Proposta di legge Zamparutti

lorenzo m 02/09/2026 21:37 3.749 Visite
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01/01/2000 00:00
si ma di fatto dove non vogliono i comuni mettono il divieto...
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01/01/2000 00:00
Scusate l'ignoranza... ma perchè negli altri paesi (tipo croazia) i campeggi possono avere le loro spiaggie e qui no... ritengo che sarebbe più utile al nudismo/naturismo far cambiare la legge o ciò che impone il demanio prima di tant altre azioni che purtroppo per quanto valide e eccellenti, non portano a grandi risultati nella cultura nudista/naturista in quanto rimangono lontane dall'attirare le masse di turismo interno ed estero. mi spiego se le migliaia di tedeschi, nordici, francesi ed altro venissero a praticare il turismo nudista da noi invece che in croazia, anche la cultura del posto si deve adeguare, avremmo le persone che vanno a lavorare sulle coste dall'interno che ben presto sarebbero in grado di accettare il nudo sulle spiaggie "private" e poi anche su quelle pubbliche senza andare a denunciare in procura una in topless... questo era il mio pensiero... e spero che qualcosa si possa fare in merito... non una raccolta firme per abrogare una legge, farsi portavoci di una modifica legislativa in tal senso... portando anche a giustificazione gli aspetti economici della cosa, che spesso sembrano far muovere i nostri politici più di altri interessi...
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01/01/2000 00:00
sono d'accordo e sarebbe bello come in altri paesi che ci fosse tolleranza reciproca fra tessili e nudisti, come avviene in molte spiaggie libere di croazia ed altri paesi, ma purtroppo (e questa è una mia convinzione non una certezza e me ne auguro) in italia non sarà mai possibile questa convivenza. il guardone, il perbenista o altro di turno ci sarà sempre pronto a criticare, giudicare fare sentenze (o peggio approffittarsene) sulla nudità altrui (lo fanno anche fra tessili pensiamo ad una ragazza che esce dalla piscina con un costume bianco "trasparente" i commenti che si sentono in bene e male, figuriamoci se fosse nuda... e idem per un uomo). quindi io preferisco di gran lunga una struttura (ed intendo non solo villaggi o alberghi, ma va benissimo anche solo una spiaggia attrezzata) ma separata solo per naturisti/nudisti) autorizzata e "protetta"/vigilata dal privato/pubblico/associazioni con ingresso per dire selezionato, dove viene garantito che ci posso restare in massima tranquillità con tutta la mia famiglia. altrimenti saremo cmq costretti a stare rintanati in piccole isole per lo più nascoste ed irraggiungibili alla massa. credo poi che se fosse intenzione di qualcuno rimanere nudo dalla mattina alla sera, andare al lavoro nudo, fare la spesa nudo, ecc. sarebbe auspicabile la creazione di un paase (stile cap d'adge ma anche altri di cui ho sentito o visto servizi) dove uno può trasferirsi (ed acquistare casa) e vivere con il suo stile di vita. il pensare che si possa girare nudi per le strade assieme a tutto il resto della società sarebbe bello (per chi ha questa aspirazione a stare a contatto con la natura) ma temo sia solo utopistico. ciao
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01/01/2000 00:00
concordo con lorenzo sugli italiani, basti pensare a quanti di noi del forum non hanno ancora confidato in famiglia, a genitori, ad amici o a datori/colleghi di lavoro il fatto di frequentare spiaggie nudiste/naturiste all'estero. poi riprendo il discorso che aveto lanciato, in italia secondo me, l'unico modo per poter lanciare o far in parte decollare la pratica nudista/naturista o di prendere il sole nudi in piena armonia con i "tessili", prima si devono avere strutture turistiche che attraggano gli stranieri con la loro mentalità aperta ai quali possiamo unirci e farci forza per far accettare questa normalità. per questo credo che prima di tutto ci si debba battere per far liberalizzare le spiaggie, magari anche privatizzandole e trasformarle in strutture private/statali per nudisti/naturisti controllate e rispettate da tutti. poi il resto potrà venire col tempo, ma fino a quando gli stranieri vanno in altri posti e gli italiani per trovare una certa tranquillità, "anche legale", devono fuggire all'estero le cose difficilmente cambieranno. saluti
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01/01/2000 00:00
Sono assolutamente d'accordo con fenice. Chiedere una legge e magari ottenerne una un po' strascicata, un po' modificata per accontentare tutti, moralisti e liberali, rischia di soffocare il naturismo. I luoghi autorizzati ed autorizzabili rischiano di diventare dei club privè. Come ci sono, legalissimi, quelli in cui si tromba, ci sarebbero quelli in cui si chiacchiera nudi (ed in parte ci sono già, parlo di quei luoghi già autorizzati in cui chiudersi ben celati da sguardi esterni a tal punto che, chi "sa cosa c'è li dentro" ma non ne conosce filosofia e motivo, lascia spaziare la fantasia in chissà quali pensieri di depravazione ed eros... Quanti di vooi sanno esattamente cosa succede in un club privè per scambisti? Quanti provano ad immaginare e cosa immaginano? Gente che s'accoppia ovunque, mascherine, body in pelle e fruste..orge e depravazione....mah! Magari c'è solamente buona musica e gente che chiacchiera..chissà..... Quanti tessili sanno esattamente cosa succede al Villaggio del Sole o a Terranera o al Le betulle? Cosa immagineranno accada "li dentro"? "Uomini e donne completamente nudi che girano ovunque....mah!! che gente deviata!!" Meglio guadagnare pian piano spiagge aperte, in cui TUTTI possano "controllare" e rendersi conto di cosa sia il naturismo, evitando ogni fantasticazione colorita. Solamente così si può ottenere l'accettazione comune. Ogni altra conquista deve partire dalla serena accettazione.
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01/01/2000 00:00
perdonami abx49, ma dissento su quanto riguarda la Croazia. Probabilmente hai ragione se partiamo dalla definizione di "naturismo". In effeti, di naturisti secondo definizione probabilmente ce ne sono molto pochi in Crazia, ma penso anche in francia o in Spagna. Se invece parliamo di "accettazione del nudo", posso dire con cognizione che all'est il nudo è concepito con naturalezza, sia in privato che in pubblico. Nei miei anni da girovago per la croazia, ho visto ovunque che nelle spiagge libere il nudo è utilizzato esatatmente al pari del costume. Come detto più volte mi ha colpito come ci siano famiglie o compagnie al mare in cui alcuni sono nudi, altri in costume, qualcuna in topless, altre nude ed altre col costume intero. Tutti serenamente insieme. E questo partendo dalla costa Slovena fino al Montenegro. Se invece parliamo solamente di filosofia naturista, allora sono d'accordo con te.....ma sinceramente credo siano davvero pochi i "naturisti" anche in questo forum. Io per primo.
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01/01/2000 00:00
Se mi mettessero per iscritto, autenticato e bollato, che fra 10 anni il naturismo in italia sarà come in Croazia o in Spagna....io sarei già contento.....[:D]
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01/01/2000 00:00
Concordo con fenice. Una legge che definisca con precisione dove si può e dove non si può, rischia di darci la zappa sui piedi...o forse addirittura un aratro!! Immaginiamo che passi. Un solerte gruppo di operatori del settore, crea un magnifico villaggio naturista con bungalow, campeggio ecc.. ecc... in località Vattelapesca. Fantastico! Sul modello Croato o francese...e proprio a due passi da casa nostra. Nasce però un problema piuttosto grave con una legge di quelle proposte ad oggi (tranne Grillini). Si può girare ranquillamente per il villagio ma......non si può andare in spiaggia!!! In Italia le spiagge non si possono recintare per legge, non si possono acquistare e quindi non si possono utilizzare in esclusiva. Ci ritroveremmo quindi con degli splendidi fortini pieni di gente nuda....che non può uscire se non mettendosi il costume. (dal momento che c'è una legge ben precisa su dove si può e dove no, non potremmo nemmeno sperare che il giudice, come oggi spesso accade, tenga conto della "normale frequentazione". Preferisco quindi di gran lunga poter condividere i luoghi con i tessili...
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01/01/2000 00:00
i fattori che isolano i nudisti son molti. uno è che essendo movimento libero, molti preferiscono viverselo da soli uno è che molti si vergognano o hanno paura di essere riconosciuti, indi vanno solo all'estero e vivono nascosti uno è che non credono nelle associazioni e le stesse fanno poco per farsi conoscere e aggregare uno è che molti sono giovani, e con un pensiero estetico (e for'anche di confronto) perferisocno viverselo solo tra giovani (indi ibiza etc) uno è che di fatto molti, pur cercando compagnia, sono sessisti, e lo fanno solo tra simili (solo tra etero, solo tra gay, solo tra coppie e cosi via) uno è che molti non si ritengono all'altezza, han paura di erezioni, di misure sotto media, e preferiscono farlo da soli uno è che molti si spogliano solo se in campeggio, e siccome in italia ce ne sono pochi......... uno è che molti odiano alcune manifestazioni, diciamo di sesso, pubbliche, e pur comprendendoli, però se non frequentano, e il sesso se non è contrastato dalla massa, dilaga. Mi fermo, ma le intenzioni del sito sono di arrivare a tutti, o a molti, e dare tante piccole dritte per potersi finalmente associare, radunare, fare massa. Solo e soltanto quando saremo massa, numeri, potremo dire "ci siamo anche noi, ascoltateci". Finchè riamerremo separati, i tessili falsoperbenisti e falsomoralisti avranno la meglio. Per fortune negli ultimi anni le cose stanno cambiando, speriamo che la paura cessi, la voglia dilaghi, e il radunarsi diventi sempre più importante.
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01/01/2000 00:00
lorenzo m ha scritto:
Purtroppo, o piuttosto fortunatamente, non è possibile privatizzare le spiagge che sono e devono rimanere demaniali ( per ragioni militari pensate un po'!!!). Il lavoro secondo me da fare è quello di Daniele , ossia con costanza battersi per ottenere nuove spiagge da dedicare al naturismo, e magari campeggi negli immediati dintorni che dedichino spazi al naturismo. Se poi frequentate forum sul turismo o argomenti analoghi, lanciate messaggi sul naturismo, magari partendo da esperienze all'estero, questo per allargare la platea di potenziali naturisti anche in Italia
non posso non quotare alla stragrandissima!!!!!!
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01/01/2000 00:00
Rispondendo agli interventi di abx... in italia di nudisti ce ne sono tantissimi. Alle associazioni risultano registrati circa 6000 utenti (ma non tutti si iscrivono, sia perchè non ci credono, sia perchè tanto vanno all'estero soltanto dove non chiedono nemmeno tessera). Al nostro sito (perchè conosco i dati e perchè non voglio fare i conti in tasca agli altri), tra seri e curiosi abbiamo circa 30.000 iscritti, con visite costanti di circa 6000 utenti/mese (contando l'accesso di un utente una sola volta/mese. Non a tutti piace girare in internet, ne si fidano di esso) Solo nella spiaggia di Lido di Dante arriva una media di 2.000/3.000 persone/giorno, per arrivare tranquillamente a circa 5.000 a luglio/agosto/festivo, e non sono certamente sempre gli stessi. Anni fa si stimava la popolazione nudista, tra saltuaria e fissa in 500.000 utenti. Ad oggi credo che abbiamo tranquillamente quadruplicato se non più. L'interrogativo è un altro. Perchè non frequentano le spiagge italiane? Perchè non si associano? Le risposte sono straconosciute. - potrei incontrare il vicino di casa o un collega di lavoro - non mi associo perchè poi mi arriva la rivista a casa - non vado in strutture italiane, perchè hanno pochi servizi, e costano troppo - non vado in spiagge italiane perchè gli zozzoni sono la maggioranza e mia moglie poi si spaventa e smette e ci rimetto anche io - non vado nelle spiagge italiane, perchè poi alcuni maialotti bavosi mi fanno avances, e la cosa mi rompe - non vado nelle spiagge italiane perchè son tutti vecchi e malmessi e mi piglia la depressione, meglio ibiza etc, dove c'è gioventù e la sera si balla - non vado nelle spiagge italiane perchè tocca sempre stare sul chi vive con le forze dell'ordine - non vado nelle spiagge italiane perchè non troppo...nature, almeno all'estero anche se naturali, però sono senza cartacce, vetri, rifiuti, con un minimo di servizi, anche solo bar e lettini. Mi fermo qui, tanto la storiella la conosciamo tutti. Ma i 3 canoni principali: paura di essere riconosciuto, maiali, costi, la fanno da padrone nelle scusanti più varie. Ma tutte e tre si possono vincere non appellandosi a leggi (che ci sono già, vedi 527), non a riduzioni di costi (ho pochi posti e non rendono, se aumenta la gente posso ridurli, altrimenti lieviteranno sempre di più), essere più attaccati alle proprie scelte. Moltissimi non hanno paura a frequentare privè e a dirlo, molti comprano porno a raffica, ma hanno paura di dire che vivono nudi (vedi il 99% delle foto del sito, tutte senza volto). Soluzione? Per me è e sarà sempre quella...se non c'è massa, non cambierà mai nulla. --------- l'esempio della casa automobilistica. Si, i gestori potrebbero: - calare i prezzi - ampliare le forme di ingresso (esempio ai single) - dare più servizi. La cosa però dovrebbe avvenire in simultanea. Ti pubblicizzo che te entri, che paghi poco, e che trovi servizi. Viene gente e lui va paro, anzi ci guadagna......ma rimane il ma che l'italiano medio resta in italia, per la maggiore, solo con la speranza di una trombata in più. Mi duole dirlo, ma è la realtà. All'estero va, magari tromba lo stesso, ma li è più libero di muoversi. Statisticamente il pericolo di essere riconosciuto e minimo, in italia è sicuro che incappa in qualcuno. E qui scatta il secondo problema: riusciremo a toglierci dalla testa, noi e i tessili, che non si ta nudi per trombare? Che se succede, è pari alle situazioni tessili, anzi è il minor aspetto? Che se io ad esempio perseguissi quello, tromberei di più a RIMINI che non a Dante? Finchè non capiremo, non divulgheremo che stare nudi non vuol dire essere più disponibili a far sesso, non facciamo lo stacco di cui abbiamo bisogno. -------------- @conte max... anche a noi succede tutti gli anni, che nel nostro campeggio misto, i tessili cercano di intrufolarsi sempre, di giorno e di notte, sperando di vedere chissà che cosa. Il massimo è stato raggiunto dopo la festa rosa, in cui si è sparsa la voce che facevamo trenini nudi. Il buffo è che era verissimo, visto che li stiamo nudi e ballavamo (NDR come tutti i sabati sera), ma che il trenino in questione era quello che si fa con la samba. Non certo sessuale. Al chè abbiamo fatto comunicare loro, che se volevano erano inviati, e che gli avremmo dato il posto d'onore.... quello del capotreno ahahhahhaha
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01/01/2000 00:00
Ci sarebbe anche da capire meglio, quando un luogo, si definisce o con che criterio diventi " abitualmente frequentato da naturisti ", non vorrei che qui, il margine temporale di interpretazione dei giudici, sia molto variabile. Per paese o villaggi tipo Cap d' Agde, ci sono in Italia diversi paeselli svuotati dalla popolazione o con un numero di abitanti esiguo per varie ragioni che si potrebbero individuare allo scopo.
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01/01/2000 00:00
Che ne dite di progettare un volantino x Natale che faccia gli auguri ed allo stesso tempo parli di naturismo?Ognuno può in base alle proprie disponibilità/possibilità,scaricarselo,stamparne un po' e distribuirlo nelle cassette delle lettere di un po' di persone.Si è una spesuccia da farsi carico, ma come investimento,chissà...Se ogni naturista ne stampasse una cinquantina....
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
Secondo me, come ho già detto, non serve una legge che regolamenti il naturismo, ma serve il riconoscimento del diritto della persona di decidere autonomamente quali parti del corpo farsi irradiare dal sole. Una volta ottenuto il riconoscimento di tale diritto viene - di fatto - riconosciuto anche il naturismo.
Infatti. Sarebbe come chiedere una legge sugli scooters. Cosa porterebbe? Sicuramente solo limitazioni. Il fatto che gli scooters siano accomunati agli altri mezzi circolanti, anche se non sono auto e non sono moto, di fatto non limita la libera circolazione, nonostante più di qualche automobilista e camionista e motociclista non li sopporti e vengano considerati dai più come pericolosi e fastidiosi per la circolazione...
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01/01/2000 00:00
Ad inizi 800, già era "strano" andare in spiaggia. Chi ci andava restava vestito, le donne coi gonnoni e l'ombrellino, solamente per passeggiare e respirare aria buona. Poi la cosa si è diffusa, con la nascita di qualche albergo vicino alle spiagge più belle. Ho preso un paio di anni fa una raccolta di foto storiche che rendono benissimo l'idea dell'evoluzione della vilelggiatura marina. Qualcuno ha in seguito scoperto il piacere di fare il bagno...e chiaramente da vestiti era piuttosto difficoltoso. Fanmoso è lo scandalo dato da Cocò Chanel quando fece il bagno, da ragazzina, con un paio di pantaloni al ginocchio, considerati "indecorosi". I primi costumi erano interi anche per i maschi, poi piano piano si sono ridotti ed è iniziata l'era dell'abbronzatura. Con l'abbronzatura si è cercato di esporre sempre più epidermide al sole, osando sempre di più sfidando moralismi e moralisti. In 50anni si è passati dal considerare una donna con la pancia o le coscie esposte alla stregua di prostituta, al bikini e e quindi ai primi topless di Brigitte Bardot in Francia. Ricordo, circa 35 anni fa, una mia cugina che all'epoca ne aveva 25 ed andava a Cannes per prendere il sole in topless ed in italia si metteva nel terrazzino. Ecco che, quello che qualche tempo fa avrebbe creato imbarazzo, oltraggio, condanna morale, nel giro di qualche aano o decennio è diventato la norma. Vero che il topless o il perizoma non sono la normalità sulle spiagge come lo può essere il bikini, ma è anche vero che un topless o un perizoma non creano più nessuno scandalo. Semmai qualche commento. A me basterebbe che il nudo arrivasse a questo. Non normale o consueto, basterebbe accettato. Perchè questo accada, bisogna proprio cercare di non soffocarlo con leggi troppo specifiche, non relegarlo in "recinti" in chi chi è fuori non sa e non capisce cosa accada all'interno e contemporanemente evitare la sfontatezza di volerlo "imporre". Luoghi appartati, spiagge libere, zone adibite ma libere, dovrebbero con pazienza far accettare l'idea...così come è accaduto per il costume, inconcepibile solamente 100 anni fa.
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