Ho dato un'occhiata in giro (sul web) per vedere se ci capivo qualcosa.
Da uno degli indirizzi prima segnalati riporto:
"Il Gardacqua è stato realizzato tra il 2005 e il 2008 in project financing. La spesa totale è stata di circa 12 milioni di euro, di cui 2 milioni a 700mila a carico del Comune. Come prevede il progetto di finanza, a scadenza della convenzione, che ha durata di 28 anni a partire dalla data di stipula nel 2005, tutte le opere realizzate diventeranno proprietà del Comune. L'ultimo intervento proposto prevede una spesa di circa 2 milioni, tutti a carico della ditta che, a fronte dei nuovi lavori, potrebbe chiedere un prolungamento del termine di concessione."
Quindi è vero che i cittadini ci hanno messo dei soldi, ma è anche vero che a fronte di questa spesa avranno un domani la proprietà di una struttura il cui valore dovrebbe superare di gran lunga l'onere finanziario sostenuto.
Dico questo perchè dalle comunicazioni di Nuova Garda, sembrerebbe che il Gardacqua e la sua gestione siano soltanto un danno per i cittadini.
A me personalmente non piace quando di una vicenda si vedono solo i pro o solo i contro a seconda delle proprie convinzioni o posizioni personali: anche quando la convenienza suggerirebbe diversamente, un po' di obiettività ci vuole se si vuole instaurare un dialogo partendo da un numero sia pur minimo di presupposti comuni.
Diversamente si può polemizzare, e diventa un vuoto esercizio di stile, oppure si può litigare, e diventa una perdita di tempo.
Io credo che i partecipanti al raduno possono stare tranquilli: salvo fulmini a ciel sereno, la direzione del Gardacqua pare favorevole al raduno ed essendo loro i gestori della struttura, i giochi dovrebbero essere ormai fatti.
Ma anche se fosse necessario il placet del consiglio comunale, non dovrebbero esserci problemi: sempre da ciò che ho letto, la maggioranza si è dichiarata non ostile all'iniziativa.
La capogruppo può quindi mettersi il cuore in pace, perlomeno rispetto alla possibilità di bloccare l'evento.
Ma io non credo si metterà l'animo in pace.
Per un po' ho tenuto per buona la voce che diceva che il raduno fosse un pretesto per attirare l'attenzione sui costi e sulla gestione della struttura.
Però se così fosse, spese un paio di parole sull'evento che ci riguarda, se ne sarebbero spese molte di più sulle questioni economiche o politiche (formalmente) a margine.
Invece basta dare un'occhiata agli interventi in risposta agli articoli o ad altri interventi per capire in che direzione tiri il vento.
Per capire invece con chi abbiamo a che fare occorre prestare un po' di attenzione in più (a mio parere, eh: non vuole essere un giudizio assoluto, solo un'opinione circostanziata).
Affermazioni come "questa è una piscina praticamente pubblica e non vi vogliamo." mi sembrano tanto tolleranti quanto logiche: in una struttura pubblica, per definizione, fatti salvi regolamenti, orari e problemi di ordine pubblico, può accedere chiunque.
Certo, fregandosene del rispetto delle minoranze, si potrebbe dire che l'esclusione dei nudisti non è altro che la volontà della maggioranza della popolazione, ma ciò, detto da un rappresentante della minoranza, ha il potere di preoccupare se preso seriamente, ma anche di donare ilarità se gli si dà il giusto peso.
Ma del resto, cosa aspettarsi da chi è 'gardesana d'adozione fin dalla nascita' (

): un'espressione che, se non fosse costituita da più di due parole, sarebbe un ossimoro perfetto.
Così come una sorta di ossimoro esistenziale è chi, laureato in Economia, osteggia un'iniziativa che ha tra i principali effetti quello di un consistente aumento dei clienti (paganti!) di una struttura a cui si rimprovera di non produrre utili a sufficienza.
Ora qualche considerazione pratica.
Salvo imprevisti, il raduno si farà.
A causa di ciò la signora potrebbe indossare il cilicio.
Non essendo atto ad impedire il contatto con il legno, ella non potrà entrare in sauna: i partecipanti si potranno godere la serata.
Per quanto riguarda eventuali rivalse legali, solo un avvocato, ed io non lo sono, può stabilire se al momento ci sono già gli estremi per una querela; però vorrei osservare che mentre l'interpellanza era piuttosto misurata, i successivi interventi sul web cominciano a dare segni di cedimento: sotto un'ulteriore pressione, potrebbero sfuggire affermazioni meritevoli dell'attenzione di un giudice...
Ma la domanda è: ne vale la pena?
Io sono dell'opinione che sarebbe più produttivo, nei commenti inviati ai vari quotidiani, anzichè parlare a chi non ha certo intenzione di cambiare il proprio giudizio, rivolgersi a tutti quei lettori che non conoscono bene nudismo, naturismo ed il modo corretto di fare una sauna.
Visto che, grazie all'interpellanza e all'attenzione che le hanno dedicato i giornali, la faccenda ha avuto una certa risonanza, se ne potrebbe approfittare per illustrare le peculiarità del nostro mondo a chi normalmente non frequenta forum e siti dedicati.