Filosofia Naturista?

marte_venere 02/09/2026 21:37 2.210 Visite
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01/01/2000 00:00
La domanda è: Esiste una filosofia naturista? Come la si identifica? C'è una sorta di "movimento" che in qualche modo ne esprime le eventuali teorie? Oppure, è la somma semplicemente di un sentito dire, un calderone nel quale ognuno poi ci infila gli ingredienti che vuole? E' per questo che esistono tutte queste micro associazioni? Esprimono sensibilità diverse e interpretano la questione in modi contrapposti?
la risposta a questa domanda non puo' essere un parere.. si esiste (punto). poi che tu non la segua non e' argomento di discussione
Secondo me non si può parlare di una vera e propria "filosofia naturista" o meglio questa definizione viene usata da chi vuole raforzare la sua opinione. Un po' come quando si afferma "tutti dicono... tutti fanno", tirando la giacchetta della ragione dalla propria parte. Come ho già scritto, nonm credo si possa parlare di filosofia naturista ma di condivisione di una visione del naturismo, ovvero un certo numero di persone la penmsano più o meno allo stesso modo su un argomento (in questo caso il naturismo).
ti ho riportato la definizione proprio per risponderti che e' appropriato parlare di "filosofia naturista" come filosofia di vita.. qui pero' mi fermo perche', come in altre discussioni, la tua propensione al caos porta a fare disinformazione sugli argomenti. tanto per chiarezza, tu sei liberissimo di fare e dire cio' che vuoi (proprio come lo sono io di criticare le tue idee), ma se uno chiede chiarimenti su un argomento, forse ci si dovrebbe riferire a fonti, non a stravaganti pareri personali di un nick. ripeto io mi fermo qui, non trovo costruttivo discurete con te.
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01/01/2000 00:00
marte e venere si e' fatto/a una domanda, forse per approfondire.. come tutti coloro che cercano di scoprire il perche' delle cose. che tu, cpnewesperience non condivida questa curiosita' condendo le tue agomentazioni con individuali modi di pensare, credo che poco importi a chiunque altro che, diversamente da te, si chieda, appunto, il perche' delle cose. cpnewesperience, hai il tuo punto di vista sull'argomento, questo ormai e' noto a tutti. se altri vogliono approfondire, forse, e' il caso di andare a vedere cosa ha scritto/pensato chi ha dato vita a questa filosofia. ah, tanto per dare il giusto nome alle cose [;)]:

fi|lo|so|fì|a

-cut- 2 l’insieme teorico dei principi essenziali e delle metodologie di una data disciplina: f. della religione, f. della matematica 3 estens., concezione della vita, visione del mondo di un singolo o di un gruppo di persone: la f. di Pirandello, la f. dei giovani, questa è la sua f. di vita | l’insieme dei principi, delle linee direttive cui si ispira un’impresa, un’organizzazione, un’attività e sim.: questa è la f. dell’azienda -cut-
tornando a bomba, ci sono moltissimi scritti sull'argomento, tanto per infarinatura (per approfondire ci sono altre fonti) basta cercare "naturismo" su wikipedia
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01/01/2000 00:00
quello è l'8%. Il due % è l''eccitante forte, non vorrei che fosse il caffè [:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
Biotto ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Non vorrei andare in OT, ma un cattolico ha una sola regola "ama il prossimo tuo come te stesso", per mettere in paratica ciò, son venuti fuori i dieci comandamenti.
Azz, Max, se ti legge il tuo parroco (sei fortunato a moderare un forum naturista) ti mette al posto del Redentore (in croce sopra l'altare, ma potrebbe andare bene anche la sala mensa). "ama il prossimo tuo come te stesso" è il comandamento dato dal Cristo a chi gli chiedeva come ottenere la vita eterna; i dieci comandamenti sono stati dati sul monte Sinai direttamente da Dio a Mosè (che è nato (e morto) molto prima di Gesù). Al limite, è il comandamento del Nazareno che condensa quelli delle tavole della legge.
Oh mamma, da insegnante rimandato ad alunno, che carriera....[:)] Ok mi spiego un attimino (e proseguiamo l'OT , grrrr). L'importante non è l'uscita temporale della "regola", ma ciò che essa dice, e se ti ricordi bene Lui disse "son venuto a portarvi un comandamento nuovo....etc etc". Nuovo, ma che raccoglie nella sua sostanza il fondamento del tutto, il succo, e pertanto ne diventa la frase portante, quella che in due parole identifica il tutto. Per questo si dice che tutto il resto vien dopo, non perchè abbia meno importanza, anzi, ma solo perchè li c'è il concentrato. Se uno ti domanda cos'è il cristiano, o cosa persegue il cristiano, non ti metti a dire i dieci comandamenti o tutto ciò che ne consegue, ma fai un riassuntino utilizzando appunto quella frase. Cosi come se uno ti dice: cos'è un italiano, non ti metti a dire la costituzione, o tutte le leggi, o come si fa la pastasciutta, ma al massimo dici (oddio qui mi tocca inventarla), è colui che abita in italia (ok bocciato in definizioni di popoli)[:D][:D] Cosi per il naturismo: 1) frase riassuntiva, elementi concentrati, identificazione 2) tutto il resto; decaloghi, regole etc (che ovviamente non conta di meno) Se vuoi dare una spiegazione rapida del naturismo, non ti metti a spiegare tutte le variabili, tutti i modi di essere e rapportarsi, ma dici la frase di Cap D'adge e riassumi il tutto. Poi verrà la domanda: <ma in pratica che si fà, come ci si rapporta?> e li ti diverti a disquisire in merito a tutto il resto, specificando cosa fai per attuare la filosofia che hai appena esposto.
robi nood ha scritto: Ha ragione biGotto!
A te intanto ti rimando in teologia, poi parlerò con chi dico io [:D][:D] NB: ragazzi....siamo fuori dal seminato....semmai spostiamoci nel topic religione etc etc
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01/01/2000 00:00
Sinceramente non riesco a capire dove vuoi andare a parare!!! La definizione del naturismo cosi come elaborata in maniera stringata da INFFNI la dice tutta, non credo ci sia bisogno di molte elucubrazioni mentali. La filosofia naturista stà tutta in quella frase, non c'è altro da aggiungere. La storia della nascita del nudismo, è stato detto, è stata delle più varie e possibili. Che c'è chi la segue nel miglior modo possibile, e gradino per gradino, fino a chi non gliene frega nulla (e si smutanda e basta e vien chiamato solo nudista) lo abbiamo detto. Se vuoi chiedere come o in che particolari uno se la vive per la maggiore posso capire, ma, parafrasando, è un po come chiedere a un cattolico se rispetta tutti i comandamenti e le varie regoline più o meno imposte. Non vorrei andare in OT, ma un cattolico ha una sola regola "ama il prossimo tuo come te stesso", per mettere in paratica ciò, son venuti fuori i dieci comandamenti. Dopo quelli sono uscite altri milioni di regole applicative, chiamiamole. Ma di base cosa conta? Appunto rispettare la prima regola "ama etc etc". Tutto il resto è un surplus che serve a capire meglio come comportarsi alla luce del primo, ma se trasgredisci o violi qualcosa delle regole succedanee non è che ti escludi del tutto dalla religione, diciamo solo che non segui al 100%. Col naturismo è la stessa. C'è la prima definizione, più tanti piccoli decaloghi con delle regole applicative (tipo l'esempio del fumo che ti facevo). ovvio che se non fumi è meglio, ma se fumi non sei certo meno naturista di un altro che non fuma, al massimo meno integralista, meno ortodosso. Comunque intuisco che te hai voglia di specificare meglio altre cose, ma sinceramente non capisco cosa. Se provi a spiegarti maglio, magari si riesce a direzionare la discussione sui particolari a cui ti riferisci. Ps: ti allego un decalogo (diciamo come i comandamenti) di INFFNI, che mi trova daccordo al 90%, per i motivi sopradetti. Forse potrebbe essere una base di partenza Dalla Federazione Naturista Internazionale (FNI/INF). http://www.inffni.org 1. Tutta la pelle del nostro corpo ha lo stesso diritto al contatto con l'aria libera ed i raggi del sole, e a mostrarsi sempre in piena luce: si può però rinunciare a questo diritto dove qualcuno si opponga, soprattutto se questa opposizione è in maggioranza. 2. Dichiariamo contrario ad una sessualità ottimale l'avere in pubblico rapporti sessuali,e ci opponiamo a queste pratiche. 3. Dichiariamo relativa l'estetica convenzionale e commerciale della moda, e proclamiamo la superiorità dell'Estetica della Naturalezza e della pelle nuda. 4. Dichiariamo antinaturali gli eccitanti forti e tutte le droghe che provocano delle reazioni incontrollabili, e siamo nemici di tutto questo. 5. Eccedere nel far tardi la notte a scapito delle ore diurne è contrario al naturismo. 6. Apprezziamo la dieta vegetariana ma non la imponiamo. 7. Proclamiamo la necessità di non causare a nessuno alcun danno fisico o mentale,sia direttamente che indirettamente. 8. Abbiamo tutti il diritto di guardare liberamente tutti, rispettando però i limiti imposti da una corretta socialità. 9. Passeggiare liberamente nei luoghi di incontro può significare sia la possibilità di conversare che di non farlo: chiunque ha il diritto di chiederlo, con rispetto della convivenza, sempre correttamente. 10. Proclamiamo la necessità di una cultura autentica, e per questo propugniamo e raccomandiamo lo studio e la riflessione per conoscere la verità a tutti i livelli meglio che sia possibile. e qui ti allego delle "regoline" applicative semplici in cui mi ritrovo al 100%: Alcune semplici regole per chi vuole praticare il naturismo Comportamenti da adottare sulle spiagge nudiste: - Stai al di fuori delle dune e delle aree ambientalmente sensibili. - Rispetta i regolamenti e le altre regole esposte. - Non lasciare rifiuti. - Non andare oltre le aree dove si pratica il nudismo. - Non praticare attività sessuale, lascia l'esibizionismo ai frequentatori delle spiagge tessili. Il nudo non è dissoluto, ma combinato con il sesso rovina la nostra immagine. - Rispetta la proprietà altrui. - Chiedi il permesso prima di scattare fotografie. - Non disturbare le persone sole, in particolare le donne; in Italia si pensa che una donna sola, su una spiaggia nudista, sia una facile preda. e poi: Chi sono i naturisti? I Naturisti sono quelle persone che hanno come comune filosofia l'accettare la nudità come una cosa buona e giusta, e non confondono in nessun modo il nudo con la pornografia. Il nudo e' solo uno strumento di contatto con la natura. I Naturisti non vivono in maniera diversa dalle altre persone. Alcuni sono di sinistra, altri di destra e qualcuno e' totalmente apolitico; alcuni sono sposati, altri sono single, alcuni hanno forti convinzioni religiose, altri sono completamentamente atei; alcuni amano il calcio, altri il tennis, altri non sanno nemmeno che cosa sia lo sport. Ma tutte queste diversita' camminano insieme condividendo una comune scelta di vita: l'aver capito per esempio la bellezza di fare il bagno al mare nudi, o sempre nudi fare una passeggiata nel bosco. Persone di tutte le eta', dai bambini ai piu' anziani, vivono serenamente l'esperienza del naturismo sia in centri di vacanza che su tante spiagge libere. NDR Ringrazio clubnaturismo che ha raccolto queste info e da cui ho fatto copiaincolla senza modificare nulla.
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01/01/2000 00:00
Ok spostato l'ultimo intervento qui http://www.inudisti.it/forum/topic.asp?whichpage=5&TOPIC_ID=397#53048 dove possiamo continuare a disquisire in merito
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01/01/2000 00:00
Ehi no chiaro che il "regolamento" che ho posto, non è la filosofia naturista. Fiumi di parole son stati scritti in merito, meglio di quelle poche righe. Ho solo voluto mettere una specie di "riassuntino", solo per capire, discutere e diffondere un po quelle che sono le idee di base, che spiegano come in pratica come si può vivere il naturismo. Una regola filosofica vera e propria non l'ho trovate e nemmeno tanto cercata. Non la so scrivere, e mi limito a descriverne un po i sentimenti in merito, giusto per capire un po meglio la cosa. Poi do spazio a chi ne sa più di me per disquisire.
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01/01/2000 00:00
Ma in vero credo che di base ogni movimento che non parta da una singola persona (che so, tipo una religione o movimento religioso, che ha un suo fondatore, che per primo stila un modus vivendi e pertanto chi vi aderisce sa già quali sono gli intenti, le regole etc etc), ma che parte da più realtà diverse, abbia tanti modi di vedere la stessa cosa, per poi alla fine riunirsi in più realtà, diciamo a senso unico. Parlando del nudismo/naturismo, è vero che i suoi inizi son molteplici. Senza ritornare nell'antichità, ma in cui la visone del nudo era non sessuale ma di più legata ad aspetti ben precisi, ma non per questo scandalosi (pensiamo alla grecia in cui era d'obbligo per gli atleti gareggiare nudi o se non sbaglio e non mi ricordo male, con una specie di perizoma per gare tipo le corse, ai romani che frequentavano le terme di nulla vestiti, o ancor prima gli etruschi, che se i disegni sui vasi non mentono, per loro i vestiti erano quasi un opzional), dalla fine dell'800 ai primi del 900 abbiamo avuto una diffusione del nudismo nata da moltissime tipologie e ideologie. Facendo una piccola chiosa, ma non di minore importanza, bisogna ammettere che nei paesi nordici in genere, la nudità non era e non è vista come legata all'ambito sessuale in modo stretto, e veniva e vien vissuta in famiglia con una mentalità più aperta dei paesi del sud europa in genere. Cioè il vedersi nudi, non fosse altro che in famiglia, non ci è dato di sapere che sia mai stato un grosso trauma per la maggioranza delle persone. Per cui quando in Germania nacque l'ideologia dell'FKK (cultura del corpo libero), trovò subito molta approvazione, perchè in fondo non facevano altro che portare all'aperto un modo di vivere casalingo già consolidato. E infatti vediamo che nei parchi pubblici germanici è possibile mettersi tranquillamente nudi al sole, senza che nessuno abbia da ridire. In inghilterra, francia e parte anche in italia, credo nacque più come conseguenza ai movimenti hippy che non come cultura di liberazione dai vestiti. Anche Lido di Dante in fondo nacque come un posto PEACE&LOVE, per poi trasformarsi pian piano quando gli hippy scomparvero. Per cui le origini son sicuramente di tipo: libertà di essere (germania, olanda etc), libertà di agire (francia spagna italia inghilterra). Da qui poi col tempo si son sviluppati i tanti modi di essere nudi e ognuno sta seguendo il suo e infatti abbiamo un nudismo nudismo, un nudismo sessuale, un nudismo esibizionista, un nudismo ecologista e cosi via dicendo. E tra questi, credo che possiamo datarlo più o meno negli anni 50 (chi lo sa con più precisione, precisi pure), nacque una condizione di star nudi rispettando l'ambiente e gli altri, che portò il movimento a darsi diciamo delle regole, degli spunti di vita, dei modus vivendi più certi. Nacque una federazione internazionale INFFNI, che arrivò dopo circa un 14 anni di vita, a darsi una definizione che riassumeva in due righe lo spirito del neonato Movimento Naturista. Da allora, dalla scittura della costituzione, furono fatte le tanti "leggi nazionali", cioè ogni federazione nazionale, ogni associazione cercò di affinare i "modi" in cui questo ideale unico poteva essere attuato con maggior coerenza possibile. E qui nacquero i problemi di incomprensione, di intolleranza che tutt'ora durano. Perchè se è innegabile che il fine ultimo, ben riassunto della prima dichiarazione sia da tutti ampiamente condiviso, i vari piani attuativi, i vari decaloghi stilati, si son forzatamente scontrati con la mentalità personale della gente e son tutt'ora ambito di discussione e a volte, sigh anche di liti feroci. E questo succede di fondo, perchè spesso, spessissimo nei movimenti si passa dalle regole agli oltranzismi, alle intransigenze, all'ortodossia delle cose. E non va bene. Se in alcune cose è ovvio che sia palese non transigere (ci son persone che mi dicono "son naturista, ma non mi spoglio", beh amico mio, allora sarai ambientalista, naturalista, ecologista, ma non naturista; oppure altri che son venuti a mare con me definendosi tali, e poi a fine giornata cercavano di nascondere tra la sabbia le bottiglie dell'acqua: non solo non naturisti, ma anche oltremodo maleducati, direi), in altre cose sinceramente non riesco PERSONALMENTE a capire l'intransigenza o diciamo meglio, la non tolleranza. Poi c'è chi cerca la perfezione, il cercare il rispetto dell'uomo e della natura in aspetti che in cui nemmeno avrei mai pensato di spingermi (vedere il link proposto da Nathanaele77). Che dire. Tanto di cappello in chi ci riesce, ma non credo siano da meno chi sta a livelli più bassi, più comuni. Parafrasando, tutti dovremmo cercare di arrivare alla santità, ma non credo che chi stà a livelli più bassi sia da disprezzare o allontanare. Si possono trovare anche forme di civile convivenza. Per fare un esempio che ho già (sigh) fatto, io sono un disgraziato fumatore, cerco di imparare a non lasciare le cicche in spiaggia, e se non son solo, cerco di mettermi sottovento per non far fumare chi è vicino a me. Ma altrettanto dico, se poi per disgrazia ti arriva una folata di fumo, per favore, non mi dare in escandescenze. Già solo venendo qui in spiaggia con l'auto hai emesso più fumo te nell'aria, di quanto io mai posso produrne in tutta la mia vita con le sigarette, e altrettanto cancerogeno. Per cui....tolleranza.
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01/01/2000 00:00
Ma il naturista di base è una persona semplice, che non ha bisogno di alte mete, e comunque non definirei una meta di tipo BASSO il rispettare gli altri e la natura. Oggi come oggi, dove tutto è arrivismo, emergere ad ogni costo, passando sopra la testa di chicchessia, facendo voti solo al dio quattrino, infischiandosene del mondo, del buco dell'ozono, del cambiamento del clima, del condizionatore ad ogni costo, delle continue alluvioni dovute sempre allo stesso motivo climatico, delle città immerse nell'immondizia prodotta da noi, del consumismo a prescindere........... Insomma cercare di perseguire un modello di vita, con tutti i propri difetti, teso al rispetto di uomo e natura, messo in pratica tutti i giorni e non solo smutandandosi in spiaggia, senza porre limiti e vincoli all'altro, di qualunque tipolgia sia, non mi pare una meta molto BASSA. Anzi. Che poi tutti non agiscano cosi, è come, per riprendere l'esempio di cui sopra, dire che non tutti i cristiani vanno in chiesa la domenica. Onguno ha il suo livello naturale di persegiure un modus vivendi, e non è detto che non si attiene a tutto non sia parimenti degno. Ovvio che chi arriva al massimo, per me, è degno di lode. Se vedi per esempio ciò che scrive sul modo di vivere e pensare ASSONATURA sul suo sito, (non li ricopio perchè devi leggere tutto il sito, e non posso certo copiarlo qui) per me quei livelli sono utopistici, ma comunque persequibili. PS, dici che altri non rispondono o non dicono la loro etc. Potrebbero non rispondere perchè ne sanno effettivamente poco, o magari perchè non ne sanno discutere o non si sanno esprimere, o magari perchè non ne vogliono discutere, o forse effettivamente c'è anche chi non la pensa nella stessa maniera. In effetti sarebbe bello sentire altre campane, oltre alle nostre. In fondo discutere anche di questi argomenti serve per crescere e per conoscere. Speriamo intervengano altri.........
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01/01/2000 00:00
Chi fondò il Naturismo in Europa scrisse queste cose a cui tutti si rifanno, con le varie chiose nazionali: " Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente. " XIV Congresso FNI, Agde, 1974 Tutto il resto son dissertazioni, modi di vedere le cose, regoline locali, decaloghi vari, a cui uno si può attenere o meno. come in tutte le cose. Non mi pare che almeno su questo ci sia da discutere. Su tutto il resto son convinto, come dico sempre, che se ci sono 1.000.000 di nudonaturisti, ci sono anche 1.000.000 di modi di vedere le cose.
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01/01/2000 00:00
Beh se non ho capito male te intendi politica non in senso partitico, ma come movimento d'idee. Se ciò è corretto, credo che non sia del tutto così, cioè il fatto di diventare naturisti non porta completamente la cosa ad essere vista in modo diverso dal solito. Dico questo perchè, come c'è gente che rifiuta tutto il mercato balneare come te l'intendi, e si rifugia volentieri in realtà molto nature, tipo spiaggette abbandonate o riserve naturali, ce ne sono altri, e che mi sembra siano la maggioranza, che non disdegnano realtà molto ben organizzate e strutturate, a partire dai campeggi, fino agli organizzatissimi posti croati, o a realtà turistiche e alberghiere come Cap D'adge, o Ille du Levant. Per cui direi da quel punto di vista ognuno ha le sue preferenze, che esulano dall'aspetto naturalistico del nudismo. Magari poi, al di là del contesto in cui se la vivono, comunque la vivono sempre con i canoni di base (rispetto dell'uomo e della natura), e credo che sia la cosa che più conta.
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01/01/2000 00:00
Vero Marte, vediamo di riprendere il discorso. Abbiam visto che lo stesso è nato sotto tante stelle, è giunto per tante vie, e forse, a suo tempo, era anche un modo di far politica, forse anche di partito, ma sicuramente aveva la caratteristica di esprimere libertà di essere. Come mi pare di aver già scritto, non mi sto a rileggere tutto, indipendentemente dalla strada percorsa finora, adesso abbiamo, secondo me, due grossi "tronconi": il naturismo puro e semplice, quello espresso molto bene nella famosa dichiarazione della INF, e tantissime forme di nudismo. Credo che per la maggior parte dei frequentatori la cosa più significativa e portante sia lo "smutandamento", sia per la naturalità della cosa, per come si sta bene quando si raggiunge quel livello, sia per l'accomunamento alla libertà di essere. Poi questi si dividono in molte sottocategorie, in alcuni posti convivono più o meno tranquillamente, in altri ci son più "divisioni" di intenti. Riassuno in due righe questo, non so se vuoi ampliare il discorso, se guardiamo la sola filosofia naturista, questa è viva, vegeta, ha alcuni cardini fondamentali identici per tutti, e per il resto si stà evolvendo, cosi come tutte le cose nuove. Per cui se è vero che c'è rispetto per il prossimo (finchè non ci pista i calli), per la natura, e il comune vivere nudi quanto più possibile e dove più possibile, è anche vero che molti si dan da fare per trovare sempre nuovi modi di raggiungere questi risultati, ampliando i tipi di scelte che forse sarebbe opportuno raggiungere, ma che per ora, non sono molto negli intenti di tutti. Un esempio per tutti, il fumo. Sappiamo benissimo che fa male, non ci sarebbe bisogno che i naturisti ci ricordino sta cosa, ma alcuni lo han voluto mettere tra le cose da perseguire, come facenti parte della "filosofia" naturista e del modo di essere naturisti. Che forse sia troppo il pretendere che chi si vuol fregiare del titolo di "naturista" non debba fumare è vero, ma è altrettanto vero che il non fumare sarebbe cosa giustissima verso se stessi, verso gli altri, e verso il rispetto del proprio corpo. Personalmente guardo a molte raccomandazioni, alcune cerco di seguirle, altre un po meno, diciamo secondo coscienza. Ma non credo di essere per questo da meno di tantissimi altri che ci riescono molto meglio di me. Diciamo un po più imperfetto, ma vivo uguale [:D][:D]
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01/01/2000 00:00
cpnewesperience ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Chi fondò il Naturismo in Europa scrisse queste cose a cui tutti si rifanno, con le varie chiose nazionali: Su tutto il resto son convinto, come dico sempre, che se ci sono 1.000.000 di nudonaturisti, ci sono anche 1.000.000 di modi di vedere le cose.
"Tuttti" chi, scusa? "tutti" coloro che condividono quella definizione di naturismo, non tutti coloro che si spogliano su una spiaggia, sul greto di un torrente o in una struttura privata. Questi sono decisamente di più di coloro che si sono letti statuti, proclami e comizi. Semplicemente, i più, un giorno hanno deciso di levarsi il costumino senza fasrsi troppe domande né porsi troppi problemi. Riprendendo l'esempio della religione mi vien da dier che ci sono molte persone che pur essendo atei o di altrwe religioni si comportano secondo i dettami del buon cristiano mentre tutti conosciamo persone che fanno ostentazione del loro Credo ma nella vita si comportano da fetenti. Lo stesso dicasi per il nudismo: si può essere persone corrette verso gli altri e la natura anche senza riconoscersi in alcune regola. Concordo con te, quindi, dove scrivi che ogni testa è un piccolo mondo. saluti A.
certamente tutti quelli che si definiscono naturisti, che si sono aggregati ad un gruppo di persone che praticano, vivono uno stile di vita che si chiama NATURISMO. Gli altri, forse me compreso, sono NUDISTI. Questo è lapalissiano. E intendiamoci che l'uno non vale meno dell'altro. Chi si unisce per perseguire una filosofia comune di vita (che sia politica, sociale, sessuale o quant'altro) si dà una definizione, che al di là ovviamente della messa in pratica del singolo (che ci si aspetterebbe sia conforme a quanto dice di essere), quella è. Tutti gli altri praticano aspetti magari congruenti, ma non appartengono allo stesso gruppo. Mi sembra alquanto ovvio che chi ama andare sulle spiaggie nudiste e spogliarsi sia di base nudista. Poi magari è nudista vegetariano, o nudista ecologista, o nudita vegetariano, o nudista sessuale, o..... Se a questo ci aggiunge il rispetto per la natura e gli altri, a prescindere da sesso, religione, razza, orientamento sessuale, aspetto o condizione fisica, allora può, se vuole appartenere al gruppo naturista. Ciò ovviamente non lo obbliga ad associarsi al resto dei naturisti, può vivere la sua vita per i cavolini suoi, ma ha anche la possibilità di associarsi agli altri (organizzativamente parlando), cosi come fanno tutti quelli che formano un gruppo, perseguono una filosofia di vita. Abbiamo ben capito che te non ami etichette di nessun tipo, inutile che lo ripeti a sfinimento, è chiaro. E sinceramente non ce ne può fregare di meno, ognuno è libero di appiccicarsi un'etichetta o rimanerne fuori, fa parte delle libertà individuali. Sei liberissimo di vivere il tuo nudo con la forma in cui più credi. E infatti il sito non è riservato ai NATURISTI, ma ai NUDISTI in toto. Poi spero permetterai che se parliamo di nudismo tutto ciò che dici è al 99% valido (permettimi che nessuno di noi abbia la palma della verità assoluta), se parliamo di naturismo lascerei a chi appartiene a questo gruppo di sviscerare i propri sentimenti e modus vivendi. Io per esempio, che pur avendo sentimenti naturisti, so che vado controccorrente in molti particolari che il gruppo si è dato, mi definisco più nudista, e non disquisisco sulle scelte del gruppo, ma semmai sull'opportunità o meno di esternare in certi modi, di qualunque cosa si parli, ma non vado a predicare nei siti naturisti il mio modo di vedere le cose, sarei controccorrente e sensa senso. O seguo le stesse regole di tutti in toto, o non ne faccio parte. Son io che accedo o frequento il gruppo semmai, che devo adeguarmi se voglio per me quella definizione e non obbligare gli altri a pensarla diversamente. Per fare degli esempi piccoli piccoli....... Loro non fumano, o perlomeno non dovrebbero, rispettando soprattutto il proprio corpo e gli altri. Tanto di cappello, vorrei anch'io smettere di fumare, ma non riuscendoci, mi limito a evitare di fumagli addosso quando son con loro. Loro in teoria dovrebbero perseguire il vegetarianesimo. io solo di verdure e di ortofrutta non ce la faccio a vivere, cerco di evitare gli eccessi, ma di carne ne mangio e ciò non mi disturba la coscienza, visto che il Padreeterno mi ha fatto onnivoro. E cosi via. Per cui secondo me i discorsi dovrebbero essere ben divisi fra filosofia naturista e filosofia nudista, congruenti nello stare nudi, ma con aspetti totalmente diversi.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Non vorrei andare in OT, ma un cattolico ha una sola regola "ama il prossimo tuo come te stesso", per mettere in paratica ciò, son venuti fuori i dieci comandamenti.
Azz, Max, se ti legge il tuo parroco (sei fortunato a moderare un forum naturista) ti mette al posto del Redentore (in croce sopra l'altare, ma potrebbe andare bene anche la sala mensa). "ama il prossimo tuo come te stesso" è il comandamento dato dal Cristo a chi gli chiedeva come ottenere la vita eterna; i dieci comandamenti sono stati dati sul monte Sinai direttamente da Dio a Mosè (che è nato (e morto) molto prima di Gesù). Al limite, è il comandamento del Nazareno che condensa quelli delle tavole della legge.
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01/01/2000 00:00
marte_venere ha scritto:
Secondo voi è vero cioè che il rispetto della natura, le scelte di una vita più sana in armonia con quello che ci circonda, diventano direttamente anche una scelta politica?
Secondo me no. C'è però, sempre a mio parere, correlazione: le persone sono dotate di una 'struttura interiore' che viene utilizzata per dare un significato (personale, soggettivo) ai fatti del mondo circostante (esteriori, oggettivi). Le decisioni degli individui vengono compiute in accordo con questa struttura e sono con essa coerenti (anche se possono a volte sembrare in contraddizione tra loro) e danno origine a scelte politiche, ambientali, sociali ecc. che possono magari sembrare conseguenza alcune di altre, ma che invece sono tutte originate da un unico 'disegno psichico' personale (personalissimo, anzi unico, direi).
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