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a_fenice ha scritto:
in vero ne avevamo cominciato a parlare qui http://www.inudisti.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=4072 di questa cosa. Poi è morta. Il mio parere è che bisogna evitare eccessi di effusioni per due principali motivi:
1) non tutti pososno gradire la cosa e bisogna anche rispettare la libertà degli altri
2) visto che passiamo sempre per maialoni e perversi, credo sia bene non alimentare le ciarle in tal senso
Spero in un futuro dove vi sia libertà di essere e luoghi diciamo "definiti" in cui si possa avere la libertà di esprimersi.
Per il resto del discorso concordo. Anche se la mira non è sicuramente il cercare di vedere i corpi altrui, fare nudismo da soli è castrante, cosi come farlo da soli in casa. Ok si sta bene nudi, e ci stiamo bene anche in spiaggia, ma vedo che ci piace socializzare, cioè appunto stare nudi assieme, e credo anch'io che una piccola componente NON PERVERSA, di esibizionismo e voyeurismo scorra anche nelle nostre vene.
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Rispondo quotando il buon Fenice perché vorrei riportare l'attenzione a quei semplici e direi difficilmente non condivisibili punti a cui faceva richiamo, mentre ora, parlandone in modo ampio e abbracciando anche altri apsetti della questione ci stiamo forse simpaticamente allargando...ma è bello anche così! [:D]
Ho letto anche "dove tutto cominciò" (cioè il post che si trova al link indicato da Fenice in merito) e credo la discussione, che qui riprendo solo parzialmente, possa essere in merito articolata su più fronti. Innanzitutto una ragazza/donna (o un ragazzo/uomo) restano comunque carini, attraenti e passibili di suscitare anche desiderio sia vestiti che nudi, a maggior ragione se il "vestito", come in questo caso, si riferisce ai normali costumi che si indossano nelle spiagge non nudiste ovunque. non sono quel triangolino, due capezzoli e un ammennicolo a cambiare le cose, dai! Anzi, mi preme sottolineare quanto spesso sia oggettivamente più "provocatorio" che posare lo sguardo su una lei completamente nuda vedere passeggiare su una spiaggia una donna/ragazza vestita di tanga modello filo interdentale o costume sgambato, truccata in viso (sì, anche in spiaggia), vistosamente sculettante anche grazie all'ausilio di scarpe con zeppe/tacchi che sostengono i glutei facendo miracoli, e con accessori come catenelle in vita e simili...Sia chiaro: non sto giudicando ma solo descrivendo una scena a cui chiunque normalmente può assistere e a mio giudizio la seconda, rispetto alla "semplice nudista", senz'altro è portatrice sana di una maggiore carica sensuale...
E comunque il "bono" e la "bona" li si guarda (o nota se preferiamo) in ogni caso, in spiaggia come in città, nudi, come vestiti.....
Detto questo i due motivi per cui secondo Fenice sarebbe necessario astenersi da effusioni sessuali su una spiaggia pubblicamente, li trovo condivisibili oltre che di buon senso. Anche e proprio perché non hanno connotazione morale. Ma dico, ragazzi/e, quanti di noi non l'hanno fatto su una spiaggia nella vita almeno una volta? Basta trovarsi a tempo e luogo debito. Insomma non è necessario andarsela a cercare in mezzo alla gente (nuda o vestita che sia), no?
Questo non toglie che se rientra nella propria sfera di predilezioni sessuali quello di farlo essendo osservati, uno sia libero di andarsi a cercare una situazione in cui altri che amano osservare tale scena siano gratificati. Ma questa è cosa legittima, in quanto parte di una sfera privata ed è cosa ben diversa dall'imporre passivamente ad altri la propria scelta, come il fumo sparato in viso a un non fumatore ad esempio...Mi si potrebbe obiettare che allora anche il nudo, nelle spiagge miste, lo si propina anche ai non nudisti. E in effetti un po' è così..l'equilibrio sta ancora una volta alla nostra individuale sensibilità verso il prossimo e in altri fattori tra cui le consuetudini locali, il tipo di gente (vestita e non) che ti trovi attorno. Immaginiamo la libertà di ciascuno di noi, nell'ambito sociale, cioè quando dobbiamo rapportarci ad altri individui, come una grande sfera...Queste tante sfere di libertà individuali vengono a sfiorarsi, a intersecarsi fra loro, a volte a tratti a sovrapporsi. E la libertà dell'individuo appunto finisce dove inizia quella delgi altri. Esercito un mio diritto purché io non impedisca ad altri facendolo di esercitare i loro diritti. Detto questo, nelle zone di confine i contorni spesso non sono netti, proprio perché, come dimostra questa discussione, ci sono delle zone grigie, indefinite perché sono suscettibili di cambiamenti nel tempo e nello spazio, a volte rapidi e a volte lentissimi. E' proprio questo il problema di concetti come "la morale" o il "comune senso del pudore" e dei conflitti generazionali. In Italia purtroppo in questo senso siamo molto immaturi, trovo io, per una tendenza, chiamiamola innata, o come volete, a dare conotazione sessuale a molti, troppi aspetti (e non mi si dica la solita frasetta "che è il bello dell'essere italiani con tutte le sue contraddizioni, please!). E secondo me questa doppia anima di "maniaci/bigotti" deriva da quel pizzico di ipocrisia che si innesta direttamente sull'essere così legati a un'educazione che è stata per tanto tempo monopolio della Chiesa, che no porta sempre e solo influenze positive purtroppo.
Riepilogando: il principio di massima dovrebbe essere sempre insomma non imporre a chi non gradisce le proprie scelte. La sfera di libertà personale amplia e teoricamente illimitata, nel consesso civile incontra il suo limite (volontariamente accettato) nel suo intersecarsi con altre sfere..a volte quelle zone in comune coincidono e non c'è problema. Ma i conflitti che altre volte possono derivare da inersezioni/sovrapposizione mal riuscite, sono sempre portatori di diverse esigenze, mai di verità assolute.
Nietzsche diceva: "Perché tendere gli orecchi a quel che dice il prossimo? È così provinciale obbligarsi a delle opinioni che, qualche centinaio di miglia più il là, già cessano di obbligare. Oriente e occidente sono tratti di gesso che qualcuno disegna davanti ai nostri occhi per beffarsi della nostra pavidità." Ergo: la morale è cosa relativa, tropo influenzata da tempo e luogo. L'omosessualità (e solo maschile, ché le lesbiche erano perseguitate) al tempo dei Greci era cosa normale, poi con i millenni la tendenza è cambiata nella direzione opposta, oggi timidamente si sta tornando a un'apertura verso "la diversità" e a una abbandono almeno apparente di una volontà diffusa di omologazione.
Al giorno d'oggi il nudo e l'atto in sé di fare sesso hanno valenze forse diverse. Il primo, su una spiaggia, in un contesto non sessuale, credo a volte valga la pena in determinate circostanze di "farlo valere" e insistere nel praticarlo (che non è "imporlo", si badi bene), anche in mezzo a gente non del tutto svestita. E forse di far capire con i comportamenti che può "non urtare", che stare così non è irrispettoso dell'altrui individualità (come hanno ben capito tutti e succede civilmente in Europa all'estero).
Per il secondo, il sesso, ancora non siamo così evoluti (o così "perduti", che dir si voglia) da vederlo come una cosa normale. Ed ecco che a prevalere forse è a necessità di rispettare chi non condivide.
Anche sulla componente lievemente narciso/esibizionista (non relegata a un ambito sessuale)), più o meno marcata, di ciascuno di noi concordo appieno. La confesso io stesso anche nella presentazione (sul sito e non sul forum). Ma, come dico sempre, la vedo come non più che una manifestazione della gratificazione che TUTTI QUANTI, nessuno escluso, abbiamo nell'essere apprezzati, per motivi o in campi diversi (a chi piace essere apprezzato per il fisico, a chi per le opere, per l'acume o l'intelletto, a chi per il potere, per il lavoro, a chi per un mix di tutte queste cose e di altre..). Che c'è di male? Ovviamente mi riferisco a casi in cui non supera livelli patologici che derivano dalla sovraesposizione e dall'essere fonte privilegiata, ossessiva e unica del proprio piacere, in questo caso eminentemente sessuale.
A noi piace stare nudi. Punto. Se ne dice e scrive molto. Ma a volte ho l'impressione che sia come cercare di andare a spiegare scientificamene l'amore (scusate se turbo qualcuno con questo paragone che mischia sacro e profano)...l'amore puoi "renderlo" a parole..non puoi dirlo..puoi solo darlo...che sia lo stesso nella nostra passione per l'idea di libertà che dà liberarsi dai vestiti e assaporare queste primordiali sensazioni?
E da che mondo e mondo l'uomo come animale sociale tente a desierare condividere le belle emozioni/sensazioni, che si tratti di una bella mangiata, o di altro. Quindi non c'è nulla di male ad aggregarsi (e cito appena anche il fattore educativo insito nel nudismo nei confronti dei bimbi, di cui si è parlato già, e della cui bontà resto fautore), anche perché mi fanno ridere i cosiddetti "nudisti solo casalinghi"...hehheh..scusate se rido..allora tutti nudisti sotto la doccia vero? [:D] Cmodo così! [:)]
Non vi ho convinto? Vabbè, ci ho provato, dai! E comunque non è mia intenzione vendere alcunché a nessuno. [:)]
Per cpnewesperience: mi sento molto in sintonia con quello che dici, vero, tutto è relativo, sempre...ma non fraintendetemi. Anche a me non danno fastidio le espressioni delle individuali libertà, anche sessuali, in assoluto. Ma ribadisco che ogni cosa ha luogo e tempo debito, se non per altri motivi per un concetto puro e semplice come il RISPETTO, puro è semplice, ad esempio. Vero è che, in nome del principio di relatività e caducità dei costumi e delle idee, nonché della morale e degli ideali...come dice qualcuno, il nudismo non sarebbe mai potuto cominciare allora...o è l'abitudine di girare sulle spiagge vestiti o in costume che non avrebbe mai dovuto prendere piede a ben guardare? [:)]...è nato prima l'uovo o la gallina? [:D] ...o tempora o mores!
Comunque anche un non credente non va in Chiesa, o in "casa d'altri" in genere, a bestemmiare sapendo che potrebbe offenderne la sensibilità. Anche qui si tratta di rispetto puro e semplice. In casa mia faccio vigere le mie regole. Se voglio accolgo tutti nudo, consapevole dei problemi che potrebbero derivarne. E', in senso più ampio, il problema dei FINES, ovvero dei confini, che un tempo erano considerati sacri. C'è territorio e territorio.
Resta, a volte, il problema di capire dove siano "Le Chiese" e dove vi sia licenza di "liberarsi"..e chi ce la dà, restando valido sempre e sacro per quanto mi riguarda il principio di autodeterminazione.
E vedo che con l'esempio di chi, con spiaggia libera a perdita d'occhio, si piazza a un metro dalle coppie per desiderio altro dal socializzare, che tu giustam non tolleri, siamo in sintonia. Poi personalmente, una coppia a cui "capita" di lasciarsi andare in effusioni a me non dà fastidio. Una coppia che lo fa con ostentazione voluta e premeditata perché quello è il suo scopo, mi fa sorridere, ma non trovo comunque giusto si esprima così davanti a gente che è costretta a subirne in questo modo la visione.
Per gold: ho capito il tuo appello a non parlare sempre di "guardoni, segaioli, ecc", però è anche giusto che se da noi in Italia purtroppo la situazione è spesso quella, lo si dica senza ipocrisie. Non si può nascondere la testa nella sabbia e dobbiamo ammetere che il panorama all'estere è diverso. "Far finta di niente non credo aiuti nessuno, tutto qui. Anzi, i nuovi arrivati meglio sappiano pima, per non trovarsi spiazzati o peggio traumatizzati, quali contromisure o precauzioni adottare preventivamente.
P.S. Per u ciorg: dimentichi forse che di milanesi doc che non abbiano origini sudiste ne restano davvero pochi? ;-) Cmq grazie per la risposta, non volevo fare il rompiballe, ma se mi fossi presentato qui con il nick di "W la f...." credo la reazione non sarebbe stata altrettanto amicale! Diciamo che la tua è un'espressione caratterisica, dai!