Proposta di legge Zamparutti

lorenzo m 02/09/2026 21:37 3.750 Visite
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lorenzo m
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01/01/2000 00:00
Io credo che non ci sia proprio niente da inventare: l'arretratezza dell'Italia ci consente di avere esempi di altri paesi che hanno da tempo risolto i problemi che molti hanno posto. I paesi più aperti al naturismo o non hanno leggi specifiche, come la Francia, o ne hanno una estremamente generica come la Spagna, che consente di stare nudi ovunque non sia vietato. In questi due paesi ci sono centinaia di migliaia di naturisti che prendono ogni giorno ( tempo permettendo) il sole nudi in centinaia di siti. Anche in Italia, dal 2000, è possibile farlo nei fatti, considerato il gran numero di assoluzioni, ed anche la presenza di spiagge dedicate dai comuni al naturismo.
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01/01/2000 00:00
Son daccordo Fenice sopratutto affermando che negli ultimi anni le cose hanno un spiraglio positivo per il futuro.Ciao[:D]
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lorenzo m
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01/01/2000 00:00
Ho seguito un po', attraverso amici stranieri, l'evoluzione del naturismo in Spagna e Francia, che sono Paesi cattolici e mediterranei. Lì il diritto la naturismo è stato conquistato dalla gente che si è spogliata sulle spiagge e , dopo qualche anno, ha finito per rendere accettabile il nudo. C'è un film famoso di Luis de Funes sui nudisti alla spiaggia della Pampelonne in Costa Azzurra In Spagna le spiagge attualmente più frequentate sono state conquistate invadendole. In Francia non esiste ( o non esisteva fino a qualche anno fa', ora non so) una legge specifica, in Spagna la legge ha preso atto di una situazione esistente. Quanto ai nordici, credo che la loro incredibile ( per noi) confidenza con la nudità, nasca dalla vecchia cultura pagana che il cattolicesimo non è mai riuscita a sradicare completamente, tanto che poi lo stesso rigido cattolicesimo ha ceduto il passo ad un più variegato mondo protestante, in cui sostanzialmente non c'è qualcuno ( come il papa) che decide per tutti che cosa è bene e cosa è male. Quanto al numero degli italiani che in qualche occasione hanno preso il sole nudi in pubblico, credo che siano milioni. Solo che da noi vige il principio di non fare quello che si dice, e non dire quello che si fa.
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01/01/2000 00:00
Ho appena letto l'articolo ma mi sembra che ci sia spazio anche per aree pubblice,premetto che non sono esperto in diritto.Sulla presentazione leggo:"Onorevoli colleghi...E' prevista altresì l'individuazione di aree pubbliche da destinare,previa delimitazione tabellare,alla pratica del naturismo...."e altro per ciò che leggo.Non è perfetto,ma almeno è un inizio o sbaglio?Ripeto non sono esperto in diritto e definizioni giuridiche.[:D]
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lorenzo m
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01/01/2000 00:00
Chiarisco per chi, legittimamente, non conosce la situazione vigente:ad oggi in Italia non esiste una legge che vieta di stare nudi in un luogo pubblico, ovviamente senza comportamenti di tipo esplicitamente sessuale. A questo proposito molte sentenze , anche di Cassazione, hanno chiarito che, purché questo avvenga in luoghi abitualmente frequentati da naturisti, e alcuni comuni hanno tranquillamente e senza problemi dedicato tratti demaniali e quindi pubblici di spiaggia alla pratica naturista. Se uscisse una simile legge sarebbe inserito per la prima volta un vero e proprio divieto a spogliarsi fuori dalle aree dedicate ufficialmente al naturismo,e questo costringerebbe i giudici che hanno assolto naturisti denunciati ad esempio al Guvano o all'Alberese, questa volta a condannarli, perchè non potrebbero certo violare una legge così esplicita. Insomma il 99% delle spiagge naturiste oggi esistenti, compreso il tratto davanti al campeggio Pizzo greco, diventerebbero automaticamente illegali. Chiaro?
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01/01/2000 00:00
Sul mio intervento da profano ,sempre se interpreto giustamente,nella legge sarebbero previste aree anche pubbliche per la pratica del naturismo,anche spiagge leggo io.In Francia come ho visto ci sono spiagge pubbliche che arrecano cartelli specificando che in quell'area si pratica naturismo,spiagge sempre aperte anche ai tessili ovviamente.Io mi son trovato bene anche perchè vi erano un minimo di attrezzature,doccia e bagni per tutti ovviamente.E' questo che volgliamo?Credo che non sia male come soluzione e credo che appositi cartelli siano necessari per chi il naturismo non lo pratica se non addirittura lo osteggia.Se vogliamo la libertà in tutte le spiagge senza cartelli,qui bisogna fare cultura nel senso che la gente apprezzi il naturismo e vedere persone nude sia "normale"almeno accettabile dalla coscienza collettiva.Cosa che oggi in Italia non c'è.Il cammino è lungo,ma non basta una legge che indichi che lo spogliarsi non è reato,bisogna costruire una cultura diversa e penso che noi dovremmo essere in prima fila,farci vedere in tutti gli ambiti sociali oltre che assieme preticare la nudità collettiva in spiaggia...Spero di non ever detto castronerie.ciao[:D]
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01/01/2000 00:00
Ti do ragione fenice,ma quello che mi sta nel gozzo è l'assoluta individualistica pratica della nudità.Si parla di 500.000 persone che lo praticano tra campeggi e spiagge e solo pochi sparuti,cioè noi ed associazioni,che lo rendono visibile come fenomeno collettivo.Tra l'altro poca circolazione tra associazioni,forum e la stragrande maggioranza di nudisti che praticano.Ognuno di questi ambiti con la pretesa di essere gli unici rappresentanti di questo mondo di nudi.E se cominciassimo a pensare più ad un movimento,cultura che estrae il nudismo dall'individualismo al colletivismo,cultura come formazione in senso alto del termine. Non so,ma mi sembra che non ci accorgiamo che c'è una massa di nudisti,tesserati,non tesserati e coloro che vivono in maniera solo personale la cosa.Mi faccio spesso la domanda:c'è una forza che è quasi tutta addormentata e non troviamo il modo di svegliarla per avere un diritto sacrosanto. Ciao [:D]
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lorenzo m
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01/01/2000 00:00
Purtroppo, o piuttosto fortunatamente, non è possibile privatizzare le spiagge che sono e devono rimanere demaniali ( per ragioni militari pensate un po'!!!). Il lavoro secondo me da fare è quello di Daniele , ossia con costanza battersi per ottenere nuove spiagge da dedicare al naturismo, e magari campeggi negli immediati dintorni che dedichino spazi al naturismo. Se poi frequentate forum sul turismo o argomenti analoghi, lanciate messaggi sul naturismo, magari partendo da esperienze all'estero, questo per allargare la platea di potenziali naturisti anche in Italia
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01/01/2000 00:00
Novello ha scritto:
Accidenti, mi ero inserito in una discussione fra legulei!!!! Mi tolgo il cappello davanti a tanta scienza. A parte gli scherzi, questo dimostra sempre di più che comunque manca una normativa in merito. MA questo è già stato detto forse fin troppe volte.
nessuna avvocatura, ma son anni che corriamo dietro alle mille proposte di legge, che stiamo a contatto con chi va in causa, per cui a forza di cose, qualcosa impari. Ma ragazzi, è bene che ognuno dica la sua. Chi dico io ci legge, magari possiamo anche scrivergli, per fargli sapere cosa ne pensiamo, prima che succeda il casino totale.
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01/01/2000 00:00
No non c'è nessuna legge in merito al topless: la questione del topless è stata affrontata la prima volta nel'82 dalla suprema corte, con tre sentenze contradditorie. Di fatto ha definitivamente concluso la vicenda con la sentenza dalla III sezione penale Corte di Cassazione che, con sentenza numero 3557 del 2000, ha sancito la liceità del topless in spiaggia, in quanto «ormai da vari lustri è comunemente accettato ed entrato nel costume sociale». (leggi allegato). Le tre, se non sbaglio numero, denuce di quest'anno son finite in non luogo a procedere perchè il reato non sussite (due a Roma e una a Cervia, sempre se non ricordo male). Ricordiamoci che le denunce possono scattare a prescindere di leggi o non leggi (meno di un mese fa sono stato chiamato a rispondere per il 590 cp., ma hanno sbagliato persona, e sto attendendo per denuncia di diffamazione). Insomma, legge o non legge possiamo sempre avere qualcuno a cui rode il didietro, e il fatto di finire in tribunale può essere normale anche se innocenti in partenza. Per la località, ricordiamoci che anche a Barcellona si può stare tranquillamente nudi. A suo tempo abbiamo postato fior di filmati in merito. E li non si paga ingresso, solo che essere in pochi è disarmante. Altrettanto succede a Berlino e a Monaco, dove nei parchi pubblici in estate è uopo spogliarsi durante la pausa pranzo, senza alcun problema. Ancor meno in qualunque posto fluviale etc germanico. In olanda poi, se è vero che tutto è definito, lo stare nudi non è cosi assurdo, se non per il freddo. Nelle spiagge non riservate addirittura, fa legge chi arriva per primo. Se per primo arriva il nudista, sono i tessili che arrivano dopo che, o stanno tranquilli, o si spostano (loro però non il nudista). @jarod. Si concordo, quasi impossibile dire qual'è il posto "abituale". Certo se è un luogo in cui si va per la prima volta..... se parli di spiagge in cui da anni si legge o scrive in giro, sicuramente si trova pezza d'appoggio. Ma il tutto è lasciato al giudice, non avendo parametri scritti. E poi, è ovvio che all'inizio ognuna sia "illecita", solo dopo anni può diventare "abituale". @crazy. ora si, il ragionamento è più completo. Se questi son i pensieri, concordo. Di tutto un po. @tutti. Occhio. Una qualsiasi struttura non può riservarsi al nudismo, se non affiliata a qualcuno, e con ingresso riservato. Per questo i posti dove si sta nudi, dove è possibile stare nudi, sono legati all'essere associati a qualcuno, che sia FENAIT, ARCIGAY, o FEDERSEX o altri. Le associazioni possono essere anche di tipo privato, cioè il campeggio x può fare un'auto associazione propria, e far entrare solio i suoi clienti, ma che devono essere schedati partendo da registrazione di carta d'identità. In questi luoghi è possibile ispezione di polizia, e se trova non tesserati, può far chiudere il posto. Per questo e non per altri motivi che a ognuno di noi chiedono tessera associativa per entrare nei campeggi. Sai che gli freaga ad un operatore chi sia ad entrare se non ci fossero vincoli legali? Per questo che in altri stati, dove invece lo star nudi è cosa normale, non chiedono tessere. Non è questione di perbenismo, ma di leggi. (PS, tanto per esser chiari, ciò vale sia per i posti dove si sta nudi, come per quelli dove si tromba, tipo privèè o scannatoi vari. Insomma, traducendo, hanno associato lo stare nudi all'essere....sessualmente liberi.) Allegato: Immagine utente 3557 2000.pdf
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01/01/2000 00:00
Veramente la verità sta nel mezzo. Se da una parte la Zamparutti dice di trovare spazi (NRD pure spiagge) da dedicare, la Porretti diceva di farlo in "aree consentite", altre "solo in strutture dedicate" (NDR chissà perchè i suggeritori erano anche titolari non solo di cariche associative, ma anche titolari di campeggi), l'unica che ritengo ancora valida era quella di Grillini (depenalizzazione del nudismo con abolizione del 726). http://www.unilazio.it/pages/leggi.asp Di base però tutte: 1) sollecitano la creazione di strutture 2) delimitano aree "non visibili all'esterno" Di fatto chiudono del tutto il nudismo. Oggi ci conquistiamo piccoli pezzi, poco visibili si, ma non scavati ne sottoterra, ne in cima ai monti. Ci limitiamo molto spesso, alla reciproca convivenza coi tessili. Per me va bene sollecitare la creazione di strutture, bene che riservino spazi, ma meglio se tolgono il nudo semplice non provocatorio o mirato al sesso dal 726, senza tanti altri maneggi. L'esempio che se troppo si legifera, alla fine si prende la zappa nei piedi, è dato dalla legge dell'emilia romagna. Nessun altra struttura è stata creata, nessuna spiaggia è stata data (a parte Lido di Volano per un anno), e l'unica spiaggia nudista da mezzo secolo (lido di dante) seppur nessuno ci ha ancora cacciato via, è sempre sotto tiro dei benpensanti. E se anche non ottengono effetti, di sicuro rompono i maroni ogni estate a sfinimento, e con la collaborazione dei maialotti nostrani, alla fine ci fregheranno del tutto.
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01/01/2000 00:00
il nostro forum è stravisitatissimo, e non solo dai nudisti, ma anche da chi s'informa su di noi. Alias anche politici. ne abbiamo avuto dimostrazione più volte. Per questo dico: esprimiamo i nostri pensieri. Anche se non ci contattano personalmente, ci leggono e cosi li vedranno. Salvo poi ci decidiamo per cose tipo il manifesto proposto, e lo portiamo alla loro attenzione; o gli scriviamo addirittura. In fondo, per comodo o per affari, o perchè ci credono pure loro, in qualche modo stan cercando di aiutarci. Se gli diamo delle dritte, magari ci aiutano anche nel giusto modo. Me so spiegato meglio ora? [:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
@abx. tutto giusto ciò che dici, voglio solo spiegare ulteriormente. In passato abbiamo avuto "proclami" di sindaci, che han preso dati dal nostro forum, unico punto nazionale dove erano stati scritti, per cui ben identificabili. Abbiamo avuto articoli di giornale con dati naturistici, sempre presi dal nostro sito (e siamo anche stati nominati, indi più che indentificati). La tv svizzera ha fatto reportage prendendo spunti dal nostro sito, e nemmeno c'era scritto più di tanto su di loro. Chi gestisce la cosa pubblica, spesso, per fortuna, prima si informa su ciò che va a fare. E lo fa, tramite collaboratori, anche sui siti specifici come il nostro. E ciò è fatto da giornalisti, politici e associazioni, oltre alla miriade di curiosi a vari livelli. Non riporto tutte le riprove di ciò, ma per fortuna succede. Che poi, dopo, succeda A o succeda B o la cosa viene caldeggiata od osteggiata, tutto vero ciò che dici. Ma rimane il fatto che più si sta zitti, peggio è. Al massimo, non ci sente nessuno pari pari ad ora (quasi!!!). @crazy Immagino, credo che questo sia molto più difficile. La privatezza del demanio pubblico è un cardine imprescindibile, per la legislazione italiana, anzi, diventa ogni giorno più ostativa, e ti dirò che non mi dispiace. Perchè? Semplice. Perchè oggi si liberalizza per un campeggio nudista? Bene, domani perchè non per uno tessile, o per un megavillaggio? O per il mega residence? E ne vediamo moltissimi di esempi di strutture residenziali alberghiere sotto inchiesta e sotto demolizione continua. Vero che abbiamo 8.000 km di coste, ma ognuno il suo pezzetto dove andiamo a finire? Una cosa è un possibilità di fruirne, e un'altra è darne possesso. Ma quant'anche fosse: una domanda (non una polemica sia chiaro, solo una riflessione): ma perchè per mettersi nudi dovremmo, alla fine, essere costretti a campeggiare e/o pagare qualcuno per forza? Se avessimo una spiaggia libera non sarebbe meglio? Accetterei quasi volentieri uno stabilimento balneare, nel senso di bagnino, lettini, ombrelloni, bar, e li ovviamente pagare i servizi. Accetterei di pagare un servizio di vigilanza, magari la presenza di un chioschetto per le necessità più impellenti ma..... Ma vogliamo mettere il silenzio, la tranquillità di una spiaggia nature? Non che mi dispiaccia se qualcuna sia anche organizzata, ma non forzatamente solo tale. Pensa ritrovarsi nudi in spiagge tipo RIMINI o simili. Sarebbe solo uno stare senza mutande, ma il contatto col la natura, il sole, il vento, tutte quelle libertà semplici che ogni giorno scriviamo qui, nei nostri profili, nei nostri intenti? Anche perchè, il mercato economico lo si ha lo stesso solo per la presenza di nudisti in spiaggia. Gli operatori intelligenti possono fornire, a margine: pizzerie, ristoranti, alloggi, panini e bibite per il giorno, teli mare (non costumi ehehe), giornali e cosi via dicendo. Io ho l'esempio di Lido di Dante. Li c'è una guerra infinita da parte di un solo consigliere e l'appoggio a metà di un assessore. L'anno scorso avevano anche l'appoggio anche del consiglio cittadino e circoscrizione del mare. E allora noi siamo passati bottega per bottega, salutando i commercianti, e dicendo loro: "peccato che il prossimo anno non ci saremo, perchè voi ci cacciate. Sperimo che le zanzare vengano a fare spesa". Già una prima loro mossa da subito, un volantino di appoggio. L'inverno per pensarci e quest'anno interviste a non finire sui giornali e in tv, cartelli su tutti gli esercizi, in cui dichiarano che sono dalla nostra parte e che il comune deve darci il nostro spazio. Perchè? Perchè con poche parole, gli abbiamo fatto capire che in una spiaggia di riserva naturale affatto appetibile dai tessili, dove non può esserci stabilimento balneare, dove non puoi nemmeno scansare i pali di legno, dove sopravvivono solo le zanzare, in un paese rifutato dai tessili (valutati solo in 2/3000 a stagione, contro i 3000 giornalieri dei nudisti), in un posto dove esistono solo 3 ristoranti e 1 alimentari, senza discoteche o altro, non sarebbe mai arrivato il turismo tessile di massa. Anche questo è uno stimolo socioeconomico molto toccante: o nudisti o morte del paese. E sai in quanti posti potrebbe essere la stessa cosa?
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01/01/2000 00:00
una piccola nota per chiarire le idee. Fare un campeggio nudista, che sia al mare o in montagna, E' una bella idea..... ma i soldi chi li mette? Fare un campeggio costa e molto. Mimimalista non serve a nulla, perchè poi i bravi nudisti nostrani dicono che quelli esteri son meglio. Massimalista non serve a nulla, perchè poi i bravi nudisti nostrani dicono che quelli esteri son meno cari. Probabilista idem. Che significa? Che un campeggio, senza spiaggia, fiume/lago affincato nudista, a meno che non sia di almeno 100.000 mq, con tanto di tutti i servizi interni, nessuno ci va. Abbiamo in italia 11 strutture autorizzate aderenti fenait(le betulle, il costalunga, leuchtenburg, ca le scope, classe, terranera, le peonie, naturist sporting club, pizzo greco, lo scoglio, senza frontiere), più Conait (villaggio del sole), e arriva notizia di altri hotel, agriturismi, ministrutture dove con una scusa o l'altra si può star nudi. Tutte, TUTTE, soffrono di mancanza di clienti, e son molto propensi a chiudere bottega. La domanda è scontata. Perchè chiederne altri? Chi mai investirà milioni di euro per qualcosa che poi nessuno frequenta? E' lo stesso problema di saune e centri benessere. Tutti ne chiedono di nudiste, ma poi, all'atto pratico, << costa troppo, troppo lontano, poche ore, tutti vestiti>> insomma una marea di scuse per non freuqentare. Vedo anche il topic sul Gardacqua, che sta raccogliendo critiche sui tessili. Il dato di fatto è che nesusno investe, perchè per primi sono gli italiani a non frequentare. E non si può sperare solo in olandesi e tedeschi. RIFLESSIONE Se solo solo cominciassimo a frequentare quelli che già esistono, poi gli investitori si fanno avanti da soli, senza nessun sollecito. Ma finchè tutti chiedono, ma poi di fatto fuggono in Croazia, spagna, canarie, perchè son meglio, perchè c'è più gioventù, fors'anche meno maialotti, (e dicono dove si tromba di più NDR), non è possible cercare altri investitori in questo campo. E queste cose ve le dice uno che son due anni che sta in trattativa per prendere in gestione uno di questi posti, ma inutile, i conti non tornano. Chi li mantiene ancora aperti, lo fa soprattutto perchè bilancia parte delle perdite con il restante campeggio, e con la speranza di aumentare la frequenza, ma investirci di sana pianta, è dura. Gli unici italiani che si vedono, tolti pochi stagionali affezionati, si riducono a poche persone a luglio/agosto. e solamente dal sabato alla domenica, come intermezzo in attesa delle ferie vere. Pensate forse che questi posti si possano mantenere con gli olandesi (che non spendono un centesimo in più del prezzo piazzola? Pensate che si portano anche farina e macchina per farsi il pane in roulotte), con i tedeschi (che si scolano qualche birra extra, ma poi sono a dieta perenne e non utilizzano nessun servizio a pagamento), o con i fine settinama di pochi italiani? Se non ci sono i numeri, non ci sono i posti. Non si può sperare in un aumento dei posti, se non aumentano i numeri. I numeri non li fa aumentare una legge, ma la creazione delle strutture. Ma le strutture resteranno, e aumenteranno, solo se gli italiani cominceranno a rimanere in italia. E faranno vedere che siamo tanti. E se siamo tanti noi che siamo timidi e falsomoralistiperbenisti, figurati quanti esteri stanno nudi, e l'italia piace per il mare, per gli 8000 km di coste, per come si mangia (ma non per come si sta nudi). Se i sindaci vedranno sempre più gente che fa nudismo, alla fine son costretti a dare spiagge. Se gli investitori vedranno spiagge autorizzate e piene, alla fine faranno campeggi. Inutile sperare nel contrario.
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01/01/2000 00:00
vero quanto ha scritto lorenzo. A differenza di ciò che scrivono in altri forum, ha messo il cosiddetto "dito sulla piaga". Il seno nudo o topless, non ha mai avuto una legge specifica, ma solo una sentenza della cassazione che diceva che ad oggi, un seno nudo non si poteva più ritenere indecente. E questa sentenza data ben 40 anni ad oggi. Per il nudismo, fatto in luoghi normalmente a frequentazione nudista (e per questo che noi sosteniamo sempre il "facciamolo assime, non state isolati, mai"), ci sono ben 3 sentenze della cassazione. A tutt'oggi gli unici multati o condannati, lo sono stati solo perchè o hanno violato specifici divieti, o perchè stavano facendo sesso. Tanto è vero, che i milit chiamati ad intervenire, spesso, molto spesso, lo fanno solo perchè chiamati. Non volendo cadere in richiamo per mancanza d'intervento, però ci fanno un regalo: non denunciano mai per il 726, ma per il 527. E dato che di fatto il nudista colto, non stava facendo cose oscene, questi viene sempre assolto. Ed è cosi vero, che per vietare il nudismo, i sindaci (vedi Vizzola) non possono semplicemente mandare militi a controllare, ma devono emettere specifica ordinanza di divieto. Se una cosa fosse già vietata, a che prò ribadirlo? basterebbe applicare. Quello che invece imbarazza noi, anche se capibile, perchè alla fine davanti al giudice ci si va di persona, è la paura di farsi beccare. Ma se ci beccano, noi forti di queste sentenze, possiamo sempre uscirne puliti. Come fare per non dover andare noi di fronte al giudice? Semplice. Associarsi alle associaizoni naturiste, frequentare luoghi naturisti e non la prima spiaggia che ci viene in mente, e in caso malauguratamente fortuito, è l'avvocato dell'associazione che ci difenderebbe, e con una massa tale di sentenze a favore, quante noi non potremmo mai trovarne.
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