Tempo fa avevo proposto di inviare delle mail a tutte le segreterie dei partiti nazionali, alle regioni e provincie di appartenenza dei singoli mittenti e al ministero del turismo e a quello del bilancio, in cui ognuno dicesse nome della località nudista estera, numero di persone al seguito e denaro speso (all'estero invece che sul territorio nazionale) per le proprie vacanze nudiste.
Se le mail fossero state numerose forse qualche lampadina si sarebbe accesa.
Problemi di ordine legale sulla privacy (pare) hanno frenato sul nascere l'idea e si è preferito adottare la strategia dell'articolo sui media della carta stampata.
In effetti condivdo il pensiero di Max anche perchè, diciamocelo, c'è differenza tra gli iscritti alle associazioni per mera passione e quelli perchè obbligati per poter accedere a determinate strutture.
Forse più peso politico avrebbero i nudisti se si formasse una specie di movimento ma, anche in questo caso, i problemi sarebbero enormi perchè alla fine quest'ultimo dovrebbe, giocoforza, allearsi con uno dei due schieramenti in competizione rischiando di perdere molti sostenitori se eventualmente riluttanti a votare lo schieramento scelto che per altri (e più importanti) motivi sente che non lo rappresenti.