Filosofia Naturista?

marte_venere 02/09/2026 21:37 2.208 Visite
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01/01/2000 00:00
ArturoBandini ha scritto:
La domanda è: Esiste una filosofia naturista? Come la si identifica? C'è una sorta di "movimento" che in qualche modo ne esprime le eventuali teorie? Oppure, è la somma semplicemente di un sentito dire, un calderone nel quale ognuno poi ci infila gli ingredienti che vuole? E' per questo che esistono tutte queste micro associazioni? Esprimono sensibilità diverse e interpretano la questione in modi contrapposti?
la risposta a questa domanda non puo' essere un parere.. si esiste (punto). poi che tu non la segua non e' argomento di discussione
Secondo me non si può parlare di una vera e propria "filosofia naturista" o meglio questa definizione viene usata da chi vuole raforzare la sua opinione. Un po' come quando si afferma "tutti dicono... tutti fanno", tirando la giacchetta della ragione dalla propria parte. Come ho già scritto, nonm credo si possa parlare di filosofia naturista ma di condivisione di una visione del naturismo, ovvero un certo numero di persone la penmsano più o meno allo stesso modo su un argomento (in questo caso il naturismo).
ti ho riportato la definizione proprio per risponderti che e' appropriato parlare di "filosofia naturista" come filosofia di vita.. qui pero' mi fermo perche', come in altre discussioni, la tua propensione al caos porta a fare disinformazione sugli argomenti. tanto per chiarezza, tu sei liberissimo di fare e dire cio' che vuoi (proprio come lo sono io di criticare le tue idee), ma se uno chiede chiarimenti su un argomento, forse ci si dovrebbe riferire a fonti, non a stravaganti pareri personali di un nick. ripeto io mi fermo qui, non trovo costruttivo discurete con te.
forse è più corretto dire che non discuti con chi la pensa diversamente, o meglio con chi pensa usando la propria testa quindi esprime opinioni proprie , non stereotipate e comunque fuori dai sacri canoni. insomma, con chi non porta il cervello all'ammasso non è "costruttivo" discute. ma di cosa si discute con la pensa esattamente in modo unifromato? la discussione è costruttiva proprio quando mette a confronto opinioni diverse, punti di vista differenti. A.
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01/01/2000 00:00
marte_venere ha scritto:
Daccordissimo con quanto citato da cpnewep... Ho un ricordo personale ad un festival di musica in un grande parco di Milano... Marte
Caro "marte_venere"..... alleluja!!! è il primo intervento sensato in materia di naturismo e soprattutto di "filosofia" del naturismo che leggo qui. Complimenti davvero e non sono per nulla ironico, ho apprezzato quanto hai scritto. Permettimi ora di mandarti simpaticamente al diavolo per il tuffo al cuore che mi ha provocato leggere la tua fedele descrizione di quanto successo all'ultimo festival di Re Nudo (nudo!!!!!) anche se venne chiamato Festival della Gioventù, al parco Lambro negli anni '70. C'ero anch'io, come si suol dire, bigiando alle superiori. E' stato un evento epocale (il Festival, mica il ballare nudi lì), non fosse altro perchè fece emergere delle enormi contraddizioni in seno al movimento e da allora "nulla fu più lo stesso" per molti di noi e la Storia di quegli anni lo testimoniò. Ma quella è un'altra...Storia. E quendo scrivo che fu l'ultimo festival di Re Nudo mi riaggancio alla parte del tuo intervento a proposito delle prime esperienze "nudiste" di gruppo italiane, ovvero proprio a quelle che spontaneamente nascevano all'interno dei raduni/concerti organizzati dal buon vecchio Valcarenghi in cui si finiva per ballare nudi dovunque ci si trovasse: all'alpe del vicerè (Erba) o a Licata, a Zerbo o a Ballabio. Un rapido passaggio lo testimonia il film "I Cento passi", sulla vita di Peppino Impastato, dove ad un crto punto si parla di questi "nudisti" italiani che seguono i ragazzi arrivati dall'estero per godere del sole siciliano (fortunatamente non esisteva ancora SiciliaNaturista). Ma per amore di verità bisognerebbe andare ancora un passo più indietro rispetto a Re Nudo, tornando al movimento dei Provos italiani (mutuati da quelli olandesi) e ai raduni di Mondo Beat dove si vedevano i primissimi nudi in pubblico. Te li ricordi questi? Quanti dei "nudisti" odierni conoscono questa Storia (che è la vera Storia dei primi nudisti italiani)? Quanti dei "filosofi" del naturismo italiano sanno di ciò? Ma soprattutto, quanti dei "professori" che oggi insegnano ai neofiti cosa è e cosa non è naturista, quanti dei leader delle varie associazioni naturiste, conoscono queste esperienze? Non ho letto una sola riga in proposto, tutti fanno il copia e incolla da vari siti internet che riportano esperienze STRANIERE: chi cita la Francia, chi la Svezia, chi la Germania... ma dell'Italia nessuno sa nulla. Ovviamente con tutta la buona volontà gli italiani di allora scoprivano l'acqua calda, perchè tutto ciò era scimiottato dai raduni pop degli Stati Uniti e inglesi (Woodstock, White solo per citare i più conosciuti ma ve ne erano molti all'epoca di cui si è persa traccia). A questo propsito vale la pena di evidenziare un aspetto tanto discusso anche oggi: in quesi concerti/raduni musicali e di vita in comune era frequentissimo non solo ballare nudi ma anche fare l'amore in mezzo agli altri e NESSUNO, ma proprio nessuno, si sognava di farse le seghe mentali che si leggono oggi a proposito di situazioni simili. Oggi si scrivono tomi sulle coppie del Lido di Dante (scagliandosi come novelli Savonarola), ma allora era veramente vissuto tutto in maniera assolutamente "naturale", anche il sesso e a nessuno passava in mente di accusare questi di esibizionismo. Giusto anche il tuo riferimento ai nobili e ricchi di fine '800 e primi '900 che soprattutto nel nostro sud prendevano il sole nudi sulle barche al largo di Capri e sulle terrazze delle ville più prestigiose, si pensi a Curzio Malaparte tanto per fare un nome conosciuto o a Gabriele D'Annunzio. Non è costruttivo dialogare con me, mi scrive qui un professore del naturismo, ma chissà perchè anche lui si arrampica sui vetri con le descrizioni e fa copia e incolla di parole altrui: come mai nessuno dei "filosofi" del naturismo ha citato D'Annunzio, la cui pratica del naturismo è pur molto conoscdiuta? Purtroppo spesso si leggono solo accozzaglie di luoghi comuni in materia di nudi e naturismo, dettati perlopiù da ignoranza e da una ipocrita voglia di smutandarsi più che da motivi preminentemente culturali e salutistici. ciao, a presto A. P.S. ma siamo coetanei? e magari andavamo pure a scuola assieme???
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Chi fondò il Naturismo in Europa scrisse queste cose a cui tutti si rifanno, con le varie chiose nazionali: Su tutto il resto son convinto, come dico sempre, che se ci sono 1.000.000 di nudonaturisti, ci sono anche 1.000.000 di modi di vedere le cose.
"Tuttti" chi, scusa? "tutti" coloro che condividono quella definizione di naturismo, non tutti coloro che si spogliano su una spiaggia, sul greto di un torrente o in una struttura privata. Questi sono decisamente di più di coloro che si sono letti statuti, proclami e comizi. Semplicemente, i più, un giorno hanno deciso di levarsi il costumino senza fasrsi troppe domande né porsi troppi problemi. Riprendendo l'esempio della religione mi vien da dier che ci sono molte persone che pur essendo atei o di altrwe religioni si comportano secondo i dettami del buon cristiano mentre tutti conosciamo persone che fanno ostentazione del loro Credo ma nella vita si comportano da fetenti. Lo stesso dicasi per il nudismo: si può essere persone corrette verso gli altri e la natura anche senza riconoscersi in alcune regola. Concordo con te, quindi, dove scrivi che ogni testa è un piccolo mondo. saluti A.
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01/01/2000 00:00
Gonzo ha scritto:
cpnewesperience ha scritto:
Ma la sessualità e l'aspetto voyeristico ed esibizionista senza degenerazioni, checchè se ne dica, è insita nella pratica del nudismo: si ha piacere nello stare nudi in mezzo agli altri, guardando gli altri e nel farsi guardare dagli altri. Altrimenti ognuno starebbe per conto proprio e non cercherebbe il gruppo. alcuni lo ammettono, molti lo negano.
Questa è una tua esclusiva opinione che personalmente non condivido. Fra l'altro mi sembra buffo che proprio tu -fautore del libero pensiero come di evince da tutti i tuoi post- ponga la frase in modo: se lo ammetti sei sincero, se non lo ammetti è solo perchè lo stai negando ma quella è la verità. Ci sta anche che semplicemente sia la TUA verità, non universalmente condivisibile. Ciao G.
Vedi Gonzo, a differenza di molti che hanno la verità in tasca, che parlano (o scrivono) come se fossero la voce di dio, io esprimo SEMPRE un parere personale. A meno che documetatamente possa rifarmi a concetti palesemente condivisi. Ma quanti dicono "Questa cosa E' così.... questa cosa SI FA così..." e non ammettono repliche né dibattitto (a meno che siano interventi di piaggeria dove si è tutti d'accordo, ma che dibattito c'è fra persone sempre d'accordo su tutto?), vedi la discussione sulla sauna? Già in troppi vogliono dare la direzione alla colonna in marcia. A proposito di filosofie, in generale, si può dire che tutto ciò che riguarda il libero arbitrio, la sfera del pensiero e delle emozioni è ben difficile negare che è tutto opinabile. Quindi ognuno esprime una poasizione personale. Diverso è quando discutiamo di situazioni materiali: il colore verde è sempre verde anche qualcuno lo definisce "La combinazione di due colori, blu e giallo" tanto per fare un esempio. Quante volte si legge o sente di persone che parlano "a nome di tutti" senza che siano mai state delegate? o che per rafforzare le proprie tesi abusano del "TUTTI dicono... TUTTI fanno..." ? Quando mai io ho usato questi modi esprimermi? Benissimo il fatto che abbiamo opinioni diverse e che col rispetto personale ognuno di noi possa esprimerle: non si tratta di convincere l'altro di quanto migliori siano le proprie opinioni, ma proporre nuove posizioni, nuove visioni, nuove e personali riflessioni che possano indurre altri a considerare diversi modi di concepire un determinato ragionamento, anche sul naturismo. Insomma, un confronto vero delle diversità per crescere. Che poi un pensiero lo si condivida in 10 o in 10mila cambia qualcosa per una filosofia? Ieri si era in 10 a condividere il desiderio di un nuovo modo di porre il proprio corpo nella natura ma questo non ha scoraggiato chi era determinato anche se era minoranza: oggi si parla di numeri diversi. Ora sono in 10 coloro che hanno un concetto più libertario del sesso e magari domani, grazie alla loro costanza simile a quella che mosse i naturisti per affermare le loro idee, saranno molti di più proprio come crebbero i naturisti. ATTENZIONE, ho usato questo esempio per esprimere un concetto, non un auspicio. Quindi per cortesia non stravolgere il senso di questo ultimo esempio. Serviva solo per dimostrare quanto malleabile e in continua evoluzione sia la filosofia, proprio perchè legata a modi individuali di concepire un pensiero, ancorchè condiviso da più persone. ciao A.
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01/01/2000 00:00
Ok proviamo e vediamo cosa ne esce. Secondo me non si può parlare di una vera e propria "filosofia naturista" o meglio questa definizione viene usata da chi vuole raforzare la sua opinione. Un po' come quando si afferma "tutti dicono... tutti fanno", tirando la giacchetta della ragione dalla propria parte. Come ho già scritto, nonm credo si possa parlare di filosofia naturista ma di condivisione di una visione del naturismo, ovvero un certo numero di persone la penmsano più o meno allo stesso modo su un argomento (in questo caso il naturismo). Io penso sia assurdo imbrigliare il naturismo in un preciso codice: secondo me il naturismo viene vissuto come la religione, per cui alcuni si fidano e affidano ai precetti della Chiesa, precetti che qualcuno ha deciso e codificato e che un certo numero di persone condivide. Ma non possiamo dimenticare che un numero enorme di persone credono in qualcosa di superiore all'umano senza tuttavia voler far mediare il loro Credo da altri uomini (vedi la gerarchia ecclesiastica). Lo stesso dicasi per il naturismo o nudismo: in tanti anni di frequentazioni ho conosciuto pochissime persone tesserate ad associazioni, la maggior parte dei miei conoscenti occasionali sono frequentatori di luoghi ove si può bagnarsi o prendere il sole senza vestiti ma non sentono né la necessità di iscriversi ad associazioni, né hanno alcuna intenzione di farsi dettare le regole da altri. Arrivano, stendono il loro asciugamano e stanno lì; se qualcuno pretende di dire loro CHI o COSA sia natruista se ne vanno o al più intavolano discussioni chiedendo per essi il medesimo rispetto che domandano altri. Nonostante l ediscussioni scatenatesi qui dentro, proprio perchè ben pochi sono disposti a farsi dettare delle regole capita non di rado che tutto attorno al naturismo e fisicamente ai siti naturisti prosperi una zona di ambiguo confine con persone che partono dal nudismo per piacere voyeristrico o esibizionista (sia single che coppie o gruppi) ch eviene condannato perchè non in linea con la "filosofia naturista". Ma la sessualità e l'aspetto voyeristico ed esibizionista senza degenerazioni, checchè se ne dica, è insita nella pratica del nudismo: si ha piacere nello stare nudi in mezzo agli altri, guardando gli altri e nel farsi guardare dagli altri. Altrimenti ognuno starebbe per conto proprio e non cercherebbe il gruppo. alcuni lo ammettono, molti lo negano. Spesso si leggono riferimenti al naturismo di altri Paesi spacciati per più civili: ma qui siamo in Italia e ogni aspetto della vita, compreso il naturismo, è mediato come è logico che sia dalla cultura, dall'educazione, dalle tradizioni in cui è cresciuto o che ha liberamente abbracciato. Chiedi perchè ci sono tante associazioni anzichè una sola e potente? la risposta può essere una frase di Lucio Magri di molti anni fa quando gli chiesero perchè si candidava in una piccola città anzichè alle elezioni nazionali:" Meglio essere il primo in provincia che non il secondo in città". Siamo il Paese dove ognuno vuole essere leader, quindi cosa c'è di meglio che inventarsi una associazione tutta propria dove emergere dalla massa? anche questa è una forma di esibizionismo. Abbiamo impiegato 60 anni per dissipare la miriade di partitini che paralizavano il Parlamenmto con veti incrociati e ricatti di voto, arrivando ai due scieramenti di governo e opposizione: ne occorreranno altri 60 prima che le associazioni naturiste si coalizzino proponendo e realizzando qualcosa di serio, veramente utile e intelligente che non i soliti inconcludenti congressi, dove partecipano le solite facce ma di cui la massa di chi pratica naturismo senza patente se ne frega allegramente. saluti A. & R.
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
marte_venere ha scritto:
Sapete qual'è la cosa che mi ha colpito di più in questi primi interventi e che non conoscevo? La citazione di Fenice di una frase estrapolata, penso, da un documento della Federazione Naturista Internazionale. E non tanto per la frase in se, ma è il luogo in cui si sono trovati i naturisti di tutto il mondo che mi stupisce: Cap D'Agde. Secondo me questo la dice già piuttosto lunga riguardo al modo di vivere il naturismo all'estero rispetto alla realtà italiana. Una domanda mi è sorta spontanea: ma se le numerose associazioni italiane organizzassero un meeting a Cap, è pensabile che nessun associato avrebbe da dire qualcosa in contrario?
Io frequento Cap da molti anni e ti assicuro che, come già più volte detto nel forum, non è solo quello che si pensa..ma un luogo dove il rispetto per tutti è grande, dove le famiglie stanno serenamente fra loro..tantissimi i bimbi...insomma va considerato anche per il vero naturismo! Ciao! Mark
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cpnewesperience
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01/01/2000 00:00
Marte, io penso che sia necessario contestualizzare gli eventi. 30 e passa anni fa esistevano gruppi più o meno numerosi di amici, parliamo di giovani, che partivano all'avventura per una vacanza, arrivavano in una spiaggia isolata (allora se ne trovavano parecchia) in Italia o in Grecia e magari passavano la vacnza nudi, andando di tanto in tanto al paese più vicino per comoprare il cibo. Sai bene che erano visti malamente dal parroco ma non avevano particolari problemi con gli abitanti. Ma questo perchè il fenomeno era estremamente circoscritto: un gruppo di 20 persone nude era numeroso, ma era "spalmato" sul territorio e non essendo frequente vederne non disturbava più di tanto. La cementificazione delle coste, oltre a produrre danni ambientali, ha portato le seconde case (spesso abusive, specie nel nostro sud) di molte persone normali (leggi: tessili) in quei posti prima deserti o scarsamente frequentati, affollandoli. Per contro qualche persona in più ha trovato il "coraggio" di smutandarsi e la presenza di nudisti e tessili che ormai lì avevano la loro casa al mare e non vi avrebbero rincunciatoper alcuna ragione al mondo non poteva che cozzare culturalmente (perlomeno nel nostro Bel Paese). Per il resto siamo un Paese che ha fatto una precisa "scelta di campio" per dirla col motto del leader, mandando al governo persone che hanno un particolare feeling col Vaticano: quindi piaccia o no la strada per il naturismo libero in Italia è ancora lunghetta... ciao A.
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robi nood
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01/01/2000 00:00
Marte_venere si chiede se esista o meno una “filosofia” naturista, se la pratica abbia intaccato il pensiero, se abbia generato una concezione di vita. Fenice risponde con un breve regolamento, quasi un codice di comportamento, che assurge alla dignità di una filosofia. È un po’ come se voi prendeste il manuale d’uso di una struttura, in dieci punti, e ci scriveste una tesi sopra. Sembra quasi la pubblicità dell’olio cuore: mangiare leggero, sentirsi sani, ridurre i grassi e il colesterolo, saltare le staccionate. Però io non disdegnerei neanche tutto quello che di buono possa derivare a una concezione di pensiero dal semplice “cavarsi le braghe”. Direi anzi che la positività di una esperienza debba essere alla base di qualunque concezione filosofica. È vero, siamo in tanti e manteniamo caratteritiche specifiche delle più svariate provenienze. Ma forse delle caratteristiche comuni si individuano e talvolta mi sembrano anche positive. Sarà un po’ poco per fondarci sopra una vera struttura di pensiero, ma non la riterrei pari a zero.
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robi nood
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01/01/2000 00:00
Messaggio di marte_venere
... ogni volta si apre una sorta di catarrata...
Forse è solo un refuso, ma Freud ne trarrebbe delle significative indicazioni sui risultati prodotti da tali discussioni.
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robi nood
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01/01/2000 00:00
Ha ragione biGotto! [:81][:81][:81]
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01/01/2000 00:00
Caro Arturo, mi pare che in regime di democrazia e pluralismo ognuno abbia il diritto di esprimere la sua opinione. Tu la tua e io la mia. Ad onor del vero non è noto solo il mio puntio di vista ma pure il tuo e non vedo perchè debba prevalere su quello degli altri. marte-venere ha posto una domanda (generale, a tutti quindi) sensata e intelligente: esiste una filosofia naturista o è solo un calderone dove ognuno infila e ne toglie ciò che vuole? A questa domanda ognuno risponde secondo la propria concezione dell'argomento. Semplice, no? Alcuni, come te, si riconoscono in una sedicente "filosofia naturista" mentre altri, come me, ritengono che non si possa fare riferimento ad una "filosofia" e ne ho spiegato i motivi. In merito al copia e incolla sulla definizione di "filosofia" ti ringrazio per il contributo, ma non era questo l'argomento della discussione e comunque si potrebbe dissertare per anni sulle contraddizioni di chi dice di abbracciare la "filosofia naturista" ma in realtà ne applica solo alcuni aspetti. La "filosofia di vita" di chi fa una scelta monastica è rigorosa: fa voti di castità, povertà e ubbidienza; non può scegliere la vita religiosa e poi andaer a trombare come più gli piace! in quel caso avrà abbracciato una "filosofia di vita" ma solo esteriormente. Cghi ha tracciato le linee guida della "filosofia naturista" lo ha fatto in base a considerazioni del tutto personali, ma non è detto che siano l'unico ed esclusivo modo di concepire il naturismo. Conosci la Storia della Filosofia? bene, saprai allora che su ogni singolo argomento (la vita, la morte, la sessualità, ecc.) si sono versati fiumi di inchiostro e eminenti filosofi e sociologi hanno avuto ed hanno posizioni anche molto distanti fra loro. Perchè quindi per il naturismo ci dovrebbe essere UNA filosofia naturista? Ecco quindi che sarebbe più appropriatro dire (come giustamente scrive Fenice) che esistono modi individuali di concepire sia la nudità, ovvero il rapporto con il proprio e altrui corpo, sia il rapporto con gli altri esseri umani e con l'ambiente che ci circonda. Non "filosofia naturista" ma filosofia di vita. Non è necessario essere naturisti per rispettare la natura; non si deve essere per forza animalisti per avere un rapporto corretto con gli animali, no? Non si deve per forza prendere i voti per essere credenti. Si tratta sempre di scelte individuali, ancorchè condivise da più persone ma sempre come singoli individui. saluti A. & R.
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01/01/2000 00:00
albert ha scritto:
Secondo me parlare di "filosofia naturista" è eccessivo. Per me un nudo/naturista è fondamentalmente una persona immune dal folle bisogno di mettersi delle mutande per prendere il sole o fare il bagno. Di solito questo coincide con un modo particolare di rapportarsi con l'ambiente ed il proprio corpo, ma non ne farei una cosa troppo complicata. ciao
ottimo e condivisibile! A. & R.
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01/01/2000 00:00
Fenice, vuoi vedere che individuo il 10% con cui non sei d'accordo? Secondo me è il seguente:
a_fenice ha scritto:
5. Eccedere nel far tardi la notte a scapito delle ore diurne è contrario al naturismo.
Poi non ho letto tutto, ma se c'è qualcosa contro il fumo di tabacco credo che pure ti trovi in disaccordo.
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01/01/2000 00:00
marte_venere ha scritto: alla fin fine qui ci sono 3 persone che dicono che la cosidetta flosofia naturista non esiste, ci si cava le braghe punto e basta.
Se hai bisogno di una giustificazione filosofica per evitare l'impulso di metterti le braghe per fare il bagno sei padronissimo di elaborarla, personalmente non ne vedo la necessità[:D]
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01/01/2000 00:00
Secondo me parlare di "filosofia naturista" è eccessivo. Per me un nudo/naturista è fondamentalmente una persona immune dal folle bisogno di mettersi delle mutande per prendere il sole o fare il bagno. Di solito questo coincide con un modo particolare di rapportarsi con l'ambiente ed il proprio corpo, ma non ne farei una cosa troppo complicata. ciao
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