posto adesso?
Chi ha già dimestichezza coi percorsi della mente non potrà che concludere che vana è la pretesa di giungere a verità assolute; ciò che è valido in un contesto può non essere più corretto in un contesto differente.
Ma questo è soltanto il secondo passo; ora arriva il terzo:

Come in ogni percorso zen, apparentemente si è tornati al punto di partenza; nuovamente viene proposta una dissonanza.
È fuori luogo il contesto bucolico e silvestre (in contrasto con l'installazione già esaminata di un sanitario)?
O è innaturale la presenza di un uomo che pur compiendo un gesto assolutamente naturale (compiuto quotidianamente per millenni dai nostri antenati), lo effettua (ben rappresentato dai vestiti e dalla lettura di un quotidiano) da moderno individuo civilizzato?
Nuovamente le certezze a cui si credeva di essere giunti nel passaggio precedente vengono ribaltate e messe in discussione, ma in questo stadio si aggiunge uno spunto di rflessione in più.
Sappiamo infattti che il WC è la rappresentazione della dimensione somatica dell'essere umano, ma qui figurativamente, la rappresentazione è s-cavalcata e superata da ciò che vorrebbe rappresentare.
Si dovrebbe quindi giungere ad un rafforzamento delle conclusioni a cui si era pervenuti nel passo precedente ed invece ci si ritrova a metterle in discussione ancora una volta e con un dubbio in più: come può ciò da cui prende origine la raffigurazione (l'uomo, la sostanza), sovrapponendosi ad essa, stravolgere il senso della raffigurazione stessa (il cesso, l'idea)?
Ecco in sintesi il quesito proposto da qusto moderno koan figurativo occidentale:
cosa è veramente fuori posto?
[:246][:260][:245]
[/quote]
pero' sarebbe stato interessante vedere l'espressione meravigliata magari di un camminatore , un cercatore di funghi davanti a tutta quest'arte. l'avrebbe capita? [:D]