Conservo nel cuore da tutta una vita questo ricordo per me molto prezioso e sono felice ora, in questa occasione, di poterlo condividere con altri, oltre ai membri della famiglia.
Ogni anno all’arrivo della stagione invernale e all’avvicinarsi del Natale mi riaffiora nella mente il ricordo particolare di quell’inverno così freddo e rigido. Vivevo con i miei genitori in una grande casa in provincia di Pavia, una grande stufa a legna riscaldava la grande cucina, dove tutti attorno ad essa per riscaldarci.
A quei tempi così duri, si parlava in quella sera di vigilia come sarebbe stato il Natale per noi quell’anno e di come poter dare un barlume di felicità a quella ricorrenza tanto cara nel cuore di tutti. Purtroppo la povertà di quei tempi ci avrebbe offerto solo una minestra di cavolo e patate, ma che importava, infondo la nostra famiglia era unita nonostante le problematiche di quegli anni.
Ricordo che ci infilammo sotto le coperte per tenerci caldi, mentre nella stufa i ceppi scoppiettavano e un bel colore rosso usciva da essa e illuminava la stanza rendendola accogliente.
In quella notte di Natale mi addormentai al calduccio tra le braccia dei miei genitori che nonostante tutto avevano ancora la voglia di raccontarmi una fiaba.
Quando mi svegliai al mattino,la stufa era già accesa e mio padre ,guardando fuori dalla finestra,borbottava per la spessa coltre di neve che era caduta durante la notte.
Meno male che non dovevano andare al lavoro altrimenti con le biciclette, unico mezzo posseduto che permetteva il tragitto giornaliero, sarebbe stato un vero guaio.
Papà provò allora ad uscire per fare un po’ di “calata” davanti alla porta di casa, ma questa sembrava bloccata dalla neve ed era stranamente pesante. Dopo un po’ di tentativi la porta si aprì e quello che vedemmo ci stupì enormemente. Appeso alla maniglia della porta c’era un bel coniglio bianco e un biglietto di auguri da parte dello zio Mario e della sua famiglia.
In quella notte fredda e nevosa lo zio si era avventurato con il suo carro da Castello d'Agogna per farci la sorpresa di lasciare per noi quel magnifico dono.
Quel Natale,fu una vera festa per il cuore e per la……..pancia ed io ricordo ancora il calore che teneva quello splendido cappottino di pelo bianco e morbido che mi confezionarono quell’inverno e la felicità di quei natali poveri ma pieni d’amore.