Il dubbio normativo

blatore 02/09/2026 21:37 5.401 Visite
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01/01/2000 00:00
Ok , ammetto che poteva esser mal interpretato. Ma come puoi vedere dai post sopra/intorno quell'affermazione, era un disquisire (questionare) su supposizioni o affermazioni che di giuridico (come richiesto dal titolo del topic) nulla o poco hanno a che vedere. Spiego. Tempo fa, mi pare questa primavera, a partire da fidenzio, con una sequela che poi prese piede, sostenevano che siccome la legge parla di ATTI, e non di STATO, lo stare nudi, ma fermi, non era sanzionabile in quanto non scritto nel 726. MA giuridicamente ATTO è pure un foglio di carta scritto, es un contratto, e non certo implica un'azione. Per cui quando uno cerca di prendere le singole parole a giustificazione, diventa impossibile discuterci. Meglio soprassedere. E infatti dicendo "tralascio etc" e quotando la domanda sulla nudità in barca, volevo solo bypassare quelli che son pensieri, considerazioni generiche, ma non dati di fatto, e rivolgermi al proponente. Mi dispiace se l'hai presa per te. Ti assicuro che se l'ho con qualcuno, mi voglio rivolgere a qualcuno in particolare, arrivo a dire TE, e non tergiverso.
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01/01/2000 00:00
Biotto ha scritto:
Nathanaele77 ha scritto:
Andrea vi ha scritto:
ho trovato questa sentenza,sfavorevole,ma che dovrebbe aiutare a capire http://www.avvocatotornielli.net/atti_contrari_alla_pubblica_decenza.htm
Anche questo per me è un punto di vista interessante. ...
Dopo aver letto il tutto, non mi sembra poi tanto sfavorevole: riporto qualcosa: ************************
ricordo che tutte le sentenze erano in pratica di condanna, ma in ognuna di esse c'era la conferma che il nudo, in spiaggia normalmente nudista (per cui nemmeno autorizzata, ma semplicemente a strica o normale frequentazione nudista) non era condannabile. In pratica l'alta corte, analizzando i ricorsi a sentenze di assoluzione, condannava il tizio di turno, perchè si era messo nudo in contesto diverso da quelli plausibili. Ma nel frattempo giustificava chi fa nudo in zone nudiste. E' qui la nostra forza...finchè non arriva ordinanza o delibera di divieto, necessaria perchè il nudo pubblico non è normato in italia (vedi Vizzola etc)
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01/01/2000 00:00
propulsione..... gas di scarico... non è che sbaglia ad attaccare il fazzoletto?
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01/01/2000 00:00
il dubbio potrebbe essere anche giustificato, però direi non prorpio in questi termini. faccio un esempio in breve. Mi pare circa 30/40 anni fa, una sentenza della cassazione stabiliva che il topless non era reato. Fatto è che le donne denudino il seno ormai a loro piacimento, quando vogliono. (mentre scrivevo hanno scritto lo stesso esempio che avevo messo, per cui semplifico)Anno scorso una "mamma" denunciò una ragazza perchè a seno nudo, si spalmava crema,. e stava sconturbando i suoi figli. La ragazza è stata riconosciuta innocente, perchè la cosa è ammessa da sentenza di cassazione. Ha ridenunciato la mamma per calunnia, che è stata condannata a pagare 25.000 euro (spese processuali intercorse). Anche se non le pagherà mai. Dov'è il problema? Che le sentenze della cassazione non fanno legge, ma modus vivendi, a cui i giudici poi devono guardare. Non è legge ma diventa legge. Però il legislatore, difficilmente aggiorna le leggi in base alle sentenze, indi l'operatore di pubblica sicurezza, in caso di denuncia, non sa mai se lasciar perdere o fare i suoi passi, tanto se va male, ci pensa il giudice a liberare. molto meglio che essere a sua volta denunciato per omissione d'atti d'ufficio. Perchè questo è ciò che rischiano. Molto spesso la polizia viene chiamata, intervengono, e se il chiamante è uno calmo, fan finta di nulla (e a Dante abbiamo esempi su esempi di segnalazioni di segaioli, a cui le forse dell'ordine non son mai venute). Se è uno esagitato, allora ci fanno un regalo.... non ci denunciano mai per il 726, ma per il 527, di cui è facilmente dimostrabile la non concorrenza dei fatti, indi il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto. Però ricordiamoci una cosa: una atto, un gesto, un essere, uno stato, per essere ammesso o vietato deve essere scritto su qualcosa, legge, delibera, ordinanza che sia. La legislazione italiana non parla in nessun caso di nudo, se non nelle sentenze a noi favorevoli della cassazione, a cui tutti ci riferiamo. Per questo a Dante (luogo normalmente frequentato da nudisti) è ammissibile essere nudi e a Rimini no. Per questo stiamo continuando a frequentarlo, finchè non arrivano ordini contrari. per questo a Vizzola, Manerba, Sirolo, Chiavari, han dovuto emettere ordinanza di divieto.... appunto perchè non esiste un divieto generico di stare nudi nelle leggi italiane. Altrimenti che motivazione ci sarebbe stata per farle? E al contrario, non essendoci alcuna legislazione specifica in merito, che a nostro favore vengono emanate delibere, ordinanze etc, proprio per il "vacatio legis". Il 726, ricordo che non parla di nudismo, ma recita: Art. 726 del Codice Penale (Atti contrari alla pubblica decenza): Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza e’ punito con l’ammenda.... Un atto contrario alla pubblica decenza potrebbe essere il defecare in piazza, l'andare in giro puzzolenti e straccioni, insomma tutto ciò che può urtare il comune senso del pudore. Se leggiamo uno stralcio di quella sentenza, essa afferma: Orbene, nel compiere tale accertamento - ad avviso del Collegio - ben possono essere utilizzati come parametri di valutazione del modificarsi dei costumi sul territorio nazionale, contrariamente a quanto affermato da qualche decisione ormai datata di questa Corte, i mezzi di comunicazione ed informazione (televisione, giornali, cinema) ed anche le mode, intese come costumi o comportamenti diffusi e generalmente accettati o tollerati, in quanto "specchio del comune sentire". Peraltro tali parametri non vanno considerati astrattamente, ma devono necessariamente essere rapportati allo specifico contesto in cui è accaduto il fatto ed alle particolari modalità di esso. Per quanto concerne il "nudo integrale", oggetto del presente procedimento, ovviamente non accompagnato da atteggiamenti erotici o pruriginosi di cui lo esibisce, si osserva che esso - con riferimento al sentimento medio della comunità, ai valori correnti della coscienza sociale ed alle reazioni dell'uomo medio normale - si presta a differenti valutazioni proprio a seconda del contesto in cui si pone. E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate. Per questo che si chiedeno le spiagge autorizzate. Insomma è un riconoscimento legale che ci protegge da interventi di chi non vuol vedere persone nude, e dalle stesse forze dell'ordine, che sanno che li la cosa è autorizzata. Tant'è che nelle spiagge autorizzate, la polizia, i carabinieri, intevengno al contrario: non reprimono i nudisti, ma li proteggono. Sia dai tessili, che dai segaioli (e se mi permettete, questa associazione mi piace da morire). Ed è ancora per questo che si chiede una legge nazionale che protegga il nudismo, insomma che ammetta finalmente che ci son persone che vogliono star nude, e che venga indicato una volta per tutte dove e quando, se necessario. Solo che sigh, finora, son state fatte solo proposte che limitano la cosa ai campeggi e strutture varie. Solo la proposta Grillini & altri, ad oggi la migliore, che semplicemente depenalizzava il 726. Per cui uno si poteva mettere nudo ovunque, finchè.... non superava lo stato di quiete [i]La linea di demarcazione tra gli atti osceni e quelli indecenti, non sempre di facile individuazione, ha fornito agli interpreti la possibilità di affermare che i primo offendono la verecondia sessuale, suscitando nell'osservatore sensazioni di ripugnanza o di desideri erotici, ma sempre comunque toccando la sfera degli interessi sessuali lato sensu[/b]
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
N77 un ordinanza comunale non puó prevaricare una legge dello stato . Pensa se autorizzassero la pratica dello scippo , ma solo nella via principale del paese. L'ordunanza di vizzola prevede una sanzione amministrativa ma fatte salve le prerogative legislative in materia . La denuncia puó esserci eccome . È la sentenza di nin procedibilità che sarà favorevole . Col cavolo che non possiamo essere denunciati . Siamo in pubblico, non in una zona privata , ecco perché i camping naturisti sono associazioni . Al raduno poteva benissimo partire una denuncia , l'ordinanza non ha alcun valore se la denuncia è di atti contrari alla pubblica decenza. E su quella spiaggia nin c'erano muri , ma solo un cartello ed eravamo in pubblico . Se uno solo dei presenti avesse voluto avrebbe tranquillamente potuti denunciare e ka denuncia avrebbe fatto il suo corso a prescindere dalla sentenza.
è questo che non capisci. Nel 726 non c'è scritto chi stà nudo, ma chi compie atti indecenti. Se te cagavi in spiaggia eri indecente; nudo no. L'ordinanza copre appunto il vuoto normativo. non c'è legge che dice se puoi star nudo o no. Mai visto uno che ti denuncia perchè non sosti dove c'è divieto di sosta? Anche quello è un'ordinanza. Mai visto uno che ti denncia perchè tieni chiuso un locale di notte? Anche il locale lo tieni chiuso per un'ordinanza. Una regione, un comune, può autorizzare un qualcosa che non sia previsto dalla normativa statale, cosi come può vietarla a prescindere dalla norma stessa. Motivi diversi fan si che tutto si può o non può fare secondo zona. In una diga ti vien fatto divieto di balneazione per pubblica sicurezza, trovami una legge dove sta scritto che hai il permesso di farti il bagno in acque pubbliche. Non tutto è normato in Italia, e per fortuna dico io.
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01/01/2000 00:00
no non è la località che fa la variabile,è il fatto di offendere o meno chi assiste;perchè tette e culi in tv non costituiscono reato?perchè ormai non urta più la sensibilità di nessuno come non urta la sensibilità di nessuno stare nudi alla bassona,mentre altrove sì
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01/01/2000 00:00
la questione è che una persona nuda per esempio alla bassona,che comunque non è neanche autorizzata,non offende nessuno mentre a rimini sì,per cui spogliarsi a Dante non ha rilevanza penale,spogliarsi a rimini sì
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01/01/2000 00:00
ho trovato questa sentenza,sfavorevole,ma che dovrebbe aiutare a capire http://www.avvocatotornielli.net/atti_contrari_alla_pubblica_decenza.htm
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01/01/2000 00:00
E poi quei soldi li ha ottenuti attraverso un altro giudizio per danni morali
veramente mi sembra di ricordare che quella cifra l'ha avuta non come rimborso dei danni morali ma in cambio della rinuncia a costituirsi parte civile nel processo PER CALUNNIA a carico della mamma paranoica
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01/01/2000 00:00
si ma hai presente la mamma paranoica che ha dovuto sborsare 25000 eurozzi per aver denunciato la tipa in topless?forse non lasciarsi pestare i piedi dipende anche da noi
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Se trombo con mia moglie su un divanetto della Fenice a Venezia, mi denunciano senza dubbi, se lo faccio sul divanetto di ........, nessuno mi può dire nulla.
Pensavo che dicessi...su un divanetto a casa di Fenice[:D]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: A tal proposito l'ano scorso abbiamo assistito ad un processo a forum,.........
Lo hai cambiato?[:D]
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
. E poi un divanetto della Fenice di Venezia è di uno scomodo mostruoso , parte la denuncia non per atti osceni ( quella non è pubblica decenza) ma per amplesso scomodo [:D][:D][:D]
Si vede che sei vecchio!!! Questa primavera l'ho fatto con due rumene....e m'è toccato smettere solamente perchè le due 23enni non avevano più forze. Poi, quando si sono accese le luci mi son svegliato di colpo tutto sudato e mia sorella si è vergognata tantissimo perchè russavo....[:25]
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01/01/2000 00:00
Avevo letto attentamente all'inzio, ma poi un po' ho saltato, quindi spero di non ripetere qualcosa già dett. "atti contrari alla pubblica decenza" Se io faccio un rutto terribile in un museo, mi possono denunciare, se lo faccio in una gara di rutti ad una sagra aurorizzata da delibera, nessuno mi può dire nulla. Se trombo con mia moglie su un divanetto della Fenice a Venezia, mi denunciano senza dubbi, se lo faccio sul divanetto di un club privè autorizzato, nessuno mi può dire nulla. La delibera, non cambia la laegge ma autorizza un qualcosa facendo decadere il reato. Un altro esempio: un concerto in piazza a capodanno. Una delibera autorizza festa e concerto per cui, nonostante l'orario, non si incorre in una denuncia per schiamazzi. La legge rimane, ma si autorizza una situazione. Ecco quindi che, autorizzando una spiaggia naturista, non si va ad aggirare la legge ma ad autorizzare una pratica che quindi non può più essere contraria alla pubblica decenza perchè in quel posto, la "devenza" non è quella di altri luoghi. Si diceva dell'autorizzazione del topless. Non è che il topless sia ora autorizzato ovunque, se una ragazza gira per strada con le tette fuori, è denunciabile. La cassazione ha solamente stabilito che il topless in spiaggia non offende più la decenza. Poi...tutti siamo denunciabili per qualsiasi cosa. Una tizia un paio di anni fa mi ha parcheggiato l'auto davanti al cancello di casa segregandomi tutto il giorno. Le ho messo un foglio sul parabrezza con le invettive del caso...e mi ha denunciato per offese. Sono stato naturalmente prosciolto immediatamente, ma tant'è che ci ho dovuto perdere del tempo e della pazienza.
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blatore
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01/01/2000 00:00
Conte un privè non è pubblico . E poi un divanetto della Fenice di Venezia è di uno scomodo mostruoso , parte la denuncia non per atti osceni ( quella non è pubblica decenza) ma per amplesso scomodo [:D][:D][:D]
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