Foto naturiste nudiste e luoghi naturisti nudisti

Biotto 10/01/2011 13:23 17.004 Visite
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28/01/2011 18:03
Ma questo è un tessile, i vestiti li ha, abbassati, ma li ha.
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05/02/2011 03:37
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05/02/2011 18:38
questo è bellissimo[:D]
Biotto ha scritto:
Tiscali ha fatto la seconda puntata: http://tecnologia.tiscali.it/photogallery/gallerie-fotografiche/Le-toilette-piu-strane-del-mondo/22151/333354/ qui un piccolo esempio Immagine utente
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05/02/2011 19:24
Permettetemi di citare il grande "Bellavista" http://www.youtube.com/watch?v=0jTuMzlL_pY
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13/03/2011 21:28
Caro Biotto .... Come si dice in toscana .. non ti sembra di Fare troppo il ganzo ?? Per due foto di mm mio cugino Stefano ha rischiato il linciaggio http://www.migliorforum.com/pcnat/mi-piace-l-orrore-vt1740.html Facciamo un pulman da 54 persone arriviamo nel trebbia e facciamo un polverone
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14/03/2011 00:21
Sono un artista, le mie opere discendono da quelle di Piero Manzoni... [:246][:246][:246]
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robi nood
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16/03/2011 09:28
Biotto ha scritto:
Sono un artista, le mie opere discendono da quelle di Piero Manzoni...
Direi più propriamente che le opere di Piero Manzoni discendono sulle tue.
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23/03/2011 01:49
Oggi vorrei proporvi un'altra opera. Si tratta di un trittico, una raffigurazione composta da tre parti. ma dal punto di vista ideativo è in realtà un percorso che si compie in tre passi, una meditazione suddivisa in tre stadi che sembra pervenire ad un paradosso. In realtà il meccanismo è lo stesso dei koan della tradizione Zen giapponese: il paradosso esiste solo se si cerca una risposta razionale, ma se si amplia la coscienza l'apparente antinomia scompare per lasciare posto ad una comprensione più profonda di sè e dell'Universo. Ecco allora la prima immagine: Immagine utente Balza subito all'occhio che la presenza del sanitario è qui in netto contrasto con l'ambiente circostante: le sue condizioni e gli altri oggetti sullo sfondo lo farebbero classificare come un rifiuto abbandonato nella natura da un individuo incivile. C'è da scommetere che qualche scellerato ora proporrebbe di ripulire il posto e portare i cosiddetti rifiuti in una discarica. Il primo passo è quindi l'accorgersi di una dissonanza, di qualcosa che si impone alla nostra attenzione e mette in crisi la normalità dell'esistenza quotidiana. Questo scenario cambia però radicalmente nella seconda fotografia: Immagine utente Una volta ricollocato, posizionato al centro dell'inquadratura e ben illuminato, il sanitario (ricordiamoci che è una rappresentazione dell'Uomo) riprende tutta la propria dignità. Ora è l'ambiente circostante a sembrare fuori posto; un animo sensibile non potrebbe che desiderare che erba ed alberi sparissero ed al loro posto comparissero le piastrelle e gli impianti necessari al corretto svolgimento della funzione per cui il water è stato progettato. Ecco quindi il secondo passo del percorso interiore: cosa è fuori posto adesso? Chi ha già dimestichezza coi percorsi della mente non potrà che concludere che vana è la pretesa di giungere a verità assolute; ciò che è valido in un contesto può non essere più corretto in un contesto differente. Ma questo è soltanto il secondo passo; ora arriva il terzo: Immagine utente Come in ogni percorso zen, apparentemente si è tornati al punto di partenza; nuovamente viene proposta una dissonanza. È fuori luogo il contesto bucolico e silvestre (in contrasto con l'installazione già esaminata di un sanitario)? O è innaturale la presenza di un uomo che pur compiendo un gesto assolutamente naturale (compiuto quotidianamente per millenni dai nostri antenati), lo effettua (ben rappresentato dai vestiti e dalla lettura di un quotidiano) da moderno individuo civilizzato? Nuovamente le certezze a cui si credeva di essere giunti nel passaggio precedente vengono ribaltate e messe in discussione, ma in questo stadio si aggiunge uno spunto di rflessione in più. Sappiamo infattti che il WC è la rappresentazione della dimensione somatica dell'essere umano, ma qui figurativamente, la rappresentazione è s-cavalcata e superata da ciò che vorrebbe rappresentare. Si dovrebbe quindi giungere ad un rafforzamento delle conclusioni a cui si era pervenuti nel passo precedente ed invece ci si ritrova a metterle in discussione ancora una volta e con un dubbio in più: come può ciò da cui prende origine la raffigurazione (l'uomo, la sostanza), sovrapponendosi ad essa, stravolgere il senso della raffigurazione stessa (il cesso, l'idea)? Ecco in sintesi il quesito proposto da qusto moderno koan figurativo occidentale: cosa è veramente fuori posto? [:246][:260][:245]
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23/03/2011 11:29
tutta quella stoffa
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23/03/2011 12:45
nn dirmi che ti sei seduto nudo, nelle condizioni in cui lo hai trovato....!!!
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23/03/2011 13:16
itaindo ha scritto:
tutta quella stoffa
No, la stoffa è funzionale alla rappresentazione dell'uomo medio civilzzato, è parte integrante dell'opera.
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23/03/2011 13:21
ghiro ha scritto:
nn dirmi che ti sei seduto nudo, nelle condizioni in cui lo hai trovato....!!!
Nella posa non si vede, ma al giornale mancano parecchi fogli... In effetti avevo fatto un lavoro piuttosto accurato, però poi ho pensato che, visti tutti gli anni in cui sarà rimasto là, probabilmente non doveva poi essere tanto diverso dal sedersi per terra. In ogni caso era però una terra fredda e umida e quindi gli strati di cultura ci stavano proprio bene.
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23/03/2011 14:03
Biotto ha scritto:
Oggi vorrei proporvi un'altra opera. ... Immagine utente ...
Nell'immagine c'è anche da rilevare la sofferenza dell'abbandono ... il sanitario dopo aver servito fedelmente per anni viene abbandonato da solo in un luogo nascosto alla vista di chi potrebbe farne ancora uso e, se non fosse stato per la visione artistica e sensibilità di Biotto, questa sua sofferenza sarebbe rimasta sconosciuta. Ora non resta per lui che un atto di pietas finale che si tramuti in un'adozione del cuore, con un possibile riuso, o in una degna sepoltura salvo che una galleria artistica non lo noti ed esponga alla vista di un pubblico culturalmente elevato dandone giusta luce e pregio.
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23/03/2011 15:53
OOhhh!!! Finalmente qualcuno che capisce l'arte! [:81][:81][:81]
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robi nood
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23/03/2011 16:06
Sono anni che la critica d'arte rigetta i criteri espositivi ottocenteschi che fanno capo al "come era e dove era" mentre prendono sempre più piede i criteri museografici alla International style, con installazioni decontestualizzate, da esibirsi indifferentemente a Napoli come a New York, tra le dune sul Trebbia come nel cesso di Biotto. Noi, amando poco la smell art, siamo lieti di non aver assistito alla vernice che ha visto coinvolto il nostro Biotto, pur avendo apprezzato visivamente l'esposizione del trittico.
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