|
naponudista ha scritto:
natour io nn direi che in Italia manchino i controlli, anzi ci sono parametri molto più restrittivi del resto d'Europa per esempio sulle caratteristiche organolettiche delle acque minerali, |
lasciando perdere la questione della acque minerali, specie quelle conservate in bottiglie di PET che poi vengono stoccate magari al sole, magari tenute vicino a fonti di calore in negozio, magari tenute lì per N mesi, proprio sul tema dei controlli nei cibi, che se è pur vero che in Italia sono fatti più che da altre parti nel mondo ti ricordo che noi abbiamo la seconda posizione al mondo dopo il Giappone per uso di pesticidi,ero stato tempo fa ad un corso dell'Istituto Superiore di Sanità a Roma con tema proprio la salute del bambino e della donna in gravidanza e relazione con il cibo. La conclusione era stata che, essendo i cibi sostanzialmente "inquinati" da xenobiotici, bisognava differenziare il più possibile la dieta per non assumere tossici sempre dello stesso tipo. Magra consolazione. Il problema io lo vedo così; è vero si fanno i controlli, ma di cosa? Sostanzialmente dei cosiddetti limiti di legge delle diverse sostanze estranee contenute nei cibi (o nell'aria, etc), ma i limiti di legge valgono come condizione necessaria alla commercializzazione ma non sufficiente a tenere gli animi rassicurati su ciò che si mangia. Primo fra tutti l'alimento più sacro in assoluto, il latte materno. Da recentissime rilevazioni fatte in mamme che vivono nei pressi di inceneritori contengono quantità di diossine che se fossero contenute in latte vaccino, quel latte non potrebbe essere commercializzato. Un'ultima osservazione: i controlli sui superamenti dei limiti di legge ad esempio sulla qualità dell'aria e relativi sforamenti delle PM10 si fanno regolarmente. Regolarmente i limiti sono superati, e che succede? Nulla, nessuno paga per questo, pur essendo un'infrazione di una legge, in questo caso comunitaria. [V]
Alegher, ragass...