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gattofernando ha scritto:
un etero è diverso da un gay; un cattolico da un musulmano, un bianco da un uomo di colore. non possiamo negarlo. ma fare capire a tutti che quella differenza non ha una connotazione negativa ma al contrario è un arricchimento ... è questa la difficoltà!
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E' difficoltà dettata in primis dalla paura. Che la diversità sia una virtù è indubbio. Il problema è spesso il complesso d'inferiorità che si soffre... e non parlo tanto di chi appartiene alla presunta categoria "minore", ma proprio del gregario della maggioranza, che non capisce e non vuole capire, ergo preferisce l'oscurantismo per mascherare la sua pochezza. Oppure ha paura della tolleranza, se non addirittura di voler sotto sotto appartenere a quella minoranza, come diceva Piero, e di venire schernito o, peggio, emarginato. Ed ecco quindi che parte la tristissima arma di difesa da questa debolezza, che è spesso unirsi al branco e diventare ostili, schernire, vessare e umiliare a propria volta per sentire sempre meno questa debolezza e illudersi di esser forti (in realtà si è solo protetti) e uguali a ciò che è ritenuto "normale". Soprattutto, per non sentire il bisogno di fare i conti con la propria coscienza, come invitava (anzi, invita) il povero Simone.
Ora, molte di queste persone taceranno per un po' (come ne tacciono anche qui nel sito, salvo magari riprendere a lamentarsi l'estate prossima ad esempio "perché in quella spiaggia ci sono gli omosessuali [nota: non gli importuni in generale...] che ci provano"; sottolineo, a scanso di equivoci, che è una frase tra virgolette), ma non ci vorrà molto prima che la macchina dell'ipocrisia riprenderà coi suoi "Niente contro i gay (o qualunque "diverso"), ma...", dove è proprio il "ma" che è il vero male nonché segno di inciviltà edulcorato da quella beffarda premessa-standard: "Io non ho niente contro i diversi".
Invita a riflettere l'intervento di Gramellini a "Che Tempo che fa", che ha citato il mito dell'Androgino dal Simposio di Platone (
http://www.youtube.com/watch?v=CQA-GrBbuxE) chiudendo con "Se un uomo 2500 anni fa, e con lui un'intera civiltà, era riuscito ad elaborare un pensiero così moderno e così profondo, cosa è successo in questi 2500 anni che ci ha fatto diventare così cretini?"