Era una delle sue premesse:
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| frankfrank ha scritto:
La mia sarà interpretata una stupida fobia ma vi garantisca che è sentita. |
Quindi, dato che, al limite, è un 'problema' suo e che tale 'problema' non ne crea altri ad altre persone, perchè prendersela?
A mio avviso, il nucleo della questione (e di altre a questa assimilabili) non sono i centimetri, ma il rapporto con il proprio corpo, o meglio con ciò che di esso riteniamo inadeguato.
È una questione di consapevolezza.
Ciò che è stato detto negli interventi precedenti può essere utile, ma deve essere accolto non tanto nella memoria, quanto nella coscienza.
Intendo dire che finchè una nozione (di un certo tipo, in questo caso relativa alla propria persona) non viene accolta INTEGRALMENTE (diciamo da mente E cuore) da un individuo, ben difficilmente produrrà cambiamenti sostanziali nel suo modo di rapportarsi con ciò che essa rappresenta.
E questa è un'operazione che solo frankfrank (o meglio la sua interiorità)può compiere.
Credo che gli esempi possono essere utili, ma rimangono pur sempre delle nozioni.
È mia opinione che il racconto di come un'altra persona ha risolto lo stesso problema possa essere più utile, perchè è una comunicazione che spesso è in grado di andare un po' più in là della semplice nozione.
Allora faccio un piccolo outing e vedo se posso dargli una mano.
Non sono nè Rocco Siffredi, nè Pipino il Breve; ho una dotazione che rientra nella norma, ma con un problema: il mio amico del piano di sotto, non solo soffre il freddo, ma anche il fresco e pure il tiepido.
In certe circostanze ho quindi tutto l'aspetto di un ipodotato.
Ho cominciato a togliermi il costume in piena estate di due anni fa; consapevole del problema facevo bagni brevissimi e mi guardavo dal sudare eccessivamente (per non raffreddare l'epidermide con l'evaporazione).
Me ne stavo in mezzo ad altra gente, ma per i fatti miei e mi sono smazzato da solo il mio rapporto col senso di vergogna nei confronti della nudità.
L'anno scorso però ho cominciato a far parte del gruppo che si ritrovava sempre nello stesso posto; abbiamo cominciato in primavera a prendere il sole, giocare a pallavolo e fare il bagno.
Affrontare il problema come l'anno precedente avrebbe significato perdersi una gran fetta di divertimento.
Ma siccome avevo già affrontato il problema nudità/vergogna, ho potuto applicare lo stesso 'procedimento' alla nuova situazione e godermi le nuove amicizie e il piacere delle attività in (buona) compagnia.
Purtroppo non posso passare direttamente a nessuno le mie consapevolezze.
Sono quelle acquisizioni che, proprio perchè riguardano la parte più nascosta di una persona, nessuno può portarti via, ma allo stesso modo, a nessuno possono essere semplicemente cedute.
Il massimo che, credo, si possa fare è aiutare qualcuno a fare le stesse conquiste.
Il mio consiglio è quello di cominciare ad esaminare (a meditare su, si potrebbe dire) il senso di vergogna e di inadeguatezza.
Un passo successivo potrebbe essere quello di riuscire a vincere una piccola vergona, una leggera timidezza, e di considerare il senso di appagamento che può derivare da questa piccola conquista, dall'abbattimento di una piccola limitazione del proprio essere.
I passi successivi possono cosi diventare solo una replica in grande di questi primi piccoli passi.
Tanti auguri
Biotto