Filosofia Naturista?

marte_venere 02/09/2026 21:37 2.209 Visite
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01/01/2000 00:00
Certo che è curioso: ho aperto questo post perchè ho letto su questo forum in più interventi citare la "filosofia naturista" e non capendo bene che significato avesse questa terminologia ho provato a chiarirmi le idee con questa discussione. Be, dopo avere provato sommariamente a percorrerne la storia, alla fin fine qui ci sono 3 persone che dicono che la cosidetta flosofia naturista non esiste, ci si cava le braghe punto e basta. Nessuno ha da dire nulla? ciao marte
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01/01/2000 00:00
Francamente l'idea di questa discussione mi era nata proprio per le numerose citazioni ad una fantomatica filosofia naturista, che ho letto più volte in altre discussioni. La mia posizione è totalmente agnostica. Prendo atto che evidentemente non c'è traccia alcuna ne di filosofia ne di ideali di riferimento, se non un genericissimo accostamento alla natura che ognuno si aggiusta alla propria immagine o alla propria comodità del momento. (questo si deduce dagli interventi fatti) Però permettetemi una provocazione: quasi quasi avrei preferito un dibattito anche acceso sulle idee e significati. Prendo atto che invece ho scoperto che il vero interesse del forum è la lunghezza del pelo con 15000 contatti. Segno dei tempi? Di quest'Italia che non vuole pensare troppo? Oppure è perchè il naturismo è veramente solo un ritrovarsi come per la partita di bocce?(senza doppi sensi [:D]) Questa posizione a-culturale crea i presupposti per allontanare i cosidetti falegnami? Ripeto, è una semplice provocazione al dibattito, ma sono anche i motivi che mi ronzano in testa e per i quali non prendo posizione nel merito. ciao
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01/01/2000 00:00
Sapete qual'è la cosa che mi ha colpito di più in questi primi interventi e che non conoscevo? La citazione di Fenice di una frase estrapolata, penso, da un documento della Federazione Naturista Internazionale. E non tanto per la frase in se, ma è il luogo in cui si sono trovati i naturisti di tutto il mondo che mi stupisce: Cap D'Agde. Secondo me questo la dice già piuttosto lunga riguardo al modo di vivere il naturismo all'estero rispetto alla realtà italiana. Una domanda mi è sorta spontanea: ma se le numerose associazioni italiane organizzassero un meeting a Cap, è pensabile che nessun associato avrebbe da dire qualcosa in contrario? Come consigliato da Arturo sono andato a vedermi Wilkipedia. Pur non considerandola un mezzo infallibile, però qualche traccia interessante magari si trova. Vi posto così quelli che ritengo i punti fondamentali ai quali in quella enciclopedia ci si riferisce in merito alla cosidetta "filosofia naturista" ed alla sua storia evoluzionistica. " ...L’aspetto storico più importante, è la connessione della nascita di questo movimento di pensiero e stile di vita con le istanze di Libertà (magari nell’ambito del socialismo anarchico), della reazione all’inurbamento selvaggio e disordinato (di cui parla magistralmente Jack London ne “Il popolo dell’abisso”) conseguente ad una rivoluzione industriale che aveva perso ogni controllo, la riscoperta di nuove forme di spiritualità (magari piuttosto confusa, ma di evidente reazione alle religioni istituzionalizzate “di stato”), di recupero del valore del corpo in connessione con la psiche correlato alla scoperta della psicanalisi (dalle prime insicure teorie freudiane sino ad arrivare a Jung ed a Lowen). Tutto questo fa si che coloro che aderirono a questo movimento di pensiero fossero anche portatori delle istanze di “liberazione sessuale” di matrice psicoanalitica e socialista rappresentando la “reazione” alla repressione ufficializzata della sessualità perdurata dal primo medioevo agli inizi del ‘900, ma non certo che praticassero riti orgiastici come spesso s’è verificato in certe sette neo-pagane da tempi remoti sino ai giorni nostri! Sicuramente Naturisti a pieno titolo erano gli aderenti al movimento hippies negli anni ’60 e ’70 (anche se in questo ambito l’impiego diffuso di droghe più o meno leggere era di quanto più distante ci fosse alla filosofia naturista), che molto ha contribuito ad una sua diffusione nel mondo, come a rendere comunemente accettate certe idee che erano considerate quantomeno sovversive sino agli anni ’50....." "....Gli elementi centrali della filosofia Naturista sono così riassumibili: * la riscoperta del valore del corpo in relazione anche al benessere psichico; * una visione equilibrata della relazione tra corpo e sessualità; * l’utilità psicofisica di una pratica sportiva o comunque di un regolare esercizio fisico; * la riscoperta della “medicina naturale” e delle “medicine complementari” (così dette alternative), che, soprattutto, si rivolgono alla conservazione della salute e che allargano la visione terapeutica dalla patologia del singolo organo al recupero del benessere di tutto il corpo e della sfera psichica connessa, anche con la riscoperta e valorizzazione della fitoterapia, dell’omeopatia, della medicina etnica, dell’osteopatia, ecc.; * correlatamente alla presa di coscienza della necessità di un miglioramento qualitativo dell’alimentazione, con la presa di coscienza dell’importanza degli alimenti integrali, dei prodotti dell’agricoltura biodinamica, della dieta vegetariana, ecc.; * addirittura con la presa di coscienza della necessita di un cambiamento delle tecniche didattiche tradizionali per un migliore sviluppo della personalità (Adolphe Ferriere); * la prioritaria necessità della tutela e del rispetto dell’ambiente tanto naturale che antropizzato; * la necessità del recupero di forme di socialità e momenti di vita collettiva di alto livello qualitativo...." Quache spunto interessante e qualche contenuto degno di approfondimento c'è, non vi pare? ciao Marte
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01/01/2000 00:00
Daccordissimo con quanto citato da cpnewep.. riguardo al fatto che anche opinioni contrapposte o diverse sono comunque un arricchimento se si fa lo sforzo di provare ad accettare (non di condividere necessariamente ) un punto di vista differente. Tornando al merito: anche alla luce di quello scritto da Fenice possiamo dire che la storia naturista dell Italia ha profonde differenze con quella di altre nazioni come Frncia, Germania ecc? E che di conseguenza questo ha una influenza conseguente riguardo al modo di intenderla nel momento in cui ci si cala le mutande in spiaggia? Ripercorrere la storia magari ci da una spiegazione del motivo per cui per esempio oggi si chiude al naturismo la spiaggia di Lido Dante oltrechè magari trovare una risposta riguardo all'esistenza di una presunta filosofia di fondo. Come qualcuno ha scitto da qualche altra parte, negli anni 60/70 i naturisti italiani erano o gli hippy e io ci aggiungo, o i ricchissimi. I ricchissimi per una sorta di cultura più europea che strettamente italiana: a Capri e sulle barche esclusive si è sempre fatto. Gli hippy per ribellione al sistema. Ho un ricordo personale ad un festival di musica in un grande parco di Milano: suonavano dei ragazzi nuovi, come Venditti, Bennato, gruppi come la P.F.M. Li un pomeriggio iniziò a piovviginare, e così, vuoi per gioco, vuoi per non bagnare i vestiti, circa 300\500 persone si sono messe a ballare nude. Credo che a Milano sia stata la prima e unica volta che successe una cosa simile. Ovviamente i giornali dei benpensanti milanesi ( giornali che con il medesimo stile lanciano sempre, ancora oggi, allarmi sociali riguardo a tutto ciò che è diverso ) immediatamente ai due soliti aggettivi "capelloni e drogati" poterono scrivere "capelloni, drogati e nudisti" . Insomma il massimo del degrado! Al sud dell'Italia ricordo perfettamente le difficoltà dei primi topless con relativi interventi della forza pubblica per sanare queste "sconcezze" E' in questo contesto che il naturista, anche italiano, nasce come lo conosciamo oggi. Secondo voi è vero cioè che il rispetto della natura, le scelte di una vita più sana in armonia con quello che ci circonda, diventano direttamente anche una scelta politica? Questo è un passaggio credo cruciale. Non credete che il fatto di rifiutare per esempio gli stabilimenti balneari, e la commercializzazione della vacanza, come la conosciamo tutti, con tutta l'industria e l'indotto che muove, sia stato un gesto di rottura con un sistema? (e che al "sistema italiano" stava molto sulle**** per usare un eufemismo) Per ora mi fermo perchè magari un intervento più lungo diventa noioso da leggere, ma la questione va approfondita ulteriormente. ciao Marte
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01/01/2000 00:00
A_fenice ha scritto: "Sinceramente non riesco a capire dove vuoi andare a parare!!! La definizione del naturismo cosi come elaborata in maniera stringata da INFFNI la dice tutta, non credo ci sia bisogno di molte elucubrazioni mentali." Allora che discutiamo a fare? Io ero curioso di capire l’atteggiamento di chi si proclama naturista, se è lecito, e mi pare che sia chiaro, infatti avevo tratto alcune conclusioni. Ci sono delle regole che conosci tu e forse qualche altro addetto, ma è evidente che dalla discussione qui sopra nessuno le conosce e di conseguenza nemmeno le applica. Se questo forum è uno specchio di una realtà direi che ognuno si fa i fatti propri, da un punto di vista naturista. Non è un giudizio positivo o negativo, è un’evidenza. Però, visto che ci siamo, l’ultimo capoverso di quello che hai riportato con il copia è incolla, e cioè questo: I Naturisti non vivono in maniera diversa dalle altre persone. Alcuni sono di sinistra, altri di destra e qualcuno e' totalmente apolitico; alcuni sono sposati, altri sono single, alcuni hanno forti convinzioni religiose, altri sono completamentamente atei; alcuni amano il calcio, altri il tennis, altri non sanno nemmeno che cosa sia lo sport. Ma tutte queste diversita' camminano insieme condividendo una comune scelta di vita: l'aver capito per esempio la bellezza di fare il bagno al mare nudi, o sempre nudi fare una passeggiata nel bosco. Persone di tutte le eta', dai bambini ai piu' anziani, vivono serenamente l'esperienza del naturismo sia in centri di vacanza che su tante spiagge libere. mi pare un'enunciazione veramente di basso livello. Parere mio per carità, non necessariamente da condividere. Questo mi conferma che alla fine il mondo naturista appare sempre più una realtà vaporosa e non definita, e capisco sempre di più il perché esistano solo micro associazioni.
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01/01/2000 00:00
Scusa Fenice, mi sono espresso male, il ragionamento che facevo era ancora "storicizzato" agli anni 70\80 e non (ancora) riportato a oggi. Volevo cioè dire che il primo movimento naturista e spontaneo che io ho conosciuto era strettamente legato anche a scelte alternative di stile di vita. Pur non essendo stato iscritto, ricordo che a Milano c era una sede dell'ANITA, che aveva viveva in stile carbonaro o quasi. Se ci fosse qualcuno che ha ricordi di questa prima associazione naturista sarebbe carino che raccontasse come veniva vissuta. Di tutto questo vissuto arriva la conferma anche da cpesp... perchè probabilmente essendo tutti e 2 di Milano abbiamo visto il medesimo svolgersi dei fatti. Vorrei però allargare il ragionamento a chi è di altre realtà meno cittadine: esistono loghi in Italia dove in quegli anni il naturismo veniva accolto bene senza che sindaci, parroci o una certa stampa locale facessero campagne contro questa "indecenza"? Questa è una cosa che mi piacerebbe capire, perchè io ho nella memoria solo immagini piuttosto negative su tutto il territorio nazionale, sia per esperienza personale che per avere letto i giornali, rispetto all'accoglimento "pubblico" di questo modo di vivere. Non sto parlando ovviamente di 4 amici che si mettevano in estate in qualche caletta nascosta agli sguardi di tutti. In attesa di essere smentito, mi pare che ci sono voluti molti anni dagli anni 70 per vedere qualche micro realtà prendere corpo. Mi riferisco a Zello, il pezzettino di camping di lido dante e tutte le altre poche cose che ci sono in Italia Ma proprio luoghi micro-micro e, penso, costruiti fra mille preoccupazioni da parte di chi tentava questo tipo di attività strettamente legate al naturismo. Sulla storia per ora mi fermo qui, ma vorrei sentire qualche esperienza diversa dalla mia. Per Biotto: l'argomento sul quale tu intervieni secondo me va approfondito per bene. Penso sia uno dei punti di arrivo di questa discussione. Per ora mi limito ad osservare un aspetto: Se uno è naturista ovvero ha a cuore il rispetto della natura quando alla domenica va in spiaggia, ricerca l'equilibrio e l'armonia attraverso questo modo di vivere (o filosofia) , ponendo attenzione a non lasciare bottigliette in giro e quant'altro, poi il lunedì può ignorare chi vuole cementificare le spiaggie (e lo fa), fare abusi edilizi e sucessivi relativi condoni? ciao Marte
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Chi fondò il Naturismo in Europa scrisse queste cose a cui tutti si rifanno, con le varie chiose nazionali: " Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente. " XIV Congresso FNI, Agde, 1974
Mi sembra un'eccellente definizione, se così si può dire, tanto è vero che è un bel pezzo che l'ho messa in firma. Per il resto, mi ritrovo abbastanza in questo decalogo "naturista" che potete trovare su http://www.villaggiodelsole.org/Homepage.htm . Voglio dire, se proprio dovesse esistere una "magna carta" naturista, ecco: questa qui mi sembra un'ottima filosofia di vita :-) se fosse possibile naturalmente, un tale salto di qualità. Ciao.
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01/01/2000 00:00
robi nood ha scritto: Forse è solo un refuso, ma Freud ne trarrebbe delle significative indicazioni sui risultati prodotti da tali discussioni.
AHAHAHAH Robinud, sei impagabile, ti devo assolutamente conoscere. Il lato cabarettistico del naturismo[:81].
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01/01/2000 00:00
marte_venere ha scritto:
Secondo voi è vero cioè che il rispetto della natura, le scelte di una vita più sana in armonia con quello che ci circonda, diventano direttamente anche una scelta politica?
Secondo me no. C'è però, sempre a mio parere, correlazione: le persone sono dotate di una 'struttura interiore' che viene utilizzata per dare un significato (personale, soggettivo) ai fatti del mondo circostante (esteriori, oggettivi). Le decisioni degli individui vengono compiute in accordo con questa struttura e sono con essa coerenti (anche se possono a volte sembrare in contraddizione tra loro) e danno origine a scelte politiche, ambientali, sociali ecc. che possono magari sembrare conseguenza alcune di altre, ma che invece sono tutte originate da un unico 'disegno psichico' personale (personalissimo, anzi unico, direi).
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Non vorrei andare in OT, ma un cattolico ha una sola regola "ama il prossimo tuo come te stesso", per mettere in paratica ciò, son venuti fuori i dieci comandamenti.
Azz, Max, se ti legge il tuo parroco (sei fortunato a moderare un forum naturista) ti mette al posto del Redentore (in croce sopra l'altare, ma potrebbe andare bene anche la sala mensa). "ama il prossimo tuo come te stesso" è il comandamento dato dal Cristo a chi gli chiedeva come ottenere la vita eterna; i dieci comandamenti sono stati dati sul monte Sinai direttamente da Dio a Mosè (che è nato (e morto) molto prima di Gesù). Al limite, è il comandamento del Nazareno che condensa quelli delle tavole della legge.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: NB: ragazzi....siamo fuori dal seminato....semmai spostiamoci nel topic religione etc etc
Si', e' meglio. Se puoi spostare la' il tuo intervento, cosi' poi ci metto un mio post di commento. Perche' qui, altrimenti, sarei OT. Grazie.
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01/01/2000 00:00
evviva Albert!
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01/01/2000 00:00
sono stato rimandato in filosofia in terza liceo
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02/09/2026 21:37
Ho letto con attenzione tutto il lungo post che riguarda la chiusura di Lido dante. A un certo punto la discussione è cambiata, rispetto al titolo del post, virando su quali comportamenti possano essere considerati aderenti ad una presunta "filosofia naturista". La cosa, a parte alcuni toni magari un po' alti, è in realtà un bello spunto, che a me piacerebbe approfondire. Anche perchè è un argomento che sento citare spesso nelle discussioni che ci sono sia qui che altrove e sul quale ogni volta si apre una sorta di catarrata. Forse anche perchè è un argomento sentito. La domanda è: Esiste una filosofia naturista? Come la si identifica? C'è una sorta di "movimento" che in qualche modo ne esprime le eventuali teorie? Oppure, è la somma semplicemente di un sentito dire, un calderone nel quale ognuno poi ci infila gli ingredienti che vuole? E' per questo che esistono tutte queste micro associazioni? Esprimono sensibilità diverse e interpretano la questione in modi contrapposti? Non è una proposta di discussione se è nato prima l'uovo o la gallina, ma è la base, se esiste, con la quale poi ci si confronta tutti. Mi piacerebbe sapere che ne pensate, perchè personalmente ho 1000 dubbi e nessuna certezza. So che è un argomento delicato nel quale magari si mettono in gioco propri modi di essere, ma sarebbe bello provare ad ascoltarsi, anche se, facilmente, ci potranno essere pareri radicalmente in contrapposizione ai nostri modi di intenderla. Non c è bisogno di convincere nessuno alla giustezza granitica delle proprie idee, è solo un modo di confrontarsi. Proviamo? [:D]
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