Ciao a tutti.
Sono fresco fresco di iscrizione, questo è il primo post dopo quello di presentazione...
Devo dire che quasi mi sono iscritto per poter esprimere un pensiero sul "trekking naturista".
Lo pratico da sempre, in cifre più di trent'anni, ovunque io sia stato: Appennini, Alpi, Pirenei.
Ho sempre cercato di farlo in modo non plateale.
Ciò significa che non sono mai partito nudo dal parcheggio, ovvero che non sono mai andato a percorrere nudo il sentiero del Rifugio Elena in Val Ferret (ca. 500 persone/giorno..).
Come ovvio, mi capita però di frequente di incrociare altri camminatori.
Qualcuno sopra ha detto come sia facile rendersi conto da distante di chi si sta per vedere: verissimo.
Se sto per incontrare un nutrito gruppo di escursionisti, no problem, impiego circa 3 secondi per indossare qualcosa.
Se al contrario di tratta di una/due/poche persone, proseguo tranquillamente per la mia strada.
Bene: in tutti questi anni non ho MAI incontrato qualcuno che abbia avuto reazioni scandalizzate e/o indignate e/o offese.
Anzi, non più tardi dell'ultima domenica sulle Alpi Apuane una signora di una certa età (ora che ci penso, più o meno la mia....[:I]..) dopo un primo momento di sincero stupore si è lasciata scappare un "beato lei" e poi mi ha chiesto alcune indicazioni sul percorso.
Che cosa ho imparato da tutti questi anni?
Ho imparato che il sentimento di disagio e di fastidio che possiamo trovare negli altri è principalmente un riflesso di quello che trasmettiamo noi stessi.
Nel momento in cui esponiamo il nostro corpo con il retropensiero di fare una cosa sbagliata, sporca, immorale, etc etc, automaticamente autorizziamo gli altri a leggerci come colpevoli di qualcosa.
Se al contrario ci comportiamo con naturalezza e serenità, facendo trasparire la gioia e il piacere di vivere il nostro corpo e di sentirlo respirare in ogni sua parte, chi ci incontra non potrà che percepirlo e, probabilmente, invidiarci.
Augh!! Ho detto...
(Non sono sempre così palloso....[:D][:p])
Ho imparato che