Natale, la putt... delle feste.. Si avvicina... Eccola, la festa putt..., addobbata come una baldracca, scintillante e piena d’oro e diamanti. Batte sui marciapiedi ammiccando i passanti, invitandoli all’abbandono. Cedere è il verbo. Natale, maitresse di quart’ordine, in una casa chiusa enorme come il mondo. Luci, come tette generose dal decoltè, e doni, come fianchi larghi pronti ad accogliere i desideri. Vendere è il verbo. Natale come una corsa d’auto clandestina. Motori truccati, velocità elevata senza cinture di sicurezze a riparare dagli urti le anime tristi. Eccedere è il verbo. Si sono comprati il Natale, trenta euro come una notte di sesso, tra cibi ad imbandire tavole e ventri mercenari. Si sono venduti il Natale, per due lire ed un soldo, impacchettandolo con nastri dorati e stelle filanti. Eccolo il Natale. Con la sua pancia pagana ed il suo carro di renne e di doni. Barba e neve posticcia a truccare la notte ed il giorno. Buon Natale. Sereno e di pace, scintillante come la stella cometa, d’amici e d’affetti, non d’oro e gioielli. Buon Natale, con la luce negli occhi e non per le strade, con la luce dal cuore e non dall’interruttore. Buon Natale che sia di speranza, per mantenere e costruire nel bene, e non con la forza. Buon Natale. A tutti quelli che in questo anno e negli altri, hanno toccato il mio cuore, seppure facendogli male. A tutti quelli che rivedrò, forse, e a quelli che avrò dimenticato domani. A tutti quelli ai quali vorrei il destino regalasse di più, anche più di quanto vorrei avere per me. A tutti quelli che non avrò modo di salutare nel corso degli anni a venire, a tutti quelli che invece incontrerò anche se ancora non sono nella mia vita. Auguri a tutti, senza religione né simbolismo. Senza per questo sembrare più buona, perché non lo sono. Auguri Auguri Auguri.