Il dubbio normativo

blatore 16/09/2011 16:20 5.486 Visite
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16/09/2011 16:20
la questione è che una persona nuda per esempio alla bassona,che comunque non è neanche autorizzata,non offende nessuno mentre a rimini sì,per cui spogliarsi a Dante non ha rilevanza penale,spogliarsi a rimini sì
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blatore
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16/09/2011 16:20
Avrei un quesito da porre.  Sappiamo che il reato di cui si puó essere denunciati stando nudi e quello dell'atto contrario alla pubblica decenza . Tralascio quello degli atti osceni perché doveroso. Possiamo inoltre dedurre, senza essere legulei che una norma o ordinanza comunale o regionale che sia non puó mai prevaricare una legge dello stato. Quindi mi chiedo se la sola nudità puó essere denunciata quale reato, nelle cosiddette zone autorizzate al nudismo non possono esserci garanzie che non si sia denunciati. Sarebbe una contraddizione. Ne consegue o ne puó conseguire che il reato indicato non puó essere applicato alla nudità , perché in ogni zona autorizzata tale reato sarebbe punito. Oppure le ordinanze degli enti non prevaricano la norma e quindi si puó essere tranquillamente almeno denunciati , salvo poi essere assolti, ma con le conseguenze immaginabili. Voi che dite ?
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blatore
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16/09/2011 19:01
Mi sembra che la legge non faccia queste distinzioni . È vero che non è proprio uguale per tutti , ma la variabile della località mi sembra un pó troppo. O volevi forse dire che se sei solo in un posto sperduto allora non scatta la denuncia? Per forza se non c'è nessuno che la fa. Ma se passa qualche rappresentante dell'ordine perché non dovrebbe denunciare? non ho detto condannav, ho detto denuncia .
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16/09/2011 19:38
no non è la località che fa la variabile,è il fatto di offendere o meno chi assiste;perchè tette e culi in tv non costituiscono reato?perchè ormai non urta più la sensibilità di nessuno come non urta la sensibilità di nessuno stare nudi alla bassona,mentre altrove sì
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16/09/2011 19:42
ho trovato questa sentenza,sfavorevole,ma che dovrebbe aiutare a capire http://www.avvocatotornielli.net/atti_contrari_alla_pubblica_decenza.htm
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blatore
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16/09/2011 20:21
Andrea sesto ! Le sentenze le conosco. Ma queste finora non hanno impedito le denunce. Forse non mi spiego. Fino ad oggi, permissivismo a parte, è possibile la denuncia . Tu ritieni che questa non sua possibile Io no. Ed infatti questa avviene comunque indifferentemente dal luogo e o dal permesso della gente. Poi sarai anche assolto, ma intanto sei ae prese con la giustizia per aver preso il sole nudo , ne più ne meno che se avessi rubato.
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16/09/2011 22:23
si ma hai presente la mamma paranoica che ha dovuto sborsare 25000 eurozzi per aver denunciato la tipa in topless?forse non lasciarsi pestare i piedi dipende anche da noi
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blatore
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16/09/2011 22:33
Si è vero , dopo che ha dubito un giudizio, derivato da una denuncia . io non sono affatto disponibile a farmi giudicare , neppure per 100.000 euro. È una questione di principio. E poi quei soldi li ha ottenuti attraverso un altro giudizio per danni morali, non nello stesso giudizio da cui era stata prosciolta. È lei che ha fatto causa . Pensa che casino per una banale denuncia per un seno nudo. Vuoi affrontarlo ? Va bene . Io preferisco essere nella legalità e non avere alcun disturbo anche se poi ripagato.
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16/09/2011 22:38
E poi quei soldi li ha ottenuti attraverso un altro giudizio per danni morali
veramente mi sembra di ricordare che quella cifra l'ha avuta non come rimborso dei danni morali ma in cambio della rinuncia a costituirsi parte civile nel processo PER CALUNNIA a carico della mamma paranoica
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16/09/2011 22:48
il dubbio potrebbe essere anche giustificato, però direi non prorpio in questi termini. faccio un esempio in breve. Mi pare circa 30/40 anni fa, una sentenza della cassazione stabiliva che il topless non era reato. Fatto è che le donne denudino il seno ormai a loro piacimento, quando vogliono. (mentre scrivevo hanno scritto lo stesso esempio che avevo messo, per cui semplifico)Anno scorso una "mamma" denunciò una ragazza perchè a seno nudo, si spalmava crema,. e stava sconturbando i suoi figli. La ragazza è stata riconosciuta innocente, perchè la cosa è ammessa da sentenza di cassazione. Ha ridenunciato la mamma per calunnia, che è stata condannata a pagare 25.000 euro (spese processuali intercorse). Anche se non le pagherà mai. Dov'è il problema? Che le sentenze della cassazione non fanno legge, ma modus vivendi, a cui i giudici poi devono guardare. Non è legge ma diventa legge. Però il legislatore, difficilmente aggiorna le leggi in base alle sentenze, indi l'operatore di pubblica sicurezza, in caso di denuncia, non sa mai se lasciar perdere o fare i suoi passi, tanto se va male, ci pensa il giudice a liberare. molto meglio che essere a sua volta denunciato per omissione d'atti d'ufficio. Perchè questo è ciò che rischiano. Molto spesso la polizia viene chiamata, intervengono, e se il chiamante è uno calmo, fan finta di nulla (e a Dante abbiamo esempi su esempi di segnalazioni di segaioli, a cui le forse dell'ordine non son mai venute). Se è uno esagitato, allora ci fanno un regalo.... non ci denunciano mai per il 726, ma per il 527, di cui è facilmente dimostrabile la non concorrenza dei fatti, indi il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto. Però ricordiamoci una cosa: una atto, un gesto, un essere, uno stato, per essere ammesso o vietato deve essere scritto su qualcosa, legge, delibera, ordinanza che sia. La legislazione italiana non parla in nessun caso di nudo, se non nelle sentenze a noi favorevoli della cassazione, a cui tutti ci riferiamo. Per questo a Dante (luogo normalmente frequentato da nudisti) è ammissibile essere nudi e a Rimini no. Per questo stiamo continuando a frequentarlo, finchè non arrivano ordini contrari. per questo a Vizzola, Manerba, Sirolo, Chiavari, han dovuto emettere ordinanza di divieto.... appunto perchè non esiste un divieto generico di stare nudi nelle leggi italiane. Altrimenti che motivazione ci sarebbe stata per farle? E al contrario, non essendoci alcuna legislazione specifica in merito, che a nostro favore vengono emanate delibere, ordinanze etc, proprio per il "vacatio legis". Il 726, ricordo che non parla di nudismo, ma recita: Art. 726 del Codice Penale (Atti contrari alla pubblica decenza): Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza e’ punito con l’ammenda.... Un atto contrario alla pubblica decenza potrebbe essere il defecare in piazza, l'andare in giro puzzolenti e straccioni, insomma tutto ciò che può urtare il comune senso del pudore. Se leggiamo uno stralcio di quella sentenza, essa afferma: Orbene, nel compiere tale accertamento - ad avviso del Collegio - ben possono essere utilizzati come parametri di valutazione del modificarsi dei costumi sul territorio nazionale, contrariamente a quanto affermato da qualche decisione ormai datata di questa Corte, i mezzi di comunicazione ed informazione (televisione, giornali, cinema) ed anche le mode, intese come costumi o comportamenti diffusi e generalmente accettati o tollerati, in quanto "specchio del comune sentire". Peraltro tali parametri non vanno considerati astrattamente, ma devono necessariamente essere rapportati allo specifico contesto in cui è accaduto il fatto ed alle particolari modalità di esso. Per quanto concerne il "nudo integrale", oggetto del presente procedimento, ovviamente non accompagnato da atteggiamenti erotici o pruriginosi di cui lo esibisce, si osserva che esso - con riferimento al sentimento medio della comunità, ai valori correnti della coscienza sociale ed alle reazioni dell'uomo medio normale - si presta a differenti valutazioni proprio a seconda del contesto in cui si pone. E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate. Per questo che si chiedeno le spiagge autorizzate. Insomma è un riconoscimento legale che ci protegge da interventi di chi non vuol vedere persone nude, e dalle stesse forze dell'ordine, che sanno che li la cosa è autorizzata. Tant'è che nelle spiagge autorizzate, la polizia, i carabinieri, intevengno al contrario: non reprimono i nudisti, ma li proteggono. Sia dai tessili, che dai segaioli (e se mi permettete, questa associazione mi piace da morire). Ed è ancora per questo che si chiede una legge nazionale che protegga il nudismo, insomma che ammetta finalmente che ci son persone che vogliono star nude, e che venga indicato una volta per tutte dove e quando, se necessario. Solo che sigh, finora, son state fatte solo proposte che limitano la cosa ai campeggi e strutture varie. Solo la proposta Grillini & altri, ad oggi la migliore, che semplicemente depenalizzava il 726. Per cui uno si poteva mettere nudo ovunque, finchè.... non superava lo stato di quiete [i]La linea di demarcazione tra gli atti osceni e quelli indecenti, non sempre di facile individuazione, ha fornito agli interpreti la possibilità di affermare che i primo offendono la verecondia sessuale, suscitando nell'osservatore sensazioni di ripugnanza o di desideri erotici, ma sempre comunque toccando la sfera degli interessi sessuali lato sensu[/b]
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blatore
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16/09/2011 23:07
Va bene. Mettiamola così . Avremmo potuto a norma di legge essere tutti denunciati al raduno ? Non mi frega se poi vinciamo la causa , mi i teressa sapere se possiamo essere denunciati in linea di diritto.
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16/09/2011 23:22
blatore ha scritto:
Va bene. Mettiamola così . Avremmo potuto a norma di legge essere tutti denunciati al raduno ? Non mi frega se poi vinciamo la causa , mi i teressa sapere se possiamo essere denunciati in linea di diritto.
No, manco per idea. A norma di legge al Nido dell'Aquila esiste la delibera n. 83 del 24/03/2010 del comune di San Vincenzo, che autorizza la pratica del naturismo nella suddetta spiaggia, quindi è uno dei pochissimi casi in Italia dove il naturismo è di fatto legalizzato. Nelle altre spiagge no, si va un po' a naso a seconda dell'umore di chi si trova sul luogo, per cui contestazioni si possono avere che so, a Torre Salsa - stante una frequentazione naturista per consuetudine ormai quarantennale. Insomma se è bene praticare, lo dobbiamo fare proprio in quelle poche spiagge che godono di una destinazione d'uso che autorizza di fatto la pratica naturista. Ciao. PS: vedi http://www.spiaggianaturistanidodellaquila.it/3EAEEDAE-5B7C-4B44-A096-13BD53FF6C28.html
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blatore
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16/09/2011 23:37
N77 un ordinanza comunale non puó prevaricare una legge dello stato . Pensa se autorizzassero la pratica dello scippo , ma solo nella via principale del paese. L'ordunanza di vizzola prevede una sanzione amministrativa ma fatte salve le prerogative legislative in materia . La denuncia puó esserci eccome . È la sentenza di nin procedibilità che sarà favorevole . Col cavolo che non possiamo essere denunciati . Siamo in pubblico, non in una zona privata , ecco perché i camping naturisti sono associazioni . Al raduno poteva benissimo partire una denuncia , l'ordinanza non ha alcun valore se la denuncia è di atti contrari alla pubblica decenza. E su quella spiaggia nin c'erano muri , ma solo un cartello ed eravamo in pubblico . Se uno solo dei presenti avesse voluto avrebbe tranquillamente potuti denunciare e ka denuncia avrebbe fatto il suo corso a prescindere dalla sentenza.
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16/09/2011 23:53
blatore ha scritto:
N77 un ordinanza comunale non puó prevaricare una legge dello stato . Pensa se autorizzassero la pratica dello scippo , ma solo nella via principale del paese. L'ordunanza di vizzola prevede una sanzione amministrativa ma fatte salve le prerogative legislative in materia . La denuncia puó esserci eccome . È la sentenza di nin procedibilità che sarà favorevole . Col cavolo che non possiamo essere denunciati . Siamo in pubblico, non in una zona privata , ecco perché i camping naturisti sono associazioni . Al raduno poteva benissimo partire una denuncia , l'ordinanza non ha alcun valore se la denuncia è di atti contrari alla pubblica decenza. E su quella spiaggia nin c'erano muri , ma solo un cartello ed eravamo in pubblico . Se uno solo dei presenti avesse voluto avrebbe tranquillamente potuti denunciare e ka denuncia avrebbe fatto il suo corso a prescindere dalla sentenza.
è questo che non capisci. Nel 726 non c'è scritto chi stà nudo, ma chi compie atti indecenti. Se te cagavi in spiaggia eri indecente; nudo no. L'ordinanza copre appunto il vuoto normativo. non c'è legge che dice se puoi star nudo o no. Mai visto uno che ti denuncia perchè non sosti dove c'è divieto di sosta? Anche quello è un'ordinanza. Mai visto uno che ti denncia perchè tieni chiuso un locale di notte? Anche il locale lo tieni chiuso per un'ordinanza. Una regione, un comune, può autorizzare un qualcosa che non sia previsto dalla normativa statale, cosi come può vietarla a prescindere dalla norma stessa. Motivi diversi fan si che tutto si può o non può fare secondo zona. In una diga ti vien fatto divieto di balneazione per pubblica sicurezza, trovami una legge dove sta scritto che hai il permesso di farti il bagno in acque pubbliche. Non tutto è normato in Italia, e per fortuna dico io.
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blatore
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17/09/2011 00:26
Quindi in conclusione , come dici , siamo un "vuoto normativo". Tutto avrei pensato meno che essere definito tale (sigh) . Penso che l'interpretazione sia un pó tirata . L'unica differenza che puó reggere è che nel caso di denuncia per atti contrari ... chi la riceve non prosegue l'iter perché il luogo indicato sarebbe autorizzato. Ma se non sbaglio il lido di Dante non lo è più o perlomeno non per l'intera parte utilizzata per il naturismo. Ne consegue che vi sia un rischio oggettivo. Quanto alla ipotetica copertura derivata dall'autorizzazione rimango scettico , ne prendo atto, ma devo presupporre che nulla avvenga non tanto per il vuoto normativo ma per uno stato di normalità ormai consolidata.
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