sono necessarie le .. Associazioni NATURISTE ?

antoni 11/05/2013 22:16 5.967 Visite
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...e quindi?
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antoni
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11/05/2013 22:16
Le associazioni naturiste sono strutturate gerarchicamente su tre livelli. Al vertice vi è la International Naturist Federation, a cui fanno capo le federazioni nazionali.L' International Naturist Federation (INF) è una federazione, fondata nel 1951 a Vendays-Montalivet e con sede a Bonn, che raccoglie 38 federazioni naturiste nazionali e rilascia le tessere che permettono l'accesso a tutte le strutture naturiste.L'Italia è presente attraverso la Federazione naturista italiana, che a sua volta raccoglie le varie associazioni naturiste italiane.La Federazione naturista italiana (FENAIT) è una federazione, fondata di fatto nel 1972 ma registrata il 10 dicembre 1997 e con sede a Torino, che raccoglie la maggior parte delle associazioni naturiste italiane. È membro dell'International Naturist Federation, ed in quanto tale è autorizzata a rilasciare alle associazioni iscritte, che a loro volta le rilasciano ai loro membri, i bollini annuali per le tessere che permettono l'accesso a tutte le strutture naturiste. Nel 2005 alcune associazioni naturiste hanno abbandonato la Federazione naturista italiana, fondando la Confederazione naturista italiana, la quale però non è membro dell'International Naturist Federation in quanto, per statuto di quest'ultima, può essere accolta una sola federazione nazionale per paese. Attualmente ne fanno parte : Associazione naturista Alto Adige Associazione naturista abruzzese Associazione naturista ecologista italiana Associazione naturista emiliano romagnola Associazione naturista italiana Associazione naturista Il Costalunga Associazione naturista umanitaria Liburnia Sud unione naturista
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11/05/2013 22:40
Beh queste cose sono la parte conosciuta del discorso, a sommi capi, ma proprio sommi. Va avanti!!!
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maro58
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12/05/2013 13:29
Il principio dell’ associazionismo per tutelare gli interessi ed i diritti dei vari utenti è sacrosanto. Da solo puoi solo tentare con estrema difficoltà di far valere le tue idee. Se trovi convergenza di idee con altri diventa, logicamente, più facile far valere i tuoi desideri. Questo vale soprattutto per le minoranze. Presumo che nessuno contesti che i naturisti e i nudisti siamo minoranze, da qui l’esigenza di radunarsi in associazioni. Poi come ovvio anche le associazioni hanno i loro problemi e gli aspetti negativi ma è incombenza degli associati o potenziali tali far si che le cose si appianino e si sistemino. PS: il costalunga è uno splendido campeggio nudista immerso nel verde non una associazione. (che io sappia)
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Nudomark
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12/05/2013 13:58
Non mi risulta essere esattamente del tutto corretto il post... Mark
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12/05/2013 15:29
Maro, ehm, perché l'ex SUN non era Pizzo Greco? Perché UNI non è Le Betulle? Per non parlare di Lichxxxx e come cacchio si chiamano… Un'associazione di fatto non dovrebbe avere mai un CD composto dai proprietari di strutture, una cacchiata tutta e solo italiana. Concorrenti e giudici che son le stesse persone. Assurdo.
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12/05/2013 16:36
Mi piacciono gli interventi sopra riportati. Io credo che il nudismo sia una nicchia. Tanti sarebbero nudisti in Italia se solo avessero un posto dove vivere nene il nudismo con gli altri (INF). Non si tratta di ribadire diritti. Hanno fatto bene 40 anni or sono Romano Mantani, alcini suoi amici e le loro famiglie ad animare un posto della nosttrea costiera, portarci tanta gente ed allontanare di fatto i tessili. Le associazioni servono ad organizzare questo. Poi esiste l'accredito delle associazioni e delle federazioni nazionali in INF. A Trieste ci sono certi gruppi che si ritrovano con continuità e vivono un momento di naturismo buono e vero. In totale avremo svariate centinaia di persone che ogni giorno vive questa spiaggia e molte di più nei weekend. Poi ci sono tanti nudisti sulle barche che stazionano all'interno delle pedocere. Questo è promuovere in senso ampio il nudismo. Oggi Liburnia non si occupa direttamente di tutta la spiaggia, perchè la gran parte sono solo simpatizzanti. Però Liburnia ha fatto rotolare il primo sasso. Il resto è stato successivo. Alcune associazioni fanno belle azioni sul territorio. Ci vorrebbe però un mutuo riconoscimento tra associazioni e nudisti simpatizzanti per il riciniscimento sociale sul territorio, senza il quale non si chiede niente alle istituzioni. C'è molto lavoro da fare ancora. Inoltre proprio le associazioni sono in grado di allontanare molti disturbatori e favorire, difendere e rassicurare i novizi nei loro primi passi nel nudismo. Questo è fondamentale per lo sviluppo.
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12/05/2013 17:35
Tutto bello, tutto esemplare, condivisibile oppure no che sia. Però, Marcopolo, per favore: "- rassicurare i novizi nei loro primi passi nel nudismo-" detta così, pare che per togliersi un paio di mutande ci voglia il patentino.
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antoni
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12/05/2013 18:28
a_fenice ha scritto:
Beh queste cose sono la parte conosciuta del discorso, a sommi capi, ma proprio sommi. Va avanti!!!
[:51] Solo oggi ho capito chi sei leggendo il tuo profilo con l'intervento della itaindo ,io non ho l'abitudine di controllare ,verificare tramite il profilo di un utente in questo caso o chiedere informazioni e pettegolezzi fuori da questo sito .Io sono diretto , schietto , tutti sono Amici non c'e' differenza di eta' , colore di pelle , colore politico ,sesso ,povero ricco ,cattolico , pentecostano ,ecc.. rispetto tutti .Sara' sbagliato non mi interessa , Amico oggi & domani non piu' Amici OK ! da queste esperienze di Amicizie imparo tanto .La discussione che avevo aperta era per trovare la soluzione ( che non si trovera' mai )alla situazione gestione tesserati , non piu' iscritti e dei loro busines , è qui il problema il POTERE di una persona o piu' che ne sconvolge il cuore del MOVIMENTO NATURISTA .tutti sanno ma nessuno.... [:37] [:255][:244] da oggi dovro' .... [:163] [:188]
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12/05/2013 18:33
Ci sono un'infinità di considerazioni da fare in merito, che le cose non si possono semplicemente rimettere al "bisogna dare riconoscimento alle associazioni", vediamo sinteticamente le principali (in ordine sparso). 1) La crisi associativa non riguarda solo il nudismo ma (quasi) tutte le attività. 2) Al contrario i social network e le comunità on-line viaggiano alla grande, specie se gratuiti. 3) Un tempo associarsi era l'unico modo per avere un punto di ritrovo che non fosse l'osteria di paese; oggi di modi ce ne sono un'infinità, anche senza muoversi da casa. 4) Oggi le persone hanno pochissimo tempo libero, uniamoci il traffico congestionato, lo stress di una vita basata sulla fretta e le tante altre problematiche di oggi, alla sera la gente non ha più voglia d'uscire di casa, magari di farsi diverse decine di chilometri, per andare a chiudersi in una stanza, se ne sta a casa. 5) I giovani, poi, già da diversi anni crescono quasi in casa da soli e non sentono più di tanto il bisogno di entrare a far parte di associazioni, se non per mortivi agonistici (quei pochi che ancora fanno sport ad un certo livello). 6) Molti non tirano a campare e devono contare anche il singolo euro. 7) Oggi le persone sono più informate e le gabole "pubblicitarie" associative hanno la vita corta. 8) Di fatto, basandoci sui numeri dei nostri utenti e di quelli dichiarati dalla Fenait, ci sono almeno 30000 nudisti che praticano senza bisogno d'essere associati, evidentemente non servono le associazioni per iniziare a praticare il nudismo e continuare a farlo. 9) La maggior parte delle zone ove si pratica nudismo non sono presidiate ( http://ezine.inudisti.it/articolo.aspx?idezine=128), indi non è necessario un presidio per poter avere una zona praticabile. 10) Le istituzioni sono a disposizione del singolo cittadino e quindi non c'è bisogno di un'associazione per interfacciarsi con le stesse; l'associazione certamente comporta dei vantaggi (ammesso che li utilizzi; ad esempio la possibilità di creare lobbies), ma non è indispensabile 11) Da che mondo è mondo il venditore non può pretendere che sia il compratore a comprare il suo prodotto, ma deve lui fare in modo che il suo prodotto risulti appetibile e venga comprato. 12) Seguite per un paio d'anni quello che fanno le associazioni e le federazioni estere e vi renderete conto della differenza organizzativa e attuativa, e anche loro sono in deficit. ( http://ezine.inudisti.it/articolo.aspx?idezine=124 anche se limitato alle Federazioni) 13) I giovani sono pochissimi (refrattari alle regole si tengono ben lontani da ambienti dove le regole invece la fanno da padrone; vogliono potersi divertire in santa pace, anche facendo baldoria; non amano chi fa problemi su tatuaggi e piercing, e via dicendo) e gli anziani non vivono in eterno!
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Nudomark
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12/05/2013 18:41
Emanuele Cinelli ha scritto:
Ci sono un'infinità di considerazioni da fare in merito, che le cose non si possono semplicemente rimettere al "bisogna dare riconoscimento alle associazioni", vediamo sinteticamente le principali (in ordine sparso). 10) Le istituzioni sono a disposizione del singolo cittadino e quindi non c'è bisogno di un'associazione per interfacciarsi con le stesse; l'associazione certamente comporta dei vantaggi (ammesso che li utilizzi; ad esempio la possibilità di creare lobbies), ma non è indispensabile
Non mi è chiaro questo concetto...in particolare creare lobbies, ti spiace spiegarmi, grazie. Mark
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12/05/2013 18:49
Emanuele Cinelli ha scritto:
Ci sono un'infinità di considerazioni da fare in merito, che le cose non si possono semplicemente rimettere al "bisogna dare riconoscimento alle associazioni", vediamo sinteticamente le principali (in ordine sparso). 1) La crisi associativa non riguarda solo il nudismo ma (quasi) tutte le attività. 2) Al contrario i social network e le comunità on-line viaggiano alla grande, specie se gratuiti. 3) Un tempo associarsi era l'unico modo per avere un punto di ritrovo che non fosse l'osteria di paese; oggi di modi ce ne sono un'infinità, anche senza muoversi da casa. 4) Oggi le persone hanno pochissimo tempo libero, uniamoci il traffico congestionato, lo stress di una vita basata sulla fretta e le tante altre problematiche di oggi, alla sera la gente non ha più voglia d'uscire di casa, magari di farsi diverse decine di chilometri, per andare a chiudersi in una stanza, se ne sta a casa. 5) I giovani, poi, già da diversi anni crescono quasi in casa da soli e non sentono più di tanto il bisogno di entrare a far parte di associazioni, se non per mortivi agonistici (quei pochi che ancora fanno sport ad un certo livello). 6) Molti non tirano a campare e devono contare anche il singolo euro. 7) Oggi le persone sono più informate e le gabole "pubblicitarie" associative hanno la vita corta. 8) Di fatto, basandoci sui numeri dei nostri utenti e di quelli dichiarati dalla Fenait, ci sono almeno 30000 nudisti che praticano senza bisogno d'essere associati, evidentemente non servono le associazioni per iniziare a praticare il nudismo e continuare a farlo. 9) La maggior parte delle zone ove si pratica nudismo non sono presidiate ( http://ezine.inudisti.it/articolo.aspx?idezine=128), indi non è necessario un presidio per poter avere una zona praticabile. 10) Le istituzioni sono a disposizione del singolo cittadino e quindi non c'è bisogno di un'associazione per interfacciarsi con le stesse; l'associazione certamente comporta dei vantaggi (ammesso che li utilizzi; ad esempio la possibilità di creare lobbies), ma non è indispensabile 11) Da che mondo è mondo il venditore non può pretendere che sia il compratore a comprare il suo prodotto, ma deve lui fare in modo che il suo prodotto risulti appetibile e venga comprato. 12) Seguite per un paio d'anni quello che fanno le associazioni e le federazioni estere e vi renderete conto della differenza organizzativa e attuativa, e anche loro sono in deficit. ( http://ezine.inudisti.it/articolo.aspx?idezine=124 anche se limitato alle Federazioni) 13) I giovani sono pochissimi (refrattari alle regole si tengono ben lontani da ambienti dove le regole invece la fanno da padrone; vogliono potersi divertire in santa pace, anche facendo baldoria; non amano chi fa problemi su tatuaggi e piercing, e via dicendo) e gli anziani non vivono in eterno!
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12/05/2013 21:32
lobbies= da wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_di_pressione Un gruppo di pressione è un gruppo di interesse che si pone la finalità di influenzare il decisore pubblico al fine di trarne un vantaggio diretto, non necessariamente economico (secondo la definizione data da P.L.Petrillo, Le lobbies nella forma di governo italiana, in Percorsi costituzionali, 3, 2012, pp. 179 ss.). Si tratta, quindi, di un gruppo organizzato, ovvero dotato di una organizzazione formale, identificabile e riconoscibile basata sulla divisione funzionale dei compiti che agisce in vista dell'affermazione dell'interesse particolare che ne ha causato la genesi. In questo senso il gruppo di interesse che si attiva in modo da esercitare influenza sulle decisioni dei decisori pubblici, siano essi i rappresentanti del potere legislativo, dell'esecutivo, delle Authority e degli enti di controllo o della funzione di implementazione realizzata dalla PA, agisce come gruppo di pressione. Il termine ha, nella lingua italiana, un sinonimo acquisito dalla tradizione anglosassone: lobby e la modalità di azione con cui esso si inserisce esercitando la propria pressione sul sistema politico viene denominata lobbying. Il termine lobby viene usato correntemente anche per indicare un certo numero di gruppi, organizzazioni, individui, legati tra loro dalla volontà di influenzare a favore dell'interesse rappresentando le istituzioni legislative, politiche ed amministrative chiamate ad individuare l'interesse generale e a legiferare in merito ad esso. In Europa questo processo si verifica presso la Commissione che ha sede a Bruxelles, e in misura minore presso il Parlamento, che ha sede a Strasburgo; negli Usa la pressione si esercita sul Congresso di Washington. Il fenomeno lobbistico si inquadra talora in un contesto de-ideologizzato, pertanto l'adesione o la presa di contatto con un gruppo di interesse non implica di per sé coincidenza a una generalizzata, o ideologica, visione del mondo ma si concretizza in un supporto a singole e specifiche negoziazioni con le istituzioni[1]. E, per finire, si è diffuso un improprio uso giornalistico del termine anche per indicare una manifestazione popolare, un corteo, dei comizi, l'uso di cartelli e striscioni con lo scopo di far pressione in supporto di (o contro) un preciso provvedimento legislativo (es.: la lobby contro la "poll-tax" istituita dal Primo Ministro conservatore Margaret Thatcher, che si è attivata in più riprese nell'arco dell'anno 1990/1991 in Gran Bretagna). Anche le varianti del termine lobby sono entrate a far parte della lingua italiana o, per lo meno, del linguaggio giornalistico italiano. Abbiamo quindi: "lobby", "lobbies", "lobbying", "lobbista" ecc. Nel senso stretto "coloro che fanno pressioni". Come tutto c'è anche la parte malata della lobbies, tipo quelli che vogliono imporre metodi arcaici a movimenti ormai sradicati dagli inizi del movimento (leggi le contestazioni su piercing e tatuaggi, vegetarianesimo, chiusura a tutto ciò che non è famiglia madre padre figlio, alias single, gay, colored etc.....e a seguire) Il senso? I cittadini possono anche in forma singola agire verso le istutuzioni per ottenere vantaggi (in questo caso di tipo nudistico). Se associati, rappresentati da un nome e una forza di tipo nazionale e europeo, sicuramente sarà più facilmente ascoltata, ma se coloro che stan sopra, se ne fregano di chi sta "sotto", cioè degli associati, ovvio che perde la sua qualifica di lobbies, cioè di coloro che difendono i diritti degli associati. Mark, è quello che ripetiamo da sempre, detto solo in altro modo.
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Nudomark
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12/05/2013 21:50
In Italia il termine lobby ha un'accezione negativa per questo chiedevo...non a caso ultimamente un sottosegretario parlava di lobby degli omosessuali!![:(!] Come associazione ci si sbatte perecchio e molti che scrivono qui lo sanno, e si collabora, per questo abbiamo anche parecchie rotture... Comunque si continua...martedì io sarò a consegnare una lettera a un sindaco per conto di ANITA. Insomma come chi lavora per il sito ci si impegna per ottenere risultati concreti! Mark
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12/05/2013 22:23
Vero Mark, sempre di lobby si tratta, se pur con accezzione o finalità negative. Ma sai che qui si parla in principe della federazione, quando si parla in negativo delle lobby. Per le associazioni---- Diciamocelo chiaro e tondo, anche se senza nomi. Fino a qualche anno fa, molte erano a porte chiuse, nei bilanci, nelle cose decise, nella gente che accoglievano, nelle iniziative che prendevano. Sapere solo che esistevano era come scoprire i componenti dei templari o delle sette massoniche. Pian piano alcuni si sono aperti, e in modo mirabile, anche se ancora ritengo in modo limitato. Uno di queste è Anita, che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, anche se alcuni del Cd ancora ragionano troppo come il conducator....troppo talebani e paurosi di perdere iscritti, di fare figuracce, solo per dire come realmente stanno le cose. O peggio, stan zitti, e lasciano scannare gli altri. Ma sappiamo che comunque, anche se con qualche errore, si va vanti, si cresce, e si migliora ogni giorno. Piacerebbe una svolta decisa e definitiva, ma si è scelto la via delal prudenza, e va bene cosi. Basta che non si faccia alla fine come il medico pietoso, che fece la piaga puzzolente. Dove si deve tagliare che si tagli, inutile tergiversare. Ma avanti, meglio voi/noi che tanti altri Altre associazioni sembrano sette di carbonari. Che esistono lo leggi solo nelle pagine di infonaturista. Cosa fanno poi, è un vero mistero, tenuto gelosamente nascosto. Altre ancora hanno dei dittatori al loro apice, presidenti che fan finta di radunare il cd, o non lo convocano proprio, spacciando un incontro casuale in spiaggia come una seduta del cd. Presidenti che finchè appaiono sui gionali e televisioni si fan vivi, per poi scomparire dalla scena del tutto. E queste, sigh, non si possono definire lobby. Almeno una lobby persegue uno scopo, un'idea. Queste son associazioni mafiose, in cui gli associati ascoltano i dictat del presidente, non gli piace la situazione, ma continuano a votarlo e a dargli credito. E ciò non fa bene per nulla al volto del naturismo italiano.
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