il dubbio potrebbe essere anche giustificato, però direi non prorpio in questi termini. faccio un esempio in breve. Mi pare circa 30/40 anni fa, una sentenza della cassazione stabiliva che il topless non era reato. Fatto è che le donne denudino il seno ormai a loro piacimento, quando vogliono. (mentre scrivevo hanno scritto lo stesso esempio che avevo messo, per cui semplifico)Anno scorso una "mamma" denunciò una ragazza perchè a seno nudo, si spalmava crema,. e stava sconturbando i suoi figli. La ragazza è stata riconosciuta innocente, perchè la cosa è ammessa da sentenza di cassazione. Ha ridenunciato la mamma per calunnia, che è stata condannata a pagare 25.000 euro (spese processuali intercorse). Anche se non le pagherà mai.
Dov'è il problema? Che le sentenze della cassazione non fanno legge, ma modus vivendi, a cui i giudici poi devono guardare. Non è legge ma diventa legge. Però il legislatore, difficilmente aggiorna le leggi in base alle sentenze, indi l'operatore di pubblica sicurezza, in caso di denuncia, non sa mai se lasciar perdere o fare i suoi passi, tanto se va male, ci pensa il giudice a liberare. molto meglio che essere a sua volta denunciato per omissione d'atti d'ufficio. Perchè questo è ciò che rischiano.
Molto spesso la polizia viene chiamata, intervengono, e se il chiamante è uno calmo, fan finta di nulla (e a Dante abbiamo esempi su esempi di segnalazioni di segaioli, a cui le forse dell'ordine non son mai venute). Se è uno esagitato, allora ci fanno un regalo.... non ci denunciano mai per il 726, ma per il 527, di cui è facilmente dimostrabile la non concorrenza dei fatti, indi il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto.
Però ricordiamoci una cosa: una atto, un gesto, un essere, uno stato, per essere ammesso o vietato deve essere scritto su qualcosa, legge, delibera, ordinanza che sia. La legislazione italiana non parla in nessun caso di nudo, se non nelle sentenze a noi favorevoli della cassazione, a cui tutti ci riferiamo. Per questo a Dante (luogo normalmente frequentato da nudisti) è ammissibile essere nudi e a Rimini no. Per questo stiamo continuando a frequentarlo, finchè non arrivano ordini contrari. per questo a Vizzola, Manerba, Sirolo, Chiavari, han dovuto emettere ordinanza di divieto.... appunto perchè non esiste un divieto generico di stare nudi nelle leggi italiane. Altrimenti che motivazione ci sarebbe stata per farle?
E al contrario, non essendoci alcuna legislazione specifica in merito, che a nostro favore vengono emanate delibere, ordinanze etc, proprio per il "vacatio legis".
Il 726, ricordo che non parla di nudismo, ma recita: Art. 726 del Codice Penale (Atti contrari alla pubblica decenza):
Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza e’ punito con l’ammenda.... Un atto contrario alla pubblica decenza potrebbe essere il defecare in piazza, l'andare in giro puzzolenti e straccioni, insomma tutto ciò che può urtare il comune senso del pudore.
Se leggiamo uno stralcio di quella sentenza, essa afferma: Orbene, nel compiere tale accertamento - ad avviso del Collegio - ben possono essere utilizzati come parametri di valutazione del modificarsi dei costumi sul territorio nazionale, contrariamente a quanto affermato da qualche decisione ormai datata di questa Corte, i mezzi di comunicazione ed informazione (televisione, giornali, cinema) ed anche le mode, intese come costumi o comportamenti diffusi e generalmente accettati o tollerati, in quanto "specchio del comune sentire". Peraltro tali parametri non vanno considerati astrattamente, ma devono necessariamente essere rapportati allo specifico contesto in cui è accaduto il fatto ed alle particolari modalità di esso.
Per quanto concerne il "nudo integrale", oggetto del presente procedimento, ovviamente non accompagnato da atteggiamenti erotici o pruriginosi di cui lo esibisce, si osserva che esso - con riferimento al sentimento medio della comunità, ai valori correnti della coscienza sociale ed alle reazioni dell'uomo medio normale - si presta a differenti valutazioni proprio a seconda del contesto in cui si pone. E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate.
Per questo che si chiedeno le spiagge autorizzate. Insomma è un riconoscimento legale che ci protegge da interventi di chi non vuol vedere persone nude, e dalle stesse forze dell'ordine, che sanno che li la cosa è autorizzata. Tant'è che nelle spiagge autorizzate, la polizia, i carabinieri, intevengno al contrario: non reprimono i nudisti, ma li proteggono. Sia dai tessili, che dai segaioli (e se mi permettete, questa associazione mi piace da morire).
Ed è ancora per questo che si chiede una legge nazionale che protegga il nudismo, insomma che ammetta finalmente che ci son persone che vogliono star nude, e che venga indicato una volta per tutte dove e quando, se necessario. Solo che sigh, finora, son state fatte solo proposte che limitano la cosa ai campeggi e strutture varie. Solo la proposta Grillini & altri, ad oggi la migliore, che semplicemente depenalizzava il 726. Per cui uno si poteva mettere nudo ovunque, finchè.... non superava lo stato di quiete [i]La linea di demarcazione tra gli atti osceni e quelli indecenti, non sempre di facile individuazione, ha fornito agli interpreti la possibilità di affermare che i primo offendono la verecondia sessuale, suscitando nell'osservatore sensazioni di ripugnanza o di desideri erotici, ma sempre comunque toccando la sfera degli interessi sessuali lato sensu[/b]