Matteone, come condivido quello che dici!
Inizio con una battutina per sdrammatizzare...allora quando io e la mia compagnuccia adorata siamo stati sgamati nel sottobosco alle spalle di Marina di Alberese qualche tempo fa a fare i bricconcelli da una guardia forestale...hehehe...questo per caso ci qualifica come luridi, depravati, debosciati esibizionisti dediti a pratiche zozze e degni di onta e disonore e di essere esiliati dal pubblico consesso? ;-)
Ok, ora l'ho messa in burla, ma la battuta era volta a far capire che non sempre cose che potrebbero intendersi come "sporche" nel contesto e luogo debito poi lo sono. E dato per assunto che la zozzeria è più spesso negli occhi di chi guarda (con filtri morali di varia origine) che di chi la mette in pratica, dico anche, su però, per carità, non nascondiamoci dietro un dito!
Che in Italia certe situazioni, non meglio espresse come "torbide", siano spesso regola e consuetudine più che in molti altri posti all'estero, non è un mistero e bisogna ammetterlo.
Che all'estero sia possibile praticare il nudismo più serenamente e con maggiore senso di libertà, senza essere giudicati e sentendosi liberi di essere se stessi, addirittura mischiandosi tranquillamente a gente che con rispetto reciproco porta il costume senza guardarti male, anche questo è un fatto (a Formentera, in stagione non di punta, siamo stati oggetto di osservazione e di commenti fintoperbenisti in maniera invadente solo da parte di gruppi di italiani incontrati qui e lì...è proprio un'abitudinaccia del nostro Belpaese quella di giudicare senza conoscere, ahimé!). Ed è un fatto anche che all'estero difficilmente si è oggetto di attenzioni - anche in contesti più o meno trasgressivi - imposte forzosamente. Chissà perché altrove il sentimento di rispetto per l'altrui persona è forte tanto da parte di chi ama il nudismo quanto da parte di chi non lo pratica affatto! E di conseguenza è regola l'accettazione reciproca che non porta a giudizi o, come nel caso italiano, tanto meno a pregiudizi. D'altronde, per fare un altro esempio, bisogna essere davvero avanti come mentalità per riservare un'area ai nudisti in un parco pubblico grande e urbano come quello di Monaco.
Che i Tedeschi, e gli Alto Atesini (ma si sa...non è Italia quella, beati loro!) siano avanti anni luce anche questo si sa...mi ricordo ancora di quando due o tre anni fa su una spiaggia dello stupendo Salento ho praticamente rischiato il linciaggio, e non perché fossi nudo, ma semplicemente perché indossavo un "similtanga" che non era neanche troppo stile filo interdentale, con la compagna che in quell'occasione ha rinunciato perfino a un timido topless. E parlo della stessa Puglia che frequento da decenni e le cui spiagge caraibiche nulla hanno da invidiare a quelle della Sardegna (pulizia, cura e manutenzione a parte...). Puglia che però, per diffusa chiusa mentalità, non mi è mai parsa eccessivamente "fkk friendly", per dirla così (per questo sorrido senza commentare ogni volta che leggo delle presunte spiagge accessibili al nudismo in Puglia: da molte di queste sono passato...scoprendo che in realtà molte sono o luogo di imbosco prevalentemente maschile, dedicato ad altro che non è nudismo, mentre in altre il nudismo è assolutamente non tollerato e osteggiato dai locali, quindi chi riesce a praticarlo spesso è perché è capitato fuori stagione o ha solo avuto fortuna).
Detto questo, sono l'ultimo che vuole fare la morale a qualcuno, anzi la penso in maniera talmente liberale su molti aspetti della vita da essere in grado di guardare molto oltre...intendo dire che ognuno è libero di perseguire la propria felicità in ogni modo più aggradi. Tra le sfere in cui è inclusa questa libertà rientrano ad esempio il nudismo come anche i costumi sessuali individuali. Tutto è lecito purché tutti i partecipanti siano consenzienti. L'unico limite deriva dal buon gusto e dall'educazione di non imporre il proprio modo di essere agli altri. Come i nudisti stanno spesso attenti a non imporsi in maniera inopportuna in tempi luoghi e modi non consoni in mezzo a torme di tessili (giustamente berik fa notare che ci sono zone dove si sente più forte l'opportunità di essere senza vestiti, e altre dove è fuori luogo), così chi vuole esprimere la propria sessualità all'aperto, in maniera, luoghi e posti a lui congeniali, è libero di farlo, purché rispetti gli altri, senza molestare chi non è interestato e senza farsi nei comportamenti invadente (spesso chi ti obbliga ad assistere fregandosene se sei lì, questo fa). Insomma, non sono le pratiche in sé che considero offensive, né giudico con ingannevoli filtri morali che lasciano il tempo che trovano. Sono semmai i MODI che chiamo in discussione.
Credo di aver detto l'ovvio (spero!).
Questo è un sito di nudismo per nudisti, nato come tale e che spero resti tale. Ogni cosa è lecita tra adulti consenzienti, ma a luogo, modo e tempo debito. Come ho già scritto altrove, se c'è “dell'altro”, penso sia giusto e rispettoso trovi la sua sede nella sfera personale, dove tutto o niente può essere. Il rispetto (per se stessi e per gli altri) viene prima di tutto, così come non è giusto transigere sui modi di porsi e di porre anche "certe questioni". Infine sono convinto anche che non sia giusto "buttarsi via" così, come capita, dati gli sciacalli in mezzo ai quali spesso ci si trova a pascolare in particolare in Italia (sic est!).
Ribadisco che il mio discorso non ha minimamente accenni moralisti di alcun genere (anzi!) ma maltollero le imposizioni di ogni sorta, fatte subire a me come a chiunque altro, come, tanto per citare un esempio qualunque, l'imposizione di chi una volta pretendeva di fumarti in faccia in nome di un presunto "diritto al fumo" infischiandosene del dovuto rispetto per gli altri e del diritto senz'altro prevalente a non subirlo passivamente.
Paolo,condivido con te il senso di disagio che si ha in determinate occasioni quando, come dici tu, capitando di trovarsi in sauna uomini soli, ad esempio, tocca abbassare lo sguardo o tenerlo alto per non essere scambiati per maniaci (e guarda caso, è anche questo tipico dell'Italia...)..ma a volte è un piccolo prezzo che vale la candela per aiutare gli altri a capire che si è sinceramente e limpidamente lì per vivere la situazione. Così guardare una donna (o un uomo) è indubbiamente un piacere, che sia con o senza vestiti, e fa parte dell'umana natura (meno male!). E ancora una volta allora cos'è che fa la differenza? Come dici tu i modi che distinguono, grazie all'educazione e al garbo, anche il "lumare" dallo squallido "sbavare".
Augh!..Ho detto la mia...Pensieri a ruota libera...Hehehe!