Non voglio fare il bastian contrario, e pur apprezzando lo sforzo dei proponenti, ho letto solo una fotocopia della legge emiliano romagnola che di fatto ha vietato il nudismo in tutta la romagna, dato che lo ha reso succube alle volontà comunali di intraprendere questa strada, e non solo, cosi scritta, come ha ben detto jarod, lo vieterà del tutto in ogni parco o riserva naturale esistente in loco.
Alcuni punti di riflessione:
-Non c'è un articolo che invita/suggerisce/impone la libera fruizione delle spiagge.
-art 3 comma 1---I comuni possono destinare ("possono" significa che se non vogliono aveve nudismo tra i piedi, gli basta non approvare la cosa)
-comma 2 .. 2. Nelle aree pubbliche destinate al naturismo dovranno essere costruite semplici infrastrutture a servizi che siano scarsamente visibil......... (il "dovranno", cosi come sta succedendo a Lido di Dante, significa che se si trata di una riserva dove non può essere installato nulla di nulla, automaticamente pone divieto di autorizzazione)
-comma 3 La gestione di tali aree può essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione applicando le tariffe previste dalle rispettive normative.
("può" essere concessa non ammette anche il contrario se non è scritto, cioè "possono essere a libera fruizione", alias se non c'è un qualcuno che presiede la spiagga non vien concessa.)
("applicando le tariffe" Ottima cosa quando si tratta di gestori commerciali, ma se questi sono associazioni, notoriamente in bolletta quando avranno soldi per pagare la concessione? A quanto ammonta la medesima, 1 € o 10.000?). Io avrei fatto specificare che il pagamento della concessione è previsto solo in caso in cui il gestore sia un commerciale (bagnino etc) oppure che nell'area di concessione siano installati esercizi commerciali, tipo bar etc. Un'associazione che si rispetti, fatta di volontari che non sempre son presenti, che paga i conti con un sorriso e una stretta di mano, sarà impossibilitata a prendere concessioni.
Ricordo storico: quando l'assessore regionale Emilia Romagna propose la consessione ad Aner, usci la cifra di 70.000€ comprensiva di guardiani pagati e omnipresenti)
-comma 4 Nel caso di cui al comma 3, la concessione individua il canone dovuto dai soggetti gestori e l'obbligo di attrezzare l'area in modo da garantirne il buon funzionamento e la fruizione.
(idem come sopra. Se il gestore è un'associazione, e deve installare bagni, bar, lettini, docce...dove trova i soldi, ed è sicuro di un rientro economico adeguato)
-art 6 comma 1 Le aree destinate alla pratica naturista sono opportunamente delimitate e segnalate mediante cartelli
(i "cartelli", anche se odiosi, van bene. La parola "delimitata" non significa avere delle coordinate i fruizione, ma può significare recinzione, rete con ombreggianti...insomma un ghetto recintato tipo prato destinato al pascolo. Sarebbe stato meglio già il solo "individuata"
comma 2 Le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, inoltre, garantiscono i terzi estranei alle strutture medesime rispetto alla visibilità dall'esterno dei luoghi di pratica naturista.
(come sopra. Già i termini usati dicono che si vogliono salvaguardare gli occhi di chi non vuol vedee nusiti in spiaggia, ed è dispregiativo in partenza, ma ciò si realizza solo appunto, tramite palizzate, ombreggianti etc. Ghetto!!!)
Non analizzo altre parti della proposta.
Non sono mai stato in Sicilia e non so se riuscirò mai ad andarci, ma ho tanti amici siculi, e non vorrei ritrovarmeli mutandati per obbligo come sta succcedendo a Dante per gli stessi motivi elencati sopra. Sperare che la proposta sia approvata da tutti le altre regioni? Io spero proprio che non passi nemmeno per la Sicilia, e non firmo la petizione. Per me sarebbe la fine della libertà nudista anche in Sicila.