Filosofia Naturista?

marte_venere 21/04/2009 22:15 2.262 Visite
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26/04/2009 19:06
Daccordissimo con quanto citato da cpnewep.. riguardo al fatto che anche opinioni contrapposte o diverse sono comunque un arricchimento se si fa lo sforzo di provare ad accettare (non di condividere necessariamente ) un punto di vista differente. Tornando al merito: anche alla luce di quello scritto da Fenice possiamo dire che la storia naturista dell Italia ha profonde differenze con quella di altre nazioni come Frncia, Germania ecc? E che di conseguenza questo ha una influenza conseguente riguardo al modo di intenderla nel momento in cui ci si cala le mutande in spiaggia? Ripercorrere la storia magari ci da una spiegazione del motivo per cui per esempio oggi si chiude al naturismo la spiaggia di Lido Dante oltrechè magari trovare una risposta riguardo all'esistenza di una presunta filosofia di fondo. Come qualcuno ha scitto da qualche altra parte, negli anni 60/70 i naturisti italiani erano o gli hippy e io ci aggiungo, o i ricchissimi. I ricchissimi per una sorta di cultura più europea che strettamente italiana: a Capri e sulle barche esclusive si è sempre fatto. Gli hippy per ribellione al sistema. Ho un ricordo personale ad un festival di musica in un grande parco di Milano: suonavano dei ragazzi nuovi, come Venditti, Bennato, gruppi come la P.F.M. Li un pomeriggio iniziò a piovviginare, e così, vuoi per gioco, vuoi per non bagnare i vestiti, circa 300\500 persone si sono messe a ballare nude. Credo che a Milano sia stata la prima e unica volta che successe una cosa simile. Ovviamente i giornali dei benpensanti milanesi ( giornali che con il medesimo stile lanciano sempre, ancora oggi, allarmi sociali riguardo a tutto ciò che è diverso ) immediatamente ai due soliti aggettivi "capelloni e drogati" poterono scrivere "capelloni, drogati e nudisti" . Insomma il massimo del degrado! Al sud dell'Italia ricordo perfettamente le difficoltà dei primi topless con relativi interventi della forza pubblica per sanare queste "sconcezze" E' in questo contesto che il naturista, anche italiano, nasce come lo conosciamo oggi. Secondo voi è vero cioè che il rispetto della natura, le scelte di una vita più sana in armonia con quello che ci circonda, diventano direttamente anche una scelta politica? Questo è un passaggio credo cruciale. Non credete che il fatto di rifiutare per esempio gli stabilimenti balneari, e la commercializzazione della vacanza, come la conosciamo tutti, con tutta l'industria e l'indotto che muove, sia stato un gesto di rottura con un sistema? (e che al "sistema italiano" stava molto sulle**** per usare un eufemismo) Per ora mi fermo perchè magari un intervento più lungo diventa noioso da leggere, ma la questione va approfondita ulteriormente. ciao Marte
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26/04/2009 19:40
Beh se non ho capito male te intendi politica non in senso partitico, ma come movimento d'idee. Se ciò è corretto, credo che non sia del tutto così, cioè il fatto di diventare naturisti non porta completamente la cosa ad essere vista in modo diverso dal solito. Dico questo perchè, come c'è gente che rifiuta tutto il mercato balneare come te l'intendi, e si rifugia volentieri in realtà molto nature, tipo spiaggette abbandonate o riserve naturali, ce ne sono altri, e che mi sembra siano la maggioranza, che non disdegnano realtà molto ben organizzate e strutturate, a partire dai campeggi, fino agli organizzatissimi posti croati, o a realtà turistiche e alberghiere come Cap D'adge, o Ille du Levant. Per cui direi da quel punto di vista ognuno ha le sue preferenze, che esulano dall'aspetto naturalistico del nudismo. Magari poi, al di là del contesto in cui se la vivono, comunque la vivono sempre con i canoni di base (rispetto dell'uomo e della natura), e credo che sia la cosa che più conta.
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27/04/2009 02:47
marte_venere ha scritto:
Daccordissimo con quanto citato da cpnewep... Ho un ricordo personale ad un festival di musica in un grande parco di Milano... Marte
Caro "marte_venere"..... alleluja!!! è il primo intervento sensato in materia di naturismo e soprattutto di "filosofia" del naturismo che leggo qui. Complimenti davvero e non sono per nulla ironico, ho apprezzato quanto hai scritto. Permettimi ora di mandarti simpaticamente al diavolo per il tuffo al cuore che mi ha provocato leggere la tua fedele descrizione di quanto successo all'ultimo festival di Re Nudo (nudo!!!!!) anche se venne chiamato Festival della Gioventù, al parco Lambro negli anni '70. C'ero anch'io, come si suol dire, bigiando alle superiori. E' stato un evento epocale (il Festival, mica il ballare nudi lì), non fosse altro perchè fece emergere delle enormi contraddizioni in seno al movimento e da allora "nulla fu più lo stesso" per molti di noi e la Storia di quegli anni lo testimoniò. Ma quella è un'altra...Storia. E quendo scrivo che fu l'ultimo festival di Re Nudo mi riaggancio alla parte del tuo intervento a proposito delle prime esperienze "nudiste" di gruppo italiane, ovvero proprio a quelle che spontaneamente nascevano all'interno dei raduni/concerti organizzati dal buon vecchio Valcarenghi in cui si finiva per ballare nudi dovunque ci si trovasse: all'alpe del vicerè (Erba) o a Licata, a Zerbo o a Ballabio. Un rapido passaggio lo testimonia il film "I Cento passi", sulla vita di Peppino Impastato, dove ad un crto punto si parla di questi "nudisti" italiani che seguono i ragazzi arrivati dall'estero per godere del sole siciliano (fortunatamente non esisteva ancora SiciliaNaturista). Ma per amore di verità bisognerebbe andare ancora un passo più indietro rispetto a Re Nudo, tornando al movimento dei Provos italiani (mutuati da quelli olandesi) e ai raduni di Mondo Beat dove si vedevano i primissimi nudi in pubblico. Te li ricordi questi? Quanti dei "nudisti" odierni conoscono questa Storia (che è la vera Storia dei primi nudisti italiani)? Quanti dei "filosofi" del naturismo italiano sanno di ciò? Ma soprattutto, quanti dei "professori" che oggi insegnano ai neofiti cosa è e cosa non è naturista, quanti dei leader delle varie associazioni naturiste, conoscono queste esperienze? Non ho letto una sola riga in proposto, tutti fanno il copia e incolla da vari siti internet che riportano esperienze STRANIERE: chi cita la Francia, chi la Svezia, chi la Germania... ma dell'Italia nessuno sa nulla. Ovviamente con tutta la buona volontà gli italiani di allora scoprivano l'acqua calda, perchè tutto ciò era scimiottato dai raduni pop degli Stati Uniti e inglesi (Woodstock, White solo per citare i più conosciuti ma ve ne erano molti all'epoca di cui si è persa traccia). A questo propsito vale la pena di evidenziare un aspetto tanto discusso anche oggi: in quesi concerti/raduni musicali e di vita in comune era frequentissimo non solo ballare nudi ma anche fare l'amore in mezzo agli altri e NESSUNO, ma proprio nessuno, si sognava di farse le seghe mentali che si leggono oggi a proposito di situazioni simili. Oggi si scrivono tomi sulle coppie del Lido di Dante (scagliandosi come novelli Savonarola), ma allora era veramente vissuto tutto in maniera assolutamente "naturale", anche il sesso e a nessuno passava in mente di accusare questi di esibizionismo. Giusto anche il tuo riferimento ai nobili e ricchi di fine '800 e primi '900 che soprattutto nel nostro sud prendevano il sole nudi sulle barche al largo di Capri e sulle terrazze delle ville più prestigiose, si pensi a Curzio Malaparte tanto per fare un nome conosciuto o a Gabriele D'Annunzio. Non è costruttivo dialogare con me, mi scrive qui un professore del naturismo, ma chissà perchè anche lui si arrampica sui vetri con le descrizioni e fa copia e incolla di parole altrui: come mai nessuno dei "filosofi" del naturismo ha citato D'Annunzio, la cui pratica del naturismo è pur molto conoscdiuta? Purtroppo spesso si leggono solo accozzaglie di luoghi comuni in materia di nudi e naturismo, dettati perlopiù da ignoranza e da una ipocrita voglia di smutandarsi più che da motivi preminentemente culturali e salutistici. ciao, a presto A. P.S. ma siamo coetanei? e magari andavamo pure a scuola assieme???
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27/04/2009 02:55
marte_venere ha scritto:
Secondo voi è vero cioè che il rispetto della natura, le scelte di una vita più sana in armonia con quello che ci circonda, diventano direttamente anche una scelta politica?
Secondo me no. C'è però, sempre a mio parere, correlazione: le persone sono dotate di una 'struttura interiore' che viene utilizzata per dare un significato (personale, soggettivo) ai fatti del mondo circostante (esteriori, oggettivi). Le decisioni degli individui vengono compiute in accordo con questa struttura e sono con essa coerenti (anche se possono a volte sembrare in contraddizione tra loro) e danno origine a scelte politiche, ambientali, sociali ecc. che possono magari sembrare conseguenza alcune di altre, ma che invece sono tutte originate da un unico 'disegno psichico' personale (personalissimo, anzi unico, direi).
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27/04/2009 10:20
cpnewesperience ha scritto:
Ma la sessualità e l'aspetto voyeristico ed esibizionista senza degenerazioni, checchè se ne dica, è insita nella pratica del nudismo: si ha piacere nello stare nudi in mezzo agli altri, guardando gli altri e nel farsi guardare dagli altri. Altrimenti ognuno starebbe per conto proprio e non cercherebbe il gruppo. alcuni lo ammettono, molti lo negano.
Questa è una tua esclusiva opinione che personalmente non condivido. Fra l'altro mi sembra buffo che proprio tu -fautore del libero pensiero come di evince da tutti i tuoi post- ponga la frase in modo: se lo ammetti sei sincero, se non lo ammetti è solo perchè lo stai negando ma quella è la verità. Ci sta anche che semplicemente sia la TUA verità, non universalmente condivisibile. Ciao G.
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27/04/2009 10:55
Gonzo ha scritto:
cpnewesperience ha scritto:
Ma la sessualità e l'aspetto voyeristico ed esibizionista senza degenerazioni, checchè se ne dica, è insita nella pratica del nudismo: si ha piacere nello stare nudi in mezzo agli altri, guardando gli altri e nel farsi guardare dagli altri. Altrimenti ognuno starebbe per conto proprio e non cercherebbe il gruppo. alcuni lo ammettono, molti lo negano.
Questa è una tua esclusiva opinione che personalmente non condivido. Fra l'altro mi sembra buffo che proprio tu -fautore del libero pensiero come di evince da tutti i tuoi post- ponga la frase in modo: se lo ammetti sei sincero, se non lo ammetti è solo perchè lo stai negando ma quella è la verità. Ci sta anche che semplicemente sia la TUA verità, non universalmente condivisibile. Ciao G.
Vedi Gonzo, a differenza di molti che hanno la verità in tasca, che parlano (o scrivono) come se fossero la voce di dio, io esprimo SEMPRE un parere personale. A meno che documetatamente possa rifarmi a concetti palesemente condivisi. Ma quanti dicono "Questa cosa E' così.... questa cosa SI FA così..." e non ammettono repliche né dibattitto (a meno che siano interventi di piaggeria dove si è tutti d'accordo, ma che dibattito c'è fra persone sempre d'accordo su tutto?), vedi la discussione sulla sauna? Già in troppi vogliono dare la direzione alla colonna in marcia. A proposito di filosofie, in generale, si può dire che tutto ciò che riguarda il libero arbitrio, la sfera del pensiero e delle emozioni è ben difficile negare che è tutto opinabile. Quindi ognuno esprime una poasizione personale. Diverso è quando discutiamo di situazioni materiali: il colore verde è sempre verde anche qualcuno lo definisce "La combinazione di due colori, blu e giallo" tanto per fare un esempio. Quante volte si legge o sente di persone che parlano "a nome di tutti" senza che siano mai state delegate? o che per rafforzare le proprie tesi abusano del "TUTTI dicono... TUTTI fanno..." ? Quando mai io ho usato questi modi esprimermi? Benissimo il fatto che abbiamo opinioni diverse e che col rispetto personale ognuno di noi possa esprimerle: non si tratta di convincere l'altro di quanto migliori siano le proprie opinioni, ma proporre nuove posizioni, nuove visioni, nuove e personali riflessioni che possano indurre altri a considerare diversi modi di concepire un determinato ragionamento, anche sul naturismo. Insomma, un confronto vero delle diversità per crescere. Che poi un pensiero lo si condivida in 10 o in 10mila cambia qualcosa per una filosofia? Ieri si era in 10 a condividere il desiderio di un nuovo modo di porre il proprio corpo nella natura ma questo non ha scoraggiato chi era determinato anche se era minoranza: oggi si parla di numeri diversi. Ora sono in 10 coloro che hanno un concetto più libertario del sesso e magari domani, grazie alla loro costanza simile a quella che mosse i naturisti per affermare le loro idee, saranno molti di più proprio come crebbero i naturisti. ATTENZIONE, ho usato questo esempio per esprimere un concetto, non un auspicio. Quindi per cortesia non stravolgere il senso di questo ultimo esempio. Serviva solo per dimostrare quanto malleabile e in continua evoluzione sia la filosofia, proprio perchè legata a modi individuali di concepire un pensiero, ancorchè condiviso da più persone. ciao A.
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27/04/2009 12:30
Scusa Fenice, mi sono espresso male, il ragionamento che facevo era ancora "storicizzato" agli anni 70\80 e non (ancora) riportato a oggi. Volevo cioè dire che il primo movimento naturista e spontaneo che io ho conosciuto era strettamente legato anche a scelte alternative di stile di vita. Pur non essendo stato iscritto, ricordo che a Milano c era una sede dell'ANITA, che aveva viveva in stile carbonaro o quasi. Se ci fosse qualcuno che ha ricordi di questa prima associazione naturista sarebbe carino che raccontasse come veniva vissuta. Di tutto questo vissuto arriva la conferma anche da cpesp... perchè probabilmente essendo tutti e 2 di Milano abbiamo visto il medesimo svolgersi dei fatti. Vorrei però allargare il ragionamento a chi è di altre realtà meno cittadine: esistono loghi in Italia dove in quegli anni il naturismo veniva accolto bene senza che sindaci, parroci o una certa stampa locale facessero campagne contro questa "indecenza"? Questa è una cosa che mi piacerebbe capire, perchè io ho nella memoria solo immagini piuttosto negative su tutto il territorio nazionale, sia per esperienza personale che per avere letto i giornali, rispetto all'accoglimento "pubblico" di questo modo di vivere. Non sto parlando ovviamente di 4 amici che si mettevano in estate in qualche caletta nascosta agli sguardi di tutti. In attesa di essere smentito, mi pare che ci sono voluti molti anni dagli anni 70 per vedere qualche micro realtà prendere corpo. Mi riferisco a Zello, il pezzettino di camping di lido dante e tutte le altre poche cose che ci sono in Italia Ma proprio luoghi micro-micro e, penso, costruiti fra mille preoccupazioni da parte di chi tentava questo tipo di attività strettamente legate al naturismo. Sulla storia per ora mi fermo qui, ma vorrei sentire qualche esperienza diversa dalla mia. Per Biotto: l'argomento sul quale tu intervieni secondo me va approfondito per bene. Penso sia uno dei punti di arrivo di questa discussione. Per ora mi limito ad osservare un aspetto: Se uno è naturista ovvero ha a cuore il rispetto della natura quando alla domenica va in spiaggia, ricerca l'equilibrio e l'armonia attraverso questo modo di vivere (o filosofia) , ponendo attenzione a non lasciare bottigliette in giro e quant'altro, poi il lunedì può ignorare chi vuole cementificare le spiaggie (e lo fa), fare abusi edilizi e sucessivi relativi condoni? ciao Marte
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cpnewesperience
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27/04/2009 18:57
Marte, io penso che sia necessario contestualizzare gli eventi. 30 e passa anni fa esistevano gruppi più o meno numerosi di amici, parliamo di giovani, che partivano all'avventura per una vacanza, arrivavano in una spiaggia isolata (allora se ne trovavano parecchia) in Italia o in Grecia e magari passavano la vacnza nudi, andando di tanto in tanto al paese più vicino per comoprare il cibo. Sai bene che erano visti malamente dal parroco ma non avevano particolari problemi con gli abitanti. Ma questo perchè il fenomeno era estremamente circoscritto: un gruppo di 20 persone nude era numeroso, ma era "spalmato" sul territorio e non essendo frequente vederne non disturbava più di tanto. La cementificazione delle coste, oltre a produrre danni ambientali, ha portato le seconde case (spesso abusive, specie nel nostro sud) di molte persone normali (leggi: tessili) in quei posti prima deserti o scarsamente frequentati, affollandoli. Per contro qualche persona in più ha trovato il "coraggio" di smutandarsi e la presenza di nudisti e tessili che ormai lì avevano la loro casa al mare e non vi avrebbero rincunciatoper alcuna ragione al mondo non poteva che cozzare culturalmente (perlomeno nel nostro Bel Paese). Per il resto siamo un Paese che ha fatto una precisa "scelta di campio" per dirla col motto del leader, mandando al governo persone che hanno un particolare feeling col Vaticano: quindi piaccia o no la strada per il naturismo libero in Italia è ancora lunghetta... ciao A.
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27/04/2009 20:38
Secondo me parlare di "filosofia naturista" è eccessivo. Per me un nudo/naturista è fondamentalmente una persona immune dal folle bisogno di mettersi delle mutande per prendere il sole o fare il bagno. Di solito questo coincide con un modo particolare di rapportarsi con l'ambiente ed il proprio corpo, ma non ne farei una cosa troppo complicata. ciao
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28/04/2009 08:26
evviva Albert!
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28/04/2009 15:33
albert ha scritto:
Secondo me parlare di "filosofia naturista" è eccessivo. Per me un nudo/naturista è fondamentalmente una persona immune dal folle bisogno di mettersi delle mutande per prendere il sole o fare il bagno. Di solito questo coincide con un modo particolare di rapportarsi con l'ambiente ed il proprio corpo, ma non ne farei una cosa troppo complicata. ciao
ottimo e condivisibile! A. & R.
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29/04/2009 15:38
Certo che è curioso: ho aperto questo post perchè ho letto su questo forum in più interventi citare la "filosofia naturista" e non capendo bene che significato avesse questa terminologia ho provato a chiarirmi le idee con questa discussione. Be, dopo avere provato sommariamente a percorrerne la storia, alla fin fine qui ci sono 3 persone che dicono che la cosidetta flosofia naturista non esiste, ci si cava le braghe punto e basta. Nessuno ha da dire nulla? ciao marte
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29/04/2009 18:00
Vero Marte, vediamo di riprendere il discorso. Abbiam visto che lo stesso è nato sotto tante stelle, è giunto per tante vie, e forse, a suo tempo, era anche un modo di far politica, forse anche di partito, ma sicuramente aveva la caratteristica di esprimere libertà di essere. Come mi pare di aver già scritto, non mi sto a rileggere tutto, indipendentemente dalla strada percorsa finora, adesso abbiamo, secondo me, due grossi "tronconi": il naturismo puro e semplice, quello espresso molto bene nella famosa dichiarazione della INF, e tantissime forme di nudismo. Credo che per la maggior parte dei frequentatori la cosa più significativa e portante sia lo "smutandamento", sia per la naturalità della cosa, per come si sta bene quando si raggiunge quel livello, sia per l'accomunamento alla libertà di essere. Poi questi si dividono in molte sottocategorie, in alcuni posti convivono più o meno tranquillamente, in altri ci son più "divisioni" di intenti. Riassuno in due righe questo, non so se vuoi ampliare il discorso, se guardiamo la sola filosofia naturista, questa è viva, vegeta, ha alcuni cardini fondamentali identici per tutti, e per il resto si stà evolvendo, cosi come tutte le cose nuove. Per cui se è vero che c'è rispetto per il prossimo (finchè non ci pista i calli), per la natura, e il comune vivere nudi quanto più possibile e dove più possibile, è anche vero che molti si dan da fare per trovare sempre nuovi modi di raggiungere questi risultati, ampliando i tipi di scelte che forse sarebbe opportuno raggiungere, ma che per ora, non sono molto negli intenti di tutti. Un esempio per tutti, il fumo. Sappiamo benissimo che fa male, non ci sarebbe bisogno che i naturisti ci ricordino sta cosa, ma alcuni lo han voluto mettere tra le cose da perseguire, come facenti parte della "filosofia" naturista e del modo di essere naturisti. Che forse sia troppo il pretendere che chi si vuol fregiare del titolo di "naturista" non debba fumare è vero, ma è altrettanto vero che il non fumare sarebbe cosa giustissima verso se stessi, verso gli altri, e verso il rispetto del proprio corpo. Personalmente guardo a molte raccomandazioni, alcune cerco di seguirle, altre un po meno, diciamo secondo coscienza. Ma non credo di essere per questo da meno di tantissimi altri che ci riescono molto meglio di me. Diciamo un po più imperfetto, ma vivo uguale [:D][:D]
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29/04/2009 19:38
sono stato rimandato in filosofia in terza liceo
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30/04/2009 16:36
marte_venere ha scritto: alla fin fine qui ci sono 3 persone che dicono che la cosidetta flosofia naturista non esiste, ci si cava le braghe punto e basta.
Se hai bisogno di una giustificazione filosofica per evitare l'impulso di metterti le braghe per fare il bagno sei padronissimo di elaborarla, personalmente non ne vedo la necessità[:D]
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