Roma, si lancia nel vuoto: "Sono gay...."

giobert 02/09/2026 21:37 3.012 Visite
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endo
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01/01/2000 00:00
Io non vorrei sminuire il gesto pensando al suo orientamento sessuale, rimane sempre un suicidio, e non credo che si sia tolto la vita solo per far diventare l Italia un paese meno omofobo...ma rifletterei perché nessuno si è accorto del disagio del ragazzo, o perché non ne ha parlato ?!? Mi spiace per il gesto estremo e irrimediabile...
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Marco e Jo
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01/01/2000 00:00
La legge può anche fare da deterrente a comportamenti gravi di bullismo di stampo omofobico, poi è chiaro che non succederà che approvata la legge cambia la testa della gente, ma spesso la legge serve anche ad accompagnare e sostenere il cambiamento culturale. se per tutte le leggi avessimo aspettato che il cambiamento maturasse nella testa di tutta la nazione, probabilmente saremmo ancora nell'età della pietra. Poi, per far crescere il Paese serve anche educazione, serve che se ne parli, a scuola, in TV (nella TV fatta bene, è chiaro: penso a Benigni a Sanremo qualche anno fa). Ma servono anche istituzioni che se ne facciano carico (a Torino da diversi anni il Comune, su sollecitazione e con la collaborazione delle associazioni del movimento LGBT ha aperto un servizio per il superamento delle discriminazioni basate su orientamento sessuale ed identità di genere che promuove azioni positive, tra cui la formazione agli operatori delle scuole, ai servizi sociali, agli operatori comunali, dagli sportellisti ai vigili urbani). Ma continuo a pensare che oltre a quanto invochiamo fuori da noi, c'è bisogno delle risorse che ognuno di noi può investire nel quotidiano: quando ero un adolescente, ricordo che anche le piccole battute che possono sembrare banali, anche i riferimenti stupidi, per me risultavano pesanti come coltellate... E rilancio la domanda che chiudeva il mio primo post e che tutti noi ogni tanto dovremmo porci: sarebbe cambiato qualcosa per Simone se sulla sua strada, anche solo per un secondo, avesse incontrato anche me?
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01/01/2000 00:00
Marco, guarda che ho sempre creduto e sostenuto i Pride, facendo cogliere gli aspetti buoni, e prima di tutto il ricordo di quel tristissimo evento. E ho pure spiegato a tanti amici e conoscenti, gay in prima fila, da cosa deriva l'appellativo "manifestazione dell'orgoglio omosessuale". Molti, troppi dicevano "cosa c'è di essere orgogliosi ad essere gay?", non capendo che il riferimento non è al fatto di essere gay, ma al fatto di poterlo dire, manifestare, far conoscere. Ne più ne meno di chi ha contestato le "giornate dell'orgoglio nudista", lanciate nel bresciano. Non è l'orgoglio di essere nudisti (anche se io sono orgoglioso di esserlo), ma è la possibilità di poterlo dire senza paura di essere condannati, di poterlo esporre senza essere giudicati. Dico soltanto che alcuni eccessi, non di tipo folcroristico, ma di tipo sessuale, oserei dire di pornografia o pornoatteggiamenti, dovrebbero essere evitati. A me piacerebbe vedere in sfilata pure persone (per assurdo, capiscimi bene) in giacca e cravatta, o con le loro divise da lavoro, proprio per far vedere che tutti possono esserlo, come correttamente dicevi te, senza che nulla venga alterato. Il medico, il dentista, l'avvocato, l'operaio, l'impiegato, il militare, il calciatore, l'attore..... ma fin in fondo, chissenefrega con chi fa sesso? Ci interessa la sua correttezza, il suo ruolo lavorativo, o il suo letto? CHe forse son meglio gli etero cornificatori, quelli che mantengon fior di amanti, quelli che vanno a trans e prostitute varie e potrei durare fino a domattina senza finire l'elenco. Il coming out è un valore preziosissimo, ma secondo me non da evidenziare come paletto ovunque, ma quando ha un senso farlo. E' come per il nudismo. Io dico che se pur come sito rispettiamo chi non può o non vuol metterci la faccia, apprezzo a stimo quanti escono dall'anonimato e mettono faccia, visibilità e operato nel difendere la causa nudista. Ma per far questo, non significa che nel campanello di casa debbano scrivere "Pinco Pallino -nudista". O portare una targhetta con scritto io sono nudista. O accogliere un cliente e dire: "salve io sono un avvocato penalista-nudista". Che c'azzecca? Io sono Pinco Pallino, io sno avvocato. Stop, Finisce li. Se io sono nudista o gay o cacchi ne so, esula dal contesto. Quando serve è ed utile il coming out? (e sia chiaro che vale per tutti: gay, nudisti, e tutto ciò che c'è di considerato non conforme alla società). E' utile, è indispensabile, è corretto, quando il contesto è quello giusto per manifestarlo. Quando stai facendo una manifestazione, quando parli con persone di temi inerenti, quando il rivelarsi diventa utile alla causa. Diversamente è solo una specie di esibizione inutile, spesso dannosa. Se forzata, fuori luogo, diventa un voler imporre non la propria accettazione, ma la propria presenza e realtà. E le cose imposte, da sempre, mettono paura e son contrastate ancor più fortemente da chi non è del giro. Ciò non può signifcare che uno si debba nascondere, anzi, tutt'altro. Ma non vuol nemmeno poter dire che ora aggiungo al mio tesserino di riconoscimento che son nudista o chissà cos'altro. Per la legge: non ho seguito gli ultimi step della legge, purtroppo avevo problemi più seri in quel periodo, ma anche se imposta da altri, alla fine sempre i parlamentari hanno inserito le varianti: quegli stessi parlamentari che quando c'è stato da votare divorzio e aborto, di quanto pensava e chiedeva la Cei o chi per lei, non gliene è fragato proprio un cacchio; gli stessi che han manifestato a favore delle famiglie, contro i Dico, pur essendo pluridivorziati..e non andiamo oltre che se no mi devo autocensurare. Una cosa ingiusta è ingiusta a prescindere da chi la fa, la impone, la scrive ma soprattutto la vota. E chi vota stronzxxxte come questa, il mio voto non lo riceverà mai. Se non altro, questo ancora son libero di farlo.
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01/01/2000 00:00
Queste notizie ti mettono sempre terrore, ti fanno sentire indifeso contro questa umanità del finto perbenismo, ti fanno subire non solo la tragedia umana, ma anche quella sociale. E ti fanno soprattutto sentire in colpa, perchè i primi ad essere colpevoli siamo tutti noi, e in particolare chi è in prima misura discriminato ma si nasconde. Solo che non si cessa di nascondersi urlando la propria appartenenza all'una o l'altra minoranza (quella gay non è l'unica cosa ad essere discrminata), ma lottando duro contro ogni forma di razzismo, xenofobia, omofobia, discriminazione. La miglior lotta, per me, è dichiarare a tutti che tutti vanno rispettati e difesi. La conseguenza dell'accettazione del "diversamente normale" (nel senso di una normalità espressa in modo alternativo, come può esserlo in ingegnere astrofisico nei confronti di ingegneri civili) sarà automatica, e non solo per i gay. Come lottare? In mille modi diversi. Dal difendere le idee altrui, dall'accettare chi non la pensa diversamente da te, purchè sia nel lecito, dall'osteggiare, fino a non dare il voto, al politico che se ne frega di queste problematiche, anzi le osteggia. una preghiera per questo povero fratello
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01/01/2000 00:00
Piccolo OT, ma nemmeno poi tanto @spino. Si il problema più grande è culturale, ma tutti ne contribuiamo, anche la politica. Quando vedi che c'è da adeguare le norme nazionali a quelle internazionali, e questioni come omofobia, unioni tra sessi uguali Etc non solo non passano, ma se lo fanno ti dicono che te non puoi discriminare, ma un partito politico si, lo stato forse non avalla pensieri e modi discriminatori di suo? E se avalla lo stato, perché il singolo dovrebbe porsi problemi? Gli sleepy (coloro che son gay ma non sanno di esserlo, e rifuggono il loro essere diventando gli aguzzini del caso), non credi si sentano autorizzati a denigrare tutto e tutti? I gay, i Rom, i neri, gli extra, i brutti, tutto ciò che per loro è trash? Finché sulla stampa ancora appaiono come scoop del secolo la supposta scoperta dell'attore o del calciatore gay di turno, non si avalla che il gay sia una cosa che fa notizia, scalpore, scandalo? Se come statisticavano a suo tempo, i gay "palesi" rappresentano una percentuale vicina al 15% della popolazione, aggiungi i velati e gli sleepy, mi dici dove sta lo scandalo? Ecco, io ad esempio se so di qualcuno omofobo, tipo capi di partito, tipo un noto produttore di caffè del nordest, io quel partito non lo voto, quel caffè non lo compro, nemmeno al bar. Segnali minimi, ma pensa /pensate se il 15% della popolazione comincia ad andare al bar e dire: cambia fornitore di caffè, se no cambio io il bar, cambia testa al tuo partito, smetti di far finta di sostenerci quando sei il primo che non ci aiuta e ti ricordi di noi solo al momento del voto, non credete che le cose cambierebbero un po? Poco poco, ma qualcosa si muoverebbe. Conosco chi ha perso l'amore della sua vita, quando ha saputo che non sarebbe mai stato con lui pubblicamente, perché il mondo dello spettacolo non accetta realmente gli attori gay. Ha preferito lasciarlo, piuttosto che nascondersi. Tanto per dirne una…
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01/01/2000 00:00
non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, non c'è peggior falso di chi altera realtà a suo comodo e piacimento. Questo fa gettare persone dalle finestre. Loro non hanno avuto il coraggio di dire il falso, e non potevano dire la verità, con la bocca tappata da coloro da cui si sarebbe aspettato una difesa. Genitori, amici, sostenitori di cause con modalità a senso unico. Poter dire chi sei senza paura di rischiare nulla è bellissimo, costringere la gente a farlo per far numero, per far vedere che si esiste, per..... fa tremare e fa sentire inadeguati. "Se non trovo il coraggio di dirlo, non son degno nemmeno dei miei simili". Anche questa è discriminazione.
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01/01/2000 00:00
asterix ha scritto:
cordom ha scritto:
Cerchiamo di capolgere la situazione,nel senso che mi pare che una bella maturità in questo sito ci sia.Se uno mi viene a dire "scusa sono gay"io gli rispondo,ma perchè vuoi discriminarti ancora?Qui,a quanto ho letto nei post precedenti,dovremmo aver superato il dover definere il nostro stao.ok,ma in questo senso il regolamento ha una sua definizione,non in senso negativo,ma in senso propositovo.Mi piacerbbe che qui non avesse più senso dire son gay o etero perchè la mia amicizia non cambia di una virgola. Sto cercando di vedere queste cose in senso propositivo e dicendomi,ma perchè devo sapere che stato sei piuttosto che umanità hai da propormi?[:D][:D]
Non parlo di discriminazione, ci mancherebbe, la discriminazione si può fare anche in tanti altri modi e purtroppo nel nudismo e in questo forum, ne abbiamo viste e ne vedremo ancora. Io mi riferisco solo al fatto che aiuterebbe ad evitare di commettere delle gaffes, visto che non si vede chi si ha davanti quando ci si scambia messaggi sia in pvt che sun forum.
le gaffes non si fanno quando non si fa i sessounici, o i sessodistinguo. Che forse quando ci siamo conosciuti, tanti anni fa, ci siamo presentati dicendo "ciao sono x, sono nudista, sono gay (o etero, o bsx o scambista o cacchioneso?)". No ci siamo semplicemente stretti la mano, ci siamo parlati, a lungo, e siam diventati amici. Solo dopo anni, e puoi confermarlo, forse ci siamo aperti e detti qualcosa di più. E' forse stata un'amicizia difficile, una conoscenza complicata, ci siam forse limitati nelle battute o nel raccontare le proprie vite? Io di tutti gli amici del sito, conosco la sessualità di pochi, veramente pochi, e ciò non limita ne ha mai limitato i rapporti con nessuno. Io per amici ho persone, di tutti i tipi, dai vergini ai pensosoloalsesso, dai gay, agli etero,bsx, trans, dalle coppie (m/m f/f m/f), ai singoli e singole, dai monogami agli scambisti più sfegatati. Ma tutti son persone, che apprezzo attraverso ciò che fanno o dicono, non attraverso con chi o come vanno a letto. Ed è cosi per tutta le gente seria del sito. E un ps: dove sta scritto che uno nel forum non può dire chi è?
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01/01/2000 00:00
A parte che era a Dante (mi diventi vecchio?), ma è questo che intendevo e che dovrebbe essere. Posso capire chi esce per vacanze, ovvio che cerca assonanze, ma non chi fa semplici conoscenze. A che mi serve sapere chi è l'altro in questi sensi, se non per doppi scopi? (Sai, caso ma ci scappa altro… oppure cerca di attentarmi…) Cmq torniamo seri. Questi problemi ci sono, e tutti dobbiamo far si che non siano più tali, che uno sia libero di dire "io sono" ma anche che uno che non lo dice non sia emarginato, ed ugualmente rispettato. E soprattutto chi di noi è a contatto coi giovani, cessi i luoghi comuni che di suo sono discriminatori "hai fatto la fidanzatina? Smetti di mangiare così, che ingrassi e le ragazzine non ti vogliono più" e stia invece vicino ai giovani, non in senso fisico, ma intellettuale. Ogni volta che noi facciamo battute come queste, si da una versione precisa del nostro modo di vedere la vita, e il figlio, il giovane, che invece si scopre gay, ma anche Ciccio, ma anche bruttarello, mai cercherà conforto e confidenza in chi ha già dato la sua versione.
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01/01/2000 00:00
Vero eroe. Solo i buddisti sono a tolleranza quasi totale, tra le maggiori religioni. Ma hai scritto una cosa non vera, e non completa. Ti pare forse che filo anzi tipo gli skinhead siano religiosi? O che lo sia il KKk? O quelli di FN? Tanto per citare nomi noti. Guarda che è ormai assodato che i maggiori omofobi son quelli con un'omosessualità latente o repressa a forza, e questo aspetto può riguardare chiunque. Per le religioni, se guardiamo la cattolica, ci sarebbe da discutere un mondo e non finiremmo mai di capire Se leggi il nuovo catechismo del 1992, a firma di Giovanni Paolo II, i gay sono contemplati, raccomandano castità Etc, ma non prevedono esclusioni. Di fatto ne si riconosce lo status quo. Idem le parole di Francesco, che dice che lui "non è nessuno per poter emettere giudizi". Il vero problema sono i beghini, ma che ce l'hanno pure con letture attillate degli sciatori "perché si intuisce tutto", e il nero periodo Benedetto XVI, che come massimo ha vietato l'ordine (sacerdotale) ai gay, mentre è permesso agli etero; cosa in vero ben strana visto che è richiesto il celibato, indi etero o gay cosa cambia? Ciò evidentemente nasconde (va) l'idea che un gay è una persona da meno, un deviato, capace solo di delinquere. Forse bisognerebbe indagare presso i migliaia di "spretati" o di figli illegittimi di cotanti eccelsi etero. Ma questo è un'altro argomento.
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01/01/2000 00:00
Marco devo ammettere con piacere che hai ragione quando parli di sentimenti più che di sesso. Non ci piove, non fa una piega, contestazione lecitissima. Ma ti spiego perché uso il parametro sesso con più frequenza del parametro sentimento nei miei scritti. Da quando ho cominciato a scrivere su internet, la costante di chi contesta i gay, alla fin fine è solo il sesso, come se i gay fossero persone che pensano solo a quello, che vivono solo per quello. Ci sarebbe da scrivere un libro su questa questione, ma credo te mi abbia già capito cosa voglio dire. I parametri di giudizio della gente comune purtroppo finiscono sempre e solo nel discorso sesso. Per cui dire il "chissenefrega…" diventa conseguenziale. Se è quando parlo con gente che invece vive i gay, gli propongo il salto di qualità proposto dal film "Saturno contro", che giuro per me è stata un'ispirazione. Ad un certo punto il vecchio "frogio" romano, così tristemente si autodefiniva, disse alla ragazza della loro compagnia "voi vivete con noi, uscite con noi, vi divertite con voi, ma ci accettate e basta. Sarete veramente veri solo quando condividerete" (Le parole non sono proprio queste, vado a memoria e ho aggiunto per far capire).. Ecco che significa condividere? Significa gioire che hai voglia di vivere, che hai una relazione, che hai sentimenti puri, e son felice assieme a te. Non mi basta sapere che con te posso uscire che so, al bar, in spiaggia, e tutto sarà normale, ma io ti sono così amico e partecipe che parlo di te e con te senza che l'essenza gay disturbi il rapporto. Quando leggo nei report di spiaggia "c'erano molti gay" mi incazzo come una bestia. Perché la presenza gay dev'essere segnalata e quella di ciccioni no? (Mi scusino i ciccioni). Perché un gay deve far notizia, e tutto il resto no. Perché si parla della sospetta sessualità dei presenti, e non della pulizia della spiaggia, della sua ampiezza, di quanto sole c'era. Nei report spesso questo nasconde un malcelato tentativo di segnalare gente maschile che "ci prova".. Ora, se qualche deficiente c'è anche tra i gay, dopo tanti anni di spiaggia di ogni tipo, posso affermare al, via, 99% che i maschi che rompono sono per la maggiore non veri gay, ma solo sposati / fidanzati etero (facciamo bsx via) repressi e che utilizzano la spiaggia per cuccare e avere ciò che non hanno dalle loro donne. E fanno casini, e fanno si che il popolo gay finisca ancor più discriminato. Stonewell: ricordo che è iniziato con l'assalto della polizia al locale gay, in questo momento non ricordo se con morti, sicuramente con bastonati, e da li è sorta la fierezza di rivoltarsi pacificamente, sfilando e non avendo paura di dimostrare chi erano. Il primo pride in assoluto. Da un fatto triste (iniziale) il moto di rivelazione, diciamo il primo coming out pubblico. E questo E' un motivo più che valido per strillare ai quattro venti la propria identità sessuale.
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01/01/2000 00:00
Una precisazione: la verità sta nel mezzo!!! È vero tutto e il contrario di tutto, ma per certo so che le estremizzazioni rappresentano delle minoranze. Peccato che fanno casino e odiens per tutti, e che alla fine rappresentano e danneggiano tutti. Insomma come una spiaggia nudista: 3000 persone nude e tranquille, un segaioli, due che trombano, e diventano tutti una massa di maiali. È per questo che la massa silente e "normale" dei più dovrebbe farsi vedere e riconoscere: per far capire dov'è la verità. L'omofobia cesserebbe al volo. Però deve farsi riconoscere non sempre e ovunque con il badge al petto, ma quando diventa utile e necessario farlo presente. Non ostentazione, ma affermazione di stato di fatto normalissimi. E la paura finirebbe.
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01/01/2000 00:00
tutti siamo diversi da tutti, e ognuno ha le sue prerogative, positive e negative. L'importante e non imporre le proprie prerogative a chi non è come te, o non porre in discussione o in discrimine quelle altrui. Sempre finchè si parla di legalità, ovvio. 7 miliardi di persone, 7 miliardi di teste, di pensieri e di modi di fare diversi. Se si collabora e si riconosce la valenza degli altri, non diventa una torre di Babele, ma un cammino comune, ognuno col proprio io.
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01/01/2000 00:00
Marco e Jo ha scritto:
La legge può anche fare da deterrente a comportamenti gravi di bullismo di stampo omofobico, poi è chiaro che non succederà che approvata la legge cambia la testa della gente, ma spesso la legge serve anche ad accompagnare e sostenere il cambiamento culturale. se per tutte le leggi avessimo aspettato che il cambiamento maturasse nella testa di tutta la nazione, probabilmente saremmo ancora nell'età della pietra.
Esatto, è quanto affermo dicendo che certe posizioni non vanno accettate. Ho saputo tramite una petizione on line un aspetto della legge approvata che mi ha messo terrore. "il comune cittadino non può esprimere parole omofobiche, ma il partito politico (e penso ad alcuni di essi, formazioni giovanili poi non presenti in parlamento che fondano il loro esistere proprio su questi aspetti) può anche denigrare liberamente". Nel mio piccolo ho firmato contro questa assurdità, e ho inviato tutti i conoscenti su Fb a fare altrettanto. Poca cosa, non servirà a molti, ma già informare e far rendere conto diq euste cose fa svegliare la gente.
Poi, per far crescere il Paese serve anche educazione, serve che se ne parli, a scuola, in TV (nella TV fatta bene, è chiaro: penso a Benigni a Sanremo qualche anno fa). Ma servono anche istituzioni che se ne facciano carico (a Torino da diversi anni il Comune, su sollecitazione e con la collaborazione delle associazioni del movimento LGBT ha aperto un servizio per il superamento delle discriminazioni basate su orientamento sessuale ed identità di genere che promuove azioni positive, tra cui la formazione agli operatori delle scuole, ai servizi sociali, agli operatori comunali, dagli sportellisti ai vigili urbani).
condivido in pieno. Ciò che va contro l'essere umano dovrebbe per primo essere sostenuto dalle istituzioni, assieme al lavoro dei singoli
Ma continuo a pensare che oltre a quanto invochiamo fuori da noi, c'è bisogno delle risorse che ognuno di noi può investire nel quotidiano: quando ero un adolescente, ricordo che anche le piccole battute che possono sembrare banali, anche i riferimenti stupidi, per me risultavano pesanti come coltellate... E rilancio la domanda che chiudeva il mio primo post e che tutti noi ogni tanto dovremmo porci: sarebbe cambiato qualcosa per Simone se sulla sua strada, anche solo per un secondo, avesse incontrato anche me?
é quello che ho scritto frettolosamente nel post di stamattina. Stavo parlando con le mie colleghe di questo fatto, e si discuteva del come mai nel 2013, con il tanto parlare continuo che si fa dell'argomento, visto lo sdoganamento di tanti taboo, visto il comportamento assunto da tanti giovani etero (vedi depilazioni, vedi uso di perizomi, vedi l'estetica urban metropolitan tipo sopracciglia depilate e curate) che fino a poco più di un decennio fa avrebbe fatto gridare "al frogio!!", oggi sia una consuetudine non solo accettata, ma diventata assolutamente di moda, visto il dilagare degli emo, ....cosa porta un ragazzino a scegliere soluzioni cosi estreme, a non aver avuto il coraggio di confidarsi con la famiglia, ...se proprio non ha trovato amici con cui farlo. E gli dicevo appunto questo. I motivi reconditi della scelta, la reale situazione che questo viveva, forse solo lui lo sa, ma di fatto quanto noi adulti facciamo cose omofobiche senza nemmeno rendercene conto? E gli facevo l'esempio più classico, che inizia sin dalle elementari. Cose tipo: "ti sei fatto la fidanzatina", "guarda che bella bambina" etc, e giuro, nella mia vita, ho sentito rivolgere ai ragazzi battute e proposte ben più indecenti, quasi inviti allo stupro. E riflettevo con loro: quanto queste battute, che sembrano normalissime, invece poi gettano panico nell'adolescente, che appena si rende conto che la "fidanzatina" l'avrebbe pure in testa, peccato che sia il compagno di giochi, o di banco, o di pallone. Posso dirlo ai miei genitori che si aspettano che ritorni a casa con la figozza di turno? No di sicuro. Si aspetterebbe solo improperi o botte o peggio. E sicuramente in casa avrà anche sentito battute ben peggiori contro personaggi a cui sinceramente darei fuoco anch'io, che facendo la parte delle checche isteriche, fanno solo danni colossali al mondo gay. Per cui..... E aggiungo: ma personaggi come questi di cui sopra (tipo Malg... tipo Sol....), come fanno a non capire che cosi facendo gettano discredito sulle migliaia di gay che hanno il "difetto" di essere persone posate, professionisti integerrimi, persone corrette che hanno una sola differenza rispetto a tutti gli altri... amano persone del loro stesso sesso: stop. E anche manifestazioni tipo i Gay Pride, nati per difendere e propagandare la "normalità e diffusione" del popolo gay, pur avendo aspetti folcroristici e gogliardici, quando degenerano in manifestazini di nudità e sesso libero, che immagine mai danno agli etero che dovrebbero coinvolgere? "Ecco le checche che fanno la sfilata"....questo pensa purtroppo il perbenista (NDR e pure i gay posati e intelligenti) Ho assistito e partecipato al Pride del 2006 a Brigthown (le foto sul mio profilo FB), una festa magnifica in cui sfilavano poliziotti, pompieri, vigili, sanitari, radio, tv, militari, organizzazioni ecclesiastiche, e tantissimi ragazzi normalissimi, assieme a lesbo, trans e qualche drag. E il popolo inglese tutto li ad applaudire e sostenere. Di boiate ce n'erano, ma in tre ore di sfilata (contate voi quante gente c'era), di cretini totali che faceno movenze sessualmente esplicite ne avrò contati si e no un 10/20 persone. Vedendo quelle italiane, son rimasto di stucco. I tema "sesso libero" era la predominanza, e ovviamente mancava del tutto la presenza di organizzazioni ufficiali, vista l'omofobia ricorrente in Italia. Questo per dire che un je m'accuse ci vorrebbe proprio da quel mondo che vorrebbe diffondere se stesso.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Queste notizie ti mettono sempre terrore, ti fanno sentire Dal difendere le idee altrui, dall'accettare chi non la pensa diversaemnte da te, purchè sia nel lecito, dall'osteggiare, fino a non dare il voto, al politico che se ne frega di queste problematiche, anzi le osteggia.
La politica non è in grado di risolvere questi problemi, come spesso non è in grado di risolverne tanti altri, i politici ci sbattono su una legge fatta di parole incomprensibili e di mille cavilli, che non fanno altro che accentuare la differenza fra etero e omo, perchè quando si fa una legge ad hoc per difendere una "minoranza" non si fa altro che dichiarare apertamente che quella è una minoranza. Penso che la soluzione venga da noi, dall'educazione che abbiamo ricevuto e da quella che daremo ai nostri figli. Ma senza andare tanto lontano, quante volte anche in questo forum, preventivamente si sono prese le distanze dagli omosessuali, additandoli come persone "diverse" con gusti strani o sempre pronti a cercare facili approcci sessuali, la moderazione fa il suo lavoro e fa modificare questi messaggi se non li cancella addirittura, ma l'impresa ardua è modificare la mente delle persone, che tandono sempre a catalogare gli altri in: omo, etero, nudisti, tessili, motociclisti, single, coppie ecc... senza mai fermarsi un attimo a pensare che davanti si ha un semplice essere umano.
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01/01/2000 00:00
cordom ha scritto:
Cerchiamo di capolgere la situazione,nel senso che mi pare che una bella maturità in questo sito ci sia.Se uno mi viene a dire "scusa sono gay"io gli rispondo,ma perchè vuoi discriminarti ancora?Qui,a quanto ho letto nei post precedenti,dovremmo aver superato il dover definere il nostro stao.ok,ma in questo senso il regolamento ha una sua definizione,non in senso negativo,ma in senso propositovo.Mi piacerbbe che qui non avesse più senso dire son gay o etero perchè la mia amicizia non cambia di una virgola. Sto cercando di vedere queste cose in senso propositivo e dicendomi,ma perchè devo sapere che stato sei piuttosto che umanità hai da propormi?[:D][:D]
Non parlo di discriminazione, ci mancherebbe, la discriminazione si può fare anche in tanti altri modi e purtroppo nel nudismo e in questo forum, ne abbiamo viste e ne vedremo ancora. Io mi riferisco solo al fatto che aiuterebbe ad evitare di commettere delle gaffes, visto che non si vede chi si ha davanti quando ci si scambia messaggi sia in pvt che sun forum.
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