Roma, si lancia nel vuoto: "Sono gay...."

giobert 02/09/2026 21:37 3.011 Visite
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
PS: Stonewall non è "un tristissimo" evento: il prequel, era tristissimo.....ti confondi con l'8 marzo.....
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
Sicano, la mia esperienza di più di 22 anni di militanza (non avevo neanche 17 anni quando ho cominciato)nel movimento lgbt (prima in Italia, poi in Francia e adesso in Italia con meno intensità) è totalmente diversa... per quanto io veda delle differenze tra 20 anni fa ed ora: più qualunquismo, meno incisività, meno partecipazione alla base, commercializzazione, superficialità, individualismo.... ma li vedo nel nostro movimento esattamente come li vedo fuori, come mia sorella insegnante dice avvenire nel mondo della scuola e degli studenti.... il Paese si è innegabilmente involuto, socialmente e culturalmente, domina l'apparenza senza contenuto, domina il vuoto, il velinismo ed il tronismo..... purtroppo anche nel movimento lgbt, e per ricordarci su che sito siamo, anche nel movimento naturista.... ognuno per sé e, per chi ci crede Dio, per chi non ci crede il Caso, per tutti..... mi par di capire che non sottostai a questa realtà, che insisti persisti e ti impegni....e fai bene! ce n'è gran bisogno, ce lo dice la cronaca, ce lo continua a dire quello che è successo a Simone ed a tanti Simone che non finiscono sui giornali, non dimentichiamolo, ed evitiamo di fare di tutta l'erba un fascio......
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
Fatto terribile, drammatico, doloroso, ma annunciato. Annunciato, perché fino a quando dire “sono gay” oltre ad essere difficile diventa non opportuno, fuori luogo, fino a quando non se ne parlerà, fino a quando tutte le persone non eterosessuali (considerate minoranza) non usciranno allo scoperto in modo da far cultura, in modo da far capire che può essere gay il tuo vicino di casa, il tuo insegnante, il tuo medico, il tuo collega, il tuo datore di lavoro, il lattaio, il macellaio e il verduriere, ed anche chi scrive su un forum su internet, in modo da farti capire che se anche tuo figlio è gay va bene così, in modo da far capire a tuo figlio che di questo suo modo di essere può parlare con te liberamente come di qualsiasi altra cosa, beh, fino ad allora chi è meno forte, ed un adolescente è sempre “meno forte”, si sentirà inadeguato, si sentirà marchiato, potrà sentire che la sua vita è inutile, ed allora tirarsi giù da un terrazzo non apparirà così assurdo come invece appare a noi che oggi leggiamo la notizia. Fin quando “l’amore che non osa dire il suo nome” continuerà a non dirlo, continuerà ad essere zittito con mille e più motivazioni, allora l’essere non-etero continuerà a far male a chi non lo è. Fin quando il “siamo tutti uguali” resterà vuota retorica e non pratica reale e realizzata sarà necessario, oltre che perseguire leggi che poco potrebbero cambiare nella vita quotidiana di chi medita il suicidio, dimostrare con i fatti, con la nostra vita di tutti i giorni, che è davvero così, e che ognuno può essere se’ stesso con tutto se’ stesso, che è così per ognuno di noi. Non interroghiamo (o almeno non interroghiamo solo) la politica, la scuola, la famiglia, la chiesa. Interroghiamoci uno per uno, e chiediamoci: sarebbe cambiato qualcosa per Simone se sulla sua strada avesse incontrato anche me?
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Piccolo OT, ma nemmeno poi tanto @spino. Si il problema più grande è culturale, ma tutti ne contribuiamo, anche la politica. Quando vedi che c'è da adeguare le norme nazionali a quelle internazionali, e questioni come omofobia, unioni tra sessi uguali Etc non solo non passano, ma se lo fanno ti dicono che te non puoi discriminare, ma un partito politico si, lo stato forse non avalla pensieri e modi discriminatori di suo? E se avalla lo stato, perché il singolo dovrebbe porsi problemi? Gli sleepy (coloro che son gay ma non sanno di esserlo, e rifuggono il loro essere diventando gli aguzzini del caso), non credi si sentano autorizzati a denigrare tutto e tutti? I gay, i Rom, i neri, gli extra, i brutti, tutto ciò che per loro è trash? Finché sulla stampa ancora appaiono come scoop del secolo la supposta scoperta dell'attore o del calciatore gay di turno, non si avalla che il gay sia una cosa che fa notizia, scalpore, scandalo? Se come statisticavano a suo tempo, i gay "palesi" rappresentano una percentuale vicina al 15% della popolazione, aggiungi i velati e gli sleepy, mi dici dove sta lo scandalo? Ecco, io ad esempio se so di qualcuno omofobo, tipo capi di partito, tipo un noto produttore di caffè del nordest, io quel partito non lo voto, quel caffè non lo compro, nemmeno al bar. Segnali minimi, ma pensa /pensate se il 15% della popolazione comincia ad andare al bar e dire: cambia fornitore di caffè, se no cambio io il bar, cambia testa al tuo partito, smetti di far finta di sostenerci quando sei il primo che non ci aiuta e ti ricordi di noi solo al momento del voto, non credete che le cose cambierebbero un po? Poco poco, ma qualcosa si muoverebbe. Conosco chi ha perso l'amore della sua vita, quando ha saputo che non sarebbe mai stato con lui pubblicamente, perché il mondo dello spettacolo non accetta realmente gli attori gay. Ha preferito lasciarlo, piuttosto che nascondersi. Tanto per dirne una…
Sottoscrivo ogni singola parola, ogni tanto posso non essere in linea con Max, ma sui temi fondamentali la sintonia è assoluta! Quando sento queste cose soffro terribilmente, mi sembra di non fare abbastanza. Mi batto da sempre per questo e altri temi importanti, come la lotta al razzismo di ogni genere ma a volte mi sento davvero impotente contro la stupidità umana!
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
le frasi offensive, se mai apparissero, comunque verrebbero subito cancellate dal lavoro degli amministratori..... ma si tratta dell'opportunità ad affermare sé stessi e la propria identità che spesso viene negata
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endo
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01/01/2000 00:00
Io non vorrei sminuire il gesto pensando al suo orientamento sessuale, rimane sempre un suicidio, e non credo che si sia tolto la vita solo per far diventare l Italia un paese meno omofobo...ma rifletterei perché nessuno si è accorto del disagio del ragazzo, o perché non ne ha parlato ?!? Mi spiace per il gesto estremo e irrimediabile...
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
La legge può anche fare da deterrente a comportamenti gravi di bullismo di stampo omofobico, poi è chiaro che non succederà che approvata la legge cambia la testa della gente, ma spesso la legge serve anche ad accompagnare e sostenere il cambiamento culturale. se per tutte le leggi avessimo aspettato che il cambiamento maturasse nella testa di tutta la nazione, probabilmente saremmo ancora nell'età della pietra. Poi, per far crescere il Paese serve anche educazione, serve che se ne parli, a scuola, in TV (nella TV fatta bene, è chiaro: penso a Benigni a Sanremo qualche anno fa). Ma servono anche istituzioni che se ne facciano carico (a Torino da diversi anni il Comune, su sollecitazione e con la collaborazione delle associazioni del movimento LGBT ha aperto un servizio per il superamento delle discriminazioni basate su orientamento sessuale ed identità di genere che promuove azioni positive, tra cui la formazione agli operatori delle scuole, ai servizi sociali, agli operatori comunali, dagli sportellisti ai vigili urbani). Ma continuo a pensare che oltre a quanto invochiamo fuori da noi, c'è bisogno delle risorse che ognuno di noi può investire nel quotidiano: quando ero un adolescente, ricordo che anche le piccole battute che possono sembrare banali, anche i riferimenti stupidi, per me risultavano pesanti come coltellate... E rilancio la domanda che chiudeva il mio primo post e che tutti noi ogni tanto dovremmo porci: sarebbe cambiato qualcosa per Simone se sulla sua strada, anche solo per un secondo, avesse incontrato anche me?
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01/01/2000 00:00
Ma guai a chi è diverso essendo egli comune
....ed è qui che vi voglio
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01/01/2000 00:00
mi fa piacere che ad aprire questa discussione siano stati due eterosessuali, grazie
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Premetto che nel mio giro di amici e parenti tutti sanno i miei gusti sessuali, che sono naturista, che cosa voto e in cosa credo o non credo...non capisco però perchè si dovrebbe sempre sottolineare cose della propria vita in pubblico. Io parlo di me con chi mi è amico! Così come non ho necessità di andare in giro dicendo a tutti sono naturista...lo dico se capita ma non cerco a forza di entrare in argomento per farlo sapere. Così dovrebbe essere per la sfera della sessualità. E' proprio parlare con le persone sbagliate che crea i problemi. E internet accresce ancor più le discriminazioni, proprio perchè oggi, soprattutto i più giovani, usano FB per raccontarsi in modo troppo esplicito.
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
fenice, io al pride ci vado dal 1994, il primo fatto a Roma a livello nazionale, avevo 20 anni) e poi ci sono andato per anni anche in Francia e tre volte a boston....la percentuale di macchiette è assolutamente uguale in tutto il mondo, così come in Italia: la differenza è nella stampa italiana, che mostra solo le macchiette, mentre la stampa di altri paesi fa informazione e non cerca a tutti i costi di stuzzicare i pruriti dei lettori idioti..... fatta la doverosa difesa di una manifestazione importante come il pride (ricordiamoci di stonewall...) verissimo quanto dici sugli accenni alla fidanzatina...come dice un mio amico, la società e la cultura massificatrice considera tutti etero fino a prova (o dichiarazione) contraria. E' per questo che considero il coming out (per chi se la sente, chiaro, senza imporlo a nessuno) come un gesto liberatore a livello individuale (affermo la mia vera identità senza vergogna, con fierezza di me stesso e di tutto quel che io sono, con tutte le mie caratteristiche, compresa quella fondamentale del mio modo di amare ed innamorarmi, esprimo la mia fierezza, il mio pride, ancora più forte proprio perché è una fierezza spesso frutto di un travaglio e di un lavoro che ho dovuto fare su me stesso, e i cui risultati non sono disposto ad occultare. Ma oltre al valore individuale, il coming out ha un grosso valore politico: di nuovo, mette in crisi la cultura dominante che vuole un ordine polarizzato: bianco-nero, bello-brutto, maschio-femmina...ed anche il valore di portare la richiesta di diritti da teorica a richiesta di diritti per persone in carne ed ossa, con nome e cognome, che escono per strada, si espongono e cercano diritti....e il valore non è solo per i gay, ma per tutti: una società attenta ai diritti delle minoranze è una società più giusta per tutti, perché tutti, prima o poi siamo minoranza per qualche motivo....ancora: visibilità=vivibilità, quello che dicevo prima: se il mondo pensas che i gay siano pochi o siano tutti fenomeni da circo, la percezione della società non cambierà mai, se scoprono che io, quello che allo sportello ti aiuta a cercare lavoro e spesso ci riesce, son gaym, forse il tuo metro di giudizio cambia.....qualcuno, in questo post, mi diceva: ma perché devi dire che sei gay, così ti ghettizzi....beh, per me è esattamente il contrario, dicendolo, dal ghetto esco ed entro nel mondo per come sono..... Stop, ma prima una precisazione: la parte della legge sull'omofobia che citi, è stata voluta principalmente dalla CEI, e perseguita dalla senatrice col cilicio, per il timore che papi e vescovoni potessero andare fuori legge.....
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
@fenice, d'accordo con quasi tutto quel che dici, tranne alcune sfumature trascurabili.....una delle cose che altre volte avevo notato nel tuo modo di scrivere, quando si parla di questo tema, è che spesso, ed anche nel tuo post precedente, usi frasi tipo "chi se ne frega cosa uno fa a letto" o "chi se ne frega di come uno scopa"...corrette, per carità (e sai benissimo di come io consideri la sessualità tra gli elementi fondamentali della personalità di un individuo), ma ancora più fondante (e più utile a far riflettere gli altri) credo sia ragionare spostando il focus dal sesso (che per molti è "solo" istinto) ai sentimenti: chi se ne frega di come uno si innamora o di chi ama, mi pare sia ancora più forte e meno suscettibile di ipocriti moralismi..... @gomper, bello il tuo post, che mi piace corredare con quelli che forse sono i versi più famosi di Sandro Penna (umbro, come fenice): Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune. (da Appunti {1938-1949})
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maro58
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01/01/2000 00:00
Premetto che sono etero. (scusa asterix ma ci voleva) Quando ho sentito la notizia al Tg la 1° cosa che mi è corsa nella mente è stata: gay, ebrei, zingari..... mauthausen Non penso di dover aggiungere altro se non che uno è libero di avere il credo che vuole, vivere come ritiene più opportuno ed avere gusti sessuali propri. Mi associo a fenice per la preghiera.
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
la differenza con le altre minoranze discriminate sta nel fatto che con l'essere gay, lesbica, bisessuale, transessuale e transgender, devi farci i conti spesso da solo. se nasci nero in moltissimi paesi sei discriminato, ma hai dei punti di riferimento, una cultura di riferimento, una famiglia che spesso ti sostiene nel farti la scorza rispetto alle possibili discriminazioni, o comunque una famiglia ed una comunità che possono sostenerti ed aiutarti a crescere più o meno armoniosamente con la tua diversità. Nel caso di Simone, la famiglia ha dichiarato di non sapere che lui fosse omosessuale. Solitudine, mancanza di riferimenti, voglia di negare a sé stessi la propria natura. Le "differenze" etniche non hanno bisogno di coming out, chi ne è portatore, le porta sulla propria pelle, nel proprio nome, nella propria famiglia. Senza polemica, ma solo per riflettere: se Simone si fosse iscritto a questo forum, e si fosse presentato dicendo "sono gay", e qualcuno gli avesse risposto: no, questa cosa non la puoi scrivere, come pensate si sarebbe sentito?
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Quoto in toto quanto detto da Marco e Jo!
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