Il dubbio normativo

blatore 02/09/2026 21:37 5.400 Visite
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blatore
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01/01/2000 00:00
Andrea sesto ! Le sentenze le conosco. Ma queste finora non hanno impedito le denunce. Forse non mi spiego. Fino ad oggi, permissivismo a parte, è possibile la denuncia . Tu ritieni che questa non sua possibile Io no. Ed infatti questa avviene comunque indifferentemente dal luogo e o dal permesso della gente. Poi sarai anche assolto, ma intanto sei ae prese con la giustizia per aver preso il sole nudo , ne più ne meno che se avessi rubato.
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blatore
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01/01/2000 00:00
N77 un ordinanza comunale non puó prevaricare una legge dello stato . Pensa se autorizzassero la pratica dello scippo , ma solo nella via principale del paese. L'ordunanza di vizzola prevede una sanzione amministrativa ma fatte salve le prerogative legislative in materia . La denuncia puó esserci eccome . È la sentenza di nin procedibilità che sarà favorevole . Col cavolo che non possiamo essere denunciati . Siamo in pubblico, non in una zona privata , ecco perché i camping naturisti sono associazioni . Al raduno poteva benissimo partire una denuncia , l'ordinanza non ha alcun valore se la denuncia è di atti contrari alla pubblica decenza. E su quella spiaggia nin c'erano muri , ma solo un cartello ed eravamo in pubblico . Se uno solo dei presenti avesse voluto avrebbe tranquillamente potuti denunciare e ka denuncia avrebbe fatto il suo corso a prescindere dalla sentenza.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Si è vero , dopo che ha dubito un giudizio, derivato da una denuncia . io non sono affatto disponibile a farmi giudicare , neppure per 100.000 euro. È una questione di principio. E poi quei soldi li ha ottenuti attraverso un altro giudizio per danni morali, non nello stesso giudizio da cui era stata prosciolta. È lei che ha fatto causa . Pensa che casino per una banale denuncia per un seno nudo. Vuoi affrontarlo ? Va bene . Io preferisco essere nella legalità e non avere alcun disturbo anche se poi ripagato.
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Saverlake
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01/01/2000 00:00
Vi ringrazio per questo interessante scambio di informazioni e interpretazioni normative. Un po' ingenuamente, finora pensavo di non correre alcun rischio di denuncia standomene nudo in barca, ritenendola assimilabile ad un luogo privato. Ma l'enunciazione degli articoli 726 e 527 del codice penale (che non avevo letto...) parla di "luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico", quindi immagino che nemmeno in mezzo al lago possa ritenermi completamente al riparo da questo rischio, essendo decisamente aperto ed esposto al pubblico di altre imbarcazioni che potrebbero incrociarmi. E' certamente più difficile incorrere in problemi rispetto al nudismo "terrestre", ma a quanto pare non è impossibile! [:(] Qualcuno del forum ha avuto esperienze negative in questo senso al lago/mare?
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blatore
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01/01/2000 00:00
Vero siman . È quello che cercavo di far capire. Se sei nudo in Croazia al massimo possono chiederti di rivestirti , le istituzioni preposte , xche alla gente non gliene frega niente. Ovvio che parlo di una spiaggia e non di una piazza in città . Mentre qui in Italia lo sport nazionale è quello di non farsi i c. propri e se possibile di scassarti il c. con le scuse più svariate, se poi ti possono sputtanare allora la cosa è completa . Noi dobbiamo sempre guardare cosa c. fanno gli altri , mai quello che facciamo noi. Siamo immaturi civilmente , siamo faziosi, capziosi , ficcanaso e scassapalle e non solo verso il nudismo. Ecco perché sarà sempre possibile in ogni dove e in qualsiasi momento essere oggetto di denuncia e questo anche a fronte di una specifica legge , che non ci sarà mai, perché siamo i maestri dei vizi privati e delle pubbliche virtù . Non ci sono ne spiagge autorizzate e neppure camping o strutture simili , così come centri benessere, perché ci sará sempre qualcuno che penserà che ció che non va bene a lui non deve andare bene per nessuno.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Ma io non l'ho presa per me . L'ho evidenziata . Comunque la cosa della barca é molto semplice: se sei sdraiato e hai un fazzoletto attaccato lì non possono dirti niente, perché è del tutto evidente che si tratta di propulsione eolica. L'unica variante e che devi essere particolarmente dotato e possibilmente su di giri , se no sei denunciato per scarsa propulsione .
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blatore
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01/01/2000 00:00
......"tralascio di continuare a questionare su dati di fatto e cerco di rispondere a questo questito. Ogni luogo esposto al pubblico, ....... Questa frase estrapolata da un precedente intervento la considero polemica . Infatti viene usato a proposito il verbo "questionare" che vuol dire fare questione , con l'aggiunta di "dati di fatto" che interpretata vuol dire che le cose sono così e non si discutono. Sono in errore ? Per il resto ti ringrazio Max hai perfettamente azzeccato il quesito posto . Se le cose possono essere grigie e non definite il dubbio da me posto rimane ed era quello che volevo sapere . Nessuna certezza quindi. Ps: piccola nota . In molti paesi i giudici sono a garanzia del corretto iter procedurale sulla base della legge. Chi dirime e giudica è la giuria. Dipende dai reati ovviamente , ma si tratta di una differenza sostanziale di amministrazione della giustizia.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Mi sembra che la legge non faccia queste distinzioni . È vero che non è proprio uguale per tutti , ma la variabile della località mi sembra un pó troppo. O volevi forse dire che se sei solo in un posto sperduto allora non scatta la denuncia? Per forza se non c'è nessuno che la fa. Ma se passa qualche rappresentante dell'ordine perché non dovrebbe denunciare? non ho detto condannav, ho detto denuncia .
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blatore
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01/01/2000 00:00
Va bene. Mettiamola così . Avremmo potuto a norma di legge essere tutti denunciati al raduno ? Non mi frega se poi vinciamo la causa , mi i teressa sapere se possiamo essere denunciati in linea di diritto.
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01/01/2000 00:00
Quindi in conclusione , come dici , siamo un "vuoto normativo". Tutto avrei pensato meno che essere definito tale (sigh) . Penso che l'interpretazione sia un pó tirata . L'unica differenza che puó reggere è che nel caso di denuncia per atti contrari ... chi la riceve non prosegue l'iter perché il luogo indicato sarebbe autorizzato. Ma se non sbaglio il lido di Dante non lo è più o perlomeno non per l'intera parte utilizzata per il naturismo. Ne consegue che vi sia un rischio oggettivo. Quanto alla ipotetica copertura derivata dall'autorizzazione rimango scettico , ne prendo atto, ma devo presupporre che nulla avvenga non tanto per il vuoto normativo ma per uno stato di normalità ormai consolidata.
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blatore
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01/01/2000 00:00
N77 ma chi ha mai parlato di atti osceni ? Tu sei convinto che siamo tutti assolti in caso di denuncia perché esistono sentenze in tal senso , che tra parentesi non fanno legge ma fanno giurisprudenza. Bene ti do una notizia ne sono convintissimo anch'io . Pero ho paura che vi possa essere comunque chi denuncia per questo reato anche in zone autorizzate , le cui segnalazioni sono alquanto misere e possono non essere viste . Quindi una signora cin bambino che passa per la spiaggia autorizzata puó benissimo fare la denuncia , questa farà il suo corso e poi saremo assolti. Max ha detto che nessuna denuncia per un divieto di sosta . Ne siamo proprio sicuri?
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blatore
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01/01/2000 00:00
Vedo che adesso i dubbi sono molto di più e le certezze di meno. Intatti molte norme giuridiche in Italia assumono un vero e proprio carattere soggettivo e interpretativo in modo discrezionale della norma. Era a questo che intendevo puntare ma , come al solito, si èvfitenuto di polemizzare , perfino da parte di un moderatore. Il sistema giuridico in Italia è particolarmente farraginoso e peculiare , questo determina posizioni talvolta antiteche per effetto di troppa specifica in materia sia penale che civilistica . È come se una norma dovesse coprire tutte le variabi che possono avvenire in un dato reato . Caliamo tutti che non è possibile e che la norma deve necessariamente avere un carattere multo generale e che spetta alla giurisprudenza l'applicazione più consona . In Inghilterra il diritto è basato sulla "common law" senza che vi siano particolare riferìmenti legislativi e negli Usa parimenti si utilizza mto il riferimento alla giurisprudenza ( cioè a come sono state giudicate cause similari ) per ottenere una più corretta uniformità nel giudizio . Qui in Italia ció non avviene ed ecco perché diciamo che esistono vuoti normativi . Se fossimo in un altro paese sarebbe bastata la prima sentenza di non punìbilità della nudità in talune circostanze a fare giurisprudenza e questo avrebbe comportato , in un altro paese , l'immediato respingimento di un eventuale denuncia senza l'avvio di alcuna procedura, perché la giustizia si era già pronunciata. In Italia il ricorso alla giurisprenza pregressa non è moralmente vincolante anche perché il procedimento è demandato pubblico ministero e solo successivamente interviene un giudice terzo (per modo di dire) mentre negli altri paesi il giudice terzo interviene subito.
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01/01/2000 00:00
il dubbio potrebbe essere anche giustificato, però direi non prorpio in questi termini. faccio un esempio in breve. Mi pare circa 30/40 anni fa, una sentenza della cassazione stabiliva che il topless non era reato. Fatto è che le donne denudino il seno ormai a loro piacimento, quando vogliono. (mentre scrivevo hanno scritto lo stesso esempio che avevo messo, per cui semplifico)Anno scorso una "mamma" denunciò una ragazza perchè a seno nudo, si spalmava crema,. e stava sconturbando i suoi figli. La ragazza è stata riconosciuta innocente, perchè la cosa è ammessa da sentenza di cassazione. Ha ridenunciato la mamma per calunnia, che è stata condannata a pagare 25.000 euro (spese processuali intercorse). Anche se non le pagherà mai. Dov'è il problema? Che le sentenze della cassazione non fanno legge, ma modus vivendi, a cui i giudici poi devono guardare. Non è legge ma diventa legge. Però il legislatore, difficilmente aggiorna le leggi in base alle sentenze, indi l'operatore di pubblica sicurezza, in caso di denuncia, non sa mai se lasciar perdere o fare i suoi passi, tanto se va male, ci pensa il giudice a liberare. molto meglio che essere a sua volta denunciato per omissione d'atti d'ufficio. Perchè questo è ciò che rischiano. Molto spesso la polizia viene chiamata, intervengono, e se il chiamante è uno calmo, fan finta di nulla (e a Dante abbiamo esempi su esempi di segnalazioni di segaioli, a cui le forse dell'ordine non son mai venute). Se è uno esagitato, allora ci fanno un regalo.... non ci denunciano mai per il 726, ma per il 527, di cui è facilmente dimostrabile la non concorrenza dei fatti, indi il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto. Però ricordiamoci una cosa: una atto, un gesto, un essere, uno stato, per essere ammesso o vietato deve essere scritto su qualcosa, legge, delibera, ordinanza che sia. La legislazione italiana non parla in nessun caso di nudo, se non nelle sentenze a noi favorevoli della cassazione, a cui tutti ci riferiamo. Per questo a Dante (luogo normalmente frequentato da nudisti) è ammissibile essere nudi e a Rimini no. Per questo stiamo continuando a frequentarlo, finchè non arrivano ordini contrari. per questo a Vizzola, Manerba, Sirolo, Chiavari, han dovuto emettere ordinanza di divieto.... appunto perchè non esiste un divieto generico di stare nudi nelle leggi italiane. Altrimenti che motivazione ci sarebbe stata per farle? E al contrario, non essendoci alcuna legislazione specifica in merito, che a nostro favore vengono emanate delibere, ordinanze etc, proprio per il "vacatio legis". Il 726, ricordo che non parla di nudismo, ma recita: Art. 726 del Codice Penale (Atti contrari alla pubblica decenza): Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza e’ punito con l’ammenda.... Un atto contrario alla pubblica decenza potrebbe essere il defecare in piazza, l'andare in giro puzzolenti e straccioni, insomma tutto ciò che può urtare il comune senso del pudore. Se leggiamo uno stralcio di quella sentenza, essa afferma: Orbene, nel compiere tale accertamento - ad avviso del Collegio - ben possono essere utilizzati come parametri di valutazione del modificarsi dei costumi sul territorio nazionale, contrariamente a quanto affermato da qualche decisione ormai datata di questa Corte, i mezzi di comunicazione ed informazione (televisione, giornali, cinema) ed anche le mode, intese come costumi o comportamenti diffusi e generalmente accettati o tollerati, in quanto "specchio del comune sentire". Peraltro tali parametri non vanno considerati astrattamente, ma devono necessariamente essere rapportati allo specifico contesto in cui è accaduto il fatto ed alle particolari modalità di esso. Per quanto concerne il "nudo integrale", oggetto del presente procedimento, ovviamente non accompagnato da atteggiamenti erotici o pruriginosi di cui lo esibisce, si osserva che esso - con riferimento al sentimento medio della comunità, ai valori correnti della coscienza sociale ed alle reazioni dell'uomo medio normale - si presta a differenti valutazioni proprio a seconda del contesto in cui si pone. E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate. Per questo che si chiedeno le spiagge autorizzate. Insomma è un riconoscimento legale che ci protegge da interventi di chi non vuol vedere persone nude, e dalle stesse forze dell'ordine, che sanno che li la cosa è autorizzata. Tant'è che nelle spiagge autorizzate, la polizia, i carabinieri, intevengno al contrario: non reprimono i nudisti, ma li proteggono. Sia dai tessili, che dai segaioli (e se mi permettete, questa associazione mi piace da morire). Ed è ancora per questo che si chiede una legge nazionale che protegga il nudismo, insomma che ammetta finalmente che ci son persone che vogliono star nude, e che venga indicato una volta per tutte dove e quando, se necessario. Solo che sigh, finora, son state fatte solo proposte che limitano la cosa ai campeggi e strutture varie. Solo la proposta Grillini & altri, ad oggi la migliore, che semplicemente depenalizzava il 726. Per cui uno si poteva mettere nudo ovunque, finchè.... non superava lo stato di quiete [i]La linea di demarcazione tra gli atti osceni e quelli indecenti, non sempre di facile individuazione, ha fornito agli interpreti la possibilità di affermare che i primo offendono la verecondia sessuale, suscitando nell'osservatore sensazioni di ripugnanza o di desideri erotici, ma sempre comunque toccando la sfera degli interessi sessuali lato sensu[/b]
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
N77 un ordinanza comunale non puó prevaricare una legge dello stato . Pensa se autorizzassero la pratica dello scippo , ma solo nella via principale del paese. L'ordunanza di vizzola prevede una sanzione amministrativa ma fatte salve le prerogative legislative in materia . La denuncia puó esserci eccome . È la sentenza di nin procedibilità che sarà favorevole . Col cavolo che non possiamo essere denunciati . Siamo in pubblico, non in una zona privata , ecco perché i camping naturisti sono associazioni . Al raduno poteva benissimo partire una denuncia , l'ordinanza non ha alcun valore se la denuncia è di atti contrari alla pubblica decenza. E su quella spiaggia nin c'erano muri , ma solo un cartello ed eravamo in pubblico . Se uno solo dei presenti avesse voluto avrebbe tranquillamente potuti denunciare e ka denuncia avrebbe fatto il suo corso a prescindere dalla sentenza.
è questo che non capisci. Nel 726 non c'è scritto chi stà nudo, ma chi compie atti indecenti. Se te cagavi in spiaggia eri indecente; nudo no. L'ordinanza copre appunto il vuoto normativo. non c'è legge che dice se puoi star nudo o no. Mai visto uno che ti denuncia perchè non sosti dove c'è divieto di sosta? Anche quello è un'ordinanza. Mai visto uno che ti denncia perchè tieni chiuso un locale di notte? Anche il locale lo tieni chiuso per un'ordinanza. Una regione, un comune, può autorizzare un qualcosa che non sia previsto dalla normativa statale, cosi come può vietarla a prescindere dalla norma stessa. Motivi diversi fan si che tutto si può o non può fare secondo zona. In una diga ti vien fatto divieto di balneazione per pubblica sicurezza, trovami una legge dove sta scritto che hai il permesso di farti il bagno in acque pubbliche. Non tutto è normato in Italia, e per fortuna dico io.
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blatore ha scritto:
Vedo che adesso i dubbi sono molto di più e le certezze di meno. Intatti molte norme giuridiche in Italia assumono un vero e proprio carattere soggettivo e interpretativo in modo discrezionale della norma.
Ma ciò è vero in tutto il mondo. Tutto è opinabile secondo situazione. Non esiste solo bianco e nero, ma anche tanto grigio, ed è a questo che i giudici vengono chiamati a dirimere.
Era a questo che intendevo puntare ma , come al solito, si èvfitenuto di polemizzare , perfino da parte di un moderatore.
questa proprio non l'ho capita. Mi spieghi dove avrei polemizzato, visto che ho solo messo una serie di ragionamenti ed esempi, visto che della questione ce ne occupiamo di contrinuo come associazioni, indi ne siamo sufficentemente informati? Se spiegare significa polemizzare, ok, altrimenti ti prego di dirmi dove l'ho fatto, perchè non credo di aver ne polemizzato, ne assolutamente aver avuto l'intenzione di farlo
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