Ma in vero credo che di base ogni movimento che non parta da una singola persona (che so, tipo una religione o movimento religioso, che ha un suo fondatore, che per primo stila un modus vivendi e pertanto chi vi aderisce sa già quali sono gli intenti, le regole etc etc), ma che parte da più realtà diverse, abbia tanti modi di vedere la stessa cosa, per poi alla fine riunirsi in più realtà, diciamo a senso unico.
Parlando del nudismo/naturismo, è vero che i suoi inizi son molteplici. Senza ritornare nell'antichità, ma in cui la visone del nudo era non sessuale ma di più legata ad aspetti ben precisi, ma non per questo scandalosi (pensiamo alla grecia in cui era d'obbligo per gli atleti gareggiare nudi o se non sbaglio e non mi ricordo male, con una specie di perizoma per gare tipo le corse, ai romani che frequentavano le terme di nulla vestiti, o ancor prima gli etruschi, che se i disegni sui vasi non mentono, per loro i vestiti erano quasi un opzional), dalla fine dell'800 ai primi del 900 abbiamo avuto una diffusione del nudismo nata da moltissime tipologie e ideologie. Facendo una piccola chiosa, ma non di minore importanza, bisogna ammettere che nei paesi nordici in genere, la nudità non era e non è vista come legata all'ambito sessuale in modo stretto, e veniva e vien vissuta in famiglia con una mentalità più aperta dei paesi del sud europa in genere. Cioè il vedersi nudi, non fosse altro che in famiglia, non ci è dato di sapere che sia mai stato un grosso trauma per la maggioranza delle persone. Per cui quando in Germania nacque l'ideologia dell'FKK (cultura del corpo libero), trovò subito molta approvazione, perchè in fondo non facevano altro che portare all'aperto un modo di vivere casalingo già consolidato. E infatti vediamo che nei parchi pubblici germanici è possibile mettersi tranquillamente nudi al sole, senza che nessuno abbia da ridire. In inghilterra, francia e parte anche in italia, credo nacque più come conseguenza ai movimenti hippy che non come cultura di liberazione dai vestiti. Anche Lido di Dante in fondo nacque come un posto PEACE&LOVE, per poi trasformarsi pian piano quando gli hippy scomparvero.
Per cui le origini son sicuramente di tipo: libertà di essere (germania, olanda etc), libertà di agire (francia spagna italia inghilterra). Da qui poi col tempo si son sviluppati i tanti modi di essere nudi e ognuno sta seguendo il suo e infatti abbiamo un nudismo nudismo, un nudismo sessuale, un nudismo esibizionista, un nudismo ecologista e cosi via dicendo. E tra questi, credo che possiamo datarlo più o meno negli anni 50 (chi lo sa con più precisione, precisi pure), nacque una condizione di star nudi rispettando l'ambiente e gli altri, che portò il movimento a darsi diciamo delle regole, degli spunti di vita, dei modus vivendi più certi. Nacque una federazione internazionale INFFNI, che arrivò dopo circa un 14 anni di vita, a darsi una definizione che riassumeva in due righe lo spirito del neonato Movimento Naturista. Da allora, dalla scittura della costituzione, furono fatte le tanti "leggi nazionali", cioè ogni federazione nazionale, ogni associazione cercò di affinare i "modi" in cui questo ideale unico poteva essere attuato con maggior coerenza possibile. E qui nacquero i problemi di incomprensione, di intolleranza che tutt'ora durano. Perchè se è innegabile che il fine ultimo, ben riassunto della prima dichiarazione sia da tutti ampiamente condiviso, i vari piani attuativi, i vari decaloghi stilati, si son forzatamente scontrati con la mentalità personale della gente e son tutt'ora ambito di discussione e a volte, sigh anche di liti feroci. E questo succede di fondo, perchè spesso, spessissimo nei movimenti si passa dalle regole agli oltranzismi, alle intransigenze, all'ortodossia delle cose. E non va bene. Se in alcune cose è ovvio che sia palese non transigere (ci son persone che mi dicono "son naturista, ma non mi spoglio", beh amico mio, allora sarai ambientalista, naturalista, ecologista, ma non naturista; oppure altri che son venuti a mare con me definendosi tali, e poi a fine giornata cercavano di nascondere tra la sabbia le bottiglie dell'acqua: non solo non naturisti, ma anche oltremodo maleducati, direi), in altre cose sinceramente non riesco PERSONALMENTE a capire l'intransigenza o diciamo meglio, la non tolleranza. Poi c'è chi cerca la perfezione, il cercare il rispetto dell'uomo e della natura in aspetti che in cui nemmeno avrei mai pensato di spingermi (vedere il link proposto da Nathanaele77). Che dire. Tanto di cappello in chi ci riesce, ma non credo siano da meno chi sta a livelli più bassi, più comuni. Parafrasando, tutti dovremmo cercare di arrivare alla santità, ma non credo che chi stà a livelli più bassi sia da disprezzare o allontanare. Si possono trovare anche forme di civile convivenza. Per fare un esempio che ho già (sigh) fatto, io sono un disgraziato fumatore, cerco di imparare a non lasciare le cicche in spiaggia, e se non son solo, cerco di mettermi sottovento per non far fumare chi è vicino a me. Ma altrettanto dico, se poi per disgrazia ti arriva una folata di fumo, per favore, non mi dare in escandescenze. Già solo venendo qui in spiaggia con l'auto hai emesso più fumo te nell'aria, di quanto io mai posso produrne in tutta la mia vita con le sigarette, e altrettanto cancerogeno. Per cui....tolleranza.