fenice, io al pride ci vado dal 1994, il primo fatto a Roma a livello nazionale, avevo 20 anni) e poi ci sono andato per anni anche in Francia e tre volte a boston....la percentuale di macchiette è assolutamente uguale in tutto il mondo, così come in Italia: la differenza è nella stampa italiana, che mostra solo le macchiette, mentre la stampa di altri paesi fa informazione e non cerca a tutti i costi di stuzzicare i pruriti dei lettori idioti.....
fatta la doverosa difesa di una manifestazione importante come il pride (ricordiamoci di stonewall...) verissimo quanto dici sugli accenni alla fidanzatina...come dice un mio amico, la società e la cultura massificatrice considera tutti etero fino a prova (o dichiarazione) contraria.
E' per questo che considero il coming out (per chi se la sente, chiaro, senza imporlo a nessuno) come un gesto liberatore a livello individuale (affermo la mia vera identità senza vergogna, con fierezza di me stesso e di tutto quel che io sono, con tutte le mie caratteristiche, compresa quella fondamentale del mio modo di amare ed innamorarmi, esprimo la mia fierezza, il mio pride, ancora più forte proprio perché è una fierezza spesso frutto di un travaglio e di un lavoro che ho dovuto fare su me stesso, e i cui risultati non sono disposto ad occultare. Ma oltre al valore individuale, il coming out ha un grosso valore politico: di nuovo, mette in crisi la cultura dominante che vuole un ordine polarizzato: bianco-nero, bello-brutto, maschio-femmina...ed anche il valore di portare la richiesta di diritti da teorica a richiesta di diritti per persone in carne ed ossa, con nome e cognome, che escono per strada, si espongono e cercano diritti....e il valore non è solo per i gay, ma per tutti: una società attenta ai diritti delle minoranze è una società più giusta per tutti, perché tutti, prima o poi siamo minoranza per qualche motivo....ancora: visibilità=vivibilità, quello che dicevo prima: se il mondo pensas che i gay siano pochi o siano tutti fenomeni da circo, la percezione della società non cambierà mai, se scoprono che io, quello che allo sportello ti aiuta a cercare lavoro e spesso ci riesce, son gaym, forse il tuo metro di giudizio cambia.....qualcuno, in questo post, mi diceva: ma perché devi dire che sei gay, così ti ghettizzi....beh, per me è esattamente il contrario, dicendolo, dal ghetto esco ed entro nel mondo per come sono.....
Stop, ma prima una precisazione: la parte della legge sull'omofobia che citi, è stata voluta principalmente dalla CEI, e perseguita dalla senatrice col cilicio, per il timore che papi e vescovoni potessero andare fuori legge.....