servire da pungolo alle Associazioni che ancora non hanno aderito al nostro servizio.
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