Lettera ad una associazione

asterix 01/03/2009 18:13 8.200 Visite
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29/10/2010 22:41
occhio però, non generalizziamo. I problemi ce ne sono , e moltissimi, ma non sono proprietà di tutti, o non tutti han gli stessi problemi. Però la cosa di allontanare chi la pensa in modo diverso o nuovo, sta diventando cosa troppo comune. Non so se è difficile ASCOLTARE nuove proposte, e semmai rifiutarle, o è difficile PRENDERE ATTO che il mondo cambia, o aver paura che gli si faccia terreno minato sotto i piedi. Per esperienza personale, so che se alcuni non sono disponibili ad alcun dialogo, anzi contraccusano, altri non solo sono disponibili, ma si fanno pegno di cambiare le cose. Capisco e credo però che per abbattere certi MURI di CEMENTO ARMATO CONSOLIDATO ci vuole molto tempo, non è facile far capire le cose a tutti. Se poi ci son blocchi sin dal gardino più alto la cosa diventa difficile. Personalmente constato che alcune associazioni più CHIUSE hanno dimezzato i consensi (tesseramenti), altre più moderne, anche se ancora timorose, stanno invece crescendo e molto. Altre ancora, più antiche, hanno addirittura chiuso i battenti. E altre che hanno mischiato politica al nudismo, oltre ad avere impronte ultraconservatorie, stanno miseramente chiudendo. Io chiederei a chi voglia disquisire in questo topic, di analizzare ciò che sa dei propri problemi associativi, e senza toccare argomenti che vanno lavati in casa associativa, fare una raccolta di cose che non vanno bene, e dare delle proposte costruttive su cui discutere, e farle poi girare alle stesse, in modo che possano poi rifletterci sopra. Il mio scopo, sia chiaro, non è gettar fango, anzi, voglio scoprire, oltre a ciò che già so, quali sono i motivi principali che tengono lontano la gente dalle medesime, in modo da sollecitarle per modificarsi, e poter arrivare a qualcosa di veramente grande e utile.
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Nudomark
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29/10/2010 23:30
..una piccola parentesi..io sono convinto che moltissimi non si tesserano perchè sono naturisti "nascosti" lo fanno ma amici, parenti non sanno nulla; insomma hanno paura di quello che pensa la gente. Lo dimostra il fatto che anche molti tesserati non vogliono la rivista a casa. Come socio Anita sono benn felice di esserlo perchè l'associazione promuove moltissime occasioni di incontro, si batte per il naturismo in modo reale e in essa ho trovato molti amici. Personalmente non trovo lati negativi. Un saluto, Mark
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30/10/2010 00:01
ecco un nuovo tema, la rivista. Pochi la vogliono a casa, alcuni la criticano in modo totalitario. Gli argomenti nudisti son molto pochi, alcuni decisamente vecchi, altri molto anacronistici con la realtà naturista italiana. Per non parlare delle numerosissime pubblicità, forse tese a coprire le spese, come tutti gli altri quotidiani..... E pure in via di aumento prezzo a causa dell'aumento dei prezzi postali. Ma dico io, (e non solo io): e metterla ONLINE a disposizone di tutti, cosi chi vuole la legge, chi vuole la stampa, e si riducono a zero i costi?
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30/10/2010 10:28
Un altro problema se si può dire strategico è la scarsa partecipazione dei giovani sia in generale nel naturismo ma ancor più sentita nelle associazioni tanto da doversi creare un apposito gruppo:i GIN.Nel passato (anni 60)erano i giovani il motore del naturismo proprio per la forza intrinseca dirompente e contrapposta alla società del tempo,ma anche propositiva di valori nuovi.Ora i giovani non ci sono più o almeno sono pochi.Sono allergici ai partiti politici associazioni,insomma a tutto quello che assomiglia a strutture organizzate e allo stesso tempo impregnati di quel stile di vita che come valore assoluto è apparire (non generalizzato ovviamente).Se sono figli di naturisti sono in antitesi ai genitori come una sorta di indipendenza voluta:papà tu ti spogli e allora io no (in una certa fase di crescita).Allo stesso tempo sono estremamente vulnerabili,scarsità di prendere posizioni personali se non all'interno di un gruppo e dove va l'onda si segue.Alla fine mancano modelli di riferimento positivi con cui confrontarsi. In questo contesto le associazioni non sono atrezzate per i giovani nel senso che mancano capacità e ricchezza umane e vuol dire mancanza di persone (che definirei animatori o formatori)preparate a stare con i giovani.Manca elasticità nello strutturare l'associaszione partendo dai bisogni giovanili(Non sempre è cosi e si notano sforzi in questa direzione). Ma secondo me il più grosso sbaglio che si fa è lo sforzo di voler attirare i giovani nelle associazioni prima di una formazione al naturismo ma ancor più importante formazione umana. La nudità dei giovani deve essere l'ultimo capitolo di una formazione umana,personale che comprende molti più capitoli.Aiutare i giovani a confrontarsi con modelli positivi nel naturismo (siamo pronti noi ad essere modelli positivi per i giovani?).Un cammino di liberazione ma allo stesso tempo conoscersi nel profondo e da qui fare scelte via via sempre più importanti.Affrontare la problematica :corpo,sessualità,affetto che da qui nasce la nudità.Un equilibrio in questi contesti porterà facilmente alla nudità vissuta come liberazione,ma anche come scelta personale e poi sociale. Allora prima di tutto formazione umana e poi a seguire formazione alla nudità. Pensavo ad un progetto con i giovani,come primo passo si intende,nell'organizzare campi o campeggi si naturisti,dove vi sia presente un cammino fatto insieme ad un animatore o più dove ci sia formazione e crescita umana.Preparare tutto questo con doverosa passione e conoscenza.Affronare problemi giovanili dettati da loro.Campi divertenti ma anche costruttivi dove i giovani possono stare assieme e creare una loro idea originale di naturismo partendo da persone che si stanno costruendo e noi pronti a dargli una mano. Questo sarebbe il mio impegno (se c'è la faccio assieme ad altri)dato anche la mia lunga storia nello stare assieme ai giovani ed esperienza in campo. Per me i giovani sono la mia passione e con loro ho sempre vissuto.Ciao[:D] aggiunta:Questa piccola proposta dovrebbe far si che tutte le associazioni si trovino assieme per elaborare una strategia comune per i giovani costruendo un piano formativo,individuando persone e formarle affinche possano diventare animatori ed "esperti"nella formazione in generale e nella formazione alla nudità.(cosa forse quest'ultima abbiamo bisogno per certi versi anche noi)[:D]
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08/11/2010 15:42
Vorrei esporre il mio piccolo pensiero,ovviamente limitato,ma con spirito costruttivo per il mondo naturista. Mi chiedo spesso come mai in questo movimento ci siano le associazioni ed un mondo esterno molto più grande naturista non associato.Altresi mi chiedo tante associazioni,che vuol dire ricchezza particolare,e poca unità generale.Lo vedo come in varie iniziative associative manca la componente unitaria di tutte le associazioni.Ognuna ,di solito va per conto suo(esiste un direttivo generale,ma più sulla carta che efficiente).Se da una parte si vede dinamicità e ricchezza di ogni associazione,dall'altra mancanza di unità.La butto li:non sarebbe il caso di ripensare in maniera costruttiva il ruolo delle associazioni?Avere un'unica associazione aiuterebbe il movimento naturista?,però allo stesso tempo non perdere le ricchezze individuali?E poi:cambiare strategia cioè ha ancora senso le associazioni cosi strutturate e abbastanza isolate e quasi in antitesi con i naturisti non associati?Non si poterbbe parlare di un'unica associazione,ovviamente decentrata,?Passare dal concetto associativo al movimento dove esiste si un'organizazione,ma elastica e dinamica.L'associazione come formazione al naturismo,informazione naturista e rete di servizi.Un'iscrizione di qualche euro solamente in modo che i costi non allontanino molti.La rivista ridimensionata e via internet.Primo obbiettivo creare un movimento di base solidale con i valori naturisti e nudisti e pensare poi a fare iscrizioni.Fare formazione che vuol dire sensibilizzare la gente che naturismo o nudismo vuol dire partecipazione ad un mondo che ci appartiene.Associazione come punto di riferimento,ma il movimento come attività:in pratica un unico organismo con varie funzioni,ma,ripeto un unico organismo o movimento. Penso che questo dualismo tra associazioni e non associati non ci porta da nessuna parte e che una rivoluzione di idee,di strategia,di fini dovrebbe essere attuata.Capire che l'indifferenza verso le associazioni non aiuta nessuno come l'indifferenza delle associazioni verso l'esterno non aiuta nessuno. Il punto di arrivo non dovrà essere il numero degli iscritti,in un secondo momento si,ma creare un movimento dove l'associazione è un punto di servizio e che quindi tutti hanno il punto di riferimento.Credo che in questo contesto dare una firma ad una associazione unica sarebbe più facile perchè l'intento principale appunto dell'associazione sarebbe formazione,informazione e rete servizi. Spero veramente che un giorno tutto questo movimento naturista e nidista si unisca in una nuova realtà.Dobbiamo avere il coraggio di pensare in grande,ma anche il coraggio di ringiovanirci da vecchie strutture,buone per ieri,ma non per oggi dove la maggioranza dei naturisti vivono fuori dalle associazioni.Capire il perchè è un dovere,il coraggio di cambiare diventa necessario per l'unità di tutto il mondo naturista.[:D] Ps.Chi pensa che sia contrario alle associazioni si sbaglia di grosso,tuttaltro,proprio perchè sta a cuore il mondo naturista e associativo personalmente vedo l'urgenza di un cambiamento e di un impegno da parte di tutti associati e non per ,appunto,inventare o reiventare una nuova realtà partendo da ciò che già abbiamo.[:D]
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