Mi sembra di leggere gli ottusi commercianti di un luogo di mia conoscenza i quali pretendevano che, prima di attivare azioni commerciali e ristrutturazioni / ampliamenti strutturali, fossero i clienti ad andare da loro.
Il cliente (e per le associazioni un associato è assolutamente da vedersi come un cliente, poi diverrà un amico, ma in prima istanza è un cliente) va motivato, va catturato attraverso azioni di propaganda, dando qualcosa non solo ai soci ma anche a chi socio ancora non è, e non si parla solo di luoghi di ritrovo, ma anche e soprattutto di informazione, comunicazione, eccetera.
Prima di chiedere bisogna dare e solo il dare poterà l'avere.
Premesso che qui l'unico o quantomeno il primo a poter e dover rispondere era Michele (brutta abitudine quella dell'avvocato del diavolo) e che la sua risposta sebbene non propriamente corretta dal punto di vista del marketing è di certo quella meglio formulata, bisogna imparare a farsi autocritica piuttosto che inalberarsi ad ogni occasione: si cresce solo se si è capaci di auto criticarsi! Max, partendo da un fatto concreto (in cui è comunque evidente l'errore classico del cliente, ma è per l'appunto classico e da tenersi in considerazione non per rigettarlo ma per prevenirlo e gestirlo: partire subito all'attacco), propone delle ottime e solide considerazioni e.. invece di sviscerarle per bene, ci si sente accusati e si risponde picche. Boh, a me questo sembra il comportamento di chi ha la coda di paglia.